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Centri per l’impiego

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Stato di disoccupazione

Stato di disoccupazione

Registrazione dello stato di disoccupazione e rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)

Ai sensi della normativa vigente sono considerate disoccupate le persone  in possesso di entrambi i seguenti requisiti:

  • essere privi di impiego
  • dichiarare la propria  immediata disponibilità a svolgere un'attività lavorativa e a partecipare alle misure di politica attiva del lavoro: dichiarazione immediata disponibilità DID

Come acquisire lo stato di disoccupazione

 

Soggetti privi di Impiego
Si considerano privi di impiego i soggetti che non svolgono alcuna forma di attività lavorativa subordinata, parasubordinata o autonoma. A tale scopo sono da ritenersi equiparati al lavoro autonomo il lavoro occasionale non accessorio e l'esercizio d'impresa.
Il lavoro accessorio è invece compatibile con lo stato di disoccupazione - articolo 49 "Disciplina del lavoro accessorio" comma 4 decreto legislativo n. 81/2015  "Disciplina  organica  dei  contratti  di  lavoro  e  revisione  della  normativa in  tema  di  mansioni,  a  norma  dell'articolo 1,  comma  7,  della legge  10 dicembre 2014, n. 183" (cosiddetto Jobs act ) - , così come le attività che non costituiscono rapporto di lavoro, ancorché  remunerate, quali ad esempio  tirocini, work experience, borse lavoro e  attività di pubblica utilità. 

Sono considerati privi d'impiego anche i soggetti in possesso di partita IVA non movimentata negli ultimi 12 mesi.

 

Rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro
Per acquisire formalmente lo stato di disoccupazione, una persona priva di impiego deve rilasciare la DID.

Il Ministero ha previsto una fase transitoria del rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID on line) sul portale nazionale delle politiche del lavoro accessibile dal sito ANPAL fino al 30 novembre 2017.

Durante il periodo transitorio l'utente può rilasciare la DID secondo le seguenti modalità:

I disoccupati che presentino all'INPS domanda di NASPI, DIS-COLL o domanda di indennità di mobilità, non sono tenuti ad effettuare ulteriori adempimenti e sono automaticamente registrati come disoccupati.

Lo stato di disoccupazione decorre dal giorno in cui viene rilasciata la DID.

Allo scopo di confermare lo stato di disoccupazione, entro 30 giorni dalla data di presentazione della DID (15 giorni se è collegata ad una domanda di prestazione di sostegno al reddito), il lavoratore deve contattare il Centro per l'Impiego per la stipula di un Patto di Servizio Personalizzato.

Non possono rilasciare la DID

  • gli utenti che frequentano un regolare corso di studi (secondari superiori o universitari) incompatibile con l'immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro, ad eccezione degli studenti disabili ai sensi della ex L.68/99;

  • i minori di 18 anni che non hanno assolto all'obbligo scolastico e formativo;

  • i titolari di attività commerciale, artigianale ecc.. in quanto non "privi di impiego";

  • i titolari di partita Iva con movimentazioni negli ultimi 12 mesi precedenti il rilascio della DID;

  • i percettori di pensione di anzianità e di vecchiaia;
     

Centro per l'Impiego di riferimento

  • Per i soggetti percettori di NASpI, DIS-COLL e indennità di Mobilità, il centro per l'impiego di riferimento, presso il quale deve essere stipulato il patto di servizio, è quello del domicilio del lavoratore, come risultante dalla domanda inviata all'INPS.
  • Gli utenti non percettori di ammortizzatori, residenti nel territorio nazionale, possono invece scegliere il centro per l'impiego di riferimento, a prescindere dalla Regione o Provincia Autonoma di residenza (art. 11,  comma 1, lettera. c) del D.Lgs 150/15).
  • I soggetti ex L. 68/99 possono iscriversi in un solo CPI nel territorio dello Stato ad eccezione dei centralinisti telefonici ex L. 113/85, come stabilito dal punto 2 della Circolare del MLPS n. 7 dell'11.02.2016.

Per consultare l'elenco dei Centri per l'Impiego della Regione Toscana clicca qui

 

Mantenimento, sospensione e perdita dello stato di disoccupazione

Una persona che ha rilasciato la DID, ha sottoscritto il patto di servizio personalizzato e continua a essere priva di impiego, per mantenere lo stato di disoccupazione dovrà presentarsi al CPI quando viene convocata e partecipare  alle attività concordate nel Patto, giustificando una eventuale assenza entro i tempi e con le modalità stabilite con nota del Ministero del Lavoro n.3374 del. 04/03/2016.

Lo stato di disoccupazione  è sospeso nel caso in cui il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato che abbia una durata non superiore a sei mesi.

La perdita dello stato di disoccupazione è determinata:

  1. a seguito di avvio di una attività lavorativa incompatibile con lo stato di disoccupazione (lavoro autonomo, tempo indeterminato, tempo determinato di durata superiore a 6 mesi).  Il lavoratore potrà rilasciare una nuova DID solo dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
  2. a seguito della mancata sottoscrizione e mancato rispetto del Patto di servizio personalizzato come indicato al punto 7.2 della DGR 117/2015. Il lavoratore non potrà rilasciare una nuova DID prima che siano decorsi due mesi dalla data di cancellazione.

Attenzione: Il lavoratore che fruisce di ammortizzatori sociali legati allo stato di disoccupazione soggiace agli obblighi e alle sanzioni previsti dall'art. 21 commi 7,8 e 9 del D.lgs. 150/15.

 

Condizione di "non occupazione" per prestazioni di carattere socio-sanitario

Per beneficiare di prestazioni di carattere sociale, ivi incluse quelle legate all'esenzione del ticket,  NON è più NECESSARIO rivolgersi al Centro per l'impiego per rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e registrarsi come disoccupato ma è possibile semplicemente auto-dichiarare la condizione di "non occupazione". 

L'art.19 comma 7 del D.lgs.150 prevede infatti che tutte le disposizioni nazionali e regionali, oltre che i regolamenti comunali, che fanno riferimento al requisito "soggettivo" dello "stato di disoccupato", che implica una immediata disponibilità delle persone alla ricerca di un lavoro, devono intendersi riferite alla condizione "oggettiva" di "non occupazione", ovvero che il cittadino sia "privo di lavoro".

Tale condizione, necessaria per usufruire di prestazioni di carattere sociale, potrà essere dichiarata dal cittadino con dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui all'art. 47 del DPR 445/2000.
Le Pubbliche Amministrazioni non ancora abilitate per l'accesso al Sistema Informativo Lavoro della Regione Toscana potranno rivolgersi direttamente ