Lymantria dispar: imponenti defogliazioni tra le province di Grosseto e Livorno

Anche quest’anno, in alcune zone della Toscana, si stanno verificando forti infestazioni di larve defogliatrici, in particolare del Bombice dispari (Lymantria dispar). Questa farfalla, diffusa in Eurasia, Nordafrica e America Settentrionale, ha ciclicamente esplosioni numeriche, (gradazioni) seguite da drastici cali della popolazione dovuti anche all’intensa predazione svolta da altri insetti. Si tratta di un fenomeno del tutto naturale, ma negli ultimi anni si constatano gradazioni più frequenti, meno durature e di maggior ampiezza territoriale.

Durante le fasi di incremento repentino delle popolazioni (progradazione) il lepidottero causa defogliazioni molto intense ed evidenti, legate alla voracità delle numerose larve contemporaneamente presenti sullo stesso ospite vegetale. L. dispar è un insetto polifago, ovvero capace di alimentarsi su circa 400 specie di piante diverse, tra cui si ricordando:erro, roverella, leccio, orniello, rovo, erica, corbezzolo, carpino, castagno, noccioloetcc.. L’insetto nella fase larvale è ricoperto da una folta peluria, fortunatamente non urticante come quella della processionaria del pino e della processionaria della quercia. E’ importante ricordare che a differenza della Processionaria del pino, L.dispar, non è normata a livello fitosanitario, per cui non è previsto l’obbligo di lotta all’insetto da parte di cittadini ed enti pubblici.

Le infestazioni di L.dispar sono comunque monitorate dal Servizio Fitosanitario regionale che nello specifico nel 2020 ha effettuato numerosi sopralluoghi nei luoghi più attaccati, come il promontorio di Piombino od i boschi del parco di Montioni. Le specie colpite maggiormente sono risultate essere il cerro, la roverella ed il leccio.

Nei casi di cui sopra, al fine di controllare l’espansione del defogliatore, l’Unione dei Comuni delle Colline metallifere ha effettuato trattamenti fitosanitari mirati con un insetticida biologico il Bacillus thuringiensis var. kurstaki che agisce per ingestione da parte delle larve in fase di alimentazione. Il prodotto è completamente innocuo per l’uomo.

E’ importante ricordare che le piante attaccate, seppure in sofferenza per la perdita totale dell’apparato fogliare, rimangono vive: con grande probabilità assisteremo già dai prossimi mesi ad una rifogliazione che ripartirà dalle gemme avventizie portate sui rami e rametti. Naturalmente ripetuti attacchi nel tempo sulle medesime superfici possono portare all’indebolimento generalizzato dell’intero soprassuolo boschivo con evidenti sintomi di deperimento su piante già in sofferenza.

Le gradazioni di insetti defogliatori non sono contenibili completamente, ma sono fortunatamente prevedibili con monitoraggi mirati e ripetuti negli anni. Nei prossimi mesi i luoghi attaccati dal Bombice verranno monitorati dal Servizio Fitosanitario regionale e dai ricercatori del CREA-DC* per verificare i parametri biologici dell’insetto. In particolare verranno ricercate le nuove ovature deposte a partire dalla fine del mese di giugno: in base alla grandezza delle ovature, al tasso di parassitizzazione/predazione delle stesse (presumibilmente molto elevato), unitamente alla distribuzione delle ovature sulla pianta verrà verificata la possibilità di effettuare una previsione per l’anno 2021 tale da consentire la programmazione di interventi mirati a protezione delle piante prossime alla viabilità ed alle civili abitazioni.

Per approfondimenti:

Conoscere la Limantria, uno dei più diffusi defogliatori dei querceti

NOTA: CREA-DC* Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Difesa Certificazione

Aggiornato al:
15.06.2020
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25181002