Lorenzi Ivo

Intervista registrata a Lorenzi Ivo, anno di nascita 1914.
Rilevatore: Katia Taddei
Luogo dell'intervista: Sala Consiliare "Norma Parenti" Massa Marittima.
Data dell'intervista: 06/11/99
Ivo Lorenzi era impiegato come capoufficio alla miniera di Niccioleta. 


TK-Signor Lorenzi qual'era la sua mansione?
LI- Ero capoufficio alla miniera di Niccioleta.
TK-Lei mi diceva del dottor Larato, lei l'ha conosciuto, quando arrivò; lì; alla miniera?
LI- Ma ora con precisione le date io non saprei...
TK-Non molto tempo prima di quest'episodio probabilmente...
LI- Eh! un po' di tempo prima sì;!
TK-Un po' di tempo prima...era un capitano lui, lei lo sapeva?
LI- No, non lo sapevo, è; venuto lì;...
TK-Come segretario? Qual'era la sua mansione?
LI- Il segretario c'era già;.
TK- E allora?
LI- Non si sa, aveva qualche mansione veniva a Massa a fare qualche versamento, a parlare con qualcuno, ma insomma senza mai conoscere il motivo preciso per cui lui fosse lì;. E infatti ad un certo momento lui è; sparito senza sapere cosa ha fatto dov'è; andato.
TK- Il giorno della strage?
LI- Il giorno della strage lui non c'era, non c'era già; più;.
TK- E questa cosa non ha mai creato curiosità; in voi?
LI- Ma in noi... non lo so...
TK- La vita a Niccioleta durante questo anno che precedette la strage, il 25 luglio viene arrestato Mussolini, cade il fascio, cosa succede?
LI- Mah! Niccioleta rimase tranquilla.
TK- I fascisti di Niccioleta cosa fecero?
LI- Loro se ne andarono ma nessuno gli dette noia, insomma...Una parte andò; via.
TK- E quando rientrò;?
LI- Dopo un po' non ricordo...
TK- Senta, gli scioperi... subito dopo la caduta del fascio ci furono degli scioperi, si ricorda?
LI- Sì;, sì; scioperarono tutti, compreso gli impiegati.
TK- Come reagì; la direzione?
LI- La direzione non fece niente, subì; lo sciopero.
TK- Non è; che ci furono ritorsioni, qualcuno mandato in galera...
LI- No, no, che ricordi io non successe nulla.
TK- Secondo lei quanti comunisti c'erano a Niccioleta tra i minatori?
LI- Eh! Parecchi!
TK- Mi faccia una percentuale.
LI- Mah! Non saprei dire una percentuale...
TK- Quante persone ci stavano a Niccioleta?
LI- Mille e tante persone mah! Sicuramente un 50% anche il 60% c'erano, erano comunisti.
TK- Anche i più; giovani?
LI- Sì;, anche i giovani.
TK- E questo era conosciuto dal direttore?
LI- Grosso modo sì;, ma mi pare che non influì; affatto sulla miniera.
TK-Vuol dire che c'era un buon rapporto tra la direzione e gli operai nonostante questi fossero antifascisti?
LI- Sì; , c'era un buon rapporto infatti quando venne il fatto...fu deportato anche il direttore.
TK- Lei ha dei particolari che ricorda non del giorno della strage ma di qualche giorno prima magari...
LI- Qualche giorno prima di questo fatto venne un gruppo di partigiani, venne per disarmare la caserma ma comunque il brigadiere era già;...
TK- Era già; andato via?
LI- Era già; andato via, ossia era rimasto lì; ma in borghese, entrarono nel villaggio, e cosa fecero... niente, anzi alzarono la bandiera bianca poi fecero alcune....passarono lungo il villaggio, riammainarono la bandiera e se ne andarono, allora siccome questo fatto aveva messo un po' di euforia nell'ambiente di Niccioleta, il Calabrò; ecc, insomma quelli famosi che stavano all'inizio del villaggio ebbero paura, nel momento non successe niente però; col buio, la sera, se ne andarono e andarono in Pian di Mucini. In Pian di Mucini c'era un capitano, mi pare un comando delle SS, e gli riferirono tutto quello che era successo a Niccioleta: l'arrivo dei partigiani, il villaggio che aveva fatto la sua dimostrazione. Allora il comandante di Mucini che non aveva ...era un presidio di poche persone, si recò; a Castelnuovo dove c'era il comando e riferì; tutto al comando.
