Baldoni - un giornalista curioso dalla parte dei piu` deboli

"Enzo Baldoni era un viaggiatore curioso, una persona che amava andare nei luoghi dove è alta la sofferenza delle persone per poterla raccontare. Allo stesso tempo nei paesi che visitava portava sempre la sua carica di umanità, così importante per raccontare le storie dalla parte dei più deboli". E' appassionato ed emozionante il ricordo tracciato dal direttore di Diario Enrico Deaglio del giornalista italiano rapito e ucciso la scorsa estate in Iraq.
"Aveva 56 anni, una moglie e due figli, un lavoro come pubblicitario che gli dava soddisfazione e successo - ha continuato Deaglio. Accanto a questa vita "normale" una volta l'hanno partiva per un mese, 40 giorni, per andare in Chapas, Birmania, Timor Est, Colombia. Da lì riusciva a rappresentare la realtà di chi voce non ha. Non è un caso che sia rimasto ucciso durante una missione umanitaria della Croce Rossa Italiana. Stava portando viveri e vettovaglie ai civili vittime della guerra. Il suo esempio è importante per chi vuol iniziare una professione difficile come quella del giornalista."
Deaglio ha concluso ricordando come sul rapimento di Baldoni non sia emersa da subito la verità: "La Croce Rossa, come anche il governo italiano, conosceva sin da subito la dinamica del sequestro, ma ha preferito tacere per cinque giorni prima di raccontare le cose nella loro esatta dinamica".

Aggiornato al:
16.10.2008
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