Informazione e partecipazione per il progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana

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Il 9 ottobre 2019 sul BURT n.41 parte seconda, è stata pubblicata la Deliberazione del Consiglio Regionale n. 71 del 25 settembre 2019 "Progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana di cui all'articolo 34 della disciplina del piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico (art.34 che individua i progetti di paesaggio come strumenti per dare attuazione al piano paesaggistico regionale). Adozione ai sensi dell'articolo 19 della lr 65/2014".
Il termine di scadenza delle osservazioni è l'8 dicembre 2019.
Le osservazioni devono essere inviate seguendo le indicazioni della pagina 10 e 11 del BURT n.41 parte II del 9 ottobre 2019

Il provvedimento di adozione, comprensivo degli allegati, è depositato in formato digitale presso l'ufficio relazioni con il pubblico (URP) del Consiglio Regionale (via Cavour 2 – 50129 Firenze) ed è a disposizione di chiunque voglia prenderne visione e presentare osservazioni al Presidente del Consiglio regionale nei sessanta giorni successivi alla data di pubblicazione dell'avviso.
L'URP (numero verde 800 401 291) è aperto nei seguenti giorni e orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 13.00.

La documentazione è consultabile al link:
http://store.regione.toscana.it/filedownload/DGR-1008-2019/DGR-1008-2019.zip
 

Sezione informazione per il progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana
Ai sensi dell'art. 34 della Disciplina del PIT con valenza di Piano Paesaggistico approvato con DCR n. 37 del 27/03/2015. Avvio del procedimento ai sensi dell' art. 17 della l.r. 65/2014

Sezione partecipazione per il progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana

E' stato attivo dal 14/01/2019 al 14/03/2019 un form per l'invio di un contributo partecipativo per il progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana al Garante della informazione e della partecipazione per il governo del territorio della Regione Toscana

 

Il terzo incontro del percorso partecipativo sul progetto di paesaggio delle Leopoldine in Val di Chiana
Monte San Savino 4 marzo ore 16.30, sala Conferenze Museo del Cassero, Piazza Gamurrini 22/25

SONO INTERVENUTI
Margherita Gilda Scarpellini - Sindaco di Monte San Savino
Francesca De Santis - Garante regionale dell'informazione e della partecipazione per il governo del territorio
Arch. Maria Silva Ganapini - Regione Toscana, Progettista del piano
Arch. Luca Signorini - Regione Toscana, Progettista del piano

 

Il secondo incontro del percorso partecipativo sul progetto di paesaggio delle Leopoldine in Val di Chiana
Montepulciano 22 febbraio ore 16.30 nel Palazzo del Capitano, Piazza Grande n. 7

SONO INTERVENUTI
Andrea Rossi - Sindaco di Montepulciano
Francesca De Santis - Garante Regionale dell'informazione
e della partecipazione per il governo del territorio
Vincenzo Ceccarelli - Assessore Regionale al Governo del Territorio
Aldo Ianniello - Direttore Urbanistica e Politiche Abitative Regione Toscana

 

Il primo incontro pubblico di presentazione del progetto di paesaggio Le Leopoldine in Val di Chiana
Cortona 18 gennaio 2019 h.16.30 Centro Convegni Sant'Agostino

 

Con la nuova legge regionale sul governo del territorio (l.r. 65/2014 "Norme per il governo del territorio") e con il PIT con valenza di Piano Paesaggistico Regionale, la Regione Toscana si è posta l'obiettivo di contenere il nuovo consumo di suolo, in linea con gli orientamenti forniti dalla Comunità Europea, che inducono i governi nazionali e locali a mettere in opera buone pratiche, soprattutto per migliorare le prestazioni dei suoli. L'approccio indicato per il contenimento del consumo del suolo e dei suoi impatti è quello di attuare politiche e azioni finalizzate, nell'ordine, a limitare, mitigare e compensare l'impermeabilizzazione del suolo. La finalità del progetto regionale, nell'ambito dello stesso PRS 2016-2020, è dunque quella di definire un sistema complessivo del governo del territorio atto a garantire uno sviluppo sostenibile delle attività su territorio toscano.