TK- E lei queste informazioni come le ha avute? Come sapeva che il comando si era recato a Castelnuovo?
LI- L'ho saputo così;, era una cosa che si sapeva tutti questa, perché; cosa successe, questo comandante non aveva le forze sufficienti per intervenire...
TK- Perché; non andò; a Massa a cercare aiuto?
LI- Perché; il loro comando era su a Castelnuovo, non era a Massa era su a Castelnuovo, loro andarono su a Castelnuovo e...
TK- Noi questo non lo sapevamo, noi non sappiamo con certezza che il comando di Pian di Mucini si sia recato a Castelnuovo perché; non ci sono prove che sia andata così;.
LI- Le prove sono queste.
TK- Potrebbero essere andati Calabrò; e Nucciotti a Castelnuovo ad avvisare il comando...
LI- No no, Calabrò; e Nucciotti erano andati in Pian di Mucini.
TK-Ma lei lo sapeva che il comandante di Pian dei Mucini era stato ammazzato in quei giorni dai partigiani?
LI- No, non lo sapevo.
TK- Glielo dico io, il comandante partì; con la macchina e non tornò; più;, fu ucciso dai partigiani di Boccheggiano e non ritornò; più;, quindi quando Calabrò; andò; in Pian di Mucini trovò; probabilmente dei sottufficiali spaventati a morte...
LI- Comunque una ragione di più; per andare a cercare aiuto.
TK- Però; a Castelnuovo il comando delle SS era arrivato il giorno stesso, non era lì; da sempre, era arrivato casualmente il giorno 10 da Arezzo quindi come facevano a sapere che lì; era arrivato un battaglione?
LI- Lui, il comandante o chi era rimasto sapeva soltanto che doveva chiedere aiuto e andò; a Castelnuovo con questa notizia, così; il battaglione poté; intervenire a Niccioleta, accerchiò; il villaggio durante la notte e alle tre, alle quattro, insomma nelle prime ore della mattina ci vennero a prelevare casa per casa...
TK- Porta a porta anche voi impiegati?
LI- Sì;, sì; perbacco, io fui prelevato!
TK- Secondo lei quando loro arrivarono a Niccioleta questi avevano già; informazioni sufficienti per poter identificare i partigiani, gli antifascisti... secondo lei erano già; state date delle informazione?
LI- Senz'altro, senz'altro, siccome erano arrivati i partigiani e il Calabrò; era scappato lui insomma, loro raccontarono tutto...
TK- Lei cosa si ricorda di questo battaglione di polizia che venne a Niccioleta, si ricorda il tenente, i comandanti?
LI- Io mi ricordo di un tenente perché; ci presero e prima ci portarono davanti alla dispensa...
TK- C'era un unico ufficiale a comandare le operazioni?
LI- Sì;, un tenente...prima ci misero nella mensa impiegati poi mandarono a prendere i registri della miniera per vedere se tra noi, fra tutti quelli che avevano prelevato c'era qualche estraneo alla miniera, fecero l'appello videro che non c'era nessuno, ci riportarono al villaggio e ci chiusero dentro il rifugio e fecero tutte le loro interrogazioni poi uccisero i primi sei.
TK- Questi come mai li hanno uccisi subito, per quale motivo?
LI- Il Chigi, che poi poverino, era un individuo poverino che lavorava per conto dei tedeschi a Rosia, era rientrato poveretto la sera prima per trovare la famiglia...
TK- E come mai l' hanno ammazzato?
LI- Lui per poter passare da Boccheggiano.... era conosciuto no?
TK- Aveva un lasciapassare?
LI- Aveva un lasciapassare! Questo minchione se l'era messo qui nel taschino, era vestito da tedesco con il lasciapassare nel taschino.
TK- Fu preso per una spia e quindi fu ammazzato.
LI- E subito fu ammazzato.
TK- E non ci fu nessuno che abbia potuto intercedere per lui?
LI- No, no.
TK- Lo fecero ammazzare?
LI- Sì;, lo fecero ammazzare.
TK- Allora non è; che tra i suoi fosse proprio benvoluto...
LI- Ma sa, in quel momento lì; non ragionava nessuno.
TK- E gli altri che furono presi?....il Barabissi...
LI- Gli altri, il Barabissi mi pare anche lui fu aggiunto alla nota.
TK- Era un comunista il Barabissi? Con delle responsabilità;, delle cariche...
LI- No, nessuna responsabilità; no, lui.... non mi ricordo bene che cosa gli successe...
