Giulio Bigazzi

Intervista al Dott. Giulio Bigazzi
Rilevatore: Katia Taddei
Data dell'intervista: 12 ottobre 2000.
Luogo dell'intervista: Pomarance 

TK - ...lei dottore di che classe è;?
BG - Sono del '25.
TK - Allora a quell'epoca era un richiamato!
BG - Sì;, ma ero rivedibile, pensi che pesavo 49 Kg, sono 1.70 le lascio immaginare...
TK- Accidenti! Non la credevo così; minuto....dottore mi racconti di quei giorni, i giorni immediatamente precedenti al 10 di giugno.
BG - In quei giorni, c'era la Repubblica di Salò; e i Carabinieri avevano logicamente aderito alla Repubblica di Salò;, però; c'erano in Carlina i partigiani e a un certo momento che ci fosse un accordo tra i Carabinieri della caserma di Castelnuovo e i partigiani o che i partigiani fossero arrivati e ci fosse stato uno scontro di cui noi però; non si ebbe sentore, i Carabinieri si arresero ai partigiani e andarono coi partigiani, consegnando tutto ciò; che avevano, le armi... per cui la caserma dei Carabinieri non esisteva più; a Castelnuovo, perciò; in sostituzione di questa caserma vennero i tedeschi, un paio, tre o quattro, io non so quanti, comunque uno o due stavano sempre in caserma, e uno o due giravano su e giù; per il paese, per difendersi se ci fosse stato un ulteriore attacco dei partigiani, anzi per la verità; avevano presidiato... là; sotto l'arco vicino alla chiesa c'era la scuola elementare e lì; ci avevano messo un deposito di munizioni o almeno così; si diceva e questi tedeschi, uno stava sempre dentro e l'altro usciva, veniva a passeggiare, a comprare il pane, disarmato, e si diceva anche che questo tedesco che usciva doveva rientrare dopo al massimo mezz'ora, perché; se non fosse rientrato l'altro avrebbe fatto esplodere tutto e insomma avrebbe fatto crollare il borgo, il borgo allora era gremito, anzi i 2/3 degli abitanti di Castelnuovo stavano in borgo! Dunque dicevo c'era sempre uno in giro per il paese ...
TK- Essere così; in pochi a presidiare poteva essere rischioso per loro perché; avrebbero potuto subire un attacco e..
BG- Io in quanti erano, non lo so, ma pochi comunque, tre, quattro al massimo, e poi durò; tre giorni, non fu una cosa... Per il paese camminavo con degli amici e siccome avevo fatto il liceo classico e avevo avuto un insegnante critico verso il fascismo, come verso la monarchia sicché; aveva instillato...era un bravo insegnante, molto bravo, un certo Salvatori, lo voglio rammentare perché; lo ricordo sempre, mi aveva dato delle idee, queste idee io le esprimevo tranquillamente in paese, mentre questo tedesco che era evidentemente un tedesco ma di lingua altoatesina, comprendeva benissimo l'italiano, capì; le critiche che io facevo verso il fascismo e verso i tedeschi, io parlavo mentre lui camminava disarmato, lui usciva disarmato, faceva la spesa, faceva una passeggiata, mi ricordo proprio che nella via principale io feci questa mia critica e avevo anche piacere che sentisse, perché; la guerra per me era finita, i tedeschi oramai erano stati sconfitti, gli americani erano a Roma o quasi, insomma non mi ricordo con precisione ma avevano sfondato Cassino, in Francia non mi ricordo se ancora era stato fatto lo sbarco, insomma in quei giorni lì;, insomma bombardamenti da tutte le parti ed io dicevo: ma che resistono a fa', non hanno ancora capito che ormai hanno perso, avevo piacere che sentisse perché; mi piaceva che diventasse critico, ma loro erano tutti d'un pezzo, mi immagino, perché; quando arrivarono le SS a Castelnuovo probabilmente in seguito anche al fatto che era stata... in seguito all'attacco alla caserma....
TK - Ma anche perché; in quell'occasione avevano preso il Palmerini, avevano prelevato lui che era un fascista e poi lo uccisero in Carlina...
BG - Questo non lo ricordavo, non mi ricordo neppure chi era.
TK - Non era originario di Castelnuovo, lui lavorava in Comune era impiegato.
BG - Io sa, l'attività; mia in quei tempi lì; era di studio, io a Castelnuovo ci stavo in periodo estivo, però; questo non lo sapevo, comunque io credo che la ragione principale fosse che era stata disarmata la caserma, comunque le SS arrivarono, il 10 vennero in casa mia e mi presero.
TK - Ma il suo babbo non lo presero?
BG - No, il mio babbo no, non lo presero.
TK - In Comune c'erano giovani come lei o anche anziani dell'età; del suo babbo?
BG -Più; che altro erano giovani perché; c'era sicuramente il Conti Alberto me lo ricordo perché; eravamo amici, c'erano quelli che furono portati via...ma i nomi...
TK - Il Serpi, Giacone...
BG - Ecco il Serpi, un meridionale e l'altro non me lo ricordo.
TD - Meucci, possibile?
BG - Amerigo?
TK - Non lo so, fu uno che riuscì; a scappare, non lo so...comunque si dice che il Comune fosse pieno di gente, fecero un rastrellamento generale...
BG - Sì;, fecero un rastrellamento, io quanta gente ci fosse però; non me lo ricordo, ricordo del Conti perché; il Conti dopo un po' tentò; di scappare, e mentre tentava di scappare... il sergente delle SS aveva sganciato la fondina della pistola, tant'è; vero che gli disse anche qualcosa al Conti, e il Conti scappò;, ha visto lì; davanti al Comune c'è; un muretto e lui scappò; laggiù; e questo sergente che aveva già; preparato la pistola perché; si era accorto un pochino delle intenzioni, gli sparò; tre o quattro colpi, ma lui ce la fece a fuggire su per i castagni e poi...
TK - Ma voi lì; avete rischiato.... non è; che perché; lui era scappato su di voi fecero ritorsioni...
