Andare incontro all'altro per conquistare la pace

«Riconciliare vuol dire accettare e rispettare gli altri perché se vogliamo arrivare alla pace dobbiamo dialogare e venirci incontro l'un l'altro. E' un'operazione difficile in una città come Gerusalemme dove vivono 800.000 ebrei e 200.000 arabi ma soltanto 10.000 cristiani». Con queste parole padre Ibrahim Faltas, il frate francescano parroco dell'unica parrocchia della città santa per le tre grandi religioni monoteiste, ha spiegato questa mattina al Meeting sui diritti umani organizzato al Palamandela dalla Regione Toscana, la difficile situazione che si trova a vivere ogni giorno. Lui, un po' arabo, un po' palestinese e cristiano, sintetizza efficacemente il crogiolo di razze e religioni che si incontra in Medio Oriente.
«Per noi è difficile spiegare persino cosa sia la riconciliazione – ha aggiunto Faltas - perché spesso questa parola non e siste neppure nella lingua che parlano e molti non sanno neppure cosa sia il perdono. Eppure il percorso che compiono palestinesi e israeliani quando di incontrano e vivono per qualche giorno insieme passa dalla paura iniziale, all'accordo e alla fine alla vera e propria amicizia».
Insieme a padre Faltas è intervenuta anche Manuela Dviri, la giornalista e scrittrice israeliana il cui figlio ventiseienne, soldato dell'esercito israeliano, venne ucciso nel 1998 durante un conflitto con Hezbollah.
«Sono israeliana ma mi sento anche italiana – ha esordito – e credo di possa essere amici fraterni anche senza avere nulla in comune».
Ha citato un film recente,"Lebanon", che narra del dramma di un uomo che è costretto ad uccidere per non essere ucciso, affermando che la colpa non è degli esecutori, ma dei mandanti, di chi sta in cima alla catena della morte. Dopo aver elogiato la Regione Toscana, def inita come «quella che fa di più per coloro che hanno bisogno», ha richiamato il progetto regionale per far curare negli ospedali israeliani i bambini palestinesi che non possono ricevere cure nei loro ospedali.
«Voi avete davanti poco passato e solo futuro – ha concluso infine rivolgendosi alle migliaia di giovani sulle tribune del PalaMandela – per questo è importante che ricordiate ciò che avete ascoltato stamani».

 

Aggiornato al:
07.02.2013
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