La Regione Toscana, nell'ambito del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico (PIT-PPR), approvato con Deliberazione di Consiglio Regionale n. 37/2015, ha definito all'articolo 34 della Disciplina di Piano, i progetti di paesaggio quali progetti regionali a carattere strategico volti a promuovere l'attuazione degli obiettivi generali relativi alle invarianti strutturali del PIT attraverso concrete applicazioni progettuali.

Il PIT-PPR viene definito un Piano Dinamico poiché introduce nuovi dispositivi normativi e procedurali rispetto ai quali viene attuata la sua Parte Statutaria e la sua Parte Strategica.
L' attuazione della parte Statutaria si sostanzia nella progressiva conformazione degli Strumenti di Pianificazione comunali al PIT-PPR andando a contribuire, nel lungo periodo, alla definizione di uno Statuto del Territorio Toscano di maggior dettaglio; mentre l'attuazione della Parte Strategica, ai sensi del richiamato art. 34 della Disciplina di Piano del PIT-PPR,  avviene proprio attraverso l'approvazione di singoli Progetti di Paesaggio che diventano parte integrante e sostanziale del PIT-PPR e che si rivolgono ad un territorio a scala di Area Vasta sovra comunale.

In questo sistema il progetto di Paesaggio costituisce la traduzione di un "ascolto" attivato sui territori da cui partono le strategie regionali di sviluppo e tutela del paesaggio.

Ai sensi dell'art. 34 comma 1 lett. a) Il progetto "Le Leopoldine nella Val di Chiana" si configura come "progetto regionale a carattere strategico volto a promuovere l'attuazione degli obiettivi generali relativi alle invarianti strutturali del PIT attraverso concrete applicazioni progettuali".

Si configura, pertanto, come un atto di governo del territorio le cui finalità sono riconducibili al raggiungimento di obiettivi del PIT-PPR specifici della scheda di Ambito 15 "Piana di Arezzo e Val di Chiana".

Gli indirizzi per le politiche della scheda di Ambito 15, che rappresentano il riferimento per l'elaborazione delle politiche di settore, compresi i relativi atti di programmazione, affinché concorrano al raggiungimento degli obiettivi del piano,  prevedono nello specifico, azioni volte a:

4) (…) promuovere la valorizzazione e, ove necessario, la ri­qualificazione della struttura insediativa storica carat­teristica del sistema della villa-fattoria, e le relazioni funzionali e paesaggistiche fra sistemi produttivi agra­ri ed edilizia rurale, privilegiandone il riuso in funzione di attività connesse all'agricoltura.

5) al fine di preservare gli elevati valori identitari, ambien­tali e paesistici del territorio rurale favorire, anche attra­verso forme di sostegno economico:
- il mantenimento dei tessuti a oliveto e degli altri col­tivi d'impronta tradizionale che costituiscono un'unità morfologica e percettiva con gli elementi del sistema insediativo storico rurale;
- la funzionalità del sistema di regimazione idraulico-agraria e di contenimento dei versanti, mediante la conservazione e manutenzione delle opere esistenti o la realizzazione di nuove sistemazioni di pari efficienza idraulica, coerenti con il contesto paesaggistico.

6) nei tessuti interessati da riconversioni in colture specia­lizzate di grande estensione con ridisegno integrale della maglia agraria, è indicato:
- interrompere le pendenze più lunghe al fine di conte­nere i fenomeni erosivi;
- equipaggiare la maglia agraria di una rete di infra­strutturazione paesaggistica articolata e continua, data dal sistema della viabilità di servizio e dal corre­do vegetazionale, e da siepi e zone tampone rispetto al reticolo idrografico. Tale indirizzo risulta prioritario negli agroecosistemi aventi funzioni residuali di con­nettività ecologica tra nuclei e matrici forestali, indivi­duati nella carta della rete ecologica.

