Mobilità e covid in Toscana: indagine campionaria nel mese di ottobre 2020

Ad ottobre 2020 quasi tutti hanno ricominciato a muoversi, ma la loro mobilità è diversa e minore rispetto alla situazione di pre-emergenza.

La mobilità della popolazione ha risentito in modo evidente dell’emergenza sanitaria legata al covid-19. Il distanziamento sociale e le modifiche delle abitudini a livello lavorativo e scolastico hanno portato ad un cambiamento delle scelte di mobilità e di utilizzo dei mezzi di trasporto, sia nei mesi più critici di chiusura completa (lockdown) sia in quelli di ripresa, anche a causa delle chiusure differenziate stabilite di volta in volta dai decreti del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) e dalle ordinanze locali (regionali e comunali).

Per conoscere meglio gli effetti dell'emergenza e delle misure stabilite dai Dpcm su trasporti e mobilità l’assessorato regionale ai trasporti ha commissionato all’Ufficio regionale di statistica un’indagine sulle scelte di mobilità dei toscani ed in particolare sui cambiamenti avvenuti tra l’autunno 2019 e quello del 2020, scegliendo l'ottobre 2020 come mese campione.

L’indagine è stata condotta in 4 aree territoriali (area metropolitana centrale; area metropolitana costiera; area Garfagnana e Lunigiana; area rurale e meridionale), intervistando persone di età pari o superiore a 14 anni.

Sono state condotte 3.451 interviste su una popolazione obiettivo di 3.301.632, per cui, data la dimensione del campione raggiunto,  l’indagine ha un buon livello di attendibilità.


Spostamenti

Il tasso di mobilità complessivo registrato ad ottobre 2020 è risultato pari al 98,8%, sostanzialmente simile al 99,1% dell’anno precedente. Dunque ad ottobre 2020, quando era diffusa la percezione di essere prossimi alla fine della pandemia, quasi tutte le persone hanno ricominciato a muoversi. Tuttavia solo la mobilità per commissioni e acquisti risulta tornata ai livelli dell’anno precedente (96,1% rispetto al 96,7% del 2019), mentre per studio e per lavoro ci si sposta meno (studio: 5,3% a fronte dell’8,1% del 2019; lavoro: 46,1% rispetto al 51,8% del 2019), sia perché molte di queste attività vengono svolte da casa (didattica a distanza, smart working) sia perché la crisi economica ha portato a chiusure aziendali e cassa integrazione.
Ci si sposta meno anche per svago e tempo libero (87,3% contro il 92,8% del 2019).

Cala anche la frequenza degli spostamenti: diminuiscono coloro che effettuano spostamenti giornalieri o 2-3 volte a settimana e cresce il numero di chi si sposta una volta a settimana o più raramente. Tale calo riguarda tutti gli ambiti - il lavoro, lo studio, le commissioni e il tempo libero - sia pur con intensità diverse.

Chi prima della pandemia utilizzava i mezzi privati ha continuato a farlo, senza variazioni rilevanti, mentre chi utilizzava i mezzi di trasporto pubblico locale su gomma e ferro ha in buona parte cambiato le proprie scelte di mobilità, passando al mezzo privato (per lo più automobile e moto) o iniziando a spostarsi a piedi.

Figura 1 – Tasso di mobilità complessivo e per tipologia di spostamento, in fase di mobilità standard (autunno 2019) e ad ottobre 2020 (valori percentuali). Fonte: Regione Toscana, Indagine “Mobilità e covid-19 in Toscana” - 2020
 

 

Mezzi utilizzati

In termini di mezzi di trasporto si registra un’accentuazione del già ampio utilizzo di mezzi privati, automobile e moto e il calo dell’uso del trasporto pubblico, mentre si mantiene in larga parte stabile l’uso della bicicletta e aumenta la scelta di spostarsi a piedi.

Ad ottobre 2020 gli utilizzatori di mezzi pubblici (ossia i soggetti che se ne servono in modo prevalente per almeno una tipologia di spostamento) costituiscono il 7,4% della popolazione mobile, valore in calo rispetto al periodo pre-covid (10,7%). Sono in genere giovani, in età compresa tra 14 e 35 anni, in prevalenza studenti.

La scelta del mezzo pubblico è motivata in primo luogo dalla comodità del viaggio (43,4% delle risposte) ma anche da motivi di necessità (non avere la patente (19,5%) o dal non poter disporre di mezzi privati (13,7%)).

Valutazione del trasporto pubblico rispetto alla emergenza sanitaria

Chi ha usato il trasporto pubblico nel mese di ottobre 2020 valuta nel complesso positivamente gli aspetti di gestione del servizio legati all’emergenza covid, con maggior apprezzamento per la frequenza del servizio (79,6% di valutazioni positive), le informazioni della segnaletica (78,1%), e il comportamento del personale in relazione al rispetto delle misure anti COVID (74,9%), tutti aspetti connessi con attività realizzate dalle aziende del trasporto.

Secondo gli intervistati le criticità maggiori riguardano il comportamento dei passeggeri in relazione alle misure anti covid-19 e il rispetto del numero di passeggeri a bordo. Due aspetti che registrano  le più alte percentuali di insoddisfatti: il primo 35% e il secondo 42,6%.

Aggiornato al:
16.03.2021
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48252309