BG - No, lui rischiò;, a noi non successe nulla, perché; s'era tutti lì; fuori e ci si lavava un po', ci si lavava il viso lì; alla fonte perché; altrimenti non ci tenevano mica lì; fuori eh! Noi s'era dentro, invece lì; era mattina ci avevano fatto uscire ed era uscito anche Alberto, poi ci sarà; stato anche qualche d'un altro ma... anche per esempio il cognome del tenente che ordinò; l'eccidio, o che per lo meno lo fece materialmente, poi l'ordine sarà; arrivato dall'alto non lo so, io non me lo ricordo mica più;...
TK - Blok.
BG - Ah! Sì;, ma io l'avevo detto in quell'intervista io l'avevo detto Buck, Bock, non mi sbagliavo...
TK - No, non si sbagliava era Blok, Emil Blok, classe 1909.
BG - S'era nel '44 aveva 35 anni, era giovane sì;, sì;...
TK - Se lo ricorda ora... e lei questo tenente Blok lo vide subito quando fu portato in Comune oppure lo vide nei giorni successivi, perché; inizialmente c'era questo sergente italiano, quello che sparò; al Conti che gestiva...chi era che all'inizio conduceva la situazione in Comune, il tenente tedesco oppure questo sergente italiano? Quando arrivaste in Comune a chi vi rivolgeste? Chi vi prese i documenti?
BG - Io non mi ricordo quando, se il giorno dopo o dopo qualche ora, arrivò; questo tenente...
KT - Ma lei non ricorda di averlo visto subito appena arrivato in Comune?
BG -Appena fui catturato? No, catturato fui catturato dalla truppa comune, anzi c'era uno che conoscevo anche..
KT - C'era uno che conosceva perché; abitava da queste parti suppongo...
BG -No, non abitava da queste parti però; io l'avevo conosciuto, sapevo chi era conoscevo la famiglia, era figlio di un contadino di un piccolo proprietario, era stato come moltissimi in quei tempi lì; catturato dai tedeschi al momento dell'8 settembre, poi fu portato in Germania e in Germania gli incominciarono a dire se ti arruoli ritorni a casa, e io gli dicevo ma che sei matto! Perché; io ancora non sapevo, non sapevo nulla degli eccidi, sapevo di qualche ritorsione, che se ammazzavano un fascista o un tedesco uccidevano dieci persone... i tedeschi per ricatto, per impaurire se ammazzavano... come era successo a Roma, le fosse Ardeatine, io glielo dicevo...
TK - E lui come si giustificava per quella scelta?
BG - Lui disse io appena posso scappo e infatti scappò;, lui abitava in un paese a trenta o quaranta chilometri da Castelnuovo, infatti quando venne il momento opportuno scappò;, lui disse che era venuto in Italia per non fare il campo di concentramento, con l'idea precisa di scappare quando...oppure lo disse a me perché; io lo criticavo...può; darsi anche.
TK- Poi lei questa persona l' ha più; incontrata dopo?
BG -Sì;, mi ha anche detto che ha avuto il processo dopo, e che fu assolto, perché; era un poveraccio, insomma...
TK-Non avrà; mitragliato....comunque si spera...che non fosse tra i mitraglieri dei 77 a Castelnuovo, fu riconosciuto, ma non incolpato di questo?
BG - Chi è; che lo diceva?
TK - Mah, al processo all'inizio qualcuno fu individuato, qualcuno era stato preso e per paura aveva parlato, ma poi ritrasse tutto in istruttoria e al processo non era venuto fuori niente, le responsabilità; dei militi non sono venute fuori, la truppa è; stata tutta assolta tranne uno.
BG - Ma era un poveraccio...
TK -Però; insomma lui si è; reso complice di un fatto gravissimo, perché; finché; tutto si fosse limitato al vostro rastrellamento sarebbe stato poco grave ma quello che è; seguito è; stato gravissimo...
BG -No, no anch'io mi creda... anch'io nonostante fossi stato in una condizione difficile, io ero in pericolo ciononostante mi mettevo a contrastare uno di questi qui che era di quella parte lì;, perché; poi me lo disse dopo che era stato catturato, che era stato in Germania e che aveva aderito per scappare, quando io lo criticavo fortemente per quello che faceva e lui poteva anche essere di fede, insomma...
TK - Certo lei... mi rendo conto che la sua giovane età;, insomma ha rischiato.
BG - Io avevo un amico che aveva aderito alla Repubblica Sociale, un amico, proprio amico, lui era talmente convinto, talmente di fede che quando andavo su a Volterra a studiare aprivan la valigia per vedere se si portava qualcosa di contrabbando e io gli dicevo: "non me la fare aprire la valigia non ci ho niente!" E invece lui disse: "aprigli la valigia"...
TK - ...ed eravate amici.
BG -...ed eravamo amici, però; insomma avevo questa valigia piena e me la dovetti portare con difficoltà;, per cui appunto c'era gente che era proprio di fede.
TK - Come sono rimasti i rapporti con queste persone, per esempio questo suo amico qui lo ha più; frequentato dopo?
BG - Sì;, sì;...
TK - Ne avete più; parlato di quest'episodio, gliel'avrà; fatto pesare...
BG -Sì;, sì;, ma loro sa' erano talmente convinti di essere dalla parte della ragione...perché; mamma mia se lo facevano per ragioni economiche!
TK - E quindi ritornando al Comune..
BG - Quindi questo tenente mi chiamò; mi chiese i documenti che io gli consegnai e lui per prima cosa mi disse: "lei ha detto male dei tedeschi"
TK - Quindi avevano spifferato tutto quelli che l'avevano sentita.
BG - Disse anche dove e quando, quindi quello mi aveva denunciato, poi andare a dire a questo mio conoscente che ci faceva lì;, io rischiavo ancora di più;.
TK - Senta, ma quando eravate lì; in Comune lei ha dei ricordi circa la battaglia di Monterotondo, di aver visto dei tedeschi feriti arrivare lì; in Comune, di aver avuto paura per questo, lei non ha ricordi di questo tipo?