9) al fine di migliorare i livelli di permeabilità ecologica del territorio di pianura e fondovalle, promuovere azioni e programmi volti ad assicurare:
- l'aumento della sostenibilità ambientale delle attività agricole intensive (anche con riferimento alla classi­ficazione dell'area come zona vulnerabile da nitrati);
- il miglioramento delle dotazioni ecologiche, anche at­traverso la realizzazione di siepi e di zone tampone rispetto al reticolo idrografico;
- l'impianto di nuclei boscati di latifoglie autoctone di collegamento tra nuclei forestali relittuali.

10) nella programmazione di nuovi interventi è necessario:
- orientare le nuove localizzazioni verso superfici meno permeabili, garantendo sistemi efficienti di trattamen­to e deflusso delle acque superficiali, anche al fine di evitare fenomeni di sovraccarico del sistema di boni­fica;
- incentivare progetti di recupero e riuso delle strutture industriali dismesse.

11) al fine di preservare i valori naturalistici del territorio di pianura e fondovalle è opportuno favorire la tutela e va­lorizzazione delle relittuali aree di interesse naturalistico, con particolare riferimento:
- alle aree umide dell'ex zuccherificio di Castiglion Fio­rentino;
- alle Colmate di Brolio, quest'ultime già inserite come proposta di nuova ANPIL nell'ultimo programma re­gionale per le Aree protette.


12) per i Laghi di Montepulciano e Chiusi perseguire azioni volte:
- al miglioramento dei livelli di permeabilità ecologica delle aree agricole circostanti e dei livelli qualitativi e quantitativi delle acque;
- alla riduzione dei carichi inquinanti provenienti dalle aree contigue (soprattutto di origine agricola) e dei processi di interrimento degli ecosistemi lacustri e pa­lustri;
- alla riduzione degli impatti legati alla presenza di spe­cie aliene invasive.

14) (…) tutelare il paesaggio della bonifica della Valle della Chiana e promuovere azioni e programmi volti a:
- limitare il più possibile effetti di frammentazione delle superfici agricole causati da grandi fasci infrastruttu­rali;
- preservare, ove possibile, gli elementi strutturanti la maglia agraria ascrivibili alla bonifica leopoldina (si­stemazioni idraulico-agrarie di piano, viabilità minore e vegetazione di corredo);
- tutelare la leggibilità del sistema insediativo storico anche promuovendo interventi di recupero e valoriz­zazione delle ville granducali e delle ville-fattorie, oltre che dell'antico sistema di manufatti ed edifici legati alla regimazione idraulica (quali dighe, ponti, canali, approdi, argini rialzati, ba­cini artificiali, mulini, pescaie, gore, caselli e chiuse);
- salvaguardare, riqualificare e valorizzare i corsi d'ac­qua come corridoi ecologici multifunzionali, promuo­vendo forme di fruizione sostenibile della via d'ac­qua e delle sue riviere (individuazione dei tratti che presentano potenziale di navigabilità, realizzazione di itinerari di mobilità dolce, punti di sosta, accessi e quant'altro).

22) promuovere la valorizzazione e tutela dell'importante si­stema di Aree protette e siti Natura 2000 dei Laghi di Chiusi e Montepulciano, degli ambienti lacustri della Ri­serva Naturale di Ponte a Buriano e Penna e degli impor­tanti habitat forestali della Riserva Naturale del Pigelleto e del Sito Natura 2000 del Monte Cetona.

23) promuovere azioni e programmi volti a valorizzare le risorse culturali e gli itinerari tematici dell'ambito, con particolare riferimento a:
- castelli e le fortificazioni (Castello di Montecchio- Vesponi, Valiano, Castello di Gargonza a Monte San Savino o della Fortezza Medicea a Lucignano),
- i borghi storici collinari (Montefollonico, Badia al Pino);
- i parchi e giardini storici (Parco Bologna Buonsignori in località Le Pietrose nel comune di Montepulciano, il Parco Terrosi Vagnoli nel comune di Cetona e il Parco e villa Tosoni nel comune di Chiusi);
- il sistema delle ville-fattoria;

