Fondi europei, la Toscana e` fra le regioni virtuose

«La Toscana conferma la capacità di realizzazione dei fondi europei già dimostrata con il precedente periodo di programmazione nonostante le difficoltà indotte dall’attuale crisi economica. Non trova fondamento, dunque, l’accusa rivolta dall’opposizione di non saper gestire in maniera adeguata le risorse messe a disposizione dai fondi europei. Anzi, la Toscana, come emerge da una ricerca riportata una settimana fa dal Sole 24 Ore, è una delle regioni che meglio ha saputo utilizzare l'opportunità offerta dai quasi 2 miliardi di euro messi in campo tra il 2007 ed il 2013 da Fesr e Fse e si attesta nella fascia delle regioni virtuose».
Così l'assessore alle attività produttive, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini replica a quanto affermato sulla stampa nei giorni scorsi dal capogruppo del Pdl in Consiglio regionale. «Il Fondo di sviluppo regionale – precisa l’assessore - attiva consistenti risorse a favore di interventi infrastrutturali correlati ai settori delle opere pubbliche, della ricerca e dell’innovazione, delle telecomunicazioni, dell’ambiente, dell’energia e dei trasporti. Si tratta di interventi complessi ed articolati i cui tempi di realizzazione, così come quelli di rendicontazione, non si possono riscontrare nel breve periodo. Ecco perché è fuorviante e riduttivo leggere i dati relativi alle spese certificate (11,5%) separatamente dal dato relativo agli impegni realmente attivati dalla Regione, tramite provvedimenti di individuazione dei beneficiari dei finanziamenti, e che ammontano a circa 634 milioni di euro corrispondenti al 66,5%  del totale del contributo pubblico previsto dal programma».
Discorso a parte merita il Fondo Sociale Europeo che, per quanto sconti fortemente gli ef fetti della crisi economica, mantiene comunque un livello di efficienza dignitoso.
«Il Fondo sociale europeo – sottolinea Simoncini - ha subito nel 2009 una considerevole battuta d’arresto a seguito della cosiddetta “programmazione anticrisi” che ha trovato la sua formalizzazione nell’accordo sottoscritto fra le Regioni ed il Governo sugli ammortizzatori sociali in deroga. In base a tale accordo la Regione si è dovuta impegnare a sostenere con le risorse del Fse il pagamento della cassa integrazione in deroga dei lavoratori toscani».
«Ad oggi – prosegue l’assessore - sono 100 i milioni di euro (50 milioni per il finanziamento degli ammortizzatori sociali e 50 milioni per finanziare gli interventi di politica attiva a favore degli stessi beneficiari del sostegno al reddito) che la Regione ha “vincolato” sul  Fse a favore del “programma anticrisi”, risorse che potrebbero non bast are e che potrebbero corrispondere ad una prima tranche di contribuzione, considerando che la nostra regione si è impegnata col Governo a sovvenzionare 1/3 di quanto si potrà rendere effettivamente necessario nel perdurare della crisi economica. Allo stato attuale il Fse registra una capacità d’impegno pari a circa 220 milioni di euro corrispondenti al 33,1% del totale del programma ed una  capacità di spesa pari a circa 72 milioni di euro corrispondenti all’11%».
«Peraltro – conclude Simoncini - le stesse risorse accantonate per la Cig in deroga ad oggi non possono ancora essere inserite tra quelle spese. Tutto ciò porta ai dati della spesa più bassi delle performance di spesa della nostra Regione, ma appunto sottolinea  la responsabilità che la Regione si è assunta per fronteggiare la crisi.

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Aggiornato al:
14.02.2011
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315290