In tutta la Toscana si lavora per la cooperazione sanitaria

Decine i progetti illustrati nel corso della sessione dedicata alla cooperazione sanitaria. Antonella Cappè, dottoressa della Asl di Massa Carrara, è tornata per l’ennesima volta in Africa, aderendo a un progetto della Regione Toscana: “Ho lavorato 6 mesi a un progetto di prevenzione dell’Aids in un ospedale di una zona rurale del Sud Africa – ha raccontato – Un’area particolarmente povera, dove non c’è né acqua potabile né elettricità”. Ha invitato i ragazzi a studiare la storia la geografia, le lingue, “e magari a rinunciare a qualcosa del vostro benessere, per esempio il motorino, per regalarvi un viaggio in Africa: quando tornerete sarete diversi”. Omar Abdulcadir, ginecologo, responsabile del Centro di riferimento regionale per le mutilazioni genitali femminili che ha sede a Careggi, ha parlato dell’attività del Centro, l’unico di questo tipo in Europa, a cui si rivolgono tra le 400 e le 500 donne all’anno a causa di complicazioni dovute alle mutilazioni genitali. “In tutto il mondo sono 140 milioni le donne che hanno subìto mutilazioni sessuali – ha ricordato – Ogni giorno sono 6.000 le ragazze che le subiscono, e 2 milioni di bambine ogni anno sono a rischio”. Marco Evi Martinucci, medico del Meyer, ha ricordato i progetti più recenti cui l’ospedale pediatrico partecipa con la Regione: per esempio, quello per far curare 900 bambini palestinesi negli ospedali israeliani, lanciato di recente in occasione della visita dell’ex-primo ministro e Nobel per la pace Shimon Peres a Firenze. “Abbiamo fatto anche un patto importante con l’Eritrea – ha detto – per andare a ricostruire gli ospedali e riaprire la scuola medica dell’Asmara. Lì c’è un medico ogni 16.000 abitanti”. Altri progetti di cooperazione vengono portati avanti a Pisa, che ha iniziato dieci anni fa ospitando 100 bambini di Cernobyl affetti da tumore alla tiroide; collaborano anche con Kosovo, Albania, Mozambico. L’ospedale Pasquinucci di Massa si occupa di malattie cardiache: 100 bambini l’anno provenienti da Yemen, Libia, Kosovo vengono operati al cuore nell’ospedale. Hanno rimesso in sesto la cardiologia e cardiochirurgia di Tirana, e organizzano master per i loro colleghi di altri Paesi. Ma anche gli studenti sono coinvolti in progetti di cooperazione sanitaria: come quelli di un istituto del Lido di Camaiore, che collaborano con i francescani che cercano di migliorare le condizioni di vita del popolo Guaranì, in Sud America; o quelli di una scuola di Cascina (Pisa) che hanno creato manifesti per la giornata mondiale contro l’Aids.

Aggiornato al:
02.12.2008
Article ID:
548068