Comune di Massa (Ms)

  Località della strage Antona data  




Bibliografia

82. I sentieri della memoria. Nel 50° anniversario del conferimento della Medaglia d'oro al Valor militare della provincia di Massa Carrara, s.e., s.d.


Località della strage Forno e Frigido data 

13 giugno 1944

Elenco delle vittime

62 vittime civili: 61 uomini (un bambino, 56 adulti, due senza indicazioni cronologiche e due sconosciuti) e una donna anziana. Al bilancio si aggiungono 8 partigiani, deceduti sulle alture intorno a Forno nel tentativo di difendere il paese.
Vittime civili
ALBERTI GISBERTO, 29 anni
ALBERTI LORENZO, 24 anni
ANTOLA DOMENICO, 34 anni
BALLONI ANTONIO, 20 anni
BALLONI GIUSEPPE, 20 anni
BALLONI MARCELLO, 19 anni
BASTERI ARMANDO, 20 anni
BIAGI ALBERTO, 20 anni
BIANCHINI RENZO, 21 anni
BONACCORSI NUNZIO, 19 anni
CHERUBINI ANTONIO, 29 anni
CHERUBINI BRUNO, 20 anni
COZZOLI AIMO, 21 anni
DEL BERGIOLO DIONILDO, 33 anni
DEL FIANDRA ARIODANTE, 17 anni
DEL SARTO BRUNO, 26 anni
DEL SARTO EDMONDO, 22 anni
DEL SARTO ELIO, 9 anni
DEL SARTO EVERARDO
DEL SARTO GIOVANNI, 18 anni
DEL SARTO PARIDE, 16 anni
DEL SARTO PIETRO fu Michele
DEL SARTO PIETRO, 18 anni
DELL'AMICO MAURO, 34 anni
FERSINI FRANCESCO, 28 anni
FREGOSI MARIO, 19 anni
FUSETTI GIORGIO, 20 anni
GAIACOPI ANDREA, 21 anni
GALLONI UBALDO, 20 anni
GASSANI MARCELLO, 20 anni
GUADAGNUCCI GIOVANNI, 21 anni
ISOPPO CESARE, 18 anni
LAZZAROTTI ILDO, 20 anni
LORENZETTI GIUSEPPE, 23 anni
LORI GIORGIO, 20 anni
MAGGIULLI LUIGI, 23 anni
MANCUSI SABBA, 26 anni
MANFREDI DINO, 19 anni
MARINO CLAUDIO, 19 anni
MARTINI OTELLO, 19 anni
MENESINI EUDEMIO, 20 anni
MENESINI GIOVANNI, 18 anni
MONTI GABRIELE, 20 anni
MOSTI DINO, 18 anni
NARDINI FERDINANDO, 24 anni
NICOLINI LIBERO, 20 anni
PESCE MASSIMO, 18 anni
PORTA ALMO, 23 anni
POSTERLI AMINA, 42 anni
RESASCO MARIO, 22 anni
RICCI GUIDO, 25 anni
RICCI MICHELE, 20 anni
RICCIARDI FRANCO, 20 anni
ROSSI ARCHIMEDE, 20 anni
SCARAMUCCIA ALESSANDRO, 20 anni
SICILIANO CIRO, 36 anni
SINI LODOVICO, 23 anni
TONARELLI RAIMONDO, 30 anni
TONARELLI UGO, 20 anni
VIGNALI ERNESTO, 23 anni

2 sconosciuti

Partigiani deceduti in combattimento
Battistini Marcello, 21 anni
Federigi Giulietto, 22 anni (Tre Casette)
Fruzzetti Albano, 20 anni (Tre Casette)
Fruzzetti Pellegrino, 35 anni (Tre Casette)
Garosi Marcello, 25 anni (Pizzo Acuto)
Lazzarotti Alberto, 23 anni (morto all'ingresso del paese)
Presilli Romolo, 19 anni (Cotonificio)
Ulivi Giuseppe, 21 anni (Tre Casette)


