Imprese in Toscana: la fotografia al Censimento Istat dell'Industria 2011


Crescita contenuta di imprese e addetti, rispetto al 2001, 330.917 imprese (il 7,5% delle imprese italiane), 1.094.795 addetti d'impresa, 356.687 unità locali, 1.153.994 addetti di unità locali
(il 7% sul totale addetti in Italia). Ridimensionamento delle imprese attive (diminuzione numero medio addetti) e terziarizzazione; quasi 8 addetti nelle unità locali toscane su 10 occupati residenti. Prato e Firenze sono le province col maggior numero di addetti su occupati residenti (rapporto % addetti su occupati); Forte dei Marmi, Abetone e Calenzano i comuni con i massimi valore di addetti sugli occupati.  Il 78% delle imprese con almeno 3 addetti sono gestite direttamente da membri della famiglia proprietaria e/o controllante. Rimane centrale il ruolo della Toscana nel settore manifatturiero; buono il livello di competitività toscana nel confronto con le altre regioni grazie all'operatività che esse manifestano sui mercati internazionali. Sono questi alcuni dei dati che mette a fuoco il rapporto "Le imprese toscane al 9° Censimento Istat dell'industria e dei servizi Temi di approfondimento", elaborato dal settore Sistema informativo di supporto alle decisioni - Ufficio regionale di Statistica della Regione, che analizza le imprese della Toscana con almeno 3 addetti, un universo di riferimento di 83 mila unità circa. Il rapporto si articola in 8 capitoli ed un box sulle microimprese toscane nel panorama italiano - scarica il testo integrale del rapporto.
I dati del 9° Censimento Istat dell'industria e dei servizi, benché riferiti al 2011, consentono di cogliere non solo le principali caratteristiche strutturali dell'impresa, ma rappresentano anche l'unica fonte informativa su aspetti significativi che permettono una valutazione degli elementi di forza e debolezza del sistema produttivo.

Qual'è il modello di governance dell'impresa più diffuso in Toscana? il rapporto evidenzia come caratteristiche del fare impresa in Toscana la concentrazione delle quote di proprietà, il controllo familiare, una gestione accentrata. Il socio principale delle imprese è una persona fisica o una famiglia in oltre il 90% delle imprese. Nel 78% dei casi l'impresa toscana è gestita direttamente
da membri della famiglia proprietaria e/o controllante. Nell'80% delle microimprese a conduzione familiare, le decisioni strategiche sono prese esclusivamente dall'imprenditore, o in accordo con i familiari e questo accade a prescindere dalla dimensione aziendale.

Il profilo dell'imprenditore nelle microimprese a conduzione familiare. L' imprenditore toscano è uomo, ha un'età compresa fra i 41 ed i 55 anni e un titolo di studio medio basso; nella maggioranza dei casi ha avuto una precedente esperienza lavorativa e solo raramente è subentrato a seguito di un passaggio generazionale. Stabilità, continuità nella gestione aziendale sono le caratteristiche che assicurano una maggiore competitività alla azienda toscana a conduzione familiare.


Guardando ai mercati in cui operano le imprese toscane si scopre una crescente apertura verso i mercati internazionali, anche fra le microimprese. Il 17% amplia il suo raggio d'azione al mercato nazionale ed il 28% estende il proprio mercato all'estero; tuttavia il 55% delle imprese con almeno 3 addetti svolge la propria attività solo su mercato locale. L'espansione anche sul mercato estero caratterizza soprattutto il settore manifatturiero. La presenza anche sui mercati internazionali è maggiore per le imprese appartenenti a gruppi societari, indipendentemente dalla loro dimensione. Infine, gli accordi produttivi favoriscono la presenza delle microimprese sui mercati nazionali ed internazionali.

E rispetto al management e al finanziamento dell'impresa? Dipendono principalmente dalle dimensioni dell'impresa. Le grandi imprese possono contare su credito bancario o altre forme, mentre le piccole e micro imprese si autofinanziano. Articolate sono le forme di finanziamento a cui ricorrono le grandi imprese. Nei servizi prevale l'autofinanziamento, mentre nel commercio e nelle costruzioni il credito bancario a medio-lungo termine. Nell'industria ricorrono altre forme di finanziamento come incentivi pubblici, raccolte fondi, prestiti.

Quali relazioni intercorrono fra le imprese? Si tratta, in particolare, di accordi finalizzati allo svolgimento dell'attività principale e all'approvvigionamento, propulsivi per ampliare la gamma di prodotti/servizi offerti. Il 62% delle imprese toscane ha relazioni professionali con altre aziende o istituzioni; la tendenza ad avere relazioni aumenta, in maniera non lineare, con l'aumento delle dimensioni aziendali, ma  l'appartenenza ad un settore piuttosto che un altro annulla, in parte, l'effetto dimensionale (es. settore Costruzioni).

Le imprese toscane si muovono prevalentemente con strategie di tipo difensivo. Sono solo le grandi imprese ad intraprendere i maggiori tentativi di "espansione" in termini di prodotti, servizi e mercati. Ben il 71% delle imprese toscane, infatti, tendono ad adottare strategie di mantenimento della quota di mercato. L'accesso ai nuovi mercati riguarda soprattutto il settore dell'industria. Le imprese con accordi produttivi hanno maggiore propensione ad attivarsi per l'accesso a nuovi mercati e all'ampliamento della gamma dei prodotti/servizi offerti.

I fattori di competitività e gli ostacoli delle imprese in Toscana. Le innovazioni, le relazioni e la presenza sui mercati esteri, sono i principali indicatori per valutare la competitività o la presenza di ostacoli ad essa. In particolare il rapporto evidenzia la realtà delle imprese di Prato caratterizzate da un numero medio di controparti, disponbilità di fonti di finanziamento, e presenza sui mercati esteri. Le principali cause dello scarso incremento della competitività, percepite dall'impresa, sono la scarsità di domanda, la mancanza di risorse finanziarie, gli oneri amministrativi e burocratici, il contesto socio-ambientale.

Aggiornato al:
16.10.2014
Article ID:
11967281