Censimento intermedio Industria e servizi 1996: dati Toscana


Censimento intermedio Industria e servizi al 31 dicembre 1996
Dati provinciali
Dati per sistemi locali del lavoro
Dati per sistema economico locale della Toscana

Indice

Introduzione
La realizzazione del Censimento Intermedio delle Attività Industriali e dei Servizi Privati del 1996, denominato in tal modo per non aver rispettato la tradizionale cadenza decennale, si è resa necessaria come conseguenza delle trasformazioni che ha subito il tessuto economico in questo decennio.

La caratteristica fondamentale di questa rilevazione è da collegare alle metodologie innovative introdotte per la sua conduzione, con l'identificazione di due fasi ben definite. Nella prima fase è stato costruito, in ottemperanza al Regolamento n.2186/93 del Consiglio dell'Unione Europea, l'Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) partendo dalle informazioni contenute in varie fonti di carattere amministrativo:

1. l'Anagrafe tributaria, gestito dal Ministero delle finanze (9.000.000 di record relativi alle unità assimilabili alle imprese o alle istituzioni), che raccoglie informazioni su tutte le persone, fisiche e giuridiche, tenute alla presentazione della dichiarazione per il pagamento delle imposte dirette o indirette;

2. il Registro delle imprese, gestito dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura provinciali (5.800.000 record), che raccolgono le dichiarazioni dei soggetti che vogliono intraprendere una qualsiasi attività economica produttiva (ad esclusione dei liberi professionisti);

3. l'Archivio INPS, che registra le imprese che occupano persone per le quali è obbligatorio il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali (1.700.000 record);

4. l'Archivio INAIL, che registra le imprese che occupano persone per le quali è obbligatorio il pagamento dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (3.200.000 record);

5. l'Archivio delle utenze elettriche della Società per l'energia elettrica (ENEL), con esclusione delle utenze "domestiche" (4.200.000 record).

Accanto a queste sono state acquisite informazioni provenienti da Enti pubblici e privati che gestiscono sub-archivi inerenti a specifici settori (ad esempio l'ANIA per gli Istituti assicurativi, il Ministero dell'industria per la grande distribuzione commerciale, il Ministero dei trasporti per le autorizzazioni al trasporto merci, l'ABI per gli Istituti di credito) e dalle indagini statistiche che l'Istat effettua sulle imprese (sistema dei conti delle imprese, indagine sul prodotto lordo delle piccole imprese, indagini sul settore dei servizi, indagine campionaria sul commercio interno, indagini congiunturali, ecc.).

Nella seconda fase le informazioni di carattere amministrativo sono state corrette ed integrate mediante una rilevazione diretta.

L'indagine nel suo complesso, iniziata nel dicembre 1997 e ultimata il 30 settembre del 1998, è stata organizzata dall'Istat avvalendosi dei suoi Uffici centrali e dei suoi Uffici regionali nonché degli Uffici di statistica delle Camere di commercio.

L'Istat ha inviato, via postel, il questionario short-form a tutte le imprese incluse nel piano dell'indagine. Esso conteneva, prestampate, alcune informazioni identificative dell'unità (ragione sociale, indirizzo, ecc.) e alcune notizie relative alle variabili economiche di stratificazione (codice di forma giuridica, codice di attività economica, addetti, ecc.), così come rilevate dall'Istat con le operazioni di integrazione degli archivi amministrativi. Per ogni carattere prestampato è lasciata al rispondente la possibilità di scrivere le eventuali variazioni, con indicazione della data in cui è avvenuta la variazione stessa. Il questionario è stato restituito, a cura delle stesse unità, all'indirizzo riportato a margine del questionario stesso, utilizzando apposite buste accluse. I Centri di rilevazione hanno provveduto ai solleciti telefonici ed alla rilevazione sul territorio delle unità non rispondenti. La rilevazione e la revisione è stata eseguita:

- dall'Istat centrale per le imprese di media e grande dimensione;
- dagli uffici regionali dell'Istat per le imprese residenti nelle province nei capoluogo di regione;
- dalle Camere di commercio per le imprese con l'obbligo di iscrizione ai pubblici registri e per quelle residenti negli altri capoluogo di provincia.

