Nuovi strumenti di ingegneria finanziaria per i Fondi di sviluppo urbano

Si moltiplicano le iniziative per la ricerca di nuovi strumenti di ingegneria finanziaria finalizzati al reperimento di capitali da impiegare nei progetti di riqualificazione delle città.
La Commissione Europea e le Regioni si stanno muovendo da tempo con l’obiettivo di raggiungere risultati concreti a breve scadenza. Va in questa direzione anche il progetto “Jessica for Cities J4C” di cui la Regione Toscana è capofila e che ha come partners le città di Manchester, Massy, Porto Vivo, Brasov, Atene e Poznan.
Jessica (acronimo di Joint European Support for Sustainable Investment in City Area) è una iniziativa della Commissione Europea che promuove lo sviluppo di meccanismi di ingegneria finanziaria finalizzati al sostegno di investimenti che favoriscono sviluppo qualificato e nuova occupazione nelle aree urbane. Jessica è parte del più ampio programma europeo Urbact II.

I partners di Jessica for Cities sono stati invitati dalla Regione Toscana per fare un bilancio della prima fase del progetto. Ogni delegazione ha illustrato i grandi interventi di riqualificazione delle città rappresentate portando anche esempi virtuosi di precedenti esperienze di rigenerazione urbana. Due giorni intensi di lavori nella tenuta di San Rossore che hanno consentito di apprezzare i buoni risultati raggiunti e nello stesso tempo segnare in rosso alcuni punti critici.
In particolare è stata lamentata l’eccessiva lentezza da parte di Bruxelles nel fornire chiarimenti su alcuni punti delicati, che sono poi i punti di innovazione di tutto il meccanismo annunciato, e cioè sul modo di partecipazione degli enti pubblici e dei privati alla composizione del capitale dei Fondi di Sviluppo Urbano.

Gli interventi di risanamento e di rigenerazione da realizzare nelle aree urbane è una priorità delle politiche pubbliche degli enti locali. E’ una priorità anche dell’Europa: il programma comunitario POR-CReO 2007-2013 ha una linea di finanziamento che sostiene i progetti dei comuni destinati alla riqualificazione urbana, a contrastare il degrado di alcuni quartieri e a recuperare grandi contenitori abbandonati collocandovi nuove funzioni.

Protagonisti di questi interventi saranno i Fondi di Sviluppo Urbano, fondi rotativi nei quali confluiranno capitali pubblici e privati. L’investimento non è tutto a carico del pubblico, intervengono, con capitali di rischio, banche, istituzioni e privati. La novità, rispetto alle tradizionali forme di finanziamento, è l’ingegneria finanziaria, in altre parole il capitale di rischio.
Il POR finanzierà alcuni importanti progetti di riqualificazione urbana, progetti finanziariamente anche consistenti. La nuova stagione di investimenti dei Comuni e degli enti locali produrrà maggiori risultati se potrà disporre di strumenti di ingegneria finanziaria che innovano in maniera significativa la composizione del capitale dei Fondi di Sviluppo Urbano.
In questo senso gioca un ruolo di primo piano la novità rappresentata dall’ingresso del capitale di rischio. Purtroppo questo aspetto di Jessica è ancora nebuloso, il protrarsi dei necessari chiarimenti - è stato sottolineato al meeting di S. Rossore - può pregiudicare seriamente il successo di questa iniziativa.

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Aggiornato al:
26.10.2010
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314984