Porto di Viareggio: limiti infrastrutturali e impiantistici per l'attività delle imprese


Limiti infrastrutturali legati all'attraversamento urbano e al collegamento con le direttrici stradali di grande scorrimento, alla geometria del tracciato stradale. Limiti nelle dotazioni, impianti e servizi nel porto, come smaltimento dei rifiuti, rete Internet, fornitura di energia elettrica e di acqua. Sono questi i principali problemi (grafico 1) che le imprese della filiera nautica operanti nel Porto di Viareggio segnalano rispondendo al questionario dell'indagine "Il Porto di Viareggio. Le opinioni delle imprese produttive della filiera nautica" promossa da Regione Toscana - settore "Programmazione porti commerciali, interporti e porti e approdi turistici - e dall'Autorità portuale regionale della Toscana e curata dal settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di statistica". L'indagine è parte integrante delle attività conoscitive preliminari all'elaborazione del progetto di variante al Piano Regolatore Portuale di Viareggio ed ha l'obiettivo di far partecipare il maggior numero possibile di operatori economici al processo progettuale. Tra il 5 settembre e il 10 ottobre hanno risposto al questionario, finalizzato a raccogliere opinioni e suggerimenti in vista della progettazione della variante, 101 imprese che operano nel porto.

In particolare l'indagine punta a conoscere l'opinione delle imprese nautiche del porto di Viareggio sull'assetto generale del porto, sulle sue infrastrutture, sui suoi spazi, dotazioni, impianti e mezzi di trasporto (leggeri, pesanti ed eccezionali), e a conoscere le difficoltà che incontrano nello svolgere le proprie attività.


Per il 45% delle imprese i problemi infrastutturali e impiantistici incidono sulla capacità dell'impresa di adattarsi alle esigenze del mercato in misura molto o abbastanza rilevante. Più ottimista il 36% delle imprese che ritiene che tali carenze impattino poco o per niente. Le imprese con sede all'interno o nelle vicinanze dell'area demaniale del porto, sono quelle più preoccupate per la capacità di adeguarsi alla concorrenza del mercato in rapporto alle carenze del porto

Sull'assetto generale del porto il 66% delle imprese dà voti negativi (voti insufficienti 1-5) . Il 21% delle imprese dà voti positivi (6-10). Il voto medio è pari a 4.
Meno critiche le valutazioni sull'assetto infrastrutturale previsto dal nuovo Piano Regolatore Portuale: il 40,6% delle imprese dà voti insufficienti e il 31% voti positivi. Il voto medio è pari a 5. Le valutazioni sono più critiche all'avvicinarsi all'area demaniale del porto.

Tra i principali suggerimenti delle imprese quello di affrontare le questioni infrastrutturali di accesso al porto, la concentrazione del traffico di alcune strade e l'incremento di spazi per la sosta. guardando di più alle esigenze degli operatori economici. Altre osservazioni riguardano:

  • contrastare fenomeni di sottoutilizzo o carente manutenzione delle aree demaniali in concessione
  • incrementare la ricettività nautica nel segmento megayacht
  • incrementare gli spazi dedicati al refitting
  • ridurre i tempi della burocrazia per i procedimenti di adeguamento del porto
  • migliorare l'immagine complessiva del paesaggio portuale
  • migliorare decoro, sicurezza e pulizia degli spazi portuali.

Grafico 1 – Graduatoria delle carenze di dotazioni, impianti e infrastrutture del Porto di Viareggio (% di imprese che indicano con "molto o abbastanza rilevanti" ciascuna delle carenze). Elaborazione dati settore "Sistema Informativo di Supporto alle Decisioni. Ufficio regionale di Statistica" della Regione Toscana, ottobre 2016

 


Anna Luisa Freschi

 

Aggiornato al:
03.08.2018
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13931671