Da Pistoia a Sambuca Pistoiese e Pescia

Anche in questo itinerario per arrivare a Pistoia si percorre l'autostrada A11 Firenze-Pisa Nord (Firenze Mare) fino all'uscita Pistoia, dalla quale si raggiunge in breve il centro cittadino.
Da qui, una breve deviazione porta a visitare il Cimitero militare brasiliano situato in località San Rocco.


Pistoia

La nascita di Pistoia è probabilmente da attribuire ai romani, che sembra l'abbiano fondata nel periodo compreso tra il 200 e il 150 a.C. Ancora oggi sono moltissime le testimonianze risalenti a quell'illustre passato che caratterizzano sia il centro cittadino sia il territorio circostante con i suoi borghi. La posizione strategica di molti paesi appenninici come San Marcello, Cutigliano e Popiglio è stata sfruttata fin dall'antichità per il controllo del territorio e la sua difesa dalle incursioni di popoli provenienti da Nord. Questa funzione è rimasta immutata nel corso del tempo, e anche in occasione del Secondo conflitto mondiale quella serie di colline e di cime hanno costituito il terreno ideale per la predisposizione di opere fortificate atte a frenare l'avanzata alleata da parte delle armate tedesche in ritirata. In particolare la fascia presidiata dalle truppe tedesche si estendeva dal passo dell'Abetone a Poggio Alto fino al confine con la provincia di Prato.
Per l'approfondimento delle vicende legate al passaggio del fronte e agli episodi di lotta partigiana particolarmente significativi nel territorio è possibile consultare la documentazione conservata presso l'Istituto storico della Resistenza della Provincia di Pistoia e quella della Biblioteca comunale Forteguerriana, in particolare il "Fondo CLN" – contenente documenti relativi al CLN pistoiese del periodo 1943-45 – e i 18 percorsi di lettura e fruizione multimediale "Resistenza e Liberazione 2004-2005" corredati da materiale a stampa.
La memoria della FEB. Da Pistoia si raggiunge facilmente la località di San Rocco dove si trova il Cimitero militare brasiliano. Costruito in ricordo del sacrificio compiuto dall'esercito brasiliano per la liberazione dell'Italia, accoglieva i corpi di 465 soldati che nel 1960 furono traslati in Brasile e sepolti nel Monumento nazionale ai Caduti di Rio de Janeiro. Oggi rimane solo il Monumento votivo militare brasiliano dedicato alla memoria del II Corpo di Spedizione Brasiliano (Força Expedicionária Brasileira – FEB) che partecipò attivamente alla Campagna d'Italia tra il luglio 1944 e il maggio 1945, e aggregato al IV corpo d'esercito della V Armata, comandata dal generale Clark, pagò un tributo di oltre 2000 vittime tra morti, feriti e dispersi.
A metà strada tra Pistoia e Prato sorge il paese di Montale che si raggiunge percorrendo per circa 9 km la provinciale 5 (via Nuova Montalese).
 