Il Progetto è sinergico al Progetto di fruizione lenta del paesaggio regionale, allegato 3 al PIT-PPR, che costituisce un primo progetto di paesaggio regionale, finalizzato a:

a) costruire un sistema di corridoi paesaggistici di fruizione lenta da sviluppare lungo le principali strutture ambientali e i principali itinerari storico-culturali;
b) tutelare e valorizzare la rete infrastrutturale storica come elemento strutturale dei paesaggi regionali;
c) garantire l'accessibilità diffusa a tutti i paesaggi regionali;
d) favorire lo sviluppo diffuso e integrato delle diverse modalità di fruizione lenta del paesaggio.

Come primo atto, finalizzato ad incentivare il recupero delle antiche case e fattorie Leopoldine della Val di Chiana, con D.G.R. n. 415 del 10/05/2016 è stato approvato il "Protocollo d'Intesa finalizzato ad incentivare il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione del sistema insediativo della bonifica granducale della Val di Chiana: ville-fattorie, case coloniche leopoldinee sistema poderale" sottoscritto in data 7 luglio 2016 dalla Regione e dai 10 comuni interessati:

Arezzo,
Castiglion Fiorentino,
Civitella in Val di Chiana,
Cortona,
Foiano Della Chiana,
Marciano Della Chiana,
Monte San Savino, 
Montepulciano,
Sinalunga,
Torrita Di Siena.

Nell'ambito del Protocollo, le istituzioni coinvolte si sono impegnate a contrastare i fenomeni di abbandono e degrado di questi immobili storici con azioni comuni finalizzate, in sintesi, a:

- Tutelare gli edifici con valenza storico-architettonico e la configurazione delle aree di pertinenza, laddove abbiamo valore testimoniale [....] ;
- Governare l'insieme delle regole per le trasformazioni sulle "leopoldine" in modo coordinato tra le amministrazioni interessate, al fine di salvaguardare il mantenimento e la leggibilità dei sistemi poderali di riconosciuto valore identitario che hanno mantenuto i caratteri culturali e percettivi storici, quale ad esempio il sistema Fila nei comuni di Montepulciano e Torrita di Siena.
- Ampliare gli usi ammissibili privilegiando, oltre alla funzione agricola (multifunzionalità, agriturismo,  residenze agricole per i giovani imprenditori,ecc), quella residenziale, le attività e i servizi legati alla promozione del territorio, attività legate al settore terziario (servizi, uffici...), funzioni turistico-ricettive ed edilizia sociale, incentivando la messa a sistema degli elementi caratterizzanti il territorio, anche con lo sviluppo di una rete di percorsi ciclopedonali.
- [....]
- Tutelare la leggibilità della struttura del paesaggio del sistema della bonifica "leopoldina" della Val di Chiana regolando la realizzazione di nuovi annessi agricoli ;
- [....]

La Regione ha quindi previsto il finanziamento, con D.G.R. n. 1087 del 08/11/2016, dello Studio di Fattibilità, previsto ai sensi dell'art.  26ter della L.R. 82/2015 ed introdotto dall'art. 3 della L.R. 67/2016, per la realizzazione del progetto di paesaggio "Le Leopoldine in Val di Chiana ", volto a dare attuazione al Piano Paesaggistico Regionale, così come indicato dall'art. 34 della Disciplina di Piano approvato con DCR n. 37 del 2015.
Il Comune capofila, Cortona, attraverso un affidamento con procedura negoziata, ex art. 36 co. 2  lett. b) del D.Lgs n. 50 del 2016, ha assegnato l'incarico per la redazione dello Studio di Fattibilità.
Lo Studio di Fattibilità costituisce la base del Progetto di Paesaggio delle "Leopoldine in Val di Chiana ".

Il Progetto di Paesaggio verrà approvato in base al procedimento che fa capo a tutti i Progetti di Territorio, definito dall'art. 89 della L.R. 65/2014.
 

Aggiornato al:
29.11.2019
Article ID:
15935025