Da Massa a Carrara e Zeri

Provenendo da nord o da sud, si imbocca l'uscita Massa lungo l'autostrada A12 Genova-Livorno-Cecina e dopo 2 km circa, seguendo le indicazioni, si raggiunge il centro città.
 

Massa

La città occupa una ristretta fascia di territorio pianeggiante, racchiusa a nord-est dalla fitta cornice delle Apuane e a sud-ovest dal mare. Il nucleo abitato sorse nel periodo altomedievale, cui può probabilmente essere ricondotto lo stesso nome della città: il termine massa in quell'epoca definiva la fattoria o la proprietà fondiaria. Il vero e proprio assetto urbano della città, tuttavia, si delineò a partire dalla fine del Quattrocento, quando sotto la signoria dei Malaspina in un primo tempo e dei Cibo-Malaspina successivamente Massa fu protagonista di un periodo di grande rinnovamento e splendore, che si protrasse fino al Settecento avanzato. Proprio allora la città passò sotto gli Estensi, prima di essere occupata assieme a Carrara e alla Lunigiana dai francesi (1796), che la annetterono al principato di Lucca. A questo periodo, in cui Massa fu governata da Elisa Baciocchi, una delle sorelle di Napoleone, risale la moderna struttura urbana della città e, in particolare, la sistemazione della piazza degli Aranci che tutt'oggi ne rappresenta uno dei luoghi più caratterizzanti e suggestivi.
Una città per la pace. La Seconda guerra mondiale fu per Massa come per tutta l'Apuania (così venne denominata questa parte della Toscana dal regime) un periodo funestato da atroci stragi e da molteplici sacrifici, che non poterono che accrescere la tradizione fortemente antifascista e partigiana che già animava la popolazione di questi luoghi. In particolare dall'ottobre 1944 fino alla liberazione i partigiani del gruppo Patrioti Apuani, sotto la guida di Vinci Nicodemi, organizzarono e controllarono i varchi del fronte attraverso i quali migliaia di persone dal Nord fuggivano verso l'Italia già liberata. La memoria di tali eventi è tuttora vivissima negli abitanti di Massa che, non a caso, si fregia dell'appellativo di "città per la pace" e sono molte le testimonianze culturali che la città e i suoi dintorni offrono sugli eventi della guerra e in particolare della Linea Gotica.
A palazzo Bourdillon, in piazza Mercurio, è allestito il Centro di Documentazione Linea Gotica (CDLG), collegato all'Istituto storico della Resistenza apuana di Pontremoli. Creato dal Comune di Massa e gestito per convenzione dall'ANPI locale, il centro ospita una mostra fotografico-documentaria, un archivio di documenti originali relativi alle formazioni partigiane e ai fatti della lotta di Liberazione e una biblioteca specialistica che raccoglie materiale locale. È prevista la prossima digitalizzazione della documentazione conservata. Come attività didattica, oltre a corsi di formazione e a iniziative culturali specifiche, il centro propone visite guidate alla mostra e ai luoghi della memoria e conferenze nelle scuole. Vi si conserva anche una sezione di manifesti originali della RSI.
Ogni anno a Massa il Comune e l'ANPI organizzano eventi per tenere viva la memoria delle vicende belliche. In particolare il 10 aprile ha luogo la commemorazione della liberazione della città, nell'ambito della quale si svolge una pubblica manifestazione e si tengono incontri, mostre e spettacoli. Nel periodo autunnale si organizza inoltre, nella zona montana, un'iniziativa dedicata al fronte della Linea Gotica, con dibattiti e spettacoli.
Verso il Parco della Resistenza. Da Massa, in direzione Carrara, passato il ponte della Foce, all'altezza di Ortola inizia la strada che sale al monte Brugiana, lungo la quale sono situati i paesi di Lavacchio, Bardana e Bergiola. Questa zona rimase sempre inviolata dalle truppe tedesche e in mano ai partigiani. Dopo Bergiola, per una strada sterrata, si raggiunge il Parco della Resistenza, ideato da Mario Angelotti e voluto dai partigiani apuani. È costituito da una serie di sentieri lungo i quali sono disposti targhe esplicative, lapidi in marmo e reperti bellici, tra cui un piccolo cannone semovente che appartiene a una batteria di artiglieria tedesca operante nella zona apuana.
Si lascia Massa imboccando la statale 1 in direzione di La Spezia. Dopo 7 km si raggiunge l'incrocio che porta a sinistra a Marina di Carrara e al mare (3 km circa), a destra per la provinciale a Carrara (4 km).
 

