'Ragazzi, dite le cose che avete nel cuore con coraggio'

'Dire senza fare non serve. Fare senza dire non basta. Ma senza amore non basta niente'. Il X Meeting sui diritti umani si è chiuso sulla frase fulminante pronuciata da una Lella Costa incisiva come sempre, che ha catalizzato l'attenzione degli oltre ottomila giovanissimi in silenzio fino a un applauso fragoroso e finale.
'Andate a dirle le cose che avete nel cuore, ragazzi, con coraggio'. Un invito giunto al termine di dieci minuti intensi in cui l'attrice, che da anni gira tutta Italia con il suo monologo 'Stanca di guerra', ha dedicato all'orrore dei conflitti e soprattutto a quello delle mine antiuomo 'il più ignobile strumento di morte, il più vigliacco genocidio della storia del mondo, il nostro mondo, quello che Hernan Cortez, avventuriero e giocatore, si è vinto a bocce cinquecento anni fa. Quel mondo che semina dieci milioni di mine antiuomo sulla terra di tre milioni di esseri umani'.
Alla platea attonita la Costa ha fatto immaginare la faccia che può avere chi va a fare la guerra: ma che faccia fa? 'Chissà che faccia fanno – ha incalzato - i militari  quando salgono sui loro aerei con le loro belle divise e vanno a fare dei giri sopra un pezzo di mondo e cominciano a sganciare degli strani fiori metallici, anche belli in un certo senso, che dopo qualche centinaio di metri si aprono, e ne escono tanti oggetti più piccoli, graziosi manufatti che assomigliano in modo ammirevole a delle pietre, dei ciottoli di fiume. E più in alto voli e più ampio è il raggio in cui si depositeranno, e più sarà facile smemorarsene'.
'Si pianteranno nel terreno – ha proseguito poi la Costa - , perfettamente mimetizzati, innocui, quasi amichevoli. Qualcuno addirittura ha forma di giocattolo, perché così succederà sicuramente che un bambino lo noterà, lo raccoglierà, lo guarderà per quanti secondi, tre, quattro, dieci. Gli ultimi secondi della sua vita. O forse no, saranno l'inizio di un'altra vita, di un surrogato di vita, di una vita scaduta, avariata, una vita senza gli occhi, senza le gambe, senza le mani. E se va bene quel bambino incontrerà un chirurgo che viene dall'altro mondo, che forse per espiare le colpe di quel suo mondo ha deciso di andare in giro a ricucire pezzi di bambini. Ma una volta ci ha portato la sua, di bambina, in un ospedale senza l'acqua e senza la luce elettrica, e per spiegarle l'ha portata a vedere, e lei ha capito. Ha guardato e ha capito. Per sempre'.
'Ho trovato una partecipazione intensa e inaspettata – ha poi commentato Lella Costa appena scesa dal palco, al termine del suo intervento – Segno che questi ragazzi sono stati qui con la testa, e con il cuore'.
La mattinata che si è chiusa in un clima di festa, grazie all'arrivo di una torta gigante con dieci candeline, tante quanti sono gli anni che compie il Meeting, tagliata dai ragazzi della scuola media Paolo Borsellino di Navacchio insieme al presidente Claudio Martini.

Aggiornato al:
18.12.2007
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