Montale

Antico feudo dei conti Guidi e successivamente borgo di rilevanza strategica per i conflitti tra Pistoia, Firenze e Prato, conserva numerose
Pistoia, il portico dell'ospedale Ceppo con il fregio di Giovanni della Robbia a Santi Buglioni.
testimonianze del periodo della Resistenza. Nel proprio territorio furono perpetrate due distinte rappresaglie a danno dei civili: l'impiccagione di 5 persone nella piazza centrale del paese, attualmente dedicata ai Martiri della Libertà, e la fucilazione nella località montana di Felciana di 11 civili all'interno di una "canicciaia" in muratura che, restaurata, è stata proclamata monumento nazionale. Inoltre il monte Pozzo del Bagno fu teatro di una cruenta battaglia fra i sudafricani della VI Divisione corazzata e i reparti tedeschi della 362a Divisione di fanteria che provocò decine di morti in entrambi gli schieramenti. In ricordo degli eventi della guerra di Liberazione il Comune ha promosso l'attivazione del percorso "Memoria della Linea Gotica", il cui itinerario attraversa le località di Felciana, monte Pozzo al Bagno, l'Acquifredula, passo di Cascina di Spedaletto, passo degli Acquiputoli, passo Valicatoia, Poggio Alto, passo Acandoli, monte Acuto, passo delle Cavallaie. Si tratta del fronte più avanzato della Linea Gotica, sul crinale sovrastante la valle dell'Agna, a protezione dei passi di Cascina di Spedaletto, degli Acquiputoli – che fu minato, causando decessi e mutilazioni tra i civili – e delle Cavallaie. Il percorso, eseguibile in circa quattro ore e di difficoltà media, è accessibile dalle strade Pistoia-Riola Tobbiana-Cascina di Spedaletto o dalla strada sterrata delle Cavallaie. Proprio in questa località sorge il monumento in ricordo di Imo e Luigi Biancalani, di 16 e 18 anni, trucidati dai nazifascisti il 15 aprile 1944.
Da Pistoia si prosegue verso nord lungo la statale 64 "Porrettana" e dopo aver attraversato la località il Signorino (9 km circa) ci si dirige verso il passo della Collina, che si raggiunge dopo 5 km.
 

Passo della collina

Nei pressi del Signorino, seguendo sempre la direzione passo della Collina, si incontrano anche nelle immediate vicinanze della "Porrettana" una serie di fortificazioni in terra e in cemento armato, in buono stato di conservazione e di diverse tipologie. La sezione pistoiese dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo (UNUCI) si dedica da tempo all'approfondimento degli aspetti strategici e militari delle vicende belliche che hanno interessato queste zone ed è in grado di mettere a disposizione, in particolare, un'approfondita conoscenza delle opere fortificate, del loro utilizzo e di quanto ne rimane ancora visibile sul territorio. Nella fattispecie sono previsti due itinerari, "il Signorino – Collina – Monte Cornato" e "Monte Lattai – l'Acquifredula – Monte Pozzo al Bagno – Cascina di Spedaletto – Poggio Alto", lungo i quali è possibile vedere i luoghi degli scontri e i resti dei vari tipi di fortificazione in cemento armato. Gli itinerari comprendono visite a fortificazioni permanenti munite di ricoveri in galleria, a postazioni "Tobruk", magazzino munizioni, trincee, postazioni per mortai, una Panther-Turm e osservatori e caposaldi a difesa della Linea Verde 1. Tutte queste fortificazioni, spesso munite di ambienti sotterranei, facevano parte di un sistema difensivo abbastanza articolato che si disponeva sui rilievi prospicienti il passo e poteva controllare agevolmente qualsiasi movimento di truppe lungo le varie strade che si ramificano a partire dalla vallata. È possibile visitare queste fortificazioni contattando l'UNUCI di Pistoia o il Gruppo storico di Ricerca Linea Gotica 1943-45 di Prato, organizzazioni in grado di accompagnare sui luoghi descritti fornendo utili chiarimenti e informazioni di carattere storico e militare.
Oltre il passo della Collina, lungo la strada statale 64 "Porrettana" si entra dopo alcuni chilometri nel territorio del comune di Sambuca Pistoiese. Proseguendo ancora per la statale 64, all'altezza di Taviano si gira per Poggio di Badi. Dopo alcuni altri chilometri si gira a destra in direzione Badi e, proseguendo, si arriva a Lentula, poi a Monachino e infine all'Acquerino. Qui, di fianco alla caserma della forestale si prende per Badia a Taona. Proseguendo ci si immette di nuovo, dopo 10 km circa, sulla statale 64 in prossimità del passo della Collina, e la si segue a sinistra per tornare a Pistoia.
 