Carrara

Sorta sulla colonia romana di Luni, dopo un periodo di presunto abbandono altomedievale, la città si sviluppò a partire dal Duecento in coincidenza con la ripresa dell'attività estrattiva. A quell'epoca risale la forma ancora oggi riconoscibile dell'abitato con le mura e le sei porte di accesso. Entrata, come Massa, alla metà del Quattrocento tra i possessi dei Malaspina e in seguito dei Cibo-Malaspina, fu poi annessa al ducato di Modena e successivamente, dopo l'epoca napoleonica (1815), passò agli Estensi. Le forti tradizioni libertarie della città, strettamente legate alle vicende dell'anarchia italiana, vengono per lo più ricondotte oltre che al radicato spirito risorgimentale degli abitanti, alla forte crescita che Carrara visse tra il Settecento e l'Ottocento e al connesso sfruttamento subito da larghe fasce della popolazione e in particolare dai cavatori. Tra le file partigiane, anche gli anarchici carraresi ebbero un ruolo molto importante nella liberazione dell'Apuania. In effetti Carrara fu punto strategico durante la Seconda guerra mondiale in quanto direttamente interessata dalle varie linee fortificate predisposte dall'esercito tedesco durante la ritirata. Una ricca documentazione fotografica e storica degli eventi bellici nel territorio apuano è oggi custodita presso la sede del Comitato provinciale dell'ANPI, al N. 1 di via Loris Giorgi. In particolare, il centro raccoglie materiali su episodi della Resistenza, su stragi e devastazioni, bandi e manifesti sia dei comandi occupanti sia del Comitato di Liberazione Nazionale, mappe militari, schede sui partigiani della provincia, elenchi e verbali di polizia fascista, atti di processi ai criminali di guerra e varie pubblicazioni.
Percorsi nei luoghi della Linea Gotica. La Linea Gotica, con la prima e la seconda la Linea Verde, costituiva nella zona tra Montignoso e Carrara un sistema fortificato disposto a ferro di cavallo. Dal porto di Carrara le fortificazioni, i reticolati e le zone minate proseguivano fino alla Fossa Maestra, al bordo della piana di Luni. A questa linea di difesa appartiene un muro anticarro (detto anche "il Muraglione"), posto in via Fivizzano, sull'argine sinistro del torrente Parmignola, nei pressi del porto carrarese. Si tratta di una struttura in cemento armato lunga alcune centinaia di metri, che presenta la tipica sezione a fungo con parziale sopraelevazione. Raggiunte le colline, la linea fortificata poteva contare su postazioni isolate fino alle Alpi Apuane, poi a est verso il monte Sagro, la montagna massese, quindi verso il monte Altissimo, per poi discendere al mare passando per il monte Folgorito e il comune di Montignoso (vedi itinerario Da Massa a Sant'Anna di Stazzema, p. 53).
In quest'area sono presenti numerosi percorsi che possono essere fruiti grazie a visite guidate organizzate dall'ANPI di Carrara in collaborazione con il Comune di Carrara. I principali, che presentano anche eventuali varianti secondarie di un certo interesse, sono i quattro di cui si dà conto di seguito.
Fossone Alto – Castelpoggio. Da Fossone Alto si può raggiungere, in auto o attraverso sentieri, Santa Lucia, situata in una zona panoramica di notevole importanza strategica ai fini del controllo e dell'avvistamento, in particolare, delle squadriglie di bombardieri in avvicinamento. A questo scopo i tedeschi avevano approntato un bunker nei pressi della chiesa del paese che serviva anche da osservatorio per la direzione del tiro. Il sito, di importanza militare cruciale, fu neutralizzato dal comandante partigiano Alessandro Brucellaria alla guida di un commando alleato.
Tutta la fascia collinare fino a Castelpoggio accoglieva postazioni difensive, molte delle quali ancora ben conservate, che concorrevano insieme a definire questa parte di Linea Gotica tracciandone l'asse in conformità conl'orografia del terreno. Numerosi villaggi della zona furono oggetto di combattimenti (Gragnana e Sorniano) e di eccidi (Fontia e Castelpoggio). Sono tuttora visibili alcune postazioni difensive, come piazzole per mitragliatrici e per l'artiglieria, prevalentemente caratterizzate da una struttura a pozzo circolare scavato e coronato da un muro, allora collegate da camminamenti a trincea.
