Ospedali contro la guerra, la Toscana con Emergency

In Afghanistan, in Iraq, in Cambogia, in Sierra Leone e in ogni altro punto del pianeta dove ci sono civili che soffrono gli orrori della guerra, dove bisogna fronteggiare emergenze umanitarie, dove si deve affrontare il difficile cammino del ritorno alla normalità. E' questo l'impegno di Emergency, che la Regione ha deciso di condividere e sostenere con importanti progetti di collaborazione. Una collaborazione che in questi anni è più volte approdata anche al Meeting del 10 dicembre - che ha visto come ospiti sia Gino Strada che la moglie del chirurgo, Teresa Sarti - per poi assumere una sua precisa fisionomia con l'intesa firmata lo scorso 21 marzo. Con questo documento la Regione Toscana, assieme a 60 enti locali toscani (sei province e 54 comuni), poi cresciuti fino a 70, ha deciso di "adottare" sette ospedali di Emergency, assicurando finanziamenti per l'assistenza chirurgica e sanitaria alle vittime di guerra, l'attivazione di centri di primo soccorso e di riabilitazione, la fornitura di medicinali ed attrezzature, la formazione e l'aggiornamento degli operatori sanitari. Le sette strutture adottate dalla Toscana sono quelle di Anabah e Kabul in Afghanistan, quello di Goderich in Sierra Leone, di Battambang in Cambogia, di Sulaymania e di Erbil in Iraq, più un centro maternità in Afghanistan. Ad esse saranno destinate risorse dirette della Regione e degli enti locali, così come le risorse raccolte tramite i versamenti di associazioni e privati su un apposito conto corrente (n. 786213, intestato ad "Emergency Toscana", presso l'agenzia di Milano, via Mengoni 2, della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, ABI 5387 CAB 01600). Il progetto "Adotta un ospedale di Emergency" non è però l'unica iniziativa che ha visto lavorare assieme l'organizzazione non governativa di Gino Strada e la Regione Toscana. Basti pensare al Centro per le protesi e la riabilitazione degli arti dell'ospedale di Medea, in Algeria, frutto di un progetto di cooperazione avviato nel 1998 con la partecipazione della Regione, di Emergency e del ministero della sanità algerino.

Aggiornato al:
02.12.2008
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