Seiko Ikeda - io sopravvissuta all'inferno dico no ad altre Hiroshima

'Se gli esseri umani non elimineranno le armi nucleari, le armi nucleari distruggeranno gli esseri umani”.
Seiko Ikeda ha 73 anni ed è sopravvissuta all'inferno di Hiroshima. Ma ogni giorno, per 73 anni, la bomba è tornata a devastare la sua vita ogni volta che vedeva nello specchio il suo volto sfigurato per le ustioni. Il 6 agosto del 1945 aveva tredici anni. In pochi secondi la gigantesca esplosione ha cancellato la sua città, molti dei suoi compagni di scuola, molti dei suoi amici e parenti.
“In tanti - ha raccontato nella sua drammatica testimonianza davanti a un Palasport gremito di ragazzi con poco più dell'età che lei aveva nel giorno dell’esplosione - hanno continuato a morire e a soffrire, negli anni, per effetto della contaminazione radioattiva e per la paura di ammalarsi. La mia faccia non è più tornata come prima, ma io sono stata fortunata, perché sono viva”. La sua vita, Seiko Ikeda, l’ha spesa a portare la sua testimonanianza, composta e intensa, urlata e sommessa, educata come solo una signora giapponese può essere mentre grida al mondo che no, non è più possibile commettere errori. Perché la posta in gioco, stavolta, è la stessa sopravvivenza dell’umanità. E ai giovani, l’anziana giapponese sopravvissuta all’inferno, lo dice chiaro e tondo. “Noi vittime delle armi atomiche siamo riuscite, in questi anni, a dare vita a un movimento che ha impedito, fino ad oggi, che ci fossero altre Hiroshima. Ma le armi atomiche ci sono ancora, a migliaia. Se qualcuno le userà, il mondo sarà distrutto e il genere umano sarà estinto. Voi che siete giovani dovete fare la scelta giusta. Perché altrimenti, il XXI secolo rischia di essere l’ultimo”.

Aggiornato al:
02.12.2008
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