Comune di Bucine (Ar)

   Località della strage Badia A Ruoti data 4 luglio 1944



Elenco delle vittime

7 vittime di genere maschile: 7 uomini adulti

ALDINUCCI LORENZO, 19 anni
BALDI ANGIOLO, 35 anni
BALDI CORRADO, 30 anni
BALDI TARCISIO, 19 anni
BURZI NELLO, 31 anni
BURZI SIRO, 24 anni
MIGLIORINI GINO, 24 anni

Descrizione

La carenza di documentazione non consente di individuare né la dinamica, né le responsabilità dell'eccidio. La memorialistica ricorda la strage come un atto di vandalismo gratuito compiuto dai tedeschi.

Bibliografia

148. Amministrazione provinciale di Arezzo (a cura di), Ventennale della Resistenza, Amministrazione provinciale - Ufficio pubbliche relazioni, Arezzo 1964, 127 pp.
152. Biblioteca comunale di Bucine
, 30° della Resistenza. Documentazione raccolta dai giovani studenti delle Scuole del Comune. Giugno 1974, s.e., Bucine 1974, 73 pp. n.n.

 




 
Località della strage Bucine data 7-11 luglio 1944
 



Elenco delle vittime

21 vittime: 21 uomini (un ragazzo di 16 anni, 15 adulti, 4 anziani e uno senza indicazione anagrafica)

ARRIGUCCI LIDO, 30 anni
BERNINI DANTE
BROGI GIUSEPPE, 36 anni
CECCHERINI ORESTE, 48 anni
CELLAI ALFREDO, 35 anni
CELLAI SABATINO, 61 anni
DELL'AMICO GIORGIO, 17 anni
DELL'AMICO UGO, 45 anni
FANTINI ATTILIO, 47 anni
GAMBINI ANTONIO, 40 anni
GAMBINI SILVANO, 16 anni
GENTI ERNESTO, 36 anni
ISIDORI PIETRO, 34 anni
MARTINELLI SANTI, 62 anni
MECUCCI FRANCESCO, 29 anni
MINI DOMENICO, 35 anni
POGGI ERNESTO, 37 anni
ROMANELLI PIETRO, 66 anni
ROMANELLI PLINIO, 23 anni
SPAGHETTI GIOVANNI, 17 anni
SPAGHETTI GIUSTINO, 57 anni

Descrizione

Due soldati tedeschi rimangono vittime di un agguato partigiano nelle vicinanze di casa Rigoni in data 7 luglio. La notizia avvia una rapida rappresaglia contro i civili, assunta dai reparti della Hermann Göring allocati presso casa Rigoni e presso la fattoria San Salvatore.
Scatta il rastrellamento degli uomini presso il rifugio delle Cave: sei di loro, pare selezionati da uno dei soldati, sono condotti sul luogo dell'omicidio. Due in particolare sono accusati, senza alcun ragionevole motivo, di esserne gli autori e selvaggiamente percossi. Trasportati a fine giornata presso casa Rigoni, due ostaggi sono liberati, mentre gli altri quattro sono trattenuti in arresto.
Altri tre uomini, catturati presso casa Borbotta, sono allineati contro il muro, ancora una volta con l'accusa di appartenere alle file partigiane: soltanto uno riesce a fuggire, mentre gli altri due cadono sotto i colpi tedeschi.
Un nuovo rastrellamento eseguito presso il tunnel di Poggiano segue lo stesso percorso: i cinque uomini prescelti sono trasportati sul luogo del delitto e lì giustiziati. Altri due uomini, poi, rifugiati nel bosco, sono prelevati ed eliminati con l'accusa di essere partigiani.
Il 9 luglio il parroco Don Vincenzo Ughi prega il comandante Hahm, responsabile del Quartier Generale sito presso il collegio della GIL (Gioventù Italiana del Littorio) di Bucine, di rilasciare gli ostaggi di casa Rigoni; condotto sul posto, ottiene dal comandante la promessa di un colloquio con gli ufficiali superiori per la liberazione dei detenuti ma è ivi trattenuto, in quanto sospetto di collaborazione con i resistenti. Verso mezzogiorno i quattro sono caricati su una camionetta e trasportati a Villa Rubeschi: tre sono costretti a seppellire i soldati morti e quindi a scavare un'ampia fossa per loro stessi; bastonati e allineati contro un muro, sono mitragliati. Soltanto uno degli ostaggi è tenuto in vita. Sottoposto a interrogatorio a Villa Rigoni, egli rivela la presenza di partigiani nella zona di San Leonino. Camuffato da soldato tedesco, è assunto come guida della nuova spedizione punitiva, attribuita ad una squadra speciale antipartigiana guidata dal Tenente Hartens e intrapresa la mattina successiva.
I tedeschi prima catturano e radunano nella piazza gli uomini di Ristolli, con l'eccezione del prete, giudicato troppo vecchio, e di un uomo disposto a comprare la propria salvezza con la somma di £ 50.000. Poi si disperdono per le campagne circostanti, raggiungendo casa Capalborgo e giustiziando i suoi abitanti, uomini e donne, poi Poggio del Fattore, dove eliminano soltanto gli uomini, infine il Mulinaccio. Hartens frattanto, utilizzando come interprete un professore ebreo, dichiara l'obiettivo di rappresaglia che lo muove, minacciando nuove morti in caso di silenzio sulle posizioni dei partigiani: uno dei presenti indica la località di Duddova, che tuttavia viene giudicata troppo lontana per essere raggiunta in quello stesso giorno. L'ostaggio impiegato come guida è a questo punto pubblicamente accusato di aver fornito informazioni false ed ucciso davanti agli astanti, liberati perché riconosciuti innocenti civili.
Hartens e i suoi uomini si spostano quindi a San Leonino per chiudere l'operazione rappresaglia. L'11 luglio, sul piazzale antistante la chiesa, davanti ad oltre un centinaio di uomini rastrellati per l'occasione, il tenente dichiara di ritenere responsabili dell'uccisione dei due soldati i civili del posto e decide di inscenare una pubblica esecuzione, uccidendo uno dei prigionieri. Gli altri sono provvidenzialmente salvati dall'intervento di aerei alleati che prendono di mira l'artiglieria tedesca.
Responsabili

