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Professioni intellettuali regolamentate

Professioni intellettuali regolamentate

Sono le professioni non organizzate in Ordini e Collegi, disciplinate dalla legge n. 4/2013. Includono anche numerose professioni dell'area sanitaria senza Ordini o Collegi, ma regolate da specifici decreti ministeriali.


Per professione non organizzata in ordini o collegi si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 "Esercizio delle professioni intellettuali" del Codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative. E' questa la definizione di professione intellettuale non organizzata in ordini e collegi che individua la legge n. 4 del 14 gennaio 2013 "Disposizioni in materia di professioni non organizzate" (in vigore dal 10 febbraio 2013), al comma 2  dell'articolo 1.

Le professioni regolamentate (non organizzate in Ordini o Collegi), di area economico-giuridica, tecnica e sociale-sanitaria, sono rappresentate nella Commissione dei soggetti professionali

1. Periti ed esperti giiudiziari
2. Tributarista
3. Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
4. Musicoterapeuta
5. Psicomotricista
6. Operatore Shiatzu
7. Insegnante Metodo Feldenkrais
8. Armonizzatore familiare
9. Counsellor


Associazioni delle professioni regolamentate: principi e codice di condotta
L'articolo 2 della legge 4/2013 stabilisce che coloro che esercitano le professioni non orgnaizzate in collegi o ordini, "possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza".

Gli statuti delle associazioni e le clausole associative garantiscono, a norma dell'articolo 2:

  • la trasparenza delle attività e degli assetti associativi
  • la dialettica democratica tra gli associati
  • l'osservanza dei principi deontologici
  • una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione.

Le associazioni adottano un Codice di condotta ai sensi dell'articolo 27-bis "Codici di condotta" del Codice del consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206), vigilano sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni al codice di condotta.
 

Attività delle associazioni delle professioni non organizzate
Le associazioni professionali promuovono

  • la formazione permanente dei propri iscritti, anche attraverso specifiche iniziative
  • forme di garanzia a tutela dell'utente, tra cui l'attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell'art. 27-ter del codice del consumo, nonchè ottenere informazioni relative all'attività professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.


Elenco delle associazioni professionali

Sul sito web del Ministero dello Sviluppo economico è pubblicato, come prevede la normativa, un "Elenco delle associazioni professionali" che dichiarano di possedere le caratteristiche previste dall'articolo 2 "Associazioni professionali",  dall'articolo 4 "Pubblicità delle associazioni professionali", dall'articolo 5  segue >>>


Ultima modifica: 21/07/2017 15:14:26 - Id: 14226954