Mario Fatarella

Intervista videoregistrata a Mario Fatarella, anno di nascita 1925.
Rilevatori: Katia Taddei e Giovanni Contini.
Luogo dell'intervista: Niccioleta.
Data dell'intervista: 08/07/99
Mario Fatarella ha fatto parte del gruppo dei giovani operai di Niccioleta che trasportati nel cinema di Castelnuovo, furono deportati in Germania. 


Inizia l'intervista sulla base di una conversazione che si sviluppa fra i tre presenti circa le origini dei minatori di Niccioleta.
FM- .....i minatori venivano da Bagnore, Castell'Azzara, Santafiora, da queste zone qui e quindi siccome qui necessitavano di questa massa di minatori allora il mi' babbo venne qui.
CG- Cominciò; negli anni trenta qui?
FM- No, nel '32 però; l'attività; vera e propria fu nel '36, fu allora che cominciò; l'attività; in pieno. Dapprima vennero come scapoli, scapoli voleva dire senza famiglia.
CG- C'erano anche qui i camerotti?
FM- Eh sì;, laggiù; (indica il luogo ) dove sono queste querce, queste casce, erano tutte baracche ci potevano stare una settantina di persone, qua invece ce n'erano altre quattro...
CG- Camerotti costruiti come?
FM- Di muro.
CG- Quindi l'han buttati giù;.
FM- Sì;, nel dopoguerra, insomma non dopoguerra, dopo, quando gli scapoli non c'erano più; quindi la Montecatini costruì; poi il villaggio, insomma in questi camerotti c'era un nucleo di centoquaranta persone.....
TK- Quante persone ci lavoravano in miniera?
FM- Noi abbiamo avuto fino ad un'attività; di 1536 persone.
CG- Quindi 1500 persone che vivevano qui.
FM- No che vivevano qui saremo stati un duecentoquaranta.
CG- Persone o famiglie?
FM- No, dicevo duecentoquaranta persone che lavoravano qui, di attività;, poi in più; con le famiglie....
TK- Poi c'erano anche quelli del circondario.....
FM- Una parte veniva da Massa Marittima, una parte veniva da Monterotondo, quello di Massa era il nucleo più; forte, da Monterotondo erano un po' meno, sulle cinquanta, sessanta persone e poi da Prata....
CG- Qui diceva..... voi venivate dall'Amiata. Questi amiatini quanti erano fra tutti?
FM- Questi amiatini saranno stati centoventi, centotrenta...
CG- Ah! centotrenta attività; su duecento?
FM- Eh! Pressappoco sì;...
CG- E gli altri chi erano?
FM- In parte erano calabresi, siciliani, i bergamaschi saranno stati una trentina boni...
CG-Veneti?
FM- Veneti un pò; meno, una quindicina.....poi in parte erano della provincia di Bologna...
TK- Senti gli impiegati dove stavano?
FM- Lassù;, quella lì; era la villa del direttore, altri quattro nuclei erano degli impiegati amministrativi e degli impiegati tecnici, poi c'era la parte dove c'era la mensa impiegati, quelli che erano scapoli venivano in questa mensa e qui, al piano terra c'era lo spaccio aziendale, la gente veniva col libretto, il libretto era assegnato dalla società; e quando andavi lì; prendevi quello che ti necessitava olio, pasta e al mese quando ti davano la paga ti veniva levato quello che ...avevi speso insomma, quindi era un circuito che lei (la Montecatini) guadagnava anche di lì;, insomma i soldi ricascavano sempre da quella parte lì;, e poi al piano di sopra ci stavano delle famiglie, quella è; ristrutturata, non era fatto così; prima, il balconcino non c'era...
TK- Senti la polveriera dov'è;?
FM- La polveriera qui non c'è;, è; distante, bisogna camminare fori...
CG- Comunque al tempo della strage lei non era manco nato...
FM- Io? Ah no! Avevo 18 anni!
CG- 18 anni? Ma lei di che anno è;?
FM- Del '25
CG- Porca miseria! Ma come mai... ma fa qualche sport?