Tedeschi
L'indagine avviata dagli inquirenti inglesi individua i responsabili, appartenenti alla Divisione Hermann Göring, nelle persone del Maggiore Von Hoberg, del Capitano Hahm, del Capitano medico di casa Rigoni, dell'Oberleutnant Methfessel e del Tenente Hartens.

Bibliografia

152. Biblioteca comunale di Bucine, 30° della Resistenza. Documentazione raccolta dai giovani studenti delle Scuole del Comune. Giugno 1974, s.e., Bucine 1974, 73 pp. n.n.
179. Comune di Bucine, Brevi cenni sugli avvenimenti che caratterizzarono gli episodi che videro fucilazioni di inermi cittadini del Comune, avvenuti ad opera di truppe nazifasciste durante le operazioni belliche dell'anno 1944, s.e., Bucine s.d. [ma 1984], 23 pp.
582. Ciuffoletti Zeffiro, Conti Fulvio (a cura di), Ponte Buggianese. Un secolo di storia (1883-1983), Centro Editoriale Toscano, Firenze 1995, 229 pp.



Località della strageCapannole data
 
 



Bibliografia

148. Amministrazione provinciale di Arezzo (a cura di), Ventennale della Resistenza, Amministrazione provinciale - Ufficio pubbliche relazioni, Arezzo 1964, 127 pp.


Località della stragePogi data
 


Località della strageSan Pancrazio data
 

 

Bibliografia

36. anpi (a cura di), I crimini della Wehrmacht... e non aveva armi atomiche, Edizioni anpi, Roma 1955, 102 pp.
39. Associazione nazionale vittime civili di guerra
(a cura di), Italia Martire. Sacrificio di un popolo 1940-1945, Bortolazzi-Stei, San Giovanni Lupatoto (VE) 1980, 727 pp.
138. Bozzo Giovanni, Giorni di lacrime e di sangue. Dal diario personale del tempo d'emergenza nell'alto Casentino, Libreria salesiana Editrice, Firenze 1946, 165 pp.
139. Buffadini don Antonio,
Camaldoli nel Casentino in fiamme. Diario di guerra del P. Superiore di Camaldoli don Antonio Buffadini, giugno-settembre 1944, Ed. G. Barbèra, Firenze 1946, 87 pp.
140. Chianini Vincenzo
, Gli Unni in Toscana, Vallecchi, Firenze 1946, 276 pp.
148. Amministrazione provinciale di Arezzo (a cura di), Ventennale della Resistenza, Amministrazione provinciale - Ufficio pubbliche relazioni, Arezzo 1964, 127 pp.
152. Biblioteca comunale di Bucine
, 30° della Resistenza. Documentazione raccolta dai giovani studenti delle Scuole del Comune. Giugno 1974, s.e., Bucine 1974, 73 pp. n.n.
168. Succhielli Edoardo
(a cura di), La Resistenza nei versanti tra l'Arno e la Chiana. Memorie di lotta partigiana di partecipazione popolare di stragi nazifasciste, Tipografia Sociale, Arezzo 1979, 324 pp.
172. Gambassini Luciano, Medico fra la gente, Nuovedizioni Vallecchi, Firenze 1981, xii+320 pp.
179. Comune di Bucine
, Brevi cenni sugli avvenimenti che caratterizzarono gli episodi che videro fucilazioni di inermi cittadini del Comune, avvenuti ad opera di truppe nazifasciste durante le operazioni belliche dell'anno 1944, s.e., Bucine s.d. [ma 1984], 23 pp.
196. Turchetti Ferdinando, Quando brucia la città, itea, Anghiari 1993, 141 pp.
208. Moretti Romano
(a cura di), 29 giugno-16 luglio 1944. Il fronte a San Pancrazio. 50° anniversario dell'eccidio, Tipografia Il Bruco, Bucine 1994, v+ 15 pp.
212. Comitato regionale per le celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza et al., L'ottava armata per il 50° anniversario della Liberazione. Il Black Watch 50 anni dopo, s.e., s.l. 1995, 16 pp.
223. Droandi Enzo
, 16 luglio 1944: ricordare la Resistenza la Liberazione ed i caduti per un futuro di libertà di benessere e di pace, Eliografie Giotto, Arezzo 1996, 9 pp.
226. Alunni delle Scuole elementari e medie
, Anno scolastico 1990/91 e 1991/92 (a cura di), La nostra storia. Ricerche e testimonianze sulla Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza in Valtiberina, Grafiche Borgo, s.l. 1997, 282 pp.
233. Ungherelli Sirio "Gianni",
Quelli della "Stella rossa", Edizioni Polistampa, Firenze 1999, 405 pp.
237. Levi Carlo,
Le mille patrie. Uomini, fatti, paesi d'Italia, Donzelli, Roma 2000, xxiii+259 pp.
309. Fagioli Aldo, Partigiano a 15 anni, Alfa, Firenze 1984, 414 pp.
583. Nannucci Sandro, Tognarini Ivan
(a cura di), Momenti e figure della comunità di Larciano nel ventesimo secolo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1997, 161 pp.

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Aggiornato al:
19.02.2009
Article ID:
580486