Comune di Vicchio (Fi)

  Località della strage Vicchio data 10-11 luglio 1944



Elenco delle vittime

16 vittime: una donna adulta e 15 uomini (14 adulti e un anziano)

Bastianelli Pietro, 35 o 36 anni
Calzolai Valeriano, 58 anni
Fibbi Attilio, 43 anni
Gabellini Antonio, 38 anni
Gaddoni Primo Pietro, 20 anni
Galardi Aldo, 32 anni
Giudici Maria, 38 anni
Gottardi Renzo, 21 anni
Landi Annibale, 38 anni
Menicucci Aurelio, 44 anni
Parigi Giovacchino, 53 anni
Passerini Bruno, 21 anni
Poggiali Renato, 42 o 43 anni
Santoni Nello, 31 anni
Zagli Ettore, 19 anni
Zagli Nello, 20 anni

Descrizione

Fra il 9 e il 10 luglio un reparto identificato come appartenente al Reggimento Paracadutisti si stabilisce
nella zona tra Ponte Vicchio e Villa Vespignano. Fin dal secondo giorno di permanenza i soldati si aggirano nella zona alla ricerca di cibo e di un cavallo. Alcuni contadini reclamano preventivamente un intervento protettivo dei partigiani, i quali decidono di attaccare i soldati tedeschi. L'agguato si conclude con un morto e un ferito nelle file tedesche e con la ritirata dei resistenti verso le alture circostanti. La rappresaglia inizia subito. I tedeschi rastrellano gli abitanti della zona e li fanno marciare verso Ponte Vicchio, obbligandoli a trasportare un loro ferito. Lungo la strada, all'altezza di Ponte di Talla, prelevano dal gruppo dei civili rastrellati due ostaggi e li uccidono ai piedi della salma di un loro commilitone. Dopo meno di un chilometro i tedeschi allestiscono una nuova esecuzione sul margine della strada fucilando una decina di ostaggi. Uno soltanto si salva scappando nel bosco. Giunti a Ponte Vicchio i 43 ostaggi, fra cui sei donne e tre bambini, vengono trattenuti in due stanze. La scelta della rappresaglia sembra ricadere su due figure, l'intransigente capitano Luley, e il più moderato comandante di piazza Steimer, che intercede per la liberazione del figlio del podestà. Il giorno successivo i soldati rilasciano i più anziani e prelevano alcuni uomini fra gli ostaggi; questi vengono condotti verso Padulivo, nel luogo dove, il giorno precedente, era stato rinvenuto il cadavere di un tedesco. Soltanto uno di loro viene risparmiato grazie all'intervento del soldato interprete, mentre gli altri vengono fucilati da un plotone di una ventina di uomini, e finiti dal colpo di grazia dello stesso capitano Luley. Secondo la testimonianza della maestra Kenda Zora, ai parenti delle vittime non fu permesso di seppellirle prima di tre giorni. Nonostante le preghiere e le richieste di liberazione fatte dal parroco ai soldati tedeschi, gli ostaggi sopravvissuti, ad eccezione delle donne e dei bambini, vengono trattenuti fino al 3 agosto '44. Responsabili
Tedeschi Gli inquirenti inglesi identificano in alcuni reparti della 1ma Div. Paracadutisti e nei loro ufficiali i responsabili dell'eccidio. La documentazione tedesca si limita a confermare la presenza nella zona della sopradetta Divisione, svelando tuttavia anche la presenza di unità della 334 Infanterie Division.

Aggiornato al:
16.02.2009
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580731