FM- Sport? No, che sport!
CG- Ma lei ha fatto anche il minatore?
FM- Ci sono stato 35 anni in miniera!
CG- Qui o anche in altri posti?
FM- Sono stato.... il più; sono stato qua, poi ho lavorato per sette o otto mesi in Germania...
TK- Le persone che vivono a Niccioleta ora, che abitano queste case, cosa fanno di lavoro oggi?
FM- I più; sono pensionati...i più; giovani sono in parte a Piombino nelle acciaierie, e in parte al Casone.
TK- Dunque sono pendolari!
FM- Eh sì;! Qui l'attività; è; chiusa da tanto tempo....
CG- Da quanto tempo?
FM- Eh! Saranno almeno tre anni! Proprio che è; stata fermata sono tre anni...
CG- Dopo la strage, è; vero le vedove andarono via, una parte?
FM- Sì;, quelli della montagna preferirono tornare nei su' posti.
CG- Quindi li troviamo lì;?
FM- Sì;, sì;.
CG- Partirono subito, loro?
FM- Sì;, dopo trovati i cadaveri a Castelnuovo li portarono lassù;, a Santafiora a Castell'Azzara ad Abbadia...
CG- Quanti tornarono su? Quante famiglie?
FM- Quante famiglie? Un calcolo così; approssimativo direi più; di quaranta, senz'altro...
CG- E di Abbadia ce n'era parecchie?
FM- Sì;, ma le più; di Castell'Azzara e di Santa Fiora.
CG- E' interessante parlare con loro perché; andarono via subito e si sono in qualche modo sottratte al dopo...
TK- Io infatti a Mario volevo chiedergli anche questo: dopo la strage che cosa ti ricordi? Che cosa successe? Il Banchi organizzò; queste...
FM- Guarda io ti dico francamente, io dopo la strage ero in Germania, so' rientrato nel '45 e quindi non ti posso dire nulla di quel periodo dal '44 al '45, però; c'è; stata sempre un'attività; da parte di questo Banchi, di raccordo, era a lui che si affidavano, qui ora io posso di' una parola che non c'entra niente, però; credo che fosse manovrato dalla Società;, posso dire così;, son cose personali...
CG- Perché; manovrato dalla Società;?
FM- Io dico questo qui, va bene che a quell'epoca lì; le famiglie avevano bisogno di assistenza e l'assistenza era che il babbo morto il figliolo doveva anda' al lavoro, la vedova che non aveva più; il marito e i figlioli erano piccoli si rivolgeva alla Società; che la metteva al lavoro, ecco erano cose un po' collegate così;, però; il mi' dubbio è; stato sempre che questi qui sono morti per una pallottola no? Però; all'inizio gli fu data la pensione di infortunio.
TK- A tutti?
FM- Io non lo so se a tutti, ora però; io ci avevo la mi' suocera ora è; morta, io gli sposai la figliola e il su' fratello era morto, e era un punto egoistico anche questo a quell'epoca, gli infortuni, insomma la pensione era elevata invece la pensione di guerra un po' meno, poi dopo subentrò; che la pensione di guerra era più; alta allora lasciarono gli infortuni e passarono a quell'altra io alla mi' suocera gliel' ho sempre detto: ma voi il vostro figliolo come ve l' hanno ammazzato? In miniera, oppure è; stato ammazzato da una pallottola? Voi dovete portare questo esempio qui, il mi' figliolo è; morto e quindi io voglio quella di guerra, poi subentrò; l'Anpi, allora erano tutti iscritti all'Anpi...
TK- Ma scusa, come facevano a dimostrare che erano morti per infortunio ? Lo sapevano tutti come erano stati uccisi...
FM- Io questo non lo so...
TK- Pensi che fosse il Banchi a dare queste indicazioni?
FM- Può; darsi, io non lo so qualche cosa c'è; stata, perché; la Società; come si era permessa di dire sono morti per infortunio?
TK- Senti, ma quando te sei rientrato dalla Germania il Mori Ubaldini c'era ancora o alla direzione non c'era più; nessuno?