Castelpoggio – La Maestà. Quest'itinerario comprende anche parti della seconda Linea Verde che Kesselring voleva far predisporre per aumentare la profondità della prima. Questa variante fu la sola realizzata nella parte che attraversa il comune di Carrara. La sua costruzione iniziò nel settembre del 1944 e prevedeva una deviazione del tratto fortificato fino al Forte Bastione. Castelpoggio si raggiunge in auto da Carrara con la statale 446 o attraverso un'antica mulattiera che parte dalla Foce di Ortonovo e attraverso un percorso di grande suggestione conduce alla Maestà di Castelpoggio, punto di scollinamento tra il versante marittimo e la Lunigiana, con l'Appennino sullo sfondo. Il sito ospitava una postazione da cannone a lunga gittata, la cui piattaforma in cemento è ancora visibile sul prato che guarda verso il mare.
Forte Bastione. Procedendo per la statale 446 da Castelpoggio si oltrepassa il bivio per Campo Cecina e si raggiunge poco dopo, sulla sinistra, uno sterrato che porta alla fortezza situata al confine tra la Toscana e la Liguria. È un forte ottocentesco che conserva praticamente intatte le proprie strutture, incluse interessanti opere come il sotterraneo per la polveriera di Aulla e per il monte Sagro. Fu teatro di assalti partigiani e fulcro dell'ultima resistenza nemica sulla seconda Linea Verde nei giorni tra la liberazione di Carrara e il 25 aprile. Caserma dei reparti dell'autoproclamata Repubblica di Salò, e pertanto assalita dai partigiani che ne asportarono armi e rifornimenti, ospitò in seguito truppe tedesche e fu teatro di scontri durissimi specie nelle ultime settimane di guerra.
La Maestà – Monte Sagro. Proseguendo da Castelpoggio sulla statale 446 e poi sulla provinciale 446 per Fosdinovo e Fivizzano, e deviando prima di Forte Bastione sulla via per Campo Cecina si percorre una strada che venne approntata su ordine del comando tedesco come opera accessoria per la predisposizione della Linea Gotica. Il suo completamento avrebbe permesso l'istallazione di mezzi pesanti su molte delle alture circostanti. L'opera si arrestò però in località Piscinicchi, oggi conosciuta come "Capanne Ferrari", poco prima della quale si trova il suggestivo punto di valico della Gabellaccia, crocevia di antichi sentieri tornati in uso durante il periodo bellico come vie di fuga delle popolazioni dei borghi incendiati. La strada fu portata a termine dopo la fine del conflitto e finisce oggi in località Acquasparta, dove è possibile visitare il museo dedicato alla Shoah e il relativo parco scultoreo. Poco prima del parco si apre il grande piazzale dell'Uccelliera con il suo splendido belvedere, sorto al posto di preesistenti fortificazioni tedesche. In pochi minuti da Acquasparta si raggiunge Campo Cecina, roccaforte partigiana posta a dominio del suggestivo e ampio paesaggio dalle Alpi Apuane alla costa ligure, dall'Appennino all'Arcipelago Toscano fino alla Corsica. Dal belvedere, lambendo la cava di Morlungo, si raggiunge la zona del monte Sagro, dove permangono tutt'ora camminamenti, gallerie militari, trincee e postazioni per cannoni. Proseguendo, ci si può spingere verso Vinca, frazione del comune di Fivizzano, teatro della terribile rappresaglia che fra il 24 e il 26 agosto 1944 costò la vita a 174 civili. Da Vinca si continua poi fino all'abisso del Balzone, dove era situata la funicolare nata per il trasporto del marmo, che aveva una capacità di carico tra le maggiori a livello mondiale. I tedeschi volevano utilizzarla per il trasporto in quota dei cannoni, ma il partigiano Mario Arata, detto "Coniglio", con un gruppo di compagni la fece saltare. L'intera zona fino all'Uccelliera è percorribile grazie alla rete viaria, mentre altre località sono raggiungibili attraverso i percorsi del CAI.
Da Carrara si prosegue l'itinerario lungo la strada statale 1 in direzione Sarzana e dopo circa 9 km si gira a destra lungo la statale 446, poi provinciale; in breve si raggiunge Caniparola, dove sorge villa Malaspina, una delle architetture più suggestive e interessanti del territorio. Percorrendo ancora la 446 si arriva a Fosdinovo.
 