BG - (Scuote la testa)
TK - Perché; invece qualcuno ha raccontato di questi fatti, che a un certo punto tutte le sentinelle che avevano circondato il Comune andarono su Monterotondo, perché; a Monterotondo quel giorno ci fu effettivamente una battaglia tra partigiani e tedeschi e pare che il tenente Blok non fosse presente il mattino del rastrellamento proprio perché; si trovasse a Monterotondo, quindi niente e durante tutto il giorno lì; cosa successe, cosa si ricorda lei, molti furono fatti ritornare a casa altri trattenuti, lei fu trattenuto insieme ad altri giovani come lei ...della signora Manoni se ne ricorda?
BG - Sì;, era la moglie del maestro di musica, sì;, lei faceva l'interprete sì;, tant'è; vero che lei mi disse: "Giulio che hai fatto!...", vede quest'episodio mi era sfuggito, mi ritorna in mente adesso.
TK - Ma insomma lei è; stato trattenuto in Comune quel giorno lì;, il giorno 10, il giorno 11, il 12, il 13, e il 14, sono quattro giorni interi, lei è; rimasto lì; e in questi quattro giorni che cosa ricorda, come mangiava, chi le portava da mangiare?
BG - ...mah, non mi ricordo, mangiare non era mica un problema a quei tempi...
TK - Per quattro giorni non era un problema? Sarà; diventato, suppongo...
BG - (ride)... mi sembra che ce lo dessero loro, non lo so. Poi io mi ricordo che ero in una situazione particolare, perché; io avevo lì; a Castelnuovo il babbo, la mamma e una sorellina, Iole, che era nata nel '38, era piccola, e sapevo che loro non potevano scappare, che erano in difficoltà;, il mio babbo aveva un'attività;, era veterinario, io forse facevo troppe riflessioni, e dicevo: io cosa faccio, avrei potuto anche tentare come aveva fatto il Conti perché; a un certo momento capii che c'era qualcosa di brutto e...poi le racconto un episodio in cui sarei potuto scappare con tutta tranquillità; e non scappai...
TK - Lei dunque, mi faccia capire, questo suo conoscente che era tra i militi, lei ebbe modo di rivederlo in quei giorni dell'eccidio, ebbe modo di parlare con lui, le fece cenno di niente, di quello che sarebbe successo...
BG - No, non mi fece cenno di niente, non ricordo se l' ho visto successivamente, poi successe dell'eccidio e si partì;, l'eccidio successe alla sera e noi il tempo di sistemarci sui camion e si partì;, tant'è; vero quando capii qualcosa dissi: o com'è; andata che non mi ci hanno messo anche me! Con i miei precedenti...
TK - Erano stati uccisi al mattino tre partigiani al Sorbo, questo lo avevate saputo?
BG - Sì;, questo si seppe, e io infatti pensavo che finisse male, non facevo parte dei partigiani però; moralmente li avevo sostenuti...
TK - ...e della strage come lo avete saputo?
BG - Dai commilitoni, sì; perché; parecchi erano altoatesini, i più;, quelli che almeno avevano dei gradi, parlavano le due lingue, ufficiali , sottufficiali...
TK - Invece la truppa erano italiani ?
BG- Sì; la truppa era un'accozzaglia di gente che era andata là;, qualcuno per fede era forse ritornato, qualcuno per opportunità; per cercare di scappare e di ritornare a casa.
TK - Quindi lei seppe da loro questo fatto, si ricorda il momento in cui lo seppe, con quale parole gli fu detto...oppure era concentrato sulla sua situazione...
BG - No, perché; io ormai pensavo di essere ucciso, io pensavo: come mai non mi ci hanno portato, perché; lì; successe qualcosa, io fui dimenticato, perché; non partii mica con gli altri, io partii da solo, e come mai questo?
TK - Lei non fu caricato con gli altri tre che furono deportati?
BG - No, qualcosa c'era che non tornava, io fui caricato in un camion da solo con la truppa, quando si arrivò; sotto Volterra per andare verso San Gimignano, passò; una cicogna, sa erano dei ricognitori, sicché; tutti ...perché; s'era sullo scuro, sulla notte, un po' ci volle, l'eccidio alle 7.00 e mezzo saranno state le 9.00 ....portavano due spezzoni, due bombette e le tirarono, e avevan paura, sicché; tutti, anch'io, si scese dal camion e ci si sparpagliò; e c'era il grano, quindi potevo tranquillamente fuggire.
TK - E non lo fece.
BG - Non lo feci per la mia sorella, aveva cinque anni, sei anni, non sapevo mica se c'era sempre qualcuno a Castelnuovo.
TK - Poi sapendo quello che era successo, tutti i morti che c'erano stati...
BG - Pensavo cosa gli ci vuole ad ammazzare altre due o tre persone, il mio babbo, la mia mamma, proprio non scappai per questo e ritornai buono, buono come una pecora sul camion.
TK - E da lì; andaste a Firenze? Eravate in colonna?
BG -Sì; una colonna, ma non s'era un granché;, da lì; mi ricordo abbiamo attraversato Firenze...
TK - Senta ma il segretario comunale Lucacchini, la moglie, la Paiotti, anche loro se ne andarono quella sera lì; con i tedeschi, la sera dell'eccidio, lei si ricorda niente?
BG - Forse se ne ricorda più; qualcuno....non lo so io...ma loro cos'erano, com'erano dalla parte dei tedeschi?
TK - Mah! Loro forse idealmente erano dei sostenitori, io ho mandato una lettera a Lucacchini che gentilmente mi ha risposto, mi ha detto che loro hanno fatto di tutto per salvare gli uomini in Comune per farli rilasciare, e che però; erano stati messi in guardia e che dovevano fuggire perché; comunque erano....stati additati dai partigiani, che li avrebbero forse... insomma, loro sono fuggiti per questo motivo qui.
BG -Di queste cose qui il mi' babbo ne sapeva di più;, insomma, ma forse anch'io, però; sono episodi secondari che dalla memoria sono usciti fuori.
TK - Sicuramente i ricordi più; forti in qualche misura li hanno schiacciati, i ricordi di fatti secondari quando sono così; simultanei a fatti gravi...
BG -...escono dalla memoria.
TK - E' normale che sia così; e quindi lei finisca di raccontarmi, lei arrivò; a Firenze, che giro faceste?