FM- No, quando sono tornato io, non c'era più; nessuno, il Mori non c'era più;, neanche quello che parlava tedesco, quel Custer...
TK- Io ho un altro dubbio, a me hanno detto che il figlio di Mori Ubaldini non era poi vero che avesse fatto la guardia...
FM- No, codesta è; una falsità;, lui la guardia l' ha fatta, lui l' ha fatta, dove l' ha fatta non lo so, noi si aveva le nostre assegnazioni, io per esempio ero quaggiù; alle scuole, ma dov'era adibito lui, io non lo so.
CG- Quanti anni aveva questo figlio di Mori Ubaldini?
FM- Eh! Sarà; stato della mi' classe, sui diciottanni...
CG- Senta, ma lei l'avevano preso vero? Lei era negli elenchi?
FM- Sta così;, a volte si dice se c'erano gli elenchi, se non c'erano gli elenchi, avrebbero ammazzato, non avrebbero ammazzato, la strage doveva essere lì; davanti, almeno per quello che si vedeva, perché; c'erano tre mitragliatrici, due laterali e una di fronte, invece le note furono trovate e furono trovate nel rifugio, ma io dico che sono state in parte bruciate perché; io ho fatto due volte il servizio e non sono stato chiamato.
CG- Non erano complete eh?
FM- No, furono bruciate, in parte furono bruciate.
CG- Allora, subito?
FM- Io credo proprio di sì;.
TK- Quando l' hai fatta la guardia? L'ultimo giorno l' hai fatta?
FM- No, io la feci i primi giorni, dunque il 9 vennero i partigiani, io la feci il 10, il 10 e l'11, io comunque se mi avessero chiamato non avrei risposto, il mio intento era quello di non rispondere, qualunque cosa fosse successa.
TK- Raccontaci di quello che ti successe, te avevi il lasciapassare partigiano...
FM- No, io avevo il lasciapassare tedesco...
TK- Ah! E se te lo avessero trovato che cosa ti avrebbero fatto?
FM- No, sta così;, io bisogna che parli chiaro, io in miniera non ci potevo andare perché; ero richiamato, o militare o alla macchia o a lavorare giù; a Montalto di Castro, io scelsi Montalto di Castro, allora quando bisognava tornare a casa ci davano il lasciapassare, dopo sfondato Cassino, con me ce n'era diversi, noi si disse: "Andiamo a casa".
TK- Allora avete disertato!
FM- Insomma, s'aveva la bicicletta no? Strada facendo si ritrovò; i tedeschi, ci ripresero, perché; ci avevano da mettere delle fortezze su dei cannoni, il giorno dopo, insomma l'8 s'arriva a Niccioleta.
TK- Eri con Sozzi Viazzo?
FM- Sì;, il giorno 9, il 9 s'era davanti al dopolavoro come quei ragazzi lì; che sono seduti, si vide questa pattuglia col fazzoletto rosso, erano sei, sette partigiani, allora tutti contenti!....E cominciarono a fare un comitato, un comitato, come lo vogliamo chiamare.... di sorveglianza.
TK- Ma il Coppi, il Pizzetti, il Rotelli, questi erano antifascisti di vecchia data no? Erano conosciuti come antifascisti?
FM- Sì;, questi erano già;... avevano già; contatti coi partigiani, con certe formazioni, insomma avevano già; fatto delle attività; e fecero questo comitato e incominciarono a fare questi turni chi era di giorno, chi di notte, e poi successe quel che successe, il 10, l'11 il 12 e la mattina del 13 verso le 5.00 si sentivano questi colpi di mortaio, e il mi' babbo si svegliò; e mi disse: guarda c'è; i tedeschi, scappa, io mi provai a alzarmi e a scappa', ma c'erano già; i militi...
TK- Te dove stavi, dov'era casa tua?
FM- Casa mia era là; in fondo a quel palazzo, l'ultimo palazzo, quello bianco, dove sta Bruna Guidarelli, io provavo anche a scappa', provai a vestimmi un po' alla meglio ma i militi erano già; in casa cominciarono.... Fori! Fori!
CG- Raus, raus!
