Il porto di Livorno

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Informazioni generali
Servizi di interesse pubblico
Informazioni utili
La storia


Informazioni generali

Il porto di Livorno è un porto commerciale di notevole importanza; è completamente ridossato dai venti del I e II quadrante, mentre quelli del III e IV vi determinano una lieve risacca. E' composto da 4 bacini: Avamporto, Porto Mediceo, Bacino S. Stefano e Porto Industriale. Ha due imboccature: Bocca Nord e Bocca Sud che è la principale. Proprio davanti a quest'ultima è stato creato un settore di atterraggio/uscita per le navi in transito: prestare la massima attenzione.

Tipologia: Porto
Sito web: http://www.porto.livorno.it
Carte I.I.M.: n. 909, 4, 120, 61-62
Coordinate:  43°33',44 N 10°17',42 E
Canale VHF: Vhf canale 16 (servizio continuo) - 09 (Yacht Club)
Fondo marino: fangoso
Fondali: in banchina da 3 a 4 m
Orario e tipologia di accesso: Continuo. Velocità massima 5 nodi
Fari e fanali: 1884 (E 1347.8) - fanale a lampi bianchi, grp. 2, periodo 10 sec., portata 10 M sull'estremità Nord delle Secche della Meloria; 1888 (E 1348) - fanale a luce scintillante, grp. 6, e a lampi lunghi bianchi, periodo 15 sec., portata 12 M all'estremo Sud delle Secche della Meloria; 1892 (E 1348.5) - meda elastica cardinale Est a luce scintillante bianca, grp. 3, periodo 10 sec., portata 7 M presso il limite Est delle Secche della Meloria; 1896 (E 1356) - (RC-RACON) faro a lampi bianchi, grp. 4, periodo 20 sec., portata 24 M sulla scogliera presso l'imboccatura Sud dell'avamporto; 1901 (E 1358) - fanale a lampi bianchi con settore verde, grp. 3, periodo 10 sec., portata 9 M nel settore bianco e 7 M in quello verde sulla testata della diga della Meloria, a dritta entrando per la bocca Nord (settore bianco visibile da 064° a 138°, verde da 138° a 341°); 1906 (E 1360) - fanale a lampi rossi, grp. 3, periodo 10 sec., portata 7 M sulla testata della diga Marzocco, a sinistra entrando per la bocca Nord; 1911 (E 1368) - faro a lampi bianchi con settore rosso, periodo 3 sec., portata 11 M nel settore bianco e 9 M in quello rosso e sull'estremità Sud della diga Curvilinea, a sinistra entrando per la bocca Sud (settore bianco visibile da 078° a 139°, rosso da 180° a 078°; fanale di riserva a lampi rossi, periodo 3 sec., portata 6 M); 1912 (E 1375) - meda elastica laterale dritta a lampi verdi, periodo 3 sec., portata 4 M con riflettore radar, a 430 m per 152° dal fanale 1911; 1916 (E 1374) - fanale a lampi verdi, periodo 3 sec., portata 9 M sull'estremità Ovest della diga della Vegliaia, a dritta entrando per la bocca Sud (visibile da 330° a 240°; fanale di riserva a lampi verdi, periodo 3 sec., portata 6 M). Per gli altri fanali delle varie darsene e pontili, consultare l'Elenco dei Fari dell'I.I.M. a pag. 106
Venti: ponente e maestrale nella bella stagione - libeccio e scirocco in inverno
Traversie: libeccio
Rade sicure più vicine: Golfo di Follonica
Pericoli: entrando per l'imboccatura Nord tenersi al centro per insabbiamento lato destro
N° posti barca: 120
Lunghezza max: 30 mt
Divieti: di transito a navi e galleggianti nella zona di mare antistante il lato esterno della Diga della Meloria ad una distanza di 800 m


Servizi di interesse pubblico

Autorità marittima
: Capitaneria di Porto p.za della Sanità, 1
tel. 0586 826011, fax 0586826090 - E-mail: livorno@guardiacostiera.it - http://www.guardiacostiera.it/livorno/
Carabinieri: v. della Pieve, 8 tel. 0586 808002
Dogana: Darsena Toscana tel. 0586 886442
Enti turistici: Azienda di Promozione Turistica p.za Cavour, 6 tel. 0586 896173
cal. carrara tel. 0586 210331
barr. del porto tel. 0586 895320
Guardia di finanza: v. Varco Darsena Toscana tel. 0586 886114
Ospedale: Azienda Usl N6 di Livorno v.le Alfieri, 36 tel
Polizia: v. del Molo Mediceo, 1 tel. 0586 891287
Pronto soccorso: tel. 0586 883333/888888
Croce Rossa Italiana cal. carrara, 1 tel. 0586 882336
Servizi portuali: Corpo Piloti del Porto v. del molo Mediceo, 19 tel. 0586 897045
Gruppo Ormeggiatori del Porto cal. Lucca tel. 0586 894405
Taxi: Radio Taxi p.za XX Settembre, 18 tel. 0586 210000
Ufficio Postale: Scali d'Azeglio, 66 tel. 0586 896083


Informazioni utili

Come raggiungerlo via terra

In treno:
dalla stazione di Livorno centrale prendere gli autobus n. 1.
In auto: Uscita superstrada FI-PI-LI a Livorno Porto, seguire le indicazioni. Autostrada Genova-Rosignano uscita Livorno, seguire indicazioni porto-. Aurelia: seguire indicazioni porto.


