Prezzi al consumo in Toscana: andamento stabile negli ultimi anni


Nel mese di settembre 2016 l'indice dei prezzi per l'intera collettività nazionale (NIC) diminuisce, nella variazione congiunturale rispetto al mese di agosto, sia per l'intero paese (-0,2%) che in Toscana (-0,3%): la variazione tendenziale (settembre 2016 rispetto a settembre 2015) risulta invece di +0,1% per l'Italia e +0,3% per la Toscana.

L'andamento dell'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività da gennaio 2011 a settembre 2016, nelle ripartizioni geografiche, evidenzia una crescita costante fino agli ultimi mesi del 2013. Successivamente la crescita si arresta e i valori rimangono sostanzialmente stabili, con oscillazioni stagionali: la crescita dei prezzi in Toscana è risultata negli ultimi anni leggermente minore di quella dell'intero paese e delle altre ripartizioni geografiche italiane, ma nell'ultimo periodo sta assumendo valori simili a quelli nazionali.
Analizzando l'Indice dei prezzi al consumo per aree di prodotti (divisioni di spesa) a settembre 2016 rispetto a settembre 2015 si sono ridotti in modo particolare i prezzi dei beni legati alla casa ("Abitazione, acqua, elettricità, gas altri combustibili") in Italia (-1,2%) e in Toscana (-0,7%) e quelli legati alle "Comunicazioni" in Italia (-1,0%) e in Toscana (-0,9).
Sono risultati in aumento i prezzi di "Bevande alcoliche e tabacchi" del 2% sia per l'Italia che per la Toscana, i "Servizi ricettivi e di ristorazione" in Italia (+0,8%) e soprattutto in Toscana (+1,7%) e le spese per "Istruzione" sia in Italia (+0,9%) che in Toscana (+0,7%).

Sono alcuni dei dati che diffonde il settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica" della Regione Toscana con le statistiche flash Indice dei prezzi al consumo in Italia e in Toscana a settembre 2016. I confronti su scala nazionale, elaborati sulla base dei dati Istat (comunicato stampa Prezzi al consumo - settembre 2016 e data warehouse I.Stat) pubblicati oggi. L'ufficio regionale di Statistica aggiorna le serie storiche regionali e nazionali per evidenziare l'andamento dei prezzi nelle ripartizioni geografiche del Paese.

Grafico 1a – Indice mensile dei prezzi al consumo per l'intera Collettività Nazionale (NIC), gennaio 2011 – settembre 2016 per ripartizione geografica (numeri indice base 2010 = 100). Fonte: Elaborazioni a cura del settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica" su dati Istat – Rilevazione dei prezzi al consumo

Grafico 1b – Indice mensile dei prezzi al consumo per l'intera Collettività Nazionale (NIC), zoom del periodo novembre 2012– settembre 2016 per ripartizione geografica (numeri indice base 2010 = 100). Fonte: Elaborazioni a cura del settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica" su dati Istat – Rilevazione dei prezzi al consumo


Tavola 1 - Variazioni indice mensile dei prezzi al consumo per l'Intera Collettività Nazionale (NIC) per divisioni di spesa e ripartizione geografica (variazioni percentuali tendenziali settembre 2016/settembre 2015). Fonte: Elaborazioni a cura del settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica" su dati Istat – Rilevazione dei prezzi al consumo

Grafico 2 – Variazioni indice mensile dei prezzi al consumo per l'Intera Collettività Nazionale (NIC) per divisioni di spesa per Italia e Toscana (variazioni percentuali tendenziali settembre 2016/settembre 2015). Fonte: Elaborazioni a cura del settore "Sistema informativo di supporto alle decisioni. Ufficio regionale di Statistica" su dati Istat – Rilevazione dei prezzi al consumo

Per approfondimenti: consulta pagine I.Stat accessibili da "I.Stat accedi ai tuoi dati" della homepage www.istat.it


Glossario

Indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (NIC): l'Istat produce più indici dei prezzi al consumo che si basano sulla stessa rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale, ma quello più conosciuto è l'indice dei prezzi per l'intera collettività nazionale (NIC) che misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico. In altre parole considera l'Italia come se fosse un'unica grande famiglia di consumatori, all'interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate: per il calcolo dell'indice NIC l'Istat si basa sullo stesso paniere sempre al prezzo pieno di vendita non tenendo conto delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni). Per gli organi di governo l'indice NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche.

Numero indice dei prezzi: il numero indice dei prezzi indica quant'è al tempo i il costo di un paniere di beni e servizi fatto pari a 100 il costo di tale paniere al tempo 0 di riferimento o periodo base (il periodo base  per le elaborazioni del 2016 viene considerato il 2015, cioè base 2015 = 100). Per confrontare le serie storiche, i dati con base 2015 sono stati ricalcolati utilizzando i coefficienti di raccordo 2010-2015, dato il cambiamento della base (base precedente 2010 = 100).

Rilevazione dei prezzi al consumo: la rilevazione dei prezzi al consumo avviene attraverso due modalità di rilevazione
1. prezzi di beni e servizi rilevati sul territorio dagli uffici comunali di statistica nei capoluoghi di regione e nei capoluoghi di provincia e riguarda la maggior parte dei beni e dei servizi inseriti nel paniere; i dati vengono raccolti mensilmente presso i punti vendita del commercio al dettaglio (negozi, mercati al dettaglio chiusi o aperti, banchi fissi, supermercati, ipermercati, eccetera) o presso artigiani, liberi professionisti, aziende, agenzie, ospedali, musei, ambulatori di analisi, centri sportivi, stadi, cinema e teatri.
2. prezzi di beni e servizi rilevati a livello centrale direttamente dall'Istat che

  • hanno prezzi uniformi su tutto il territorio nazionale
  • sono soggetti a normative nazionali o regionali (per esempio, i tabacchi, i servizi telefonici, i medicinali, con obbligo di prescrizione fascia A e alcuni servizi di trasporto);
  • sono rappresentativi di mercati aventi caratteristiche peculiari dal lato della domanda e dell'offerta (per esempio l'elettronica di consumo e i beni durevoli);
  • sono legati alla filiera turistica (per esempio pacchetti vacanza, campeggi, agriturismo, stabilimenti balneari) e non sono rilevabili, a parte alcune eccezioni, nel territorio dei capoluoghi di provincia.

Variazione percentuale dei prezzi: la variazione del numero indice dei prezzi (Vi,j) fra il tempo j (Ij) e il tempo i (Ii) indica di quanto è variato il costo del paniere di beni e servizi fra il tempo j e il tempo i. La relazione fra numeri indici al tempo j e quello al tempo i e la variazione percentuale fra il tempo j e quello al tempo i è data dall'espressione:

 

 

Se j = i-1 abbiamo la variazione congiunturale (variazione rispetto al mese precedente)

Se j = i-12 abbiamo la variazione tendenziale (variazione rispetto allo stesso mese dell'anno precedente).

Aggiornato al:
04.07.2018
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13752392