Artigianato in Toscana: indagine strutturale 2000


Questo primo rapporto sulla struttura di due rilevanti settori dell'economia toscana (moda, metalmeccanica e servizi collegati) si inquadra nel programma più ampio di iniziative di conoscenza e valutazione dell'artigianato iniziato con la seconda conferenza regionale del 1994 e proseguito con passaggi successivi centrati prioritariamente sulla evoluzione congiunturale del settore. Regione, Unioncamere Toscana e Associazioni di categoria hanno dato vita, dal 1994 ad oggi, a dieci indagini congiunturali (due per anno con la eccezione del 1997, anno in cui fu realizzata una sola indagine) dando visibilità a quel mondo di piccola impresa che troppo spesso non emergeva con le proprie dinamiche le proprie esigenze, i propri punti di forza e di debolezza.
Per approfondire: il testo integrale della pubblicazione in file .zip Imprese del settore moda, metalmeccanica, riparazioni e installazioni impianti (n.2 marzo 2000)

In questo percorso è stato interessato un campione piuttosto esteso di imprese (negli ultimi 2 anni le imprese intervistate sono state più di 6.000 per indagine), rappresentativo non solo di tutti i comparti produttivi e di servizio significativi, ma anche del territorio, con la presenza di ben 17 aree provinciali e subprovinciali. Uno sforzo che man mano si è affinato e che oggi dispone anche di un primo strumento di analisi strutturale sulle imprese con almeno tre dipendenti operanti, come precedentemente segnalato, nei comparti moda, metalmeccanico, installazione di impianti e riparazioni, e idoneo a comprendere anche vari aspetti di natura congiunturale ad oggi poco chiari o che consentivano più di una interpretazione.

L'aver volutamente in questa fase tralasciato il segmento della microimpresa (con meno di 3 dipendenti) non implica d'altronde un giudizio di valore su questa tipologia di imprese (che rappresenta fra l'altro la parte numericamente più consistente del mondo artigiano), discendendo piuttosto da un'impostazione che ha cercato di cogliere caratteri che sono maggiormente presenti nelle aziende più strutturate. Le prospettive immediate sono quelle di estendere anche ad altri settori le indagini di tipo strutturale, a partire dall'artigianato artistico, iniziativa essenziale per l'operatività della nuova normativa regionale, e dal comparto dell'edilizia. Questo processo di costruzione dell'Osservatorio Regionale sull'Artigianato per passaggi successivi (dati della congiuntura, dati di struttura) vedrà non solo un completamento di quanto finora fatto nell'osservazione dei fenomeni che caratterizzano il settore attraverso il riferimento ai dati del censimento intermedio del 1996, ma anche un allineamento agli standard nazionali definiti dal SIOE, nell'ambito dell'apposito strumento di autocoordinamento delle Regioni istituito presso il Ministero dell'Industria e dell'Artigianato.

Quanto fatto in Toscana, quindi, rappresenta anche un forte contributo ad una valutazione interregionale che vedrà ulteriori impegni del Comitato che attualmente governa l'intero progetto regionale. Al riguardo è in fase di preparazione una iniziativa seminariale di livello nazionale con il concorso delle altre regioni (ove sono in atto iniziative analoghe) e del Ministero dell'Industria e dell'Artigianato (a sua volta impegnato con il comitato SIOE in varie attività conoscitive).

Per procedere alla esplorazione di nuove opportunità di conoscenza anche attraverso fonti di diversa natura (amministrativa, gestionale, di servizi erogati, ecc.) ed assicurare un coordinamento sul territorio delle iniziative in atto da parte di altri soggetti (anche per evitare duplicazioni ed inutili oneri alle imprese) è stata inoltre condotta una indagine sulla produzione di indagini congiunturali e strutturali nella nostra regione, ed è nella fase di discussione la predisposizione di analisi di fattibilità per l'uso delle fonti sopra ricordate.