Fosdinovo

Borgo feudale e successivamente centro politico e militare dei possedimenti dei Malaspina, che lo amministrarono fino all'Ottocento, ospita uno dei castelli più famosi della Lunigiana, aperto al pubblico e sede di concerti, mostre e altri eventi culturali.
Nel periodo bellico Fosdinovo subì gravi danni in quanto fu sottoposta al bombardamento degli alleati per sfondare la Linea Gotica. In località Le Prade, a breve distanza da Fosdinovo, si trova "La Colonia", sede del Museo audiovisivo della Resistenza delle province di Massa-Carrara e di La Spezia (città entrambe decorate con la Medaglia d'oro al Valor militare). L'edificio che lo ospita fu costruito dai partigiani della zona con l'aiuto di numerosi volontari e successivamente utilizzato dal Comune di Sarzana come colonia estiva, da cui il nome. A partire dal 1994, su iniziativa dell'ANPI di Sarzana, il fabbricato è passato alla sua nuova destinazione. Inaugurato il 3 giugno del 2000, il museo è costituito da una moderna installazione audiovisiva e da supporti multimediali che consentono organici percorsi di indagine storica e di approfondimento didattico sui temi della Resistenza e della costruzione della democrazia in Italia. È considerato, ormai anche internazionalmente, un'istituzione di riferimento per la storia militare del periodo relativo alla Seconda guerra mondiale.
È in progetto la costituzione, a partire dal museo di Fosdinovo, di una rete museale telematica che coinvolga anche come punti di fruizione le località di Forno di Massa, Fosse del Frigido, Bergiola di Carrara o Foscalina e altri luoghi della Lunigiana fino a Zerasco.
Ritornati a Fosdinovo, si può seguire la provinciale 57 in direzione di Aulla (18 km), prendendo a sinistra al bivio Foce il Cuccù per Ponzanello. Dopo alcuni chilometri si svolta ancora a sinistra sulla statale 63 per Aulla. In alternativa si può percorrere la statale 446 attraversando San Terenzo Monti, paese che subì atroci rappresaglie a ricordo delle quali conserva, accanto al monumento eretto all'indomani della guerra sul luogo dell'eccidio, una grande colonna di marmo bianco opera di Pietro Cascella. Proseguendo verso Aulla, prima di Pallerone una deviazione conduce a Canova; un cippo nella piazza principale del paese ricorda gli incendi e le rappresaglie tedesche nel corso di scontri con i partigiani, nel luglio del '44.
 