BG - San Godenzo, San Lorenzo e poi Rocca San Casciano, no, prima ci si fermò; ad un paesino piccolo mi sembra, San Benedetto, ora con la carta lo ricorderei, subito dopo il muraglione il primo piccolo paesino ...
TK - Lei degli altri non aveva idea di dove fossero, lei rimase solo per tutto questo viaggio fin lassù; a Rocca San Casciano?
BG - Sì;, sì; io rimasi solo fino a Rocca San Casciano, dove ritrovai il tenente...
KT - ...Blok.
BG - Blok, io lo chiamavo Buck, forse perché; lo pronunciavo all'americana.
KT -...e dunque da Castelnuovo lei lo rivide lì;. E quanti giorni erano passati?
BG - Erano passati ...dunque il 10 fui preso, il 14...era il 19 o il 20.
TK -Avevate impiegato quattro o cinque giorni da Castelnuovo per arrivare fin lì;..poi avevate sostato presso questi paesini...
BG - Sì; avevamo sostato presso questo paesino, e una volta arrivati lì;, lui mi chiamò; e mi restituì; i documenti.
TK - Lui parlava italiano? Riusciva a farsi capire?
BG - No, lui ci aveva un interprete.
TK - Se lo ricorda fisicamente questo Blok lei, che l' ha visto così; da vicino?
BG - Sì;, sì; me lo ricordo era un bell'uomo, per lo meno tal sembrava perché; in divisa militare... aveva un bel fisico, occhi celesti, capelli chiari... tipico tedesco insomma.
TK - E le restituì; la carta di identità;? Come mai?
BG - Mi restituì; la carta di identità; e poi mi disse che mi avrebbe portato in un campo di lavoro, e con tutta probabilità; in quel momento lì; sulla linea gotica, però; questa non lo so mica se era la loro vera intenzione, la mia impressione è; che mi volessero portare in Germania, quando mi riresero la carta di identità; io pensai: ora non mi ammazzano più;, sennò; non avrebbe avuto senso, allora io il giorno dopo scappai.
TK - E' strano, è; particolare quello che le è; successo, loro uccisero i minatori di Niccioleta perché; si erano idealmente uniti alla Resistenza, non perché; avessero fatto atti resistenziali contro i tedeschi, e lei per lo stesso motivo fu di fatto graziato dallo stesso tenente, è; un fatto rilevante, sarebbe interessante avere una deposizione di quell'uomo se fosse ancora vivo, sicuramente non lo sarà; più;, ovviamente son felice per la scelta che è; stata fatta nei suoi confronti, lui ad un certo punto è; giunto ad una risoluzione per cui non l' ha voluta più; uccidere...
BG -Probabilmente lì; sbagliarono, io sono stato isolato perché; probabilmente io ero destinato ad essere fucilato con quelli della Niccioleta, poi invece mi dimenticarono, dopo riflettendo razionalmente su ciò; che mi è; successo...
KT - Glli altri furono fatti partire prima di lei o dopo di lei? Gli altri presi prigionieri lì; in Comune.
BG - Io credo contemporaneamente.
TK - Ma su un altro camion...
BG - Sì;, infatti non l' ho più; visti, li ho persi di vista, qualcuno so che è; scappato prima, qualcuno è; andato in Germania...io credo che fossi destinato ad essere ucciso con i minatori proprio per questa ragione, poi fui dimenticato e a Rocca San Casciano si vede che lui non ebbe più; il coraggio di ammazzarmi.
TK - Forse ormai i suoi morti li aveva avuti e lei non gli importava più;, perché; oltre ai settantasette di Niccioleta furono uccisi anche quei quattro partigiani fatti venire appositamente dal carcere di Volterra ed altri tre partigiani sempre da Volterra ebbero salva la vita solo perché; il camion che li trasportava a Castelnuovo forò; e quando arrivarono non trovarono più; nessuno, altrimenti anche loro sarebbero stati aggiunti alla lista...
BG - Forse è; andata così; perché; io non lo ricordo come una persona... insomma ligia al suo dovere, io lo ricordo come una persona violenta, cattiva. Ebbi una gran paura una volta, mi portarono a scaricare i panetti di quel pane nero, era arrivato un camion lo scaricavano per metterli in un magazzino lì; a Rocca San Casciano da dove scendeva uno dei fiumi che veniva dall'Appennino, mi ricordo sempre il rumore di questo torrente, erano due tedeschi che non capivano l'italiano, due orsi, per me erano orsi, brutti, barban...è; un orso nero, scuro, grosso, erano proprio... rudi, urlavano, non parlavano l'italiano, non capivo niente, però; venivano verso di me: ora questi mi tirano un colpo poi mi buttano in questo fiume, insomma ebbi l'impressione che mi...e invece no.
TK- E'andata bene...ha questo punto qui lei scappò;, lei da Rocca San Casciano trovò; un'occasione, quando ebbe in mano la carta di identità; disse ora posso anche scappare...
BG - Sì;, ma chissà; forse sarei scappato lo stesso, senza carta di identità;. Ah! Quando ero era a Rocca San Casciano ero prigioniero insieme ad un gruppo di ragazzi, perché; avevano catturato un gruppo di ragazzi, giovani come me, e venne a trovare questi ragazzi una signora, signorina, avrà; avuto una venticinquina, trent'anni. Loro mangiavano il pane bianco, lattato, se era fatto di riso... che innamorava, perché; a quel tempo il pane era un alimento fondamentale, io invece mi tagliavo il pane nero di segale che m'avevano dato i tedeschi e ci mettevo la margarina, perché; m'avevan dato anche la margarina e lei mi disse: "che fai mangi questa roba?" E mi dette questo pane bianco che era delicatissimo e poi mi disse: "se ti riesce scappare vieni da me", e mi indicò; con precisione dov'era, dove stava...
TK - E questa signorina chi era?
BG - L' ho persa, l' ho persa, gli ho scritto...
TK - Ma davvero? E lei non si è; più; fatta risentire?
BG- No, si è; fatta risentire, lei mi ha risposto, ma ho perso le comunicazioni, non so com'è; andata...
TK - E questa qui chi era, una della Resistenza?
BG - Era una della Resistenza, sì;, mi pare che fosse del Comitato di Liberazione, del CLN.
