Comune di Pomarance (Pi)

  Località della strage Pomarance data 28 giugno 1944



Elenco delle vittime

Antonio Pineschi, 39
Manfredo Biondi, 21

Descrizione

Molte famiglie di civili sono rifugiate nei poderi dislocati nei dintorni di Pomarance.
Il 28 giugno, nel podere "Il Palagio", di proprietà della Fattoria Freudiani e abitato dalla famiglia Pineschi, arrivano due ragazze che tentano di scappare da un tentativo di violenza condotto da alcuni soldati mongoli. Escono alcuni civili nascosti nei dintorni e, con le forche in mano, minacciano i soldati; uno viene ferito, e il comandante tedesco, sospettando che si tratti di partigiani, inizia a rastrellare tutta la zona.
Vengono così catturati 11 uomini, portati al podere San Giovanni e qui messi in fila per essere fucilati, intorno alle 19.30. Il comandante chiede al soldato mongolo ferito con chi iniziare, e questi indica le 3 vittime, che sono portate in un vallino detto "Campo dei noci", a ca. 200 m. dal podere. I tedeschi iniziano a picchiarli con dei filari di vite divelti sul luogo, sinché l'ufficiale non spara loro con una pistola, ad uno ad uno, alla nuca; per sua fortuna, Dante Pineschi detto "Tabarre" viene colpito solo di striscio.
In quel mentre, mentre i soldati si apprestano a concludere la strage, arriva al podere un alto ufficiale della Wermacht che li blocca e fa liberare tutti i presenti. Tra essi, anche il Pineschi.
I corpi delle vittime sono ripresi solo il 29, giorno della Liberazione, e sepolti nel cimitero di Pomarance il giorno successivo, 30 giugno.
Responsabili
Nel momento della ritirata dalla zona di Pomarance sono attive truppe della 20a Divisione della Luftwäffe, della 162a Divisione Fanteria ed anche slavi e mongoli aggregati alla 16a Divisione Corazzata delle SS.

Aggiornato al:
06.02.2009
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581707