Descrizione

Il 9 giugno i partigiani della Mulargia, formazione versiliese guidata da Tito (Marcello Garosi) e rafforzata dagli uomini di Forno di Arnaldo Pegollo (cognato del comandante dei carabinieri del paese) attestata da metà maggio agli Alberghi, decide di scendere a Forno. L'occupazione del paese è indolore: assente ogni opposizione dei carabinieri e dei fascisti locali, Forno acquista per una settimana lo status di zona libera governata da Tito. La convinzione di uno sbarco alleato imminente nella zona del Cinquale riempie gli abitanti di ingenuo entusiasmo e fa accantonare ai partigiani gli abituali accorgimenti di prudenza e invisibilità: in quei giorni infatti gli uomini della Mulargia portano a termine con successo numerose azioni (fra le più clamorose ricordiamo gli attacchi alla caserma GNR in località Santa Lucia e al distretto militare di Massa e il sequestro del figlio di una guardia carceraria, usato come ostaggio per ottenere la liberazione di alcuni compagni detenuti), riverberando l'eco dell'occupazione persino in lucchesia, dove alcuni fascisti decidono di disertare. Mentre il CLN massese cerca di far recedere Tito dalla rischiosa operazione inviando alcuni uomini di punta, come Pietro Del Giudice e Gino Briglia, il comandante incontra alcuni membri del Comitato militare toscano, concordando la nascita di una formazione unica. La decisione di sganciare nella notte del 12, tuttavia, rimane disattesa: su pressione dei partigiani fornesi soprattutto, intenzionati a trascorrere la festa del patrono con i propri familiari e convinti, nonostante le voci di un rastrellamento tedesco, di una presunta inviolabilità del paese.
Ma l'esigenza di controllare la Linea Gotica, oggetto di alcuni ordini specificamente emanati da Hitler nel giugno, e la preoccupazione per la crescente diffusione della guerriglia rende la situazione intollerabile agli occhi dei tedeschi. L'attacco è organizzato a La Spezia, guidato con ogni probabilità dal colonnello Almers, già responsabile della strage di Mommio, e conta su un gruppo eterogeneo costituito da 300/400 tedeschi e 50/100 italiani: la manovra a tenaglia, intrapresa alle 5 del mattino e annunciata dallo sparo di bengala è soltanto leggermente rallentata dalle mine preparate sul Monte Bizzarro e da alcune raffiche sparate all'ingresso del paese. Verso le 7 i partigiani, valutando l'impossibilità di sostenere la difesa del paese accerchiato anche dal Vergheto, decidono di sganciare. Tito, frattanto, isolato presso le casette del Pizzo, muore, probabilmente vittima dei tedeschi, anche se sopravvive con forza la leggenda che lo vuole suicida per non consegnarsi nelle mani del nemico.
Alle 8, le forze nazi - fasciste prendono possesso del paese, rastrellano casa per casa con violenza, uccidendo un bambino e una donna anziana, e radunano l'intera popolazione sulla strada principale all'entrata del paese. Donne, bambini e anziani sono portati nei pressi del cimitero, mentre i giovani sono rinchiusi nella caserma e sottoposti a selezione sulla base, sembra, delle indicazioni di un italiano noto nella memoria locale come il "biondino". L'arrivo di alcuni ufficiali dell'esercito repubblichino nel pomeriggio vale a salvare solo poche donne ma non può arrestare la programmata fucilazione.
La sera i giovani rinchiusi nella caserma, trascinati a gruppi di 8 - 10 sotto la chiesetta di S. Anna, sono fucilati. I tedeschi non tralasciano di dare alle fiamme l'edificio, rogo in cui perdono la vita almeno altri due uomini. Ben cinquantuno giovani sono poi deportati in Germania.
Responsabili
Tedeschi
L'attacco è guidato con ogni probabilità dal colonnello Almers, comandante della 135a Brigata da Fortezza della Luftwaffe e coordina un gruppo eterogeneo costituito da reparti della Marina (nello specifico l'unità "Riviera italiana" guidata da Berninghaus), dal Battaglione da Fortezza 105 e da unità della Luftwaffe. Meno sicura la presenza di un battaglione di SS.
Italiani
Nell'operazione è coinvolta anche la compagnia "O" della X Mas, costituita da 50/100 uomini e comandata dal tenente Bertozzi.