L'intervista viene temporaneamente sospesa all'ingresso nella stanza della signora Bigazzi, riprende dopo qualche minuto...
BG -Questa signorina non mi voleva far partire diceva che era troppo rischioso, ma io dopo un giorno e una notte partii, mi feci dare una carta... io credevo di passare dal Passo del Muraglione, ma poi mi accorsi che la montagna era brulla ad una certa altezza non c'era vegetazione, non sarei mai passato, allora vedevo passare queste tradotte tedesche che andavano a 10 all'ora su per la salita e io a un certo punto mi attaccai a un camion e mi ci buttai dentro.
TK - Ha rischiato grosso, si è; buttato in un camion tedesco?
BG - Sì;, eh altrimenti non sarei passato. Quando si arrivò; in cima il camion si fermò; ad un posto di blocco, io stavo schiacciato che più; schiacciato non potevo, loro parlottarono tra loro e poi il camion ripartii e quando si arrivò; in prossimità; di un paese mi buttai, sapendo che insomma avrei battuto un bel colpo e infatti ce la feci a correre per sei o sette metri poi feci una gran scivolata, insomma caddi... e poi di lì; andai verso Firenze ma non passai da Firenze perché; lo ritenevo pericoloso, perché; io sempre per la ragione del babbo della sorella se c'era sempre i tedeschi insomma anche quando arrivai a Colle io dissi passo da Volterra e a Volterra conoscevo una professoressa...
TK - Ma perché;, non era più; vicino se prendeva verso Casole? Era quasi a casa!
BG - Io prima di tutto sapevo che da Colle a Castelnuovo attraversavo una zona partigiana, sicché; avevo paura che i tedeschi mi prendessero lì;, era una riflessione, io dissi se passo di lì; corro un rischio, se passo di là; ne corro un altro e infatti da Colle sapevo che le zone non erano boscose...mi misi su una tradotta tedesca ma non era un tedesco...comunque mi fece scendere, mi disse: "Italien comme çi, comme ça" non so cosa volesse dire, ma insomma...
TK - Non proprio affidabile... intendeva quello forse.
BG - ...poi quando arrivai a Volterra, sapevo che la professoressa di Scienze era del Comitato di Liberazione Nazionale, quando arrivai andai a parlare con lei e a quel punto lì; gli domandai se potevo continuare per la strada per Castelnuovo e lei mi disse: "no, non è; il momento se te in queste condizioni costì; vai a Castelnuovo..." avevo fatto questi quattro giorni di cammino sicché; il sudore, la polvere, disse: senti... perché; io a Volterra stavo lì; davanti al Seminario c'era una villetta io stavo lì; a pensione, studiavo, dice: "vai lì; glielo dico io, ti ripigliano", perché; sai non era facile e mi ripresero, e lì; i tedeschi stavano ritirandosi, per Volterra ci avevano un semovente e tante volte venivano a sparare dal prato davanti al Seminario.
KT - Proprio dove stava lei...e lei rimase lì; a Volterra fino alla fine, alla liberazione?
BG - Sì;, io rimasi lì;, poi quando fu liberata ritornai a Castelnuovo. 


Intervista registrata a Amide Ciampi
Rilevatore: Katia Taddei
Presenti all'intervista: Masselli Luciana (figlia)
Luogo dell'intervista: Castelnuovo Val di Cecina
Data dell'intervista: 29/06/99 


TK -Dimmi il tuo nome.
CA- Ciampi Amide.
TK- Ascolta, raccontami di quel giorno quando ammazzarono i minatori della Niccioleta.
CA- Io andai a fare la spesa, la cooperativa era chiusa, la spesa si faceva lì; dov'è; la pettinatrice....lì;, dov'è; Gianni Barsotti, avevano messo un po' di roba lì;, io lasciai i bimbi qui e andai a fa' un po' di spesa, quando ero là; vennero questi delle SS, vennero due o tre e dissero: "Via, via! Fò;ri! O state qui o andate a casa!" io dissi: "io vado a casa c'ho i mi' bimbi soli" e infatti venni a casa e feci le mi' cosette, poi la mamma del su' marito ( intende la signora che diverrà; suocera della figlia ) stava qui di sopra, andava a prende il latte alla latteria e mi portava il latte, allora io andai a portargli la boccetta del latte, quando arrivai su, c'era questi tedeschi, questi delle SS, io dissi Madonnina scusate: "venga, venga signora", mi fecero un monte di feste e io gli dissi: "so' andata a fa' la spesa, ho veduto dico...c'erano dei vostri compagni che m' hanno detto d'anda' via, o anda' a casa o sta' lì; dentro chiusi e io so' venuta a casa, e uno mi disse: "Stia zitta signora, che flagello! Che strazio! Ho fatto tre fronti, uno strazio così; non l'avevo mai veduto!" Allora mi disse che avevano ammazzato questa gente: "per noi" diceva questo "non ci sarà; più; bene!" E c'era un altro che mangiava e diceva: "seh! al nostro paese un sanno mica cosa s'è; fatto!" e seguitava a mangia' e questo disse: "quante mamme, quanti bimbi ci malediranno per quello che s'è; fatto!" e io allora venni via, e così; seppi che avevano ammazzato tutta questa gente.
TK- Te lo sapevi che questi minatori erano stati portati a Castelnuovo, che erano rinchiusi nel cinema?
CA- Che erano qui lo sapevo, quando vennero che portarono tutti in Comune quelli laggiù; di Larderello (intende gli operai della Larderello) il mi' marito venne il su' babbo a avvertirlo e fece in tempo, venne a casa...
TK - Quando fecero il rastrellamento di tutti gli uomini del paese?
CA- Quando presero tutti l'omini e li portarono tutti su in Comune, io ci andavo, c'era Bachino, tutta gente che lavoravano col mi' marito, io ci andavo, gli portavo il pane, gli portai il buristo...
TK - Ascolta, ma portarono via anche i fascisti quel giorno che fecero il rastrellamento?