Aulla

Nata sul territorio dell'abbazia di S. Caprasio, fondata nell'884 in posizione strategica di assoluto rilievo, Aulla è stata molte volte aspramente contesa nel corso della sua storia. Il reticolo di valli circostante fu teatro di valorose azioni partigiane e crudeli rappresaglie. Domina il paesaggio la presenza del castagneto, intorno a una miriade di piccoli paesi dove gli sfollati di Massa, Carrara, Sarzana e La Spezia trovarono rifugio e accoglienza durante gli anni di guerra. Furono i castagni, con la loro farina, a sfamarli a migliaia. Il borgo, insignito della Medaglia d'oro al Merito civile, come ricorda il monumento bronzeo presso il Palazzo comunale, fu sconvolto dai bombardamenti aerei durante la Seconda guerra mondiale, che distrussero quasi il 98% del centro. Molti degli eventi di guerra sono documentati dalla raccolta fotografica del Centro aullese di Ricerche e Studi aullesi, in piazza Gramsci, presso la Biblioteca civica "Arturo Salucci"; sempre nella biblioteca, una mostra permanente racconta vicende e distruzioni di guerra con immagini e documenti. Ricorda il cruento trascorso bellico di Aulla anche il monumento in piazza Nenni, opera dello scultore Alessio Manfredi, inaugurato nel 2005 e dedicato al partigiano Leonardo Umile, Medaglia d'oro alla Resistenza, fucilato a Bigliolo il 7 aprile 1945.
Nel 2004, nel corso di scavi archeologici all'interno dell'abbazia di S. Caprasio, è stata rinvenuta, accanto alla tomba monumentale del santo e ai resti di chiese dell'VII e IX secolo, una bomba inglese inesplosa di 500 libbre, di cui resta l'impressionante impronta nell'argilla. Qui, in pochi metri, tra chiese per i pellegrini del Medioevo e residuati di guerra, si riassume tutta la storia della comunità. Tra quelle macerie giunsero finalmente i partigiani di Daniele Bucchioni, che dopo aspri combattimenti sconfissero i tedeschi che vi erano asserragliati.
Da Aulla, proseguendo l'itinerario, si risale la valle del Magra lungo la strada statale 62 fino a Pontremoli (21 km circa), a nord.
 

Pontremoli

Oppidum medievale dalle altissime torri, borgo mercantile situato in mezzo a un ventaglio di verdi vallate e punto d'incontro di storiche vie, è da sempre luogo di accoglienza e di ospitalità, come attestano anche i tanti ordini religiosi che nel corso dei secoli vi si sono insediati. Annesso ai domini del Granducato di Toscana dal 1650, conobbe un periodo di stabilità politica ed economica che ne favorì l'espansione. Come contributo alla guerra di Liberazione, Pontremoli ha dato 630 partigiani combattenti sul territorio nazionale, 28 dei quali caduti, e quasi un centinaio di vittime civili.
Presso Pontremoli ha sede l'Istituto storico della Resistenza apuana che custodisce una copiosa raccolta di materiali documentari relativi al movimento di Liberazione in Italia.
Da Pontremoli la provinciale 37 porta in 18 km al comune sparso di Zeri, con sede a Patigno.
 

Zeri

Siamo in un'area di notevole interesse naturalistico, ricca di boschi e di pascoli. Proprio sulla strada che viene da Pontremoli le brigate partigiane Vanni e Cento Croci si impegnarono nel tentativo di contenere l'avanzata nazifascista nel territorio zerasco. Oggi, nell'ambito dell'iniziativa "Porto Franco", voluta dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Massa-Carrara, il Comune di Zeri, in collaborazione con la sezione ANPI dell'Istituto storico della Resistenza apuana, propone un itinerario denominato "i sentieri della memoria di Zeri" che da Arzelato (frazione di Pontremoli) conduce a Patigno. Sono luoghi significativi della Resistenza, che in queste valli vide stanziarsi diverse brigate partigiane e consumarsi episodi bellici di rilievo, come i cruenti rastrellamenti dell'agosto '44 e del gennaio '45. Al passo del Rastrello si ammira il monumento dedicato alla "Libertà e alla Pace", inaugurato il 29 giugno del 1990 da Nilde Iotti, allora presidente della Camera dei Deputati.

Aggiornato al:
19.02.2013
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