Bibliografia

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Località della strage Fosse del Frigido data 



Bibliografia

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488. Bergamini Francesco
(a cura di), Battaglione Reder. La marcia della morte da Sant'Anna di Stazzema alle Fosse del Frigido, anpi Versilia, Pezzini, Viareggio 1995, 79 pp. + app. fotografica


Località della strage Guadine data  24 agosto 1944


Elenco delle vittime

13 vittime: 9 uomini (2 adulti, 2 anziani, 5 senza indicazioni anagrafiche) e 4 donne (un'adulta e 3 senza indicazioni anagrafiche).
BALDINI BIANCA, 40 anni
BONFIGLI ALDA, s.i.a.
CONTI ARTURO, s.i.a.
CONTI SANTINA, s.i.a.
DEL FREO MICHELE, s.i.a.
DINI ERCOLE, 79 anni
DINI SANTINO, 58 anni
MENCHINI NERITO, 30 anni
MICHELOTTI, s.i.a.
NARDINI FIDALMA, s.i.a.
NOVANI PIETRO, 45 anni
PUCCI ARTURO, s.i.a.
PUCCI BRANDOLO, s.i.a.

Descrizione Descrizione L'episodio si inscrive nella costellazione di stragi legate al grande rastrellamento delle Apuane dell'agosto 1944. Nell'operazione di accerchiamento del paese di Vinca, colpita in quello stesso giorno dal massacro dei suoi abitanti, Guadine rappresenta una potenziale direzione di fuga. Per questo le truppe della X Mas impegnate nel rastrellamento bloccano gli accessi al centro abitato, ne percorrono le strade sparando all'impazzata e uccidono 13 dei suoi abitanti, sorpresi per via o sulla soglia di casa. Guadine è successivamente devastata dall'incendio appiccato dal reparto italiano che, scendendo poi in direzione di Gronda, Redicesi e Resceto, porta con sé il fuoco della distruzione.
Responsabili
Italiani
La relazione compilata dal parroco di Miseglia, Don Aristide Lavaggi, nel 1946 attribuisce la responsabilità del massacro ad un reparto della X Mas. Il dato sembra confermato anche da successive ricostruzioni storiche, che tuttavia non hanno aggiunto maggiori informazioni sull'episodio.

Bibliografia

29. Matta Tristano (a cura di), Un percorso della memoria. Guida ai luoghi della violenza nazista e fascista in Italia, Electa, Milano 1996, 160 pp. 82. I sentieri della memoria. Nel 50° anniversario del conferimento della Medaglia d'oro al Valor militare della provincia di Massa Carrara, s.e., s.d. 95. Calamandrei Piero, Realtà della Resistenza apuana, Tipografia Fabbiani, La Spezia 1961, 34 pp. 97. Ricci don Angelo, Angelini don Roberto, Il clero della linea Gotica occidentale. Pagine di carità e di eroismi scritte dai sacerdoti della diocesi di Apuania durante la seconda guerra mondiale, Tip. Moderna, La Spezia 1966, 109 pp. 98. Guidoni Giulio, Ritorna la vita... nella "Terra di nessuno", Tip. Moderna, La Spezia 1967, 180 pp. 99. Amministrazione comunale di Massa (a cura di), La Resistenza continua, s.e., s.l. 1968, 71 pp. 103. Mosti Emidio, La Resistenza apuana: luglio 1943 - aprile 1945, Longanesi & C., Milano 1973, 277 pp.