TK- Perché; ai Sargentoni gli fu trovata la pistola....
LI- Gli fu trovata la pistola, il fazzoletto, poi il figlio.... era conosciuto da tutti che era un partigiano.
TK- E il Baffetti?
LI- Il Baffetti era conosciuto come partigiano perché; partecipava a queste cose...
TK- E questi nomi allora chi li ha fatti, li hanno fatti i fascisti di Niccioleta?
LI- Senz'altro, senz'altro.
TK- Come hanno fatto altrimenti ad arrivare da Castelnuovo e già; ad essere al corrente di tutto?
LI- Ma questi erano stati Calabrò; eccetera, che li avevano messi al corrente.
TK- Ma chi esattamente, c'erano soltanto Calabrò; e Nucciotti che poi hanno pagato al processo, oppure secondo lei ce ne sono stati anche altri a Niccioleta che se la sono cavata in una maniera o in un'altra e che hanno potuto partecipare a questo rastrellamento?
LI- No, no maggiormente sono stati questi qui....
TK- Di un Guidi lei si ricorda?
LI- Sì;, ma non c'entra, era un simpatizzante fascista però; non c'entra niente, poi è; stato qui a Massa addirittura...
TK- Quindi lui è; estraneo a tutta questa vicenda?
LI- Sì;, sì; era estraneo anche se era simpatizzante, ma questo non c'entra niente...
TK- Certo, ci mancherebbe..... e dunque a voi impiegati che cosa è; capitato vi hanno rilasciato a un certo punto?
LI- No, sono scappato.
TK- Dal rifugio?
LI- Non dal rifugio, io ero rinchiuso nel rifugio insieme a tutti gli altri, no, però; siccome c'era la moglie lì; vicino perché; c'avevo la casa lì;, ogni tanto cercavo di uscire fuori lì; a bocca di rifugio, quindi finché; mi ci tenevano io ci stavo lì;, poi mi scaraventavano dentro e io tornavo giù; insieme a tutti, in una di queste volte che sono stato fuori ho assistito ad una chiacchierata che fecero il tenente con questi fascisti di Niccioleta...
TK- Ah! Interessante....
LI- E lui gli disse, il succo era questo: dopo tutto quello che è; successo qui a Niccioleta voi cosa pensate di fare? Pensate di poter rimanere qui o pensate di poter venire con noi, noi siamo attrezzati, possiamo portare via le vostre famiglie, la vostra roba, tutto quanto. Una parte gli rispose che sarebbe andata senz'altro con loro e una parte disse di no che pensavano di poter rimanere lì;, quelli che andarono con loro gli fecero presente che ci avevano da riscuotere la paga, da prendere tutti i documenti che avevano in miniera e quindi non sapevano come fare. A quel punto io ero il cassiere e allora incominciai a ragionare un po' sul come fare per scappare, a un certo punto vennero, entrarono, chiesero chi era il cassiere: "Sono io" e mi portarono via. Andarono là; nel dopolavoro a guardare negli elenchi credo, in queste note se comparivo io e poi mi accompagnarono in quattro.
TK- Erano tutti italiani i soldati?
LI- Anche tedeschi, italiani e tedeschi, quando arrivammo lassù; alle abitazioni degli impiegati c'era una signora, la zia di un impiegato che aveva due bambine piccole, per dargli il latte perché; non c'era possibilità; lassù;, aveva comprato una capra e la teneva ad un podere lassù; sopra gli uffici, questa donna quando sentì; che c'erano delle persone che andavano su, si fece avanti e chiese di venire con noi, e loro glielo concessero, così; a me mi si aprì; un po' la speranza, perché; loro non sapevano dove andava a finire la strada, ora, pensavo io, quando si arriva là; o loro non ce la mandano, oppure se ce la mandano la scorta mi diminuisce e quindi mi si apre la possibilità;,infatti quando si arrivò; lì; lei disse: "Ma io devo andare lassù;", loro ragionarono un po' tra loro, girarono intorno agli uffici per vedere com'era messa la cosa, da una parte era alto e non si poteva scappare, dall'altra c'erano le inferriate e così; si tennero tranquilli, due andarono con questa donna e due con me, e poi mi mandarono su solo con altri due impiegati che avevo chiesto io per poter pagare, insomma a questo punto io potei parlare chiaramente perché; loro erano rimasti giù; e non assistevano, feci presente che io sarei voluto scappare, per forza, avevano detto che dal '14 in poi deportavano, io ero del '14, io ci rientravo, dicevo: "Voi avvertite mia moglie, io se posso cerco di scappare, cercate di fare più; tardi possibile nel darmi i documenti in modo che gli venga un po' di fretta", perché; avevo visto che loro avevano paura, si faceva tardi e loro avevano paura del buio, dei partigiani, e loro fecero in quel modo, mi prepararono i documenti il più; tardi possibile, fino a che vennero addirittura a sollecitare, io via, via che pagavo, quello se ne andava subito, non aspettava, quindi quando arrivai all'ultimo rimase solo con me, quindi io pagai lui e gli corsi subito dietro e quando si arrivò; in fondo alle scale lui prese da una parte e io da un'altra; però; io credo che anche quando si accorsero che io non c'ero, non mi hanno cercato, perché; siccome dietro alla casa c'era il bosco loro credevano che fossi scappato per il bosco, invece ero rimasto chiuso dentro, rimasi lì; dentro, entrai in un sottoscala.
