Un euro per curare il mondo - un patto tra Regione e toscani

Un euro per curare il mondo, per garantire a chi vive nei Paesi poveri o in guerra il diritto di accesso a farmaci e terapie. E’ la proposta che il presidente della Toscana Claudio Martini ha lanciato stamani al meeting sui diritti umani ‘I Colori della Salute’ e che i settemila studenti presenti al Palasport hanno accolto con un lungo e caloroso applauso. Si tratta di un protocollo d’intesa firmato dallo stesso Martini, dai presidenti delle Province toscane, dai direttori generali delle Asl e dai presidenti delle Conferenze dei sindaci. La campagna “Un euro per curare il mondo. Firma il patto e garantisci un diritto” prenderà il via il 1° gennaio 2004, per concludersi il 31 ottobre. Per ciascun cittadino che firmerà il patto, la Regione si impegna ad aggiungere un euro ai fondi annualmente stanziati per la cooperazione sanitaria internazionale. “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è stata siglata nel 1948 – ricorda Martini – Ma ancora oggi, dopo 55 anni, i diritti umani non sono garantiti a un terzo dell’umanità. Tra questi, il diritto alla salute. L’accesso alle cure mediche è negato a 800 milioni di persone. Malattie curabili o malnutrizione uccidono ogni anno 17 milioni di persone, di cui 11 sono bambini”. Ogni anno la Toscana destina oltre 2,6 milioni di euro alla cooperazione sanitaria, altrettanti li investono le Asl. “Per dedicare più risorse alla cooperazione sanitaria – spiega il presidente - propongo a tutti i cittadini della Toscana di compiere un nuovo gesto di solidarietà e senso civico. Voglio stringere un patto con tutti voi, e chiedo a ognuno di firmarlo”. Questo il senso del patto: ogni cittadino che lo sottoscrive si impegna a evitare sprechi nella spesa farmaceutica e nell’uso dei servizi sanitari, rispettando le indicazioni terapeutiche e posologiche dei farmaci che gli vengono prescritti, usando buon senso nella richiesta e facendo attenzione alla loro conservazione e al loro uso. Per ogni accordo sottoscritto, la Giunta si impegna a erogare un euro, che andrà ad aggiungersi ai fondi stanziati ogni anno per la cooperazione sanitaria internazionale. Il testo del patto da firmare si potrà trovare in tutte le strutture sanitarie, negli ambulatori delle Asl, negli studi dei medici di famiglia, nelle sedi delle associazioni di volontariato, nelle scuole. “Con un uso appropriato e non consumistico dei farmaci da parte dei medici e dei cittadini – sottolinea Claudio Martini – si potranno così ottenere finanziamenti aggiuntivi nel campo della cooperazione sanitaria. La responsabilità dei cittadini e degli operatori ha già consentito da alcuni anni di contenere la spesa sanitaria. Anche questo ha contribuito a far sì che il sistema sanitario toscano sia tra i migliori del mondo. Qui il diritto alla salute è garantito per tutti. Firmando questo patto, potremo garantire assistenza e salute in altre parti del mondo, dove questo diritto non esiste. Se lo faremo tutti, ci saranno 3,5 milioni di euro in più per la cooperazione sanitaria”.

Aggiornato al:
02.12.2008
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548041