Località della strage Massa data  10 settembre 1944



Elenco delle vittime

(in corsivo quelle provenienti dalla Certosa di Farneta, i cui nomi sono riportati anche nella relativa scheda):

"alla Foce", ore 9

Bigongiari don Giorgio, 33
Ghilardi Pietro, 42
Giannini Domenico, 63
Gori don Renzo, 29
Lippi Felice, 63
Moraglia Maurizio, 46
Pasquini Pietro, 35
Puosi Alfredo, 35

al "Ponte di Forno", ore 10

Costa dom Gabriele Maria, 46
Egger dom Pio Maria, 39
Lippi Francesconi Guglielmo, 47
Lupetti Rasi Liliana, 24
Tognetti Renzo (chierico), 35
Tonnari Francesco, 32 Al "Ponte di Lazzari", tra le 12 e le 13
Andreazzoli Renzo, 24
Barsella Rinaldo, 19
Cantarelli Pietro, 44
Nota fra' Michele, 56
Maritano fra' Giorgio, 62
Rasi Ugo, 25

Al "Ponte Mignan", ore 13

Compagnon dom Adriano, 70
Clerc fra' Adriano, 74
Moraglia Vittorio, 16

Alle "Capannelle" (via di Canevara), ore 16

Paolicchi Libero, 24
Torcigliani Alamone, 56
Torcigliani Nilo, 20

"Alla Rinchiostra", ore 17
Cantero fra' Raffaele, 47
Morgantini Felice, 57
Di Puccio Adelmo, 47

"Ai Quercioli", ore 17.30

Bertini don Giuseppe
Fra' Marcello dei Minori (Carlo Verona, carmelitano), 25 Turano, ore 18
D'Amico fra' Bruno, 60
Lapuente dom Benedetto, 70
Rosbach fra' Alberto, 74

5 non identificati
Via Palestro, ore 19
Matteoli Vasco, 30
Presenti Casimirro, 29

Descrizione

Poco prima di lasciare la città di Massa, alcune pattuglie di SS si recano presso il carcere Malaspina, ove erano detenuti sia diversi prigionieri politici che vecchi detenuti e semplici rastrellati nelle varie zone della provincia di Pisa, della piana di Lucca e della Versilia dai primi di agosto in avanti.
A piccoli gruppi, circa quaranta persone vengono prelevate, tra le 9 del mattino e le 7 del tardo pomeriggio, ed uccisi in diverse località della periferia della città.
Responsabili:
Non meglio identificati reparti appartenenti alla 16a divisione SS del generale Simon.

Bibliografia

83. Bertini Enrico, Prigionieri delle SS, Tip. Beato Giordano, Pisa 1945, 64 pp.
95. Calamandrei Piero, Realtà della Resistenza apuana, Tipografia Fabbiani, La Spezia 1961, 34 pp.
97. Ricci don Angelo, Angelini don Roberto, Il clero della linea Gotica occidentale. Pagine di carità e di eroismi scritte dai sacerdoti della diocesi di Apuania durante la seconda guerra mondiale, Tip. Moderna, La Spezia 1966, 109 pp.
98. Guidoni Giulio,
Ritorna la vita... nella "Terra di nessuno", Tip. Moderna, La Spezia 1967, 180 pp.
115. Centro Studi storia locale della Basilica Cattedrale di Massa, La Chiesa di Apuania durante la guerra (1939-1945), Tipografica leberit, Roma 1985, 114 pp.
116. Ricci don Angelo,
Il contributo di sangue e di servizio del clero di Apuania durante la guerra 1940-1945, Centro Studi storia locale della Basilica Cattedrale di Massa, Massa 1986, 20 pp.
470. Ghilardi Francesco, All'ombra del cerro grosso. Vita, morti e... miracoli della vicinanza di Lappato dal 1644 ai nostri giorni con documenti inediti sulla Resistenza, Grafica artigiana, Lucca 1984, 655 pp.

Aggiornato al:
12.02.2009
Article ID:
581510