Sambuca Pistoiese

Tipico borgo appenninico, offre scorci paesaggistici affascinanti e un territorio di assoluto interesse sul piano botanico e faunistico. La viabilità forestale di questa parte di Appennino, che nel passato costituiva il principale vettore dell'economia locale, offre tutt'oggi un'ampia gamma di sentieri che rappresentano infrastrutture turistico-ambientali di grande richiamo e suggestione. Attualmente sono attivi una serie di percorsi che si sviluppano nel territorio di Sambuca. Promossi dal Comune, sono percorribili tutto l'anno e comprendono vari siti particolarmente importanti per i loro legami con le vicende del passaggio del fronte durante la Seconda guerra mondiale. In particolare, si segnalano i percorsi cui si accenna di seguito.
Monte della Collina di Treppio – Taviano. A Monte della Collina e all'inizio della mulattiera che conduce a Taviano avvenne il gesto eroico del partigiano aglianese Magnino Magni, della formazione partigiana Matteotti Montagna. Il 17 aprile 1944 Magni attaccò un reparto tedesco delle SS che compiva un rastrellamento, perdendo la vita ma guadagnando ai compagni la fuga. Il 4 ottobre 1944 arrivarono a Taviano gli alleati angloamericani e posero qui il loro comando presso l'edificio dei Ferrari, situato nel gruppo di case denominato "l'albergo" e da allora chiamato "palazzo Roosvelt". Vi è testimoniata anche la presenza del generale Clark, comandante della 5a Armata americana. Il comando fu poi trasferito a Porretta Terme.
Nei primi metri del sentiero che da Taviano porta a Serra di Bocchio, il 27 settembre 1944, durante la battaglia di Taviano, cadde il partigiano della formazione Matteotti Montagna Amedeo Binacchi; grazie a questo scontro i partigiani anticiparono gli alleati liberando il territorio il 28 settembre.
Pontaccio – Teglia. Tra le due località aveva sede un ospedale da campo gestito prima dalle forze tedesche e poi da quelle alleate.
Giardino – Case Martini. Il percorso si snoda lungo la strada provinciale Ponte Teglia-Badi e conserva tracce, seppur modeste, della presenza tedesca.
Nel territorio di Sambuca vanno ricordate anche altre località connesse agli eventi della Linea Gotica e della lotta di Liberazione. In località Ca' di Gaudenzio, di fronte a Ca' di Dano, si riuniva la formazione partigiana Matteotti Montagna. La località Pian delle Casse o Gaggio di Treppio fu teatro di violenti scontri fra partigiani e truppe tedesche: qui, il 27 settembre 1944, morì in uno scontro a fuoco il partigiano pistoiese Cesare Gianni.
Infine vanno segnalate le località di Acquerino e Cascina dove permangono resti di postazioni alleate. All'Acquerino è localizzata una riserva naturale biogenetica, all'interno della quale è stato ritrovato di recente e restaurato un insediamento altomedievale, ubicato lungo un'antica via diretta all'abbazia di S. Salvatore di Fontana a Taona, che conserva un ampio complesso murario a pianta quadrangolare e una chiesa monoabsidata di piccole dimensioni, entrato a far parte dell'itinerario della pietra dell'Ecomuseo della Montagna pistoiese.
Un itinerario alternativo è quello che partendo da Pistoia ha come tappe principali Monsummano Terme, il Padule di Fucecchio e Pescia. Lungo la A11 (Firenze Mare) ci si dirige verso la Valdinievole per raggiungere, nei pressi di Montecatini Terme, Monsummano Terme. Dopo pochi chilometri si arriva alla Riserva naturale del Padule di Fucecchio. Da Montecatini Terme percorrendo la strada statale 435 dopo circa 8 km si giunge a Pescia.
 

Monsummano Terme

Il paese, particolarmente conosciuto per l'attività termale, deve la sua fama anche al gran numero di grotte naturali presenti sul territorio. In particolare si segnala fra tutte la grotta Giusti, subito fuori dall'abitato.
Questo sito di rilevante valore naturalistico è famoso per aver ospitato durante la permanenza del fronte in territorio toscano il bunker predisposto per il maresciallo Kesselring all'interno della grotta naturale.