FM- No, quelli erano militi italiani, erano italiani...E allora ci portarono quassù; e ci levarono le carte di identità;. Ma prima di arrivare qui (davanti allo spaccio)...
TK- Voi non vi eri accorti mentre facevate la guardia che c'erano dei fascisti di Niccioleta che erano scappati e che poi erano ritornati?
FM- Questo lo sapevo sì;, scapparono, perché; mi ricordo che dissero eh! Calabrò; è; scappato, Nucciotti è; scappato, poi dopo rientrarono.
TK- E non vi preoccupaste quando rientrarono?
FM- Ecco, quella è; la cosa..... insomma le cose oggi si possono.... abbiamo un passato, poi siamo anche più; maturi, si dovevano presentare quelli che avevano già; un'esperienza, dovevano esse' loro a preoccuparsi e a dire: badate se sono tornati questi..... vediamo un pochino come sta la situazione! E invece andò; come andò;, insomma ci portarono quassù; davanti, e qui come ti ripeto c'erano tre mitragliatrici: laterali due, e nel mezzo una, io dissi: è; la carneficina senz'altro, e invece venne il comandante tedesco e disse: "quello che noi volevamo l'abbiamo trovato"... che erano queste famose note, allora disse: mettiamoli tutti nel rifugio. Il rifugio era qua, per ritornare un passo indietro, io avevo questo lasciapassare e dissi, io faccio il tentativo perché; ormai volevo prova' di tutto, ce l'avevo piegato nel portafogli, chiamai questo tedesco e dissi: "Io avere papiere" "Ja, Ja", e dentro a questo lasciapassare ci avevo questo permesso scaduto: "Tu essere partigiano! Papiere scaduto!" Io gli volevo spiegare che quello era vecchio, niente: "Tu vai là;!" e mi misero con quei sei che ammazzarono qui a Niccioleta, io quando andai con loro il poro Ado Sargentoni disse: "Ma t'hanno messo qui? Ma lo sai che a me m'ammazzano?" "T'ammazzano? E come mai?" "M'hanno trovato una pistola....così; e così;.." Allora io mi ritirai un po', e poi feci: io tento, guardai questo che ci sorvegliava era un milite, stava proprio lì; davanti a questo piazzalino, dieci metri da quell'altro gruppo allora io con la coda dell'occhio quando vidi che lui girò; un po,' che doveva parlare con uno, feci lo scatto e andai con quell'altri... insomma col grosso, però; il giorno che ci misero là; nel rifugio fu un tormento per me! Perché; dicevo: la mi' carta di identità; ce l'hanno, gli so' scappato, vedrai ora mi chiamano... e invece andò; come andò;, e quando ci portarono fuori per andare a Castelnuovo...
TK- Insomma sei stato una specie di miracolato...
FM- Eh! Può; darsi, poi riprovai a scappare là; al Martinozzi, gli dissi a quel milite: "Guarda mi esce da fare un po' d'acqua" "Eh ti vengo dietro!" Ancora lì; non ci fu niente da fa', io e il mi' babbo si fece la strada insieme per anda' a Castelnuovo, e gli dicevo: "Guarda, io se mi riesce scappo" e lui mi diceva: "No! No! Ci portano al lavoro!" "No, no!...Io se viene il momento bono scappo" e invece il momento bono un venne.
TK- Quei sei che ammazzarono qui, questo Chigi..... i Sargentoni li ammazzarono per quella pistola che trovarono a Ado, anche se la pistola gliel'aveva data il Soppelsa, era la pistola del Soppesa...
FM- Io chi gliel' ha data non lo so.
TK-Sembra che la mamma abbia testimoniato così;, il giorno che arrivarono i partigiani.... comunque insomma o l'avevano presa al Soppesa o gliel' aveva data lui....e il Barabissi come mai?
FM- Il Barabissi perché; ci sarà; stata una qualche voce di questo Calabrò;, o di questi fascisti.
TK-Perché; era un'antifascista?
FM- Eh! Ci sta che qualche discorso l'abbia fatto, hai visto com'è;.