CA- Io questo non te lo so dire, io ti dico che quella mattina erano appostati qua, io ci avevo il maiale là; al campone, sicché; c'era da anda' a governa' questo maiale, la mi' socera disse: "io un ci vado!" Il mi' marito tanto era poco pauroso! Sicché; presi e andai io. Mentre andavo in là; questo mi disse: "dove va signora?" dico: " guardi, c'ho le bestie, vado a governa' le bestie, se crede, venga a accompagnammi, così; lo vede dove vado.E questo dice: "vada, vada!" Poi quando ripassai gli dissi: "ma quanto dura questo....perché; ho visto che hanno accerchiato tutto il paese!" dice: "fino verso mezzogiorno, il tocco, poi...."
ML- Di là; tirarono a Ciro!
CA- Di là; tirarono al babbo di Enrica, era giù; nell'orto sotto al mio, e di là; gli tirarono e allora vennero quassù; e si chiusero nel gabinetto e davanti alla porta ci si mise l'armadio, c'era il mi' marito, Ciro e il marito della su' cognata Liliana...
KT- Ma vennero a cercarli anche in casa, quest'uomini?
CA- No, no!
KT- Ma neanche dal babbo di Enrica andarono? (Ciro Francini era un antifascista noto, faceva parte del CLN di Castelnuovo ed era in contatto con i partigiani della XXIII Brigata)
CA- No, nelle case non ci vennero. Allora quando fu il tocco che erano andati via tutti, passavano tutti, tutti andavano via alla macchia, in Pavone e presero anche il mi' Alberto, (un fratello più; giovane) stavano laggiù; sotto il Poggetto, io disperata andai lassù;, un c'era verso di portarlo via! Un sapevo come fa', poi qui vicino alla chiesa c'era uno, io gli dissi: "Dio mio, c'è; il mi' fratello lassù;, c'è; morta la mamma m'ha lasciato questi fratelli, lo vorrei porta' un po' a casa, come faccio!" e questo mi disse: "lo porti a casa e poi lo riporti" e io dissi: sì;, sì;. Presi il mi' Alberto e lo portai via, si passò; di quaggiù;, si saltava questi muri come matti! Andai a accompagnarlo là; in Pavone, quell'altro l'avevo alla macchia là; in Carlina da Adelmo, quello cieco...
TK - Alla Casanova dal Carli!
CA- Era con Franco Mario e con Polo, poi Franco Mario si presentò;, che dici la passione ti morde, s'era presentato, ora fa la spia, allora il mi' marito un giorno andò; a caccia e lo portò; via, allora venne a sta' qui con me ma c'era questi bimbi piccini, stava laggiù; in bodola, allora c'era la bodola qui (indica il luogo) e stava laggiù;, poi dice bisogna portallo via perché; qui con questi bimbi un è; possibile, allora c'era da portarlo là; dalla mi' sorella, lì; da Aginulfo, allora come si fa, come si fa, nessuno ci voleva anda' avevano tutti paura, una sera a tardi dissi ci andrò; io, lo presi a braccetto e via, quando si apparì; lì; dov'è; Marta vidi una luce veni' giù; e dissi ora s'è; belle avuta, ora ci chiappano e invece era il poro Otello che andava al forno a rimette il lievito per fa' il pane sicchè; via, via ci si fece a infilare il portone della mi' sorella.
TK- ...per nascondere questo fratello richiamato, perché; lui di che classe era?
CA - Lui era a fa' il militare e ritornò;...
TK - Era quello che ritornò; dopo l'8 settembre?
CA- Sì;, sì;.
TK-Ma voi qui, vicini di casa vi ci stavano anche dei fascisti, lo sapevano che questo fratello...voglio dire la spia nessuno la fece, tra voi eravate...voglio dire si comportarono bene, la spia non la fecero!
CA- No, nessuno la fece, c'era Tognarino, Alfredo, la pora Itavia, no, no nessuno, poi che era qui un lo sapevano.
ML- Ma Mercantino era sempre qui quando passò; il fronte o no?
CA- No, lui doveva esse a Pisa.
ML- Era già; andato via?
CA- Si, era già; andato via, era cattivo...!
Arrivano delle persone e l'intervista viene sospesa, riprende dopo qualche minuto.
CA- ...questo mi disse si fanno i rastrellamenti ma si va nella strada nova, nella macchia non ci si va.
TK- Ma erano tutti i italiani questi che ti parlavano?
CA- Io con questi qui ci parlavo, erano tutti italiani, rispondevano così;, poi sai son tanti anni, ho 85 anni finiti di Marzo!
TK- Ma te li porti bene! Insomma te volevi sentire qulcosa da questi militari, li scalzavi un po', ma il giorno dopo chi ci andò; a portare via questi morti?
CA- Tutti qui del paese, ci andarono coi carri i contadini, Medaglio della Colombaia, quelli delle Bertole, c'era Bianca Cheli, Cesarina, tutte queste donne brave. Andarono tutti a sistemarli, fu un flagello, mamma mia! T'ho detto questo qui mi disse ho fatto tre fronti, uno strazio così;...!
TK- Te non sentisti mitragliare quando li ammazzavano?
CA- No, di qua non si sentiva. 

Intervista a Ilva Gorini nata il 24/08/1914
Rilevatore: Katia Taddei
Luogo dell'intervista: Castelnuovo Val di Cecina
Data dell'intervista : 5/12/2000 

Ilva Gorini abitava nel podere Collina, in prossimità; del luogo della strage. 

TK- Ilva, raccontami di quel 14 giugno 1944.
GI- Allora quel giorno si veniva su dai campi, vedrai si faceva l'erba, si veniva su con la mi' cognata Amabilia e Floriana (la figlia)
TK- Floriana quanti anni aveva?
GI- Floriana è; del '39 vedrai aveva 5 anni, l'altre bimbe erano con la mi' suocera stavano lì; ai Fossoni perché; sai bombardavano in continuazione....allora si veniva su, quando s'arrivò; lì; a casa, ci s'aveva il castretto dei maiali, lei disse: vado a buttargli un po' d'erba, e io vedrai a quell'ora nell'estate, si faceva cena alle 7.00, andai in casa con Floriana, la porta era voltata lassù; verso dove l'ammazzarono e vidi un soldato qui con la mitraglia proprio in cima all'aia, lì; davanti casa, aveva la mitraglia e era in posizione, allora si incominciò; a sentì; dell'urli, ma non come pole stride una persona, come se fossero proprio...delle bestie, allora Madonnina cos'è; successo, cos'è; successo, e vidi la prima parte che morirono, proprio casca' giù;, erano in fila tutti, no...