Il Padule di Fucecchio

Questa vasta zona è dal 1996 in parte tutelata da un'importante riserva naturale che ne protegge il peculiare ecosistema. Da alcuni anni inoltre è praticabile l'itinerario legato all'eccidio del Padule di Fucecchio, avvenuto il 23 agosto 1944. A seguito di numerosi episodi di guerriglia svoltisi a partire dal mese di luglio, il 23 agosto, nell'ambito di una più ampia azione rivolta ad annientare supposte bande di partigiani, il colonnello Crasemann diede ordine al capitano Strauch della 26a divisione Panzergrenadier di intraprendere un'azione contro i partigiani di cui si presumeva la presenza all'interno del Padule. Il rastrellamento si consumò tra la prima mattinata e il mezzogiorno e portò all'uccisione di 174 civili inermi, in gran parte donne, vecchi e bambini, sterminati casa per casa o nei luoghi di lavoro in tutte le località del Padule di Fucecchio.
L'itinerario che ricorda l'eccidio è rivolto sia alle scuole di ogni grado sia a gruppi di visitatori. È anche prevista la possibilità di visite con guide ambientali durante tutto l'anno, preferibilmente in primavera e in estate. Si segnala in particolare il percorso "Le Morette", che parte da Castel Martini e oltre a essere un itinerario di grande interesse per il birdwatching e l'osservazione naturalistica, si configura come vero e proprio percorso della memoria a ricordo dell'eccidio del Padule. A poche decine di metri dal Centro Visite di Castel Martini si trova un monumento realizzato dall'artista Gino Terreni a ricordo del barbaro eccidio. A breve distanza, sul lato opposto della statale, è possibile invece visitare il Giardino della Memoria, "spazio d'arte" realizzato dagli scultori Andrea Dami e Simone Fagioli. L'itinerario, promosso dal Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio Onlus di Larciano, è particolarmente consigliabile nel periodo di febbraio-giugno.
 

Pescia

Pescia è il capoluogo della Valdinievole, famosa in tutto il mondo per la floricoltura e ricca di testimonianze architettoniche di particolare pregio, come la cattedrale, sorta sull'originaria pievedi S. Maria, il Palazzo comunale, edificato sui resti del castello medievale di Pescia, o il ponte del Duomo.
In riferimento al periodo della Seconda guerra mondiale, Pescia viene ricordata soprattutto per la rappresaglia tedesca del 4 e 5 settembre 1944 in cui trovarono la morte numerosi cittadini innocenti.
Il territorio pesciatino, legato alle vicende belliche per la sua posizione geografica, rappresenta una delle vie di accesso al tratto montuoso dell'altopiano delle Pizzorne. La rilevanza strategica di questa zona, continuazione del tratto fortificato garfagnino che attraversava Borgo a Mozzano, è confermata dal gran numero di resti di fortificazioni in diversi siti delle Pizzorne, in particolare a monte Gallione, Croce di Brancoli, colle del Trebbio e monte Battifolle. L'itinerario "Alta Svizzera Pesciatina", che si articola tra Casa di Monte (Piteglio), monte la Bastia, monte Granaio, monte Biffa e monte Battifolle, rappresenta un ottimo percorso per visitare alcune di queste opere di fortificazione. A Pescia è attiva la Sezione Valdinievole dell'Istituto storico Lucchese, che a partire dall'estate del 2005 promuove l'itinerario della Linea Gotica nell'Alta Valleriana. Il percorso, che congiunge Serra, Le Pracchie e il monte la Bastia, consente l'osservazione di strutture residue del periodo bellico, quali piazzole per mitragliatrici, resti di bunker e camminamenti.

Aggiornato al:
19.02.2013
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570771