TK- E il Chigi?
FM- Il Ghigi aveva la pistola, il giorno o due giorni avanti, questo a me dispiace a dirlo ma..... lui era un collaboratore dei tedeschi, lui era al servizio dei tedeschi.
TK-E l'ammazzarono qui, senza che nessuno sia intervenuto per salvarlo?
FM- Eh! Purtroppo, questa pistola.... poi dicono sai io ero ancora giovane..... che era d'accordo con i tedeschi e poi collaborava con quest'altri....
TK- Che faceva il doppio gioco?
FM- Dicono...io tante volte l' ho visto vestito a tedesco e molte volte mi riguardavo anche!
TK- I fascisti di Niccioleta non l' hanno protetto?
FM-I fascisti hanno protetto solamente quelli a Castelnuovo, quando ci fu la nota che si fu separati... e quando entrò; Calabrò; gli fu detto: scegline sei, dal gruppo di quelli che dovevano esse fucilati eh! E lui scelse questo Ugolini Ugolino, Bartolozzi Rotildo, ne scelse mi pare tre.
TK- No, ne scelse due dal gruppo che andò; alla fucilazione e quattro di quelli che dovevano essere rimandati a casa....
FM- Ugolino era fra quelli che dovevano essere ammazzati...
TK- Sì;, anche Rotildo Bartolozzi...ma scusa, loro nel cinema fecero una cernita in base all'età; o in base all'appartenenza alle note?
FM- No...
TK- Perché; qui fu già; fatta una selezione...........
FM-No.
TK- Come? Qui gli ultracinquantenni erano già; stati liberati prima che entrassero nel rifugio! No?
FM- No, no!
TK- Ci entrarono tutti nel rifugio?
FM- Tutti, tutti, la cernita fu fatta lassù; a Castelnuovo cioè;, quelli che facevano parte delle note furono messi da una parte, quelli dal '14 al '27 da un'altra parte, quelli che non erano scritti nelle note, ma che erano anziani li rimandarono a casa, capito? Allora noi che s'era dal '14 al '27, noi ci portarono subito in una stanza del palazzo comunale a Castelnuovo, quelli che dovevano essere ammazzati li spedirono e rimasero quell'altri. E questo tedesco gli fece questo discorso: ricordatevi che voi andate a casa, non fate altre cose, state calmi, perché; se venisse fatto qualche attività; non gradita all'esercito tedesco, veniamo lì; e vi fuciliamo tutti. Questo è; il discorso che ho sentito dal mi' babbo.
TK-Il tuo babbo cosa fece quando uscì;?
FM-Il mi' babbo non venne neppure a trovarmi.
TK-Lui lo sapeva dov'eri te? Se eri vivo, se eri morto....
FM-Sì; lo sapeva.
CG-Perché; non venne a trovarla?
FM-Perché; venne uno che stava a casa mia, può; darsi che lui non se la sentiva, perché; da quello che mi raccontava la mi' pora mamma lui per un mese stava sempre nell'orto, dormiva sempre, insomma era un po'... Insomma furono dei giorni che io on c'ero sicchè;...
TK-Tu non riuscisti a scappare lungo la strada quando vi portarono via, non facevi parte di quel gruppo?
FM-Non riuscii a scappare perché; noi ci fermarono lì; a Colle Val d'Elsa, e sempre ci s'aveva una schiera di questi militi e tedeschi, sempre.
TK-E quelli che sono scappati come hanno fatto?
FM-Quelli erano su un altro camion giù; a valle, loro può; darsi che non erano molto sorvegliati e....
TK-Cosa ti diceva quel milite sul camion che mi raccontavi?
FM-Ah! Poi la mattina verso le quattro ci caricarono su questi camion e quando si fu lì; a Larderello, per quanto facevano saltare la centrale allora tutti in terra, perché; anche loro credevano che ci fosse stato un attentato, non lo so io, e questo milite mi faceva: scappa!.. era un fiorentino, parlava fiorentino, e mi diceva: scappa! Scappa!... ma come fai te, a quell'epoca lì;, avevano ammazzato questi sei, avevano ammazzato quelli a Castelnovo, io dicevo: è; capace se scappo mi tirano una fucilata, e invece può; darsi mi diceva bene. Perché; stavano stretti no? Sul camion..... e volevano essere un po' più; comodi, e se poi scappo e questo mi tira? Sono momenti quelli che non si sa quello che...