TK- E fin quando ci rimase?
LI- Ci rimasi fino a un certo periodo, fino a che potei resistere perché; era un sottoscala...! C'erano tutte le ragnatele, non ci resistevo, uscii fuori ritornai su negli uffici, c'era una finestra che guardava verso il villaggio e non vidi più; nessuno, sentii quando partirono, tutta la gente che piangeva, tutto il rumore..
TK- Secondo lei loro lo sapevano che sarebbero andati a morire?
LI- No, non lo sapevano, non ci pensavano assolutamente, perché; io credo che se avessero pensato che...
TK- Avrebbero tentato la fuga.
LI- Credo proprio di sì;, perché; per un certo tratto fino ad un bivio fino al Martinozzi andarono a piedi, e c'era la macchia era una serata molto chiara al lume di luna e passando per la strada c'erano le ombre delle piante e la fossa lì;, non c'avevano grande scorta, la fila era lunga, e ce n'erano uno qui uno là; che controllavano, e infatti due o tre scapparono, il Brigadiere, il Carnesecchi, e un altro scappò;, io me li vidi arrivare il giorno dopo, io scappai lì;.
TK- I responsabili di questa strage lo sappiamo chi sono perché; lo abbiamo sempre saputo, però; anche i partigiani di Niccioleta, i comunisti, insomma gli organizzatori dei turni una qualche responsabilità; ce l' hanno perché; hanno lasciato queste note in mano di questi che ...
LI- Mah! Poveretti gli sono arrivati all'improvviso...
TK- Loro sono scappati però;...Coppi...
LI- Sono scappati ma Coppi e Pizzetti sono passati dentro il rifugio e le hanno messe...
TK- ...dentro una nicchia dei medicinali nel rifugio?
LI- No, li hanno messe nell'armatura... il rifugio era un buco, era dentro una galleria armata, sul davanti c'era un buco nell'armatura e loro le misero lì; dentro, gli arrivarono all'improvviso...
TK- Avrebbero dovuto portarle probabilmente con sé;!
LI- Mah! Non furono preparati... ma poi preoccupati che portandosele dietro se li avessero presi, capisce...ma poi li avrebbero presi lo stesso perché; c'era un'altra nota, avevano ammazzato una bestia laggiù;...
TK- Mi racconti di questa nota perché; mi sono giunte notizie di questo....cavallo cos'era....
LI- Un cavallo, allora quando passava qualche cosa c'erano le cicogne sopra che lo facevano fuori e ammazzarono questo cavallo se lo presero e se lo divisero, se lo mangiarono insomma e avevano fatto una nota con tutti i nomi dei capofamiglia che aveva ricevuto la parte.
TK- Ed era successo dopo che erano arrivati i partigiani o e era successo prima?
LI- No, i tedeschi non erano ancora venuti.
TK- Ma i partigiani erano già; arrivati?
LI- Sì;, mi pare che i partigiani fossero già; arrivati.
TK- Allora è; stato in quei giorni lì;, mentre facevano la guardia...
LI- Sì;, sì; in quei giorni e avevano fatto una nota...
TK- Una nota dei capofamiglia che avevano ricevuto le parti?
LI- Questa nota fu trovata da loro...
TK- ...e loro cedettero che quelli di questa nota fossero partigiani!?
LI- Sì;, perché; questa nota fu rinvenuta insieme a quella dei turni di guardia al villaggio, furono trovate tutte e due.
TK- Io questa cosa l' ho sentita dire adesso... non qui da lei , l'ho sentita dire da altri, ma negli atti processuali non l' ho trovata. Negli atti processuali ci sono altre cose forse anche inesatte, al processo per esempio si era detto che queste note furono rinvenute in una nicchia dei medicinali dentro al rifugio e non sopra l'armatura come mi sta raccontando lei.
LI- Io so che erano state infilate dentro l'armatura.
TK- Senta ma questo Calabrò;, questo Nucciotti, secondo lei erano consapevoli che facendo la spia o andando a denunciare l'arrivo dei partigiani avrebbero provocato una strage di queste dimensioni?
LI- Loro erano andati lì; per chiedere aiuto e quindi senz'altro lo sapevano.
TK- E come mai quest'odio tra compagni di lavoro?
LI- Ma loro, Nucciotti eccetera, erano fascisti insomma, erano fascisti!
TK- Però; c'era fascista e fascista, c'erano anche quelli che se ne stettero a casa loro.
LI- Eh certo!
TK- Allora come mai? Erano loro caratterialmente così;, astiosi, non legavano con gli altri...
LI- Sì;, erano loro così;, con gli altri non legavano e poi il Calabrò; per esempio era un individuo che quando c'erano i bombardamenti a Grosseto andava a svaligiare le case di Grosseto, tanto per dire che tipi erano... C'era anche, chi andava a Grosseto era anche un certo Rossi, questo Calabrò;, il Nucciotti, se lo immagina?
TK- Senta il Soppelsa lo ricorda?
LI- Me lo ricordo il Soppelsa sì;, ma lui non mi pare che abbia fatto niente di...
TK- E la moglie? Mi racconti della moglie.
LI- Ma la moglie.....(sorride)
TK- Quando sono arrivati i tedeschi a Niccioleta lei li ha visti i fascisti in combutta con loro? Li ha visti insieme ai tedeschi? Hanno partecipato al rastrellamento oppure sono usciti dopo?
LI- No, quando c'è; stato il rastrellamento s'era tutti in casa, quando hanno circondato il paese si era tutti in casa.
TK- Lei ha partecipato al processo?
LI- No, non ho partecipato, mi hanno interpellato lì; a Niccioleta e basta.
TK- Lei in quanto impiegato, capoufficio, lei li conosceva tutti personalmente.
LI- Eh sì;, tutti, ci sono stato quarant'anni lassù;, se lo immagina....
TK- E dopo mi racconti, mi dica due parole su che cosa successe dopo. Perché; dopo deve essere successa una tragedia, che cosa ha fatto la Società;?
LI- La Società; li ha aiutati, non li ha abbandonati, ha dato un tanto per famiglia, ci sono delle note, ha sborsato delle cifre, delle cifre grosse....
TK- Eppure non a tutti perché; qualcuno mi ha detto di sì; e qualcuno mi ha detto che non ha ricevuto nemmeno una lira.
LI- Mah! Li ho pagati io!
TK- Lei si ricorderebbe tutti quelli che ha pagato?
LI- Forse si, mi pare eh! Ma se l' ha detto poveretto, sarà; vero, sarà; che non è; stato reperibile, perché; tanti sono dovuti andare via. Io ho tutte le note di chi ho pagato, mi pare di averle conservate.
TK- Lei li ha conosciuti tutti ed è; anche in grado di capire chi fra queste persone morte, sto parlando dei morti e sicuramente sono tutti innocenti, però; ci sono stati dei poco più; che bambini che erano più; innocenti di altri, ci sono state delle persone che erano estranee alla Resistenza e che non c'entravano nulla...
LI- Mastacchini, il babbo stava andando tra quelli che dovevano essere ammazzati, perché; lassù; una parte doveva essere deportata, una parte rimandata a casa e una parte uccisa, il Mastacchini era fra quelli che dovevano essere uccisi, ma il padre, e lui ci aveva anche il bimbo lì;, e lui quando vide che il suo babbo andava via chiese di andare col suo babbo e il tedesco: "Vuoi andare col tuo babbo? Vai!..." eh! Insomma, fu una strage lì;....
TK- Quante famiglie restarono a Niccioleta dopo il fatto?
LI- Poche, la maggior parte rientrò; al suo paese.
TK- E alla miniera che cosa successe?
LI- Mi pare che si fermò; poi riprese ma dopo tanto tempo.
TK- E c'erano sempre gli stessi dirigenti o riaprì; con altri?
LI- No, con gli stessi, Mori Ubaldini continuò; a lavorare.
