Agnese e Marco: la fatica della riconciliazione

"Li hanno uccisi perché erano brave persone, facevano il loro dovere, servivano lo Stato e il bene comune". Agnese Moro e Marco Alessandrini hanno usato le stesse parole per testimoniare il loro rapporto con la riconciliazione.

 

Entrambi figli di personalità assassinate negli anni Settanta dai terroristi (lo statista Aldo e il giudice Emilio) hanno raccontato agli ottomila giovani nel Mandelaforum fiorentino come "non sia facile portarsi addosso la condizione di vittima quando si è circondati dall'ignoranza su quelle vicende" (Agnese Moro) e come "sia importante coltivare il vizio della memoria" (Marco Alessandrini).
La figlia di Moro ha sottolineato come suo padre sia stato "annullato perché praticava la via del bene in favore di tutti", Il figlio di Alessandrini ha aggiunto come avesse appena otto anni quando il babbo venne ucciso. Entrambi hanno concordato sulla difficoltà del percorso di riconciliazione : ma "ricordare significa guardare con occhio sereno a quelle vicende lontane" (Agnese Moro) mentre "dialogare con i giovani dà un senso al grande sacrificio dei nostri padri: uccisi perché brave persone che facevano il loro dovere e dimostravano quanto la vita valga la pena di essere vissuta a servizio di ideali grandi".

Aggiornato al:
07.02.2013
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