Comune di Vecchiano (Pi)

Località della strage Filettole data 29 agosto 1944



Elenco delle vittime

37 vittime (31 uomini, 5 donne, 1 ignoto)
Andreoni Irma,
42
Antonelli
Alfredo, 42
Battistini Ranieri, 54
Benedetti Biagio, 31
Biancalana Gino, 23
Brignone Antonio, 21
Cecchini Enrico, 19
Cecchini Gimi, 20
Cordoni Giovanni, 21
Del Fiorentino don Giuseppe, 62
Della Neve Giovanna???
Ermanni Bruno, 27
Fenili Luisa, 30
Fornaciari Giovina, 75
Frustini Gino, 44
Ghilardi Alberto, 47
Gigliotti Leopoldo, 32
Giomi Pitero, 20
Giomi Giuseppe, 22
Isola Amelia, 53
Moriconi Giuseppe, 36
Mugnaini Giovanni, 33
Niola Armando, 29
Pasquinelli Celestino, 43
Pucci Fortunato, 20
Raglianti don Libero, 30
Ramacciotti Giovanni, 21
Romani Lorenzo, 56
Santini Lina, 27,
Santini Giuseppe, 36
Sarti Alcide, 60
Unti Angelo, 31
Unti Pietro, 63
Unti don Angelo, 69
Vannucci Francesco, 21
Fritz, soldato tedesco
Un ignoto

Descrizione

Nel momento in cui le truppe tedesche della 16a Divisione SS "Reichsfuhrer" del generale Simon si apprestano a lasciare la scuola di Nozzano, che dalla fine di luglio è stata sede del comando e campo di detenzione dei prigionieri politici, si pone il problema della sorte dei circa 40 individui ancora lì rinchiusi. Si tratta di persone provenienti da diverse località della Versilia, del pisano e della piana di Lucca, rastrellate in diversi momenti tra la fine di luglio e gli ultimi giorni di agosto: tra essi, anche tre sacerdoti, don Libero Raglianti parroco di Valdicastello di Stazzema, rastrellato il 12 agosto; don Giorgio Del Fiorentino, parroco di Bargecchia (Massarosa); don Angelo Unti, di Lunata di Lucca, rastrellato il 16 agosto insieme a don Giorni Bigongiari che - al pari di altri religiosi - dopo esser transitato da Nozzano viene deportato a Massa.
La sera del 29 agosto i prigionieri vengono caricati su un camion e condotti nei pressi del ponte sul Serchio che collega Ripafratta alla strada che conduce verso ovest a Filettole e Vecchiano, e verso est appunto a Nozzano. Qui, in località Laiano, alcune bombe alleate hanno scavato una serie di ampi crateri. Tutti i civili vengono fatti schierare in fila, lungo questa buca del terreno, e falciati a colpi di mitragliatrice. Quindi, i soldati tedeschi fanno esplodere una serie di mine per seppellire e coprire i corpi.
Le prime vittime sono riesumate nell'ottobre successivo, ma mancano all'appello ancora una trentina di persone. Solo nel febbraio 1946 verranno riesumati i corpi di queste vittime: le operazioni di riconoscimento si protrarranno dal 26 febbraio sino al 10 marzo.
Note sui responsabili:

L'episodio va addebitato alla 16a Divisione SS del generale Simon, e in particolare alla Felgendarmerie divisionale, guidata dal tenete Gerhard Walter.

Bibliografia

439. Baroni don Francesco, La guerra in Lucchesia, Tipografia Artigianelli, Lucca 1951, 304 pp.
464. Palagi Leone, Cronache dei fatti della Resistenza in Versilia, Versilia Oggi, Querceta 1981, 240 pp. 470. Ghilardi Francesco, All'ombra del cerro grosso. Vita, morti e... miracoli della vicinanza di Lappato dal 1644 ai nostri giorni con documenti inediti sulla Resistenza, Grafica artigiana, Lucca 1984, 655 pp.
479. Cipollini Giovanni, Il piano di sfollamento totale della provincia di Lucca (maggio-settembre 1944). Pagine di guerra in Lucchesia, Istituto storico della Resistenza di Lucca, Lucca 1989, 190 pp.
533. Amministrazione provinciale di Pisa
(a cura di), Pisa dall'antifascismo alla liberazione, ets, Pisa 1992, 205 pp.
545. Battini Michele, Pezzino Paolo,
Dal fascismo alla democrazia. Storie di Resistenza e di rappresaglie nazifasciste in provincia di Pisa. Documenti inediti, Provincia di Pisa, Pisa 1995, 132 pp.
546. Pieruccetti Pierluigi (a cura di), I giorni del fuoco e della speranza. 1945-1955 50° anniversario della Liberazione, Comune di Calcinaia, Calcinaia 1995, 140 pp.
547. Provincia di Pisa
, Associazione nazionale partigiani d'Italia, Ora e sempre Resistenza. 50 anni di storia, testimonianze dei protagonisti, documenti, Bandecchi e Vivaldi, Pontedera 1995, 321 pp.