Tale indagine è stata in parte esaustiva ed in parte campionaria, sulle unità incluse nell'archivio stesso. In particolare, è stata effettuata la rilevazione diretta per tutte le imprese di grandi dimensioni, tutte le imprese plurilocalizzate e per le imprese per le quali l'operazione di integrazione tra le varie fonti amministrative ha evidenziato la presenza di informazioni contrastanti, dovute ai diversi livelli di aggiornamento e dettaglio con cui tali notizie sono state raccolte. Le imprese interessate all'indagine sul territorio, quindi, sono state quelle per le quali è stato necessario verificare la correttezza degli attributi che determinano l'appartenenza delle singole unità al campo di osservazione del censimento e i cui valori sono stati ottenuti in situazioni di incertezza (ad esempio, incertezza nell'attribuzione dello stato di attività, della natura giuridica, dell'attività economica, del numero di fonti amministrative, del numero degli addetti discordante tra le fonti).

Questa metodologia di rilevazione ha permesso da una parte di contenere i costi di realizzazione del censimento, e dall'altra, attraverso un continuo monitoraggio, di ottenere un buon tasso di risposta complessivo pari al 95% delle unità osservate.

Dobbiamo, però, mettere in evidenza che esistono altre differenze importanti fra il Censimento intermedio ed il precedente Censimento generale, non solo legate alla tecnica di rilevazione, ma anche ad ulteriori aspetti che comportano, conseguentemente, delle difficoltà nella comparabilità dei risultati.

Il Censimento Generale del 1991, con data di riferimento il 21 ottobre 1991, ha rilevato tutte le imprese, istituzioni ed unità locali presenti sul territorio a quella data per tutte le attività economiche. Il campo di osservazione del Censimento Intermedio del 1996 ha avuto per oggetto, invece, le imprese attive al 31 dicembre 1996 che esercitano l'attività principale nel settore industriale e dei servizi, in organizzazioni profit (unità costituite con fini di lucro, comprese le cooperative). Sono state perciò escluse dal campo di osservazione le unità che esercitano l'attività principale nel settore dell'agricoltura e nel settore dei servizi di pubblica utilità, quali l'istruzione e la sanità, e le unità non profit, quali le istituzioni pubbliche e le istituzioni sociali private. I settori dell'istruzione e della sanità sono stati esclusi dal campo di osservazione del Censimento intermedio a causa della scarsa rilevanza, in essi, delle imprese private, che da sole fornirebbero un'immagine distorta di questi settori.

In particolare, sono state escluse dal campo di osservazione del censimento le seguenti sezioni (una lettera), divisioni (codici a due cifre) o gruppi (codici a tre cifre) della classificazione delle attività economiche:

01 Agricoltura, caccia e relativi servizi
02 Silvicoltura e utilizzazione di aree forestali e servizi connessi
05 Pesca, piscicoltura e servizi connessi
75 Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
80 Istruzione
85 Sanità e altri servizi sociali
91 Attività di organizzazioni associative n. c.a.
92.5 Attività di biblioteche, archivi, musei, altre attività culturali
92.6 Attività sportive
92.7 Altre attività ricreative
95 Attività domestiche
99 Attività delle organizzazioni internazionali.

Essendo il campo di osservazione riferito all'attività economica principale dell'impresa, ne consegue che non fanno parte del censimento le unità locali che, pur svolgendo un'attività economica principale rientrante nel campo di osservazione, appartengono ad imprese fuori del campo di osservazione. Mentre, fanno parte del censimento le unità locali che, pur svolgendo un'attività economica principale non rientrante nel campo di osservazione, appartengono ad imprese nel campo di osservazione.

L'attività economica fa riferimento al volume Istat "Classificazione delle attività economiche", Metodi e norme, serie C, n. 11 ed è la stessa utilizzata per il censimento del 1991 (Ateco '91). La classificazione comprende 874 categorie, raggruppate in 512 classi, 222 gruppi, 60 divisioni, 16 sottosezioni e 17 sezioni. Essa si inquadra nel processo di armonizzazione delle informazioni a livello internazionale e fa esplicito riferimento alle classificazioni internazionali proposte, la "International Standard Industrial Classification of all Economic Activities" (acronimo ISIC nella versione anglosassone e CITI nella versione francese), adottata in sede ONU, e la "Nomenclatura generale delle attività economiche nelle Comunità europee" (NACE). La classificazione nazionale, a livello di due cifre corrisponde alla ISIC (rev.3) e a livello di quattro cifre alla NACE (rev.1).