TK-Insomma siete ritornati tutti voi che siete stati deportati.
FM-E' stata fortuna, fortuna è; stata, ti dico francamente, che noi lì; a Firenze.... perché; la destinazione era questa: ci portarono alla caserma della Milizia.
TK-E vero che lì; venne a trovarvi Pasquinelli detto Grondaia?
FM-...e lì; la Milizia non c'era più;, allora ci portarono in piazza Santa Maria Novella, c'era un porticato e c'era scritto: volontari per la Germania, e ci fecero passare come gente che andava a lavorare in Germania volontaria, e meno male, perché; se si passava per deportati politici, non lo so io......e lì; affacciati alla finestra un si vide questo Grondaia! e noi si chiamava Pasquinelli! Pasquinelli! E allora incominciò; a sbercia' Vigliacchi! M'avete bruciato ogni cosa a casa mia, vigliacchi!....- "Vieni su! vieni su!" E venne su, allora gli si raccontò; tutto: "guarda alla tu' famiglia non gli è; successo nulla"...allora ci portò; il pane, il salame...
TK-Rivolta a Giovanni Contini: il Pasquinelli era un fascista di qui.
FM-Uno squadrista.
TK-Però; lui andò; via il giorno prima dell'arrivo dei partigiani, la sera dell'8 giugno, l'autista della miniera ha testimoniato che l' ha preso la notte e l' ha portato con un altro di Niccioelta a Gavorrano, poi non se ne sa più; niente.
FM-Era vestito da milite, quando si trovò; noi.
TK-Allora s'era arruolato!
FM-Sì;, sì;, lui era vestito con la sahariana estiva.
TK- E poi non si sa cosa gli è; successo, se è; tornato oppure no.
FM-No, so che è; ritornato, abitava anche a Follonica.
TK-Ma ora sarà; morto! Era anziano!.
FM-Eh sì;! Eh!
TK-Però; lui non è; stato toccato dall'inchiesta, vedi, perché; è; scappato il giorno prima dell'arrivo dei partigiani........Senti un'altra domanda, nelle testimonianze si legge , un po' tra le righe ma a volte è; scritto anche in maniera esplicita, diretta, che praticamente i fascisti di Niccioleta stessero organizzando qualcosa, come la venuta di questi tedeschi...addirittura da prima che i partigiani arrivassero a liberare Niccioleta, che già; facevano delle riunioni nell'orto di quello o nella casa di quell'altro, come se stessero tramando qualcosa per punire Niccioleta antifascista, perché; la maggioranza dei minatori non era certo favorevole al fascismo e questo loro lo sapevano, te di questa cosa credi che sia possibile o no? Come dire, l'aria che si respirava qui, era un'atmosfera di odio o....
FM- L'odio qui c'è; stato sempre, l'odio in questo senso, perché; qui non diciamo tutti, però; in gran parte erano antifascisti.
CG- Quanti saranno stati gli antifascisti?
FM- Mah! Le famiglie contrarie al fascismo erano tante più; del 60% senz'altro, ma gli esponenti diciamo quelli più; in vista saranno stati una dodicina, vedrai c'era il Barabissi, il Baffetti, il Cicaloni, il Mastacchini il Coppi e il Pizzetti, poi ce n'erano degli altri...Qualche discorso di collegamenti....sentivano a quell'epoca lì; Radio Londra, qualche cosa c'era e poi da ragazzetto a quell'epoca io vidi, facevano le feste da ballo, non chiamavano la gente umile però;, facevano le feste da ballo tra impiegati, e l'ultimo di Carnevale fecero questo Carnevale morto, però; in senso politico, almeno i fascisti lo interpretarono in questo senso qui e poi dopo s'è; saputo che era proprio in quella direzione. Il Carnevale morto voleva dire che uno faceva il morto sopra a una branda e quell'altri lo portavano e poi c'erano dietro con le candele..... loro volevano entrare nella sala e questi fascisti glielo impedirono allora lì; ci fu una scaramuccia quello che era il principale del fascio della Niccioleta gli dettero un cazzotto, lo buttarono in terra, gli fecero fa' sangue dalla bocca....