Alla realizzazione delle indagini congiunturali e di questo primo rapporto strutturale ha contribuito, oltre ai soggetti promotori dell'Osservatorio, l'Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana. Contributi sono stati forniti sul piano metodologico ed operativo anche dall'Università di Firenze, dall'Istituto G. Tagliacarne, dall'Ebret e da Artigiancredito Toscano.

Il patrimonio informativo ad oggi acquisito non solo ha consentito di conoscere tempestivamente l'evoluzione congiunturale dei vari distretti e settori produttivi, ma anche i diversi comportamenti delle tipologie di impresa artigiana, e di ridimensionare o accentuare elementi di crisi o di ripresa dei vari territori (per quest'ultimo aspetto si ricorda la discussione sulla ripresa dell'artigianato nell'area costiera)

La "Toscana delle Toscane" si ritrova anche e soprattutto nell'artigianato, e le nuove problematiche della globalizzazione dei mercati toccano direttamente o indirettamente le piccole e medie imprese artigiane. Con queste iniziative la società toscana si è dotata di un nuovo strumento e vede accrescere complessivamente la capacità del sistema istituzionale di intervenire sulle problematiche di sviluppo del settore. Emblematico al riguardo è stata la crisi del sistema moda dello scorso anno, crisi per la quale le stesse misure elaborate dalla Regione Toscana hanno trovato riferimento anche nell'osservatorio regionale.

Le problematiche che emergono sono senza dubbio interessanti ed aprono prospettive di discussione su molti aspetti che sono stati messi a fuoco, dalle risposte che gli operatori hanno dato alle strade per uscire dalla crisi a quelle per rendere più competitive la propria impresa. Il materiale raccolto ed elaborato dai ricercatori dell'Irpet e dell'Unioncamere, discusso nel Comitato di coordinamento, rappresenta senza dubbio un sentiero su cui i vari livelli istituzionali, sociali e di ricerca potranno confrontarsi e dare propri contributi in relazione alla estrema variabilità che connota il fenomeno artigiano sul territorio. Ulteriori prospettive di impiego di questo strumento -con gli arricchimenti e gli affinamenti necessari- sono quelle legate alla contrattazione tra parti sociali e alla attuazione della normativa regionale relativa al settore, prospettive su cui l'impegno della Regione e di Unioncamere Toscana assieme alle Associazioni di settore troverà ulteriori stimoli per rendere più efficace ed organico l'Osservatorio anche in chiave locale e nazionale.

Paolo Baglioni (Regione Toscana), Roberto Pizzocolo (Unioncamere Toscana)
 

1 INTRODUZIONE  
   
1.1 Dal distretto industriale alla rete: l'autonomia dentro le organizzazioni  
1.2 La piccola impresa e il sistema dei servizi  
   
2 LE IMPRESE ARTIGIANE DELLA TOSCANA. IL PESO DELLA COMPONENTE MAGGIORMENTE STRUTTURATA  
   
2.1 Le imprese e gli occupati artigiani in Toscana sulla base dei dati del Censimento Intermedio  
2.2 Alcuni confronti interregionali  
   
3 L'INDAGINE STRUTTURALE: LA DISTRIBUZIONE SETTORIALE E TERRITORIALE DELLA POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO  
   
4 TIPOLOGIE PRODUTTIVE E MERCATI DI SBOCCO  
   
5 MODELLI ORGANIZZATIVI E RELAZIONI CON IL SISTEMA PRODUTTIVO  
   
6 L'OCCUPAZIONE E LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI  
   
7 L'ANDAMENTO CONGIUNTURALE NEL PERIODO 1996/1998 E LE STRATEGIE DI RISPOSTA DEGLI IMPRENDITORI  
   
8 PERFORMANCE STRUTTURALI E CARATTERISTICHE DELLE IMPRESE: ESISTE UN MODELLO DI IMPRESA VINCENTE?  
   
9 CONCLUSIONI E SPUNTI PER UNA POLITICA DI INTERVENTO SULL'ECONOMIA ARTIGIANA  
   
APPENDICE STATISTICA  
   
ALLEGATI:  
Nota Metodologica  
Questionario

 

Aggiornato al:
16.12.2014
Article ID:
248300