Disoccupazione in Toscana nel 2013: quasi +1% rispetto al 2012

In Toscana nel 2013 l'occupazione diminuisce di 4mila unità (-0,2%). Una diminuzione che riguarda solo gli uomini, dal momento che l'occupazione delle donne aumenta di 10mila unità. Sono un milione e 556mila gli occupati toscani ed il tasso di occupazione (rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento), calcolato per la popolazione da 15 a 64 anni, è pari al  63,8% (71,4% per gli uomini 56,4% per le donne): resta sostanzialmente stabile rispetto al 2012, con una leggera riduzione nella componente maschile e un aumento in quella femminile. L'incremento del tasso di occupazione femminile tra il 2012 e il 2013 è attribuibile principalmente all'aumento degli occupati nel settore dell'industria e del commercio, alberghi e ristoranti. Rispetto al 2012, il tasso di occupazione diminuisce nella classe di età 25-34 (-5,0% per gli uomini) ed aumenta per le donne (+2%). Il tasso aumenta per gli ultra 55enni, probabilmente per le modifiche dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso alla pensione.
Nell'industria in senso stretto, escluso il settore delle costruzioni, l'occupazione nel 2013 ritorna ai livelli del 2011 e rispetto al 2012 fa registrare un incremento di circa 1.000 unità (+3,6%).

Il  tasso di disoccupazione (rapporto tra i disoccupati e le corrispondenti forze di lavoro) aumenta, passando dal 7,8% del 2012 al  8,7% (il tasso per l'Italia è 12,2%). L'incremento interessa principalmente la componente maschile, tutte le classi di età e tutte le province toscane ad eccezione di Massa Carrara e Prato. Massa Carrara anche se continua ad essere la provincia toscana con il più alto tasso di disoccupazione (12%), fa registrare una diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2012. Prato è la provincia con un tasso di disoccupazione più basso (5,7%) e in diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2012, seguita da Firenze (8,1%) (Figura 1).

Aumenta il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni).  In Toscana cresce di 4 punti percentuali rispetto al 2012 ed in Italia di ben 5 punti percentuali (Figura 2). I valori più elevati si registrano al sud (Figura 3), con picchi superiori al 55% per le giovani donne meridionali.

Si riduce la popolazione inattiva: circa 17mila unità in meno: -2,0% rispetto al 2012. Il numero di coloro che non fanno parte delle forze di lavoro (popolazione inattiva),  tra 15 e 64 anni,  diminuisce da un lato per le nuove regole sulle pensioni che interessano la fascia di età tra 55 e 64 anni, dall'altro per la maggiore partecipazione al mercato del lavoro delle donne nella fascia di età 25-54 anni. Scende, sia pur lievemente anche il tasso di inattività al 30% (era 30,6% nel 2012),  grazie soprattutto alla componente femminile.

Per approfondimenti su dati: Occupazione e disoccupazione in Toscana: dati 2013

Figura 1- Tasso di disoccupazione totale per provincia. Anno 2013. Toscana. Fonte: Istat, rilevazione sulle Forze di Lavoro.

 

Figura 2 -Tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). Anni 2006-2013. Toscana e Italia. Fonte: Istat, rilevazione sulle Forze di Lavoro.



Figura 3 -Tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) per regione. Italia - Anno 2013. Fonte: Istat, rilevazione sulle Forze di Lavoro.




Glossario

Forze di lavoro: comprendono le persone occupate e quelle disoccupate.
Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che nella settimana di riferimento hanno svolto almeno un'ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura; hanno svolto almeno un'ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente; sono assenti dal lavoro (ad esempio, per ferie o malattia).
Disoccupati: comprendono le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che hanno effettuato almeno un'azione attiva di ricerca di lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sono disponibili a lavorare (o ad avviare un'attività autonoma) entro le due settimane successive; oppure, inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare (o ad avviare un'attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare l'inizio del lavoro.
Inattivi: comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle classificate né come occupate né come disoccupate (casalinghe, studenti, ritirati dal lavoro..).
Tasso di attività: rapporto tra le forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di occupazione: rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di disoccupazione: rapporto tra i disoccupati e le corrispondenti forze di lavoro.
Tasso di inattività: rapporto tra gli inattivi e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di inattività e del tasso di attività è pari al 100%.

Aggiornato al:
17.10.2014
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