La storia

Già duemila anni fa esisteva una cala, il porto di Labrone, di cui parla lo stesso Cicerone, adatta al ricovero di particolari imbarcazioni, veloci e di ridotte dimensioni, chiamate liburne. Questa cala, detta all'epoca appunto Liburna, probabilmente costituisce l'origine della città e del suo nome. Nei primi secoli dopo Cristo gli abitanti, che si erano insediati nei pressi del porto naturale, erano soprattutto pescatori e si trovavano sotto l'influenza di Pisa, al tempo importante porto commerciale.

Il territorio su cui sorgevano le poche costruzioni capostipiti della futura città, era paludoso e malsano e solo nell'undicesimo secolo una torre, detta Mastio di Matilde, sancì l'importanza del villaggio, al tempo parte di un importante feudo retto appunto dalla Contessa Matilde, Marchesa di Toscana.

Nei due secoli che seguirono Livorno fu rasa al suolo dai genovesi, poi fu riconsegnata ai pisani, subì alterne vicende, compresa la cessione poi annullata ai Marchesi di Massa, fino a quando i pisani non completarono la fortificazione del porto aggiungendo altre due torri ad un'altra che era stata eretta prima della cessione suddetta. Vengono anche costruiti magazzini che confermano l'importanza commerciale del porto. Un fondamentale aspetto della prima parte della storia della città consiste nella mutevole conformazione del territorio circostante; infatti l'Arno, dalle cui sponde partivano navi per tutto il Mediterraneo, in realtà, interrando progressivamente la propria foce e spostando spesso il proprio corso, determinò uno scadimento di quell'approdo a favore del porto di Livorno e, in uno scenario costituito dalle alterne vicende per il dominio del mar Tirreno, il borgo labronico comincia nel tredicesimo secolo, per proseguire nel quattordicesimo, a consolidare la propria struttura difensiva ed importanza strategico-economica, spesso peraltro messa a dura prova dagli eventi altalenanti di quegli anni. Il 1406 vede il declino come potenza marinara di Pisa e Livorno per quattordici anni passa sotto il dominio dei genovesi fino a quando, nel 1421, il possesso della città passa a Firenze che, in forte espansione e bisognosa di un efficiente sbocco al mare, da questo momento segnerà il destino della città che, fino al 1737, vede la famiglia dei Medici protagonista quasi assoluta degli eventi cittadini: da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico, da Cosimo Primo al figlio Francesco che in pratica imposta la struttura della città dando l'incarico all'architetto Buontalenti che la concepì a pianta pentagonale, e dopo questi, morto in circostanze oscure, Ferdinando primo, che migliorò l'aspetto urbanistico e a cui soprattutto si deve la "Costituzione Livornina", che, consentendo grandi incentivi e privilegi ai mercanti di qualsiasi provenienza che si fossero stabiliti ed avessero operato a Livorno, determinò un nucleo di popolazione da cui discendono molti degli abitanti attuali della città. Dopo Cosimo Secondo, Ferdinando Secondo, Cosimo Terzo termina la dinastia dei Medici con Giovanni Gastone: è il 1736 e gli abitanti di Livorno, a cui era stato dato il titolo di città centotrenta anni prima, supera i 30.000 abitanti. La dinastia che seguì quella dei Medici fu quella dei Lorena. Questa famiglia, legata agli Asburgo d'Austria, ha il suo primo rappresentante nel Granduca di Toscana Francesco secondo , marito di Maria Teresa figlia dell'Imperatore Carlo sesto, che nel 1745 divenne a sua volta Imperatore d'Austria e del Sacro Romano Impero e delega in sua rappresentanza un Consiglio di Reggenza con sede a Firenze. In questo periodo la città si espande anche alle spalle del porto ed oltre la zona litoranea, assume una conformazione meno arroccata a ridosso delle strutture difensive ed assume l'aspetto di stampo europeo, inoltre è proprio di questo periodo un notevole impulso delle arti, del commercio, dell'editoria che fa di Livorno centro di divulgazione culturale grazie al clima di sostanziale tolleranza. Nel 1765, alla morte di Francesco, gli si avvicenda, in Toscana, Pietro Leopoldo. Egli accentuò l'impostazione urbanistica della città del suo predecessore e collegò definitivamente le attività locali all'economia della regione. Tra le novità legislative, lungimiranti per l'economia, e all'avanguardia per i contenuti, è da ricordare l'abolizione della pena di morte nel 1786. Nel 1790 Pietro Leopoldo viene incoronato Imperatore e, ancora una volta, la Toscana è affidata ad una forma di reggenza ed in particolare a Livorno inizia il periodo legato al nome di Ferdinando terzo, che, in parte sulle orme del padre e in parte in maniera discutibile, governò in due periodi diversi che, a lato dei grandi avvenimenti europei, vide la città occupata dai Francesi, dagli Spagnoli e dagli Inglesi. Pietro Leopoldo secondo, al quale si devono trentacinque anni di buon governo della città, è l'ultimo dei Granduchi di Toscana: dal 1860 la storia di Livorno è parallela agli eventi che coinvolgono l'Italia.
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Aggiornato al:
01.12.2008
Article ID:
64992