L'attività economica è stata acquisita mediante un complesso processo. In primo luogo, sono stati ricondotti, mediante tabelle di ragguaglio, i diversi sistemi di classificazione adottati dai vari archivi amministrativi di ASIA nel sistema di classificazione Istat (Ateco 91). Quindi, dopo aver effettuato il linkage degli archivi, per ciascuna unità, è stata scelta, mediante metodologie statistiche, l'attività economica ritenuta migliore tra le diverse possibili (ogni unità poteva avere la stessa attività in ciascun archivio ovvero, all'opposto, attività diverse in ciascuno). L'attività economica scelta, è stata sottoposta ai controlli propri del piano di compatibilità nonché alle verifiche dirette presso le imprese, mediante l'indagine short-form, limitatamente alle imprese di media e grande dimensione e ad un campione delle imprese di piccola dimensione che presentavano carattere di incertezza nell'attribuzione di questa informazione.

La forma giuridica fa riferimento al sistema di classificazione realizzato specificatamente per ASIA allo scopo di normalizzare i sistemi di classificazione dei singoli archivi amministrativi che ne fanno parte. Sono state prese in considerazione tutte le forme giuridiche adottate dai singoli archivi e sono state omogeneizzate secondo un sistema unico di classificazione (Prospetto 1), mediante opportune tabelle di ragguaglio.

Anche per la forma giuridica è stata effettuata la normalizzazione dei sistemi di classificazione dei singoli archivi che fanno parte di ASIA; successivamente all'operazione di linkage degli archivi, per ciascuna unità, è stata scelta, mediante metodologie statistiche, la forma giuridica ritenuta migliore tra le diverse possibili (ogni unità, poteva avere la stessa forma giuridica in ciascun archivio ovvero, all'opposto, forme giuridiche diverse in ciascuno). La forma giuridica scelta, è stata sottoposta ai controlli propri del piano di compatibilità nonché alle verifiche dirette presso le imprese, mediante l'indagine short-form.

Le unità produttive di ASIA, imprese e unità locali, sono ubicate sul territorio a partire dalla sezione di censimento. Questa è attribuita grazie all'utilizzo di SISTER che è un sistema informatico, composto da software e dati, in grado di riconoscere, normalizzare e codificare automaticamente indirizzi fino al livello di sezione di censimento per tutto il territorio nazionale, e di gestire le relative base dati di riferimento. I sistemi di codificazione del territorio adottati dai vari archivi, sono stati normalizzati rispetto al sistema di codificazione in uso presso l'Istat, limitatamente agli archivi per cui era necessario eseguire tale operazione. I confini territoriali presi in considerazione fanno riferimento alla realtà amministrativa, cioè ai comuni esistenti, al 31 dicembre 1996.

Il contenuto del fascicolo

In questo fascicolo sono riportati i dati definitivi del Censimento Intermedio delle Attività Industriali e dei Servizi Privati del 1996. Con il suo contenuto esso integra la pubblicazione dell'Istat sui dati della Toscana, riportando i dati provinciali delle imprese, unità locali ed addetti per attività economica, forma giuridica e classe di addetti.

In particolare, riportiamo alcune tabelle con i dati provinciali tratti dai due Censimenti per sezione di attività economica delle imprese e delle unità locali totali ed artigiane. A tale proposito vogliamo precisare che, essendo le imprese e le unità locali classificate per l'attività economica prevalente svolta, può accadere che in alcune tavole compaiano unità locali con attività agricola o altra sottoposta teoricamente ad esclusione dall'indagine del 1996, ma rilevate perché legate ad imprese con un'altra attività prevalente. Anche gli addetti alle imprese ed alle unità locali sono classificati in base all'attività economica principale svolta dall'impresa o dall'unità locale e rispetto alla loro ubicazione. Conseguentemente, il totale addetti alle imprese ed il totale addetti alle unità locali coincidono a livello nazionale ma non a livello di distribuzione dell'occupazione per attività economica o per territorio. Per il Censimento intermedio presentiamo alcune tabelle con la distribuzione delle imprese e delle unità locali totali ed artigiane per forma giuridica, classe di addetti e provincia.

Dalla tabella 12 alla tabella 17 sono riportate le distribuzioni delle imprese e delle unità locali nei Sistemi Locali del Lavoro (SLL) della Toscana: questa è una suddivisione territoriale di tipo non amministrativo che è stata realizzata dall'ISTAT tenendo conto delle relazioni esistenti fra i gruppi umani ed il territorio ed in particolare con le sedi in cui essi svolgono la loro attività lavorativa. I SLL sono costituiti da due o più comuni e prendono il nome del comune che concentra la più elevata quantità di posti di lavoro (indici di concentrazione territoriale dell'occupazione) che spesso corrisponde anche al più popoloso. Esso viene assegnato alla provincia alla quale fa parte il suo comune principale, ma può accadere che comprenda comuni appartenenti a province diverse della stessa regione o di altre regioni. Per questo motivo, può accadere che comuni toscani siano inseriti in Sistemi Locali prevalentemente non toscani e comuni non toscani siano inseriti in Sistemi Locali prevalentemente toscani. Bisogna mettere in evidenza che i totali delle tavole 2 e 13 relative al Censimento generale del 1991 non coincidono poiché i Sistemi Locali del Lavoro comprendono i dati di tutti i comuni a loro appartenenti; mentre per il Censimento intermedio del 1996 è stato possibile fare lo scorporo dei comuni toscani per i SLL non toscani e l'eliminazione dei comuni non toscani per i SLL toscani.

