Comune di San Giuliano Terme (Pi)

Località della strage La Romagna data 6-7/11-12 agosto 1944



Elenco delle vittime


69 vittime 68 uomini e 1 donna

Andreotti Alessandro
Angiolillo Aniello, 28
Bandini Vaillante, 38
Barsotti Adolfo
Barsotti Gino
Barsotti Nello, 41
Barsotti Roberto
Barsuglia Emilio,34
Barsuglia Aladino, 37
Bartali Romolo
Batistoni Leonetto, 23
Bechelli Gervasio
Bechelli Giovanni
Bechelli Piero, 21
Benedetti Idolo, 41
Bennati Gino, 42
Beritani Valfredo, 23
Biagini Oscar
Bracaloni Mauro
Briganti Ranieri
Bucoletti Idolo
Bucchi Virgilio
Cacianti Fernando
Carissi Crocefisso, 40
Cerri Alsace
Chelozzi Aurelio, 56
Cini Agostino
Cola Corrado, 48
Cordini Luigi, 39
Corsi Antonio, 38
Del Chicca Gino, 40
Della Croce Duville, 41
Della Croce Francesco
Della Croce Marino, 35
Della Croce Raoul, 42
Di Bugno Aurelio, 56
Di Nasso Dante
Farnesi Donatello, 22
Fontanini Dino, 46
Fantoni Alberto
Fantoni Ivo
Farneti Donatello, 21
Gambini Giovanni
Gereschi Lidia, 34
Giusti Guido, 50
Ghelardoni Mario
Grazzini Alipio, 63
Landucci Angelo
Nenci Italo, 66
Nutini Annibale
Palla Ottorino
Pallone Oscar, 40
Paolini Osvaldo, 23
Pardi Francesco, 34
Pecori Gastone, 38
Pera Giuseppe, 24
Pifferi Vito
Pistelli Giorgio
Pollone Oscar, 49
Rambelli Aspromonte, 28
Rosani Giovanni
Roventini Massimiliano
Sbrana Pittaco, 49
Sbrana Mario, 17
Simi Gino
Tomei Guido
Vanni Giovanni
Venturini Vilfrido
Verdigi Nello, 42

Descrizione

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto, una distaccamento della Nevilio Casarosa cattura e uccide in loc. Faeta lo squadrista Antonio Sanguigni, responsabile insieme ad altre autorità fasciste di Pisa dell'uccisione dell'anarchico Ugo Rindi.
Sulle montagne di questa zona, in particolare sulle alture tra Pugnano e Molina di Quosa, in località " La Romagna ", dal mese di luglio sono nascoste intere famiglie di abitanti dei paesi che si trovano ai piedi di questo versante dei Monti Pisani, lungo la strada che collega Pisa a Lucca e che per gran parte corre lungo la linea ferroviaria (Ripafratta, Molina di Quosa, Pugnano, ma anche S. Giuliano Terme). Dal 2 agosto è però scaduto il bando emanato dai comandi tedeschi che intima a tutti coloro che sono rifugiati sui Monti Pisani di abbandonare i propri nascondigli e recarsi presso i luoghi di raccolta.
Per questo, il Comando della XVI Divisione SS di stanza nella vicina Nozzano (competente quindi per tutta la zona compresa tra Ripafratta e S. Giuliano) lancia un rastrellamento in grande stile, con l'ausilio anche di soldati della 65a divisione di fanteria di stanza ad Asciano e di altri soldati della Wehrmacht che salgono su dal versante lucchese del gruppo montuoso.
Guidati ad alcuni fascisti locali, con l'ausilio di razzi e lanciafiamme, l'intera zona della Romagna viene rastrellata palmo a palmo, e si giunge all'arresto di circa trecento persone. Dopo aver separato gli uomini dalle donne, ancora la maggior parte degli uomini vengono condotti presso la Pia Casa di Lucca, centro di smistamento della manodopera; una settantina di persone (68 uomini, ai quali si aggiunge di una iniziativa Livia Gereschi, insegnante di Molina di Quosa, che accompagna i civili sperando di poter far valere la sua conoscenza del tedesco) sono invece condotte a Nozzano, sede del comando ma anche del Tribunale e del carcere della divisione.
Dopo alcuni giorni di durissima permanenza, tra il 10 e l'11 agosto tutti i rastrellati de " La Romagna ", inclusa la Gereschi , vengono condotti a piccoli gruppi nei boschi della zona (tra Balbano e Massaciuccoli) e quindi uccisi. Note sui responsabili:
Come detto, si può ipotizzare una compartecipazione al rastrellamento di reparti della 16a divisione SS del generale Simon, e della 65a Divisione di fanteria. La responsabilità degli omicidi dell'11 agosto è invece completamente degli uomini di Simon.

Aggiornato al:
05.02.2009
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581633