La liberta` religiosa per superare la paura delle differenze

'Io mi chiamo Shahrazad, nella mia lingua significa Colei che porta la libertà al paese e personalmente non ho avuto un'educazione religiosa, ma ho scelto di seguire un cammino. La mia identità è solo quella di un essere umano, però sono inquadrata come musulmana e come iraniana. E in Italia oggi entrambe queste parole fanno paura'. Comincia così la sua riflessione Shahrazad Houshmand, teologo musulmana di origine iraniana che da tempo vive in Italia e insegna in una università cattolica. La sua esperienza è anche una precisa consapevolezza che chiede agli studenti del Palamandela di condividere: 'La paura viene dalla non conoscenza e noi bisogna cominciare a non avere paura l'uno dell'altro, non dobbiamo preoccuparci di salvare la civiltà occidentale o la civiltà orientale, ma di salvare la civiltà umana nella sua interezza. A mia figlia di 14 anni, che frequenta una scuola italiana, una sua compagna di classe ha chiesto se Allah è il suo Dio. E lei è venuta a chiedermi perché la gente non capisce che Allah è solo un modo di chiamare Dio. Il nostro Dio è il vostro, è un unico Dio per tutti noi'.
E in questo contesto di superamento della diffidenze, di reciproca accettazione delle differenze, un gesto di grande importanza è stata la recente preghiera del Pontefice nella moschea di Istambul: 'Benedetto XVI ha dato a tutti noi una grande fede e una grande speranza'.
Sulla stessa lunghezza d'onda le parole di Marco Ventura, docente di legge all'università di Siena: 'Immaginatevi domani di andare in prigione – così si è rivolto ai ragazzi – Cosa portereste con voi? Un libro? La nostra Costituzione è stata scritta anche da persone che sono state in carcere come antifasciste e non hanno potuto tenersi nella loro cella una Bibbia protestante piuttosto che una Bibbia cattolica. Oggi questo non succederebbe più, perché nella Costituzione è stata scritta la libertà religiosa e questo protegge tutte le Bibbie'.
Una libertà che però deve essere anche vissuta come accettazione delle differenze, nella consapevolezza, ha aggiunto il docente, che 'dietro il diverso, c'è sempre un viaggio e una storia'.

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Aggiornato al:
18.12.2007
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547673