Una sfida per la Palestina, curare i bambini per creare la pace

Un aiuto concreto ai bambini per aiutare a costruire un futuro diverso, sottratto alle logiche di guerra e all'odio etnico. E soprattutto per imparare a conoscere nel volto del "nemico" quello della persona che può soccorrere e curare. E' questo il significato di un progetto di cooperazione sanitaria, destinato ai bambini palestinesi di Betlemme, che la Regione Toscana realizzerà assieme alla Fondazione Peres per la pace, ovvero assieme all'organizzazione non governativa dell'ex primo ministro di Israele e Nobel per la pace Shimon Peres. Insomma, medici israeliani e palestinesi assieme per soccorrere le vittime più inermi e incolpevoli del conflitto in Medio Oriente. Il progetto, illustrato e discusso oggi al Meeting del Palasport, partirà in questi mesi, grazie al protocollo di intesa firmato lo scorso 17 novembre in occasione della visita di Peres a Firenze. Ad esso partecipano, con loro risorse, l'Unicoop Firenze e la Conferenza episcopale toscana. Grazie a questo progetto nei prossimi tre anni sarà possibile curare negli ospedali di Israele ben 900 bambini palestinesi. "In questo modo - ha spiegato in occasione della firma il presidente della Regione Toscana Claudio Martini - il popolo israeliano imparerà a conoscere il dolore dei bambini palestinesi e se ne farà carico. I palestinesi, da parte loro, impareranno che l'amicizia con gli israeliani paga molto di più della follia del terrorismo. La prospettiva di pace può essere aiutata da queste iniziative, non con gli attentati, i muri o le azioni militari". Parole a cui hanno fatto eco quelle di Shimon Peres: "Questo progetto avrà un doppio beneficio, sosterrà i bambini ed aiuterà Betlemme - ha spiegato l'ex premier - Betlemme è un luogo di grande valore simbolico. Per questo indirizzare lì il vostro aiuto è così importante: sono sicuro che quando ci sarà la pace a Betlemme ci sarà la pace in tutto il Medio Oriente".

Aggiornato al:
02.12.2008
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