Località della strage Modica e Migliarino data 29 agosto 1944



Bibliografia

533. Amministrazione provinciale di Pisa (a cura di), Pisa dall'antifascismo alla liberazione, ets, Pisa 1992, 205 pp.
545. Battini Michele, Pezzino Paolo, Dal fascismo alla democrazia. Storie di Resistenza e di rappresaglie




Località della strage Vecchiano data 14 agosto 1944
 

Elenco delle vittime

25 uomini

Presso Fosso Reale, bonifica di Nodica,
14 agosto, ore 11.30,

Baglini Pirro, 52
Bertolani Giuseppe, 60
Bartalini Paolino, 67
Bracaloni Virgilio, 80
Ciucci Evino, 17
Ciucci Rino, 15
Coltelli Tancredi, 55
Gennai Cesare, 62
Lossi Egidio, 58
Lunardi Aristodemo, 64
Lusci-Gemignani Alfredo, 74
Matrigali (o Madrigali) Augusto, 63
Mattii Celestino, 58
Menichetti Narciso, 38
Micheletti Angiolo, 49
Papini Eliseo, 62
Vannozzi Angiolo, 68 Presso Fossa Nera, bonifica di Migliarino,
14 agosto, ore 14.30;
Perna Ilario, 18
Marianetti Morando, 20
Giusti Lorenzo, 17
Nannicini Lido, 45
Prato Adriano, 40
Marini Marino, 33
Gori Ulisse, 21
Crema Domenico, 52

Descrizione

Le vittime erano sfollati dai centri limitrofi nella bonifica di Nodica e Migliarino; le due località distano in linea d'aria 700 metri l'una dall'altra, il territorio è quello del "padule di Migliarino", nel quale il numero degli sfollati era cresciuto enormemente dalla fine di giugno in avanti.
Alla fine di luglio anche a questa zona viene esteso il bando per il reperimento della manodopera tra i 16 e i 50 anni, emanato in origine per i monti pisani ed esteso il 2 agosto alla città di Pisa. Ormai, tutta la zona compresa nella striscia di terra immediatamente dietro il fronte e sul litorale è una vera e propria "zona nera" entro la quale la violenza tedesca si concretizza senza il bisogno di alcun pretesto.
L'azione del 14 agosto parte quindi come una tipica operazione di rastrellamento, adeguatamente pianificata, e attuata con la collaborazione di alcuni fascisti vecchianesi, che coinvolge l'intera zona proprio per "liberare il padule", in maniera non dissimile (seppur su scala più piccola) rispetto a quanto avverrà dopo alcuni giorni nel padule di Fucecchio.
I primi rastrellati, 17, sono incolonnati come per essere deportati, ma poi fatti fermare nella zona del Fosso Reale (Nodica), messi in fila e fucilati. Gli altri subiscono una sorte identica presso la "Fossa Nera". Responsabili:
La zona è di competenza della 16a divisione di Simon. In quei giorni, è di stanza in questa zona proprio il 16° Battaglione esploratori di Reder.

Bibliografia

73. Barbieri Orazio, I sopravvissuti, Feltrinelli, Milano 1972, 182 pp.
511. Pasetto E.,
Barbarie tedesca. Il martirio delle popolazioni della Val di Serchio sotto il barbaro dominio tedesco dal settembre 1943 al settembre 1944, Nistri Lischi, Pisa s.d. [ma 1945], 61 pp.
514. Vallini Carlo, Diario di un rifugiato sui monti pisani. La calda estate del 1944, Lischi, Pisa 1963, 119 pp.
546. Pieruccetti Pierluigi
(a cura di), I giorni del fuoco e della speranza. 1945-1955 50° anniversario della Liberazione, Comune di Calcinaia, Calcinaia 1995, 140 pp

Aggiornato al:
06.02.2009
Article ID:
581660