TK- Ma secondo te questo con la mitraglia sparava a loro? O era solo lì; appostato?
GI- No, nel tempo che loro sparavano a quelli, a girotondo c'erano tutti questi con la mitraglia che non scappasse nessuno, allora io vidi proprio la prima parte che ammazzarono, perché; l'ammazzarono in tre o quattro volte, perché; l'hai visto com'è; lassù;, è; fatto a scalette, l'avevano messi tutti in fila la prima parte, e quell'altri tutti nel dietro, perché; porini quelli che ammazzarono dopo vedrai...
TK- Sapevano cosa l'aspettava.
GI- Sapevano cosa l'aspettava, allora io vidi casca' questi, Madonnina io dalla disperazione, cosa faranno! Chi saranno! Mi venne proprio la tentazione di strappammi i capelli, mi ritrovai una manciata di capelli in mano, ci s'aveva il focarile con la spalletta così;.... picchiai il capo nel muro, poi venne su la mi' cognata: Madonnina o cosa fai sciagurata! Non lo senti che lavoro! Guarda si sentiva questi urli, poi vedrai fecero presto, un durò; mica tanto...
TK- Quanto tempo durò; secondo te, quanto tempo può; essere durata questa cosa?
GI- Per me può; esse durata un quarto d'ora.
TK- Il tu' marito dov'era quando successe?
GI- Il mi' marito e il mi' cognato erano andati là; nel poggio, sai che si vede dai Lagoni là; in Caspeci.
TK- Loro non si accorsero di niente?
GI- Loro sentirono questa mitragliata, vennero via subito, vedrai ci avevano le bestie, quando arrivarono a casa c'erano sempre questi soldati con la mitraglia.
TK- Ma te questi li potevi vedere ?
GI- Io vidi casca', proprio da vicino no, ma che erano persone li vedevo, perché; poi dal finestrino della casa, il mi' marito andò; lì; a quel finestrino e si vedeva meglio, infatti anche il giorno che vennero... che fecero...
TK- La commemorazione.
GI- ...tutta la commemorazione, io a una donna glielo dicevo che il mi' marito da quel finestrino aveva visto, io gli insegnavo, era una figlia che gli avevano ammazzato il babbo. Allora lo sai la smania, mi prese una disperazione e gli dicevo a Zeffiro, si va a vede' se c'è; qualcuno....lo sai presi in volata giù; per le scale che lui mi riprese nell'aia quest'omo: ma sei ammattita! L'istinto, io... Madonnina!
TK- Te volevi andare a vedere se potevi fa' qualcosa. E questo soldato lì; nell'aia non ti disse niente?
GI- No, partirono, loro partirono dopo, un pochi passarono lì; dal Canalino e uno gli disse a quell'altro, c'era una pecora con l'agnellino, gli disse: "si fa anche a questo?" "s'è; fatta anche troppa", capito, lì; dal Canalino c'era uno di quell'omini che lo sentì;.
TK- Poi dopo, quando poi le donne li portarono via, li avete visti, avete partecipato..
GI- Io la mattina sì;, perché; noi la sera s'andava a dormi' dalla mi' mamma alla Serra a Pereta.
TK- Quella notte però; questi morti rimasero lì;, tutti lì; così;...
GI- Quella notte rimasero lì;, che dici, c'era tutto quel vaporetto che usciva dalla terra ne trovarono anche qualcuno cotto, e non soltanto quello, o la gente che ci andarono per ruba'?
TK- Me l'avevano detta questa cosa, allora è; vera?
GI- Io non l'ho visti, ma c'è; chi l'aveva visti, l'operai della centrale dopo che erano andati tutti via s'affacciarono e ci videro della gente che conoscevano che frugavano le tasche a questi poveri disgraziati!
TK- Ah! Li conoscevano anche!
GI- Sì;, era gente di Castelnuovo.
TK- Te lo sai chi erano?
GI- Uno sì;, ma non lo dico, mi dispiace è; morto ma...
TK- Va bene, non importa. E poi fino alla mattina dopo...
GI- Poi noi che s'andava a dormi' dalla mi' mamma, anche quella sera noi s'andò; via da casa, s'andò; via tutti da casa, ci rimase il mi' socero che aveva una testa così;, lui non voleva veni', lui non volle scappa' mai. Senti, una volta si tornava, si veniva dai campi, quando si arrivò; a casa ci s'aveva un ciliegio e due o tre tedeschi erano andati a mangia' queste ciliegie e il mi' socero andò; a leticalli, capito! Quando s'arrivò; su con la mi' cognata si trovò; questi con la rivoltella puntata a quest'omo, ma lui un intendeva mica veni', si prese, si portò; via: coglietele, coglietele...Lui si credeva di dirlo a persone normali!
TK- Non si rendeva conto del pericolo...per poco non viene ammazzato per due ciliegie!
GI- No, era un omo tanto attaccato alla terra alle su' cose.
TK- Sicché; lui rimase a casa e voi andaste tutti via.
GI- Noi s'andò; dalla mi' mamma a dormi', e la mattina quando si tornò; si vide tutta la gente, avevano fatto un comitato, io di donne mi ricordo Bianca, la mamma di Cisa, te la ricordi Cisa? Poi la moglie di Michele Rossi, o come si chiamava?
TK- Cesarina c'era?
GI- Ci sarà; stata anche Cesarina di certo, eh! Cesarina correva a tutto, se c'era un malato correva, se c'era un morto correva, figurati se non correva lì;. Era una di queste donne coraggiose.
TK- Ma a voi chi ve l'ha detto poi chi erano queste persone, cos'era realmente successo?
GI- Ma che dici, lo sapevano! Il giorno poi dicevano che erano chiusi nel cinema, si seppe, passava la gente dalla strada: hanno portato un monte di gente da Massa, l'hanno portati via dalle miniere, perché; poi la mattina, la mi' socera stava ai Fossoni dove stava il Giuntini, e invece di portarla in su e giù; gli si chiese e loro la tenevano lì;, poretti, gli volevano bene come se fosse sua... e allora io ero andata giù; ai Fossoni e vidi il movimento quando ammazzarono quelli al Sorbo, perché; l'ammazzarono il solito giorno...