CG- Lo picchiarono? Lui?
FM-Sì;, lui.
CG- Era il segretario del fascio?
FM-Se era il segretario del fascio non...ma era un esponente del fascio di qui, un certo Casanova.
CG- E lo menarono eh?
FM-E lo menarono, allora io mi ricordo loro chiusero le saracinesche e tutti dicevano: ora sortano dalla cantina!.. e infatti sortirono dalla cantina questi fascisti, e andarono a telefonare ai carabinieri di Massa e la notte vennero a prelevare quattro di questi, mi sembra erano quattro, che mi pare fecero sessanta giorni di galera.
CG-Quando successe questo?
FM-Mi pare nel '36.
CG-Ah! Questo è; interessante, cioè; fu interpretato questo Carnevale morto, come una specie di fine del fascio, nel '36 già; fecero questo?O era nel '40?
FM-'38,'39, guarda io...
CG- Non c'era la guerra ancora?
FM-No, la guerra non c'era. Poi successe un'altra cosa, venne il Federale, ma io qui non c'ero, io ero a garzone, fecero un palco che sarebbe stato come un fornello di miniera, con tutti i palchetti di legno dove da un parte ci passa il personale e da un parte il materiale, e questo palco la notte fu buttato giù;...
CG-E quando è; stato questo?
FM-Questo sarà; stato nel '41'42, vedrai penso così;, e poi si è; saputo dopo che furono i fascisti stessi che lo buttarono giù;, per dare la colpa a quest'altri.
TK- Ma quel furto che c'è; stato qui, alla miniera, che dettero la colpa ai partigiani....
FM-Ah questa era una guardia che fece fa' il furto ai figlioli.
TK-Venne fuori dopo la guerra questo?
FM-Sì;, sì;.
TK-E come fecero a trovarlo?
FM-A trovarlo sta così;, fece il furto qui, poi faceva dei furti anche nelle campagne sotto Massa, un contadino aveva venduto le bestie e aveva incassato dei soldi, loro andarono ma la massaia gli dette una botta nel capo col maccaronaio, e questo rimase lì;, quell'altro scappò;, ma questo ragazzo.... e allora i figlioli incominciarono a parlare e dissero che erano stati istigati dal babbo a fare questi furti... e insomma andò; così;.
CG- Senta le volevo chiedere una cosa, ma dopo la strage ci fu anche qualcuno che dava la colpa ai partigiani fra le vedove?
FM- No.
CG- ...perché; erano venuti in paese e avevano fatto i turni.... No, siccome io ho studiato altri paesi dove questa cosa è; molto sentita...
FM-No, no, poi sai, discorsi se ne fa tanti, poi se ne fa dell'altri, io ti posso assicurare che quel giorno lì; che vennero i partigiani s'era tutti favorevoli, tutti. Poi dopo sai le cose sono cambiate e allora s'è; detto ma se un venivano i partigiani! Se quello, se quell'altro....
CG-Allora s'è; detto!
FM-Ma sai, le guerre son così;...
CG-No, non chiedo un parere suo, chiedo per sapere...
FM-Forse ci sarà; stato qualcuno, ma non è; stato... Quello che non è; stato...la gente è; stata delusa che non è; stato esaltato in campo nazionale, questo fatto è; restato in ambito regionale, poi chi lo sa?
TK-Comunque io non ti dico i partigiani, ma quelli di qui, i minatori che hanno organizzato.... come il Coppi , il Pizzetti, una qualche responsabilità; nell'aver lasciato le note, invece di portarsele dietro...
FM-Eh! Son momenti quelli che te lo dico io....
TK-...ma mica in male fede, capito! Però; tanta leggerezza c'è; stata.
