1974 - 2014. La strage del treno Italicus e la destra neofascista in Toscana

Archivio dell'iniziativa: 9 dicembre 2014 - Spazio Alfieri e Palazzo Sacrati Strozzi, Firenze

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La Regione Toscana e l'Istituto storico per la Resistenza in Toscana organizzano, nell'anno del quarantesimo anniversario della strage del Treno Italicus, una giornata di studio sull'evento, che si terrà il 9 dicembre presso lo Spazio Alfieri e la presidenza della Regione Toscana a Firenze.

Durante la giornata, che verrà aperta dalla Vicepresidente della Giunta regionale della Toscana Stefania Saccardi e dalla storica Monica Galfré, sono previste, alla presenza degli autori Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo, la proiezione del documentario 4 AGOSTO '74 - Italicus, la strage dimenticata e la presentazione di due libri pubblicati recentemente e curati rispettivamente da Roberto Scardova con Paolo Bolognesi e da Luca Innocenti.

Il dibattito, coordinato dal giornalista Stefano Marcelli, vede la partecipazione di Simone Neri Serneri, presidente dell'ISRT, dei magistrati che seguirono i processi, Claudio Nunziata, Leonardo Grassi e Rosario Minna, della giornalista Sandra Bonsanti e di Severino Saccardi, direttore della rivista Testimonianze e consigliere regionale.

Ilaria Cardarelli e Franco Sirotti porteranno il loro racconto rispettivamente come testimone diretto dell'evento e familiare di una delle vittime.

Nell'occasione verranno inoltre presentate le risorse documentarie presenti presso la Regione Toscana riguardanti la strage.

Locandina e programma

L'attentato al treno Italicus.
Alle ore 1,16 del giorno 4 agosto 1974, un ordigno venne fatto esplodere in un compartimento della quinta carrozza (di proprietà delle ferrovie tedesche) dell'Espresso 1486 Roma-Brennero, poco prima dell'uscita della galleria dell'Appennino, e in prossimità della stazione di San Benedetto di Sambro, dove il treno fu fermato.

Nell'attentato morirono 12 persone, e quasi 50 rimasero ferite.

L'attentato si inserisce all'interno di quella che fu definita "strategia della tensione" e che, attraverso il ricorso ad uno stillicidio di attentati e a stragi, volte soprattutto a colpire cittadini inermi, tendeva a minare la convivenza civile e provocare reazioni, che avrebbero portato, attraverso la richiesta del ristabilimento dell'ordine, all'instaurazione di un regime di tipo autoritario.

Dopo la strage di piazza Fontana a Milano, del 12 dicembre 1969, quella del treno Italicus segue di pochi mesi la strage di piazza della Loggia a Brescia, del 28 maggio 1974. Nello stesso anno c'erano stati altri attentati, fortunatamente falliti, alle linee ferroviarie, uno nel gennaio nei pressi di Silvi Marina, e uno nel mese di aprile sulla direttissima Firenze-Bologna, nei pressi di Vaiano.

Le varie indagini e i numerosi procedimenti giudiziari che si sono susseguiti nel corso dei decenni  non sono riusciti a determinare e condannare in via definitiva né i mandanti né gli esecutori dell'attentato al treno Italicus. Anche alcuni neofascisti, quali Mario Tuti, e Luciano Franci, condannati all'ergastolo dalla Corte di assise di appello di Bologna, nel 1985, sono poi stati assolti successivamente e in via definitiva. Anche la vicenda giudiziaria che ha riguardato l'Italicus, ha incontrato le stesse difficoltà nell'accertamento delle responsabilità che sono state riscontrate in occasione delle altre stragi compiute in Italia, soprattutto a causa dei depistaggi e delle protezioni operati dagli appartenenti ai vari servizi segreti. Nonostante nel corso del tempo sia ormai stato ricostruito il contesto storico-politico nel quale anche l'attentato al treno Italicus si inseriva, e sia ormai confermata la matrice neofascista, soprattutto per quanto riguarda, gli esecutori materiali, attualmente e a distanza di tanti anni non si è arrivati ad una verità giudiziaria, nonostante l'impegno profuso da tanti magistrati nei vari procedimenti giudiziari. E' necessario però sottolineare che proprio i vari procedimenti giudiziario hanno contribuito alla ricostruzione del contesto complessivo delle stragi e a indicarne la matrice politica. Oltreché accertare i depistaggi compiuti.

Documentazione su terrorismo e antidemocrazia presente presso il Centro di documentazione Cultura della Legalità Democratica.

URL breve della pagina: www.regione.toscana.it/strageitalicus

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Aggiornato al:
14.04.2015