Linee guida per la sicurezza trasfusionale: prevenzione della TRALI


La Medicina Trasfusionale si è evoluta da attività prevalentemente orientata in campo laboratoristico, a branca multidisciplinare che comprende informazioni mediche e scientifiche mirate alla cura del paziente ed alle problematiche inerenti la sicurezza trasfusionale. Secondo i più recenti dati epidemiologici, anche in ragione della consistente riduzione del rischio trasfusionale collegato alla trasmissione di patogeni infettivi, la reazione avversa più frequentemente causa di mortalità associata alla trasfusione di emocomponenti labili è rappresentata dalla TRALI (Transfusion Related Acute Lung Injury - Danno polmonare acuto associato alla trasfusione).
Questo nonostante la sua incidenza sia molto probabilmente sottostimata, sia per mancato riconoscimento che per omessa segnalazione. Il principale fattore limitante una stima reale di questa complicanza della trasfusione è certamente l'under-reporting dovuto al non riconoscimento clinico. Proprio il crescente interesse nei confronti delle problematiche legate alla sicurezza della pratica trasfusionale, ha indotto nel 2004 il National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI) statunitense a meglio identificare e definire questa sindrome, permettendo di uniformare e promuovere la ricerca, fortemente penalizzata dalla mancanza di una definizione condivisa in ambito scientifico.
Facendo propri i criteri standard che classificano la Acute Lung Injury (ALI), l'NHLBI definisce come TRALI l'insorgenza di ALI durante o entro le 6 ore dalla trasfusione di uno o più emocomponenti in pazienti che non abbiano manifestato ALI prima della trasfusione. Anche se la mortalità per TRALI è considerata relativamente bassa, dal 9 al 15%, nei pazienti critici, con necessità di trattamento intensivo, la mortalità può arrivare al 41%. A partire dal 2004 si è assistito, per una aumentata consapevolezza e una maggior chiarezza dei criteri diagnostici, ad un incremento delle rilevazioni di casi di TRALI. Il passaggio da un metodo di sorveglianza passiva ad uno di sorveglianza attiva ha portato, infatti, ad un tasso di incidenza superiore dell'evento TRALI. L'Annual haemovigilance report 2008 dell'Afssaps (Agence Française de Sécurité Sanitaire des Produits de Santé) evidenzia come una maggiore attenzione nei confronti dell''evento TRALI abbia comportato un incremento significativo delle segnalazioni, aumentate da 1 solo caso nell'anno 2001 a 45 nell'anno 2008. L'importanza di una accurata segnalazione degli eventi avversi è confermato anche dallo SHOT Annual Report 2009.
In Italia la notifica dell'evento TRALI è richiesta dal 2004; ciononostante ancora oggi il ridotto numero di segnalazioni inserite nel nuovo Sistema Informativo dei Servizi Trasfusionali conferma l'ipotesi di un mancato riconoscimento della patologia e/o di un basso grado di consapevolezza clinica della possibilità che la stessa si verifichi in associazione ai trattamenti trasfusionali; ciò comporta una sottostima molto significativa della sua reale incidenza. Ne è scaturita le necessità di porre una maggiore attenzione al problema TRALI che consenta una più accurata conoscenza dell'epidemiologia e l'attuazione di una politica di riduzione del rischio. In questo contesto, pertanto, il Centro Nazionale Sangue, nel Dicembre 2010, ha emanato le "Linee Guida per la prevenzione della TRALI".
Parte integrante delle Linee Guida è il documento "TRALI - Percorsi diagnostici e indicazioni per la prevenzione", redatto a cura di un Gruppo di lavoro tecnico coordinato dal Centro Nazionale Sangue e costituito dai Rappresentanti delle Società scientifiche di medicina trasfusionale e di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, con l'obiettivo di aiutare gli operatori sanitari a migliorare la diagnostica clinica e l'individuazione delle cause eziologiche, nonché formulare le indicazioni necessarie alla prevenzione della TRALI.
 

Riferimenti bibliografici

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3. Rebibo D, Hauser L, Sliman A et al.The French Haemovigilance System: organization and results for 2003. Transfusion and Apheresis Science, 2004; 31:145–153.
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6. Annual Haemovigilance report. http://www.Hémovigilance- AFSSAPS: Agence française de sécuréte sanitaires des produits de santé


 

Aggiornato al:
30.11.2016
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83958