Medicine non convenzionali, la Toscana all'avanguardia

La Toscana ha da sempre dimostrato una particolare sensibilità nei confronti delle medicine non convenzionali, considerandole efficaci come le cure tradizionali, e inserendole quindi nel sistema sanitario pubblico. Gli ultimi tre Piani sanitari regionali hanno previsto tutti azioni specifiche tese a promuovere l’integrazione delle medicine cosiddette alternative (omeopatia, agopuntura, fitoterapia, ecc.) negli interventi per la salute, per assicurare a tutti i cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica e nello stesso tempo garantire loro il più elevato livello di sicurezza. Si calcola che negli ultimi anni in Toscana una persona su cinque abbia fatto uso di medicine non convenzionali. Un’indagine Istat condotta su un campione di 30mila famiglie italiane (pari a 70mila individui) ha rilevato che sono 9 milioni gli italiani vicini alle medicine non convenzionali: il 15,6%, contro il 25% della media europea. In Toscana, la percentuale si innalza al 19,3%. Oggi sono molte le Asl toscane al cui interno sono attivi servizi ambulatoriali che erogano prestazioni di agopuntura, medicina cinese, omoepatia, fitoterapia, chiroterapia, per un totale di 32 ambulatori. Presto nel sito sanità della Regione Toscana verrà aperta una sezione di medicine naturali. Dal giugno 2002, a differenza di quanto avviene a livello nazionale, in Toscana l’agopuntura viene erogata dal servizio sanitario regionale, e le altre medicine non convenzionali potranno essere erogate nell’ambito di progetti finalizzati o comunque a fronte del pagamento di tariffe opportunamente riviste. Inoltre, è in fase di realizzazione una delibera per garantire il rimborso dei farmaci omeopatici ai soggetti poliallergici (e dunque allergici anche ai farmaci tradizionali) e altre categorie (finora a livelo nazionale non c’è nulla di questo tipo). E si sta pensando anche a una legge sulle discipline naturali che promuovono il benessere: shiatsu, reflessologia, yoga, naturopatia e altre. A livello nazionale, la Toscana è considerata la punta di diamante in fatto di esperienze nel campo delle medicine non convenzionali. In attesa di una legge nazionale, la Toscana ha presentato alla Conferenza degli assessori uno specifico atto in cui si propone alle altre Regioni di attivarsi perché, nel frattempo, tutte le amministrazioni regionali interessate adottino un unico testo di legge che disciplini la materia. E nell’aprile 2002 Regione Toscana e Organizzazione mondiale della sanità hanno sottoscritto un patto di collaborazione per la diffusione e la promozione delle prestazioni di medicine non convenzionali.

Aggiornato al:
22.05.2009
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