Di seguito riportiamo un prospetto in cui sono indicati i casi particolari riscontrati nella classificazione dei SLL e l'indicazione di alcune fonti bibliografiche utili per avere notizie più dettagliate sulle metodologie statistiche di rilevazione utilizzate per il Censimento Intermedio e metodologie statistiche utilizzate per la costruzione dei Sistemi Locali del Lavoro.

Rispetto alla precedente pubblicazione contenente i dati provvisori sono state aggiunte alcune tavole per attività economica, forma giuridica, provincia e SLL relative agli addetti delle imprese ed agli addetti delle unità locali per classe di addetti.

Prospetto 1: Comuni toscani inseriti in Sistemi Locali del Lavoro prevalentemente non toscani e comuni non toscani inseriti in Sistemi Locali del Lavoro prevalentemente toscani.

CodiceComune Comune CodiceSLL SLL
9045008 Fosdinovo 70 La Spezia
9047001 Abetone 256 Pievepelago
9047018 Sambuca Pistoiese 261 Porretta Terme
9051003 Badia Tedalda 286 Pennabilli
9051035 Sestino 289 Piandimeleto
7011020 Ortonovo 324 Carrara
10054011 Citerna 357 Sansepolcro
10054044 San Giustino 357 Sansepolcro
10054012 Citta' della Pieve 359 Chiusi

Fonte: Elaborazione su dati ISTAT

Dalla tabella 18 alla tabella 22 si presentano, inoltre, i dati relativi alle imprese, alle unità locali ed agli addetti per Sistema Economico Locale della Toscana (SEL).

I SEL suddividono il territorio della Toscana in base alle differenziazioni delle realtà locali e sono costituiti da aggregazioni di comuni tra loro interdipendenti per relazioni socio-economiche e funzionali.

Il primo studio sulle ipotesi di aggregazione territoriale è stato realizzato dall'Irpet nel corso del 1996, arrivando ad una prima definizione dei SEL. Tale proposta è stata in questi anni sottoposta a verifica da parte degli enti locali e gli altri soggetti interessati, come stabilito dalla Giunta Regionale (delibera n.34 del 22/12/1997).

Successivamente a tali verifiche il Consiglio Regionale ha approvato l'anno scorso la distribuzione territoriale di SEL (delibera n.219 del 26/07/1999).

In fondo a questa pubblicazione si riporta la legenda relativa ai comuni ed alla composizione dei Sistemi locali del lavoro Istat e dei Sistemi economici locali della Toscana.

Nonostante i dati dei due Censimenti non possano essere confrontati nei loro valori totali a causa delle caratteristiche delle metodologie di rilevazione e delle unità osservate, si possono fare, però, alcune considerazioni se si esaminano alcune attività economiche nelle quali la sottostima dei dati del 1996 è sicuramente di piccola o nessuna entità.

Questo si può constatare, ad esempio, per alcune attività economiche come le attività manifatturiere, il commercio, i servizi finanziari ed il gruppo che comprende le attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca.

Per le attività manifatturiere ed il commercio si può constatare una generale diminuzione del numero di imprese, di unità locali e di addetti causato, nel primo caso, dalle difficoltà congiunturali del mercato soprattutto per le piccole imprese, e nel secondo caso dall'avvento della grande distribuzione che ha inciso notevolmente sul numero delle piccole strutture distributive.

Al contrario, per le attività di intermediazione finanziaria e soprattutto per le attività di informatica e di ricerca si è avuto un aumento deciso delle imprese sotto l'impulso di un continuo incremento della richiesta di servizi, sia da operatori economici che famiglie, relativi alla gestione del risparmio ed all'utilizzo delle nuove tecnologie.

Il settore di attività economica che denuncia una forte diminuzione è quello dei servizi pubblici, sociali e personali: probabilmente è proprio in questo settore, al pari dell'istruzione e della sanità esclusi dal Censimento intermedio, in cui si risente della sottostima compiuta nel 1996 per la non rilevazione delle organizzazioni non profit.