CG-I partigiani spesso facevano cose leggere, è; che poi ogni tanto succedeva qualcosa.
FM-Ecco, forse è; mancata l'esperienza, sì;, fare i turni, ma mettere fuori le note...
TK-Erano troppo fiduciosi del fatto che ormai la liberazione era vicina e questa cosa li ha fregati tutti.
FM-Invece capirai, ancora la ritirata un c'era.
TK-C'è; una testimonianza che dice che la responsabilità; del direttore, la responsabilità; del prete, la responsabilità; degli eminenti del paese, è; stata quella di non avere fatto nulla per tentare di fermare queste strage, di non aver cercato aiuti su Massa, o comunque da qualcuno, dal vescovo, dal podestà;..
FM-Io per esempio, quando si andava su a Castelnuovo, io pensavo a qualche azione, me l'aspettavo che un'azione, si poteva anche morire in diversi.... io aspettavo di sentire: "civili a terra!" E invece niente, o non lo sapevano....
TK-No, lo sapevano, ma non erano in grado di intervenire, almeno secondo loro...
CG- La XXIII?
TK-Questo era territorio sia dalla XXIII che della III brigata, per la verità; i partigiani che arrivarono qui erano della III, ma quando i minatori che facevano la guardia quell'ultima notte, riuscirono a scappare,andarono verso Prata e si misero in contatto con i partigiani della XXII, secondo me erano informati sia quelli della III che quelli della XXIII, il problema fu che quelli ella III erano impegnati in grandi combattimenti, o almeno così; dicono, in quei giorni c'era stata la battaglia a Monterotondo, dove erano morti 5 partigiani e questo creava scompiglio nella formazione...e gli altri non erano in grado di intervenire....non erano in grado di fare questo tipo di azioni.
CG-Queste cose le potevano fare nel nord, nell'inverno...
TK-Ma sai se avessero fatto una strage in cui magari morivano dieci, venti persone poi che avrebbero detto?Avrebbero detto quei disgraziati dei partigiani! Perché; sicuramente li portavano al lavoro, loro erano convinti di andare a minare una centrale.
CG- Lo so avrebbero preso una croce i partigiani, però; sarebbero morti meno civili....
TK-Ma perché; noi oggi sappiamo che hanno fatto una strage di settantasette persone, ma nessuno lo sapeva prima, avrebbero detto oltre ai sei che hanno fatto ammazzare qui, ne hanno fatti ammazzare altri dieci per la strada....
CG-E poi era prestissimo, il 13 di giugno, queste cose ancora non le facevano.
TK-Voi pensate che la XXIII Brigata si era data un assetto militare alla fine di maggio, cioè; da pochissimi giorni.
FM- Ma non lo so com'erano messi, perché; noi s'era inquadrati...
TK- Ma probabilmente avrebbero fatto una grossa sparatoria dove sarebbe morta un bel po' di gente, vai a sapere cosa avrebbero fatto, magari poi tornavano a Castelnuovo e bruciavano tutto.
CG- In effetti a questo non avevo mai pensato, ma è; una strage precocissima, perché; tra l'altro la famosa ordinanza di Kesserling, quella della clausola di impunità;...
TK-. E' successiva.
CG-. E' del 17.
TK- Certo, lo so.
CG- Le grandi stragi partono tutte dopo.
TK- Tranne una, nell'Aretino...
CG- Tranne Vallucciole.
TK- Questa qui è; la strage successiva a Vallucciole...
CG- ....come dimensione.
TK- Io ti volevo anche chiedere, ma quando poi si è; celebrato il processo voi vi siete sentiti soddisfatti dall'esito?
FM-No, vedrai questo Calabrbrò;, quanti anni ha fatto? Cinque!
TK- Sei sicuro?
FM-Sì;, sì;, cinque anni.
CG-Ma chi era questo Calabrò; una specie di scemo?
FM-Uno squadrista.
CG- Uno squadrista sì;, ma di mestiere cosa faceva?
FM-Il minatore!
CG-Il minatore anche lui? Accidenti! 

Aggiornato al:
06.02.2020
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349297