TK- Sì;, ma prima...
GI- L'ammazzarono il giorno, verso l'11 la mattina, si vide un po' di movimento dai Fossoni anche se era un po' lontano...però; si vedeva , poi dove li sotterrarono quelli?
TK- Li portarono al cimitero, li misero dietro al cimitero anche loro, poi vennero i familiari e li portarono via.
GI- Trovarono anche uno in caserma?!
TK- Sì;, erano in quattro, uno fu trovato in caserma era un marchese, erano tutti ufficiali e sottufficiali.
GI- Lui lo trovarono in caserma con un pugnale nelle spalle, io vidi anche la su' moglie.
TK- Vedesti la moglie? Quando venne a riesumare la salma? Raccontamelo.
GI- Io me lo ricordo come un sogno, lì; dove ci sono le cappelle, questa donna alta me la ricordo come un sogno e lui l'avevano ammazzato con una pugnalata nella schiena, lo trovarono a sede' al tavolino così;...e poi quelli che ammazzarono alla Valle...
TK- Quelli dopo però;, poco prima che passasse il fronte.
GI- Quelli lì; non me lo ricordo se li portarono via...
TK- Quelli lì; li bruciarono, perché; sembra che fossero in condizioni...quando li trovarono erano passati dei giorni, era caldo e sembra che non fossero in condizioni da essere portati via.
GI- Io poi ci andai quando c'erano tutte le famiglie che li ricavavano, allora fu uno strazio, Madonnina benedetta che strazio, cascavano da tutte le parti, s'era andate su, perché; io ero iscritta all'UDI e allora si venne su e s'era portato cognac, punture, queste donne Madonnina si sentivano male, ce n'era una a me mi venne di soccorre questa qui, allora l'invitai a casa mia, quando ritornavano veniva a mangia' a casa mia, era la moglie di uno morto e sicché; fece spreta' un prete...
TK- Era lei? Ma senti. Sì; lo sapevo ma come si chiamava?
GI- Non lo so come si chiamava, ma insomma la poteva fa' anche meno lunga!
TK- Il prete di Niccioleta Don Bracci si innamorò; di una di queste vedove, scapparono insieme a Roma, però; poi lui si pentì; di questa cosa e si sono lasciati, non rimasero insieme, ma insomma ci fu questo scandalo.
GI- Ma insomma questa qui, quante volte l'ho detto, si sentiva male, sveniva e poi..
TK- Era una bella donna, dicono, te la ricordi?
GI- Sì;, era bella.
TK- Senti qualche giorno prima di questo fatto a Castelnuovo erano arrivati i tedeschi, avevano circondato il paese, tedeschi e italiani, avevano preso gli uomini, gli operai, li avevano portati su in Comune, non ti ricordi di questo fatto?
GI- Mi ricordo che il mi' marito scappò;, lui andò; via, quando seppe di quest'affare, ma ora non mi ricordo proprio...
TK- Era il 10 di giugno, quattro giorni prima della strage.
GI -(alla figlia) Te lo ricordi Floriana che babbo scappò; e andò; sotto alla fogna laggiù; ai Lagoni? Lì; ai Lagoni c'era il fosso e sopra dove avevano fatto la strada era fognato, e lui andò; sotto la fogna.
TK- E ci rimase tutto il giorno?
Gi- No, poi non lo so dove passò;, ma insomma noi si rivide in serata. Ti ricordi lì;, dove c'era Gastone, in quella botteghina, andò; per lì;, l'avrai sentito di' di Gastone...
TK- Ah sì; l'ho sentito.
GI - Poi la tu' mamma stava per laggiù;, o il mi' cognato dov'era non me lo ricordo, alla Dicat, mi pare...
TK- Anche il mio nonno era alla Dicat ma quel giorno scapparono tutti, perché; cercavano tutti!
GI- Eh sì; lui era insieme al tu' nonno.
TK- Io mi ricordo che la mia nonna gli aveva detto alla mia mamma di non dire mai niente del suo babbo e allora quando arrivarono questi le chiesero del mio nonno prima a lei e poi a nonna e lei rispose che il su' marito non c'era, che era in guerra in Albania e le credettero perché; lì; c'era il su' fratello Rino e lei gli dette il nome del Battaglione, tutti i riferimenti di Rino...quindi ci hanno creduto.
GI- Perché; poi anche tra loro c'erano anche persone .. perché; lì; a Collina dove si stava c'erano venuti a sta' questi tedeschi, ci avevano il comando.
TK- Ma quando questo? Dopo, dopo la strage!
GI- Sì;, dopo ma un durò; mica tanti giorni .
TK- Il fronte passò; il 29...
GI - Da noi ci vennero gli americani anche, ma prima i tedeschi, una mattina andai alla cooperativa lì; ai Lagoni, c'era anche il forno, loro avevano ammazzato una bestia e poi la mangiavano, loro la cocevano, facevano tutto da sè;, e questo tedesco io ero rimasta a casa sola e venne uno con il latte, con una ciottolo di latte a scaldarlo, poi ci mise il cioccolato, e lo voleva gira', io gli diedi il cucchiaio, e me lo voleva fa' assaggia' a me e io dicevo di no, allora andò; a prende un cucchiaio pulito da dove l'avevo preso io, ma senti che gentilezza, lui credeva che non me ne giovassi, allora vedrai l'assaggiai..
TK- Questi erano soldati dell'esercito, erano della Wehrmacht in ritirata.
GI- Un'altra volta davanti casa ci avevano messo delle tende e dentro ce n'era uno malato e io uscii e mi intendevo d'anda' a vede' cosa aveva, mi riprese uno per un braccio e mi riportò; in casa: "malato" diceva. O quando si segava laggiù; in quei campi vicino alla strada, passò; uno che era avanti con una camionetta e dietro c'era una colonna, passò; e ci disse: andate via, via...arrivano i camion, insomma ci avvisò;. 

Aggiornato al:
06.02.2020
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