TK- Molti dicono che Mori Ubaldini abbia avuto delle responsabilità; perché; aveva il figlio nelle liste e sembra che per salvare il proprio figlio..
LI- No.
TK- Nelle liste no, però; i turni li aveva fatti.
LI- Ah! I turni li aveva fatti sì;!
TK- Perché; non compariva nelle liste come gli altri?
LI- Come non compariva nelle liste...
TK- Non lo chiamarono nel cinema.
LI- Ma come non chiamarono lui non ne chiamarono tanti altri.
TK- Come mai non furono chiamati secondo lei?
LI- Ah, questo non lo so, forse le liste non erano complete, c'era anche la storia della lista del cavallo che si erano divisi...
TK- Ma infatti è; proprio questo che pensano, quella lista in cui compariva il nome del figlio, magari il padre che era il direttore della miniera, può; darsi abbia avuto la possibilità; di farla distruggere...
LI- No, no non ce l'aveva, perché; Mori Ubaldini fu messo nel rifugio insieme a noi, il figlio era scappato, c'era il mi' cognato insieme a lui, loro scapparono tutti e due, quindi non ci fu, Mori Ubaldini di quel fatto lì; non aveva responsabilità;, assolutamente, io per quanto mi riguarda.... anzi, io che scappai lì; a Niccioleta dopo non mi a allontanai da Niccioleta, tanto accanto agli uffici c'era il bosco, se vedevo qualcosa, se eventualmente avessi visto qualcuno venire verso gli uffici sarai andato nella macchia, nella macchia un ci veniva nessuno, avevano una paura! Niente, noi si sfollò; lassù; a un podere Campocasale e si stette lì; tutto il periodo io stetti lì; con la famiglia.
TK- E Mori Ubaldini era ritornato, in quei giorni.
LI- Mori Ubaldini la mattina dopo ritornò;, tant'è; vero che incontrò; me e mi disse: "Come lei qui! Lo sa che la chiamano lassù;...per forza io facevo parte... ero nell'elenco...
TK- Lei aveva fatto i turni?
LI- No, i turni no, però; mi chiamavano sempre, mi chiamavano perché; avevano i documenti miei avevano la mia carta d'identità;, io facevo il cassiere, andavo spesso a Grosseto e mi ero documentato insomma se mi prendevano io di carte di identità; ne avevo due, tanto per... e infatti una me la levarono loro ma una mi rimase, ma non tutti erano in queste condizioni poveretti, perché; lì; a Niccioleta era un villaggio in cui la Società; pensava a tutto, c'era lo spaccio, non c'era bisogno di andare in giro neppure a far la spesa, era tutto lì;, il lavoro, la casa....
TK- E stavano anche bene, insomma non stavano male!
LI- Stavano discretamente, il lavoro era quello che era, la miniera....
TK- Il lavoro era quello che era però;, sicuramente per quelli che venivano dalla montagna e che avevano vissuto in situazioni ben peggiori...
LI- Per l'amor di Dio, non ne parliamo, quelli stavano male poveretti, per loro lì; era una reggia, ma Mori Ubaldini non ci aveva alcuna responsabilità;, ha subito come gli altri.
TK- E gli ingegneri lì;, erano filotedeschi.
LI- No, no.
TK- Non c'era nessuno all'interno della direzione che...
LI- Ma c'era altro questo dottor Larato che era una figura che non s'è; capito mai che cosa ci stesse a fare, sì;, faceva delle cose, ma non era indispensabile.
TK- Infatti lei mi diceva che lui era sparito, ma io ho trovato nei documenti che lui il giorno del rastrellamento alle 11 circa arrivò; a Niccioleta da Boccheggiano, a piedi, fu visto dal dottor Tortelli che disse: "Guarda il Dottor Larato!" Il dottor Tortelli ha rilasciato questa testimonianza...
LI- Io non l' ho più; visto il dottor Tortelli.
TK- ...il milite che lo accompagnava allora andò; da Larato e gli disse: "Ma non lo sa che lei è; atteso dal nostro comandante, venga subito!" e lui chiese di poter andare a casa a cambiarsi e invece questo disse: "No, assolutamente lei deve venire immediatamente!" Questo tenente delle SS come faceva ad aspettare Larato, perché; l'aspettavano?
LI- Non lo so, mah! Questo Larato è; sempre stata una figura non chiara....
TK- Si è; fatto tardi, noi dobbiamo lasciare la sala...va bene signor Lorenzi io la ringrazio vivamente...
LI- Ma si figuri... 

Aggiornato al:
06.02.2020
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