 

Tavole statistiche  
Tavola 1 Imprese, unita' locali e addetti per sezione di attivita' economica e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 2 Imprese, istituzioni, unita' locali per sezione di attivita' economica e provincia.Toscana.Censimento generale dell'industria e dei servizi, 21 ottobre 1991.
Tavola 3 Imprese per sezione di attivita' economica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 4 Addetti alle imprese per sezione di attivita' economica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 5 Unita' locali per sezione di attivita' economica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 6 Addetti alle unita'locali per sezione di attivita' economica , classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 7 Imprese, unita' locali e addetti per forma giuridica e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 8 Imprese per forma giuridica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 9 Addetti alle imprese per forma giuridica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 10 Unita' locali per forma giuridica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 11 Addetti alle unita' locali per forma giuridica, classe di addetti e provincia.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 12 Imprese, unita' locali e addetti per sistema locale del lavoro.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 13 Imprese istituzioni, unita' locali per sistema locale del lavoro.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 14 Imprese per sistema locale del lavoro e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 15 Addetti alle imprese per sistema locale del lavoro e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 16 Unita' locali per sistema locale del lavoro e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 17 Addetti alle unita' locali per sistema locale del lavoro e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 18 Imprese, unita' locali e addetti per sistema economico locale.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 19 Imprese, unita' locali e addetti per sistema economico locale.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 21 ottobre 1991.
Tavola 20 Imprese per sistema economico locale e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 21 Addetti alle imprese per sistema economico locale e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 22 Unita' locali per sistema economico locale e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Tavola 23 Addetti alle unita' locali sistema economico locale e classe di addetti.Toscana.Censimento intermedio dell'industria e dei servizi, 31 dicembre 1996.
Allegati

 

Glossario

Addetti alle imprese e all'unità locali: numero degli addetti, costituito dal personale occupato a vario titolo (indipendente e dipendente) presso le imprese e le unità locali.

Impresa
- ai fini del Censimento dell'industria e dei servizi 1991, per impresa si intende "l'organizzazione di una attività economica esercitata con carattere professionale al fine della produzione di beni o per la prestazione di servizi destinabili alla vendita". I dati riportati fanno riferimento a tutte le imprese, ivi comprese quelle che svolgeranno la propria attività in forma artigianale ed ambulante; 
- ai fini del Censimento intermedio dell'industria e dei servizi 1996, per impresa si intende "l'organizzazione di un'attività economica esercitata con carattere professionale ai fini della produzione di beni o della prestazione di servizi destinabili alla vendita. Essa fruisce di una certa autonomia con particolare riguardo alle scelte produttive, di vendita e di distribuzione degli utili. Il responsabile è rappresentato da una o più persone fisiche, in forma individuale o associata, o da una o più persone giuridiche.

Impresa/Unità locale artigiana: è definita tale l'impresa o l'unità locale che risulta iscritta all'Albo Imprese Artigiane.

Istituzione: ai fini del Censimento dell'industria e dei servizi 1991, per istituzione si intende "una unità che ha una contabilità completa ed una autonomia di decisione, la cui funzione principale è quella di produrre beni e servizi non destinabili alla vendita, finanziandosi prevalentemente o mediante prelevamenti obbligatori effettuati presso tutte le altre unità istituzionali dell'economia, cioè famiglie e imprese (Istituzioni dell'Amministrazione pubblica), o mediante versamenti volontari delle famiglie e/o dei soggetti che si sono organizzati per la gestione di un interesse comune (Istituzione sociale privata)".

Unità locale (U.L.): le ditte possono essere istituite ed operare in unico luogo, ovvero in luoghi diversi mediante varie unità locali. Le varie unità locali, create nella stessa o in diverse province, assumono rilevanza giuridica diversa a seconda delle funzioni che vengono loro attribuite dall'imprenditore. In pratica gli operatori economici adottano liberamente varie definizioni: filiale, succursale, agenzia, ufficio di rappresentanza, deposito, magazzino, negozio ecc.. Secondo la definizione ISTAT (ai fini del Censimento), unità locale è "l'impianto (o corpo di impianti) situato in un dato luogo e variamente denominato (stabilimento, laboratorio, negozio, ristorante, albergo, bar, ufficio, studio professionale, ecc.) in cui viene effettuata la produzione o la distribuzione di beni o la prestazione di servizi. Nel Registro Imprese l'unità locale potrà essere ubicata nella provincia della CCIAA (unità locale in provincia) oppure in altra provincia (unità locale fuori provincia).

 

Aggiornato al:
11.06.2020
Article ID:
248498