'Tiziano aveva deciso di parlare solo ai giovani'

"Dopo l'11 settembre Tiziano aveva deciso di non parlare più agli adulti: hanno idee fisse, non hanno voglia di cercare la verità. Aveva deciso di parlare solo ai giovani. Quando è uscito il suo libro 'Lettere contro la guerra', invece che presentarlo nelle librerie e nei circoli della stampa, ha cominciato ad andare nelle scuole, nelle università. Certo non avrebbe mai immaginato di parlare a una folla così oceanica, e ne sarebbe stato felicissimo. Vi ringrazio di essere venuti". E' uno scroscio di applausi quello che accoglie Angela Staude Terzani, che assieme al figlio Folco è venuta al Palasport per portare la sua testimonianza sulla vita del marito, morto pochi mesi fa.
"Tiziano aveva deciso - racconta Angela ai ragazzi - che il cancro, ma anche tante altre malattie, per esempio la depressione, dipendono da un modo di vivere che non è sano: correre dietro ai soldi, alla carriera. Per questo si è ritirato ed è andato a vivere sui monti dell'Himalaya. Aveva anche capito che non bastava dire no alla guerra e alla violenza, ma bisognava trovare ragioni morali dentro di sé. E diceva sempre ai ragazzi: se avete la scelta tra una via che porta in alto e una che porta in basso, scegliete quella che porta in alto, vi troverete sempre bene".
Alla domanda di Gad Lerner sul perché della scelta di far crescere i figli non in Occidente, ma dalla parte opposta del mondo, Angela spiega: "Tiziano voleva conoscere la Cina, che aveva trovato risposte completamente diverse, che potevano essere reali alternative alle soluzioni trovate dall'America. Siamo stati trent'anni in Asia, ma tutti quei regimi che avevano cercato di trovare risposte loro, le hanno abbandonate per andare dietro all'America. Oggi probabilmente Tiziano sarebbe andato in Usa, per cercare di capire le ragioni del loro comportamento".
Folco Terzani richiama i ragazzi alla necessità di fare silenzio, pensare, riflettere. "Bisogna fare digiuno di tutta l'informazione, perché non sappiamo più cosa pensare. Mio babbo diceva che la cosa più grave è che nessuno sa più cosa fare. Allora fermiamoci, facciamo silenzio per sentire noi stessi. Le cose bisogna sentirle dentro di noi. Quando si sentono, allora si può agire. Quando ci portava in giro con sé, il mio babbo ci insegnava sempre: invece di preoccuparti dei problemi del mondo, preoccupati della persona che vedi davanti a te, del barbone che incontri per strada. Di tutto quello che vediamo alla tv, sui giornali, alla fine non ci importa più niente. Allora bisogna fare silenzio, pensare, riflettere, espandere la nostra coscienza, capire cosa sta succedendo intorno a noi. I politici non hanno più il tempo per pensare: appena succede qualcosa, devono essere subito in tv a dire la loro. Mio babbo si era ritirato in una baita sull'Himalaya, e c'è stato per diversi anni, in silenzio, senza televisione, telefono, strade. Per sentire i ritmi della natura, la grandezza di quello che aveva intorno. Quando noi leggevamo i libri che scriveva da lì, ci chiedevamo: ma che punto di vista è questo? Era il punto di vista dalla cima di una montagna. C'è bisogno di silenzio e di digiuno dall'informazione per sentire il nostro cuore e i nostri sentimenti".
L'ultima domanda di Gad Lerner è per Angela, sulla scelta che Tiziano aveva fatto di allontanarsi dal mondo e di vivere in solitudine. "Anche in una coppia, si è sempre due individui - è la risposta - Io sapevo chi avevo sposato, e tutte le volte che Tiziano voleva partire è partito. Ma quando ha sentito che la vita stava per finire, è voluto tornare là dove si sentiva a casa. La Toscana era la sua àncora. Ha misurato il mondo, l'ha studiato, da fiorentino. Era molto orgoglioso di appartenere a questa terra, che, io che sono tedesca lo posso dire, è una delle più belle del mondo. Alla fine è tornato, e il cerchio si è chiuso: stamani, ancora di più".

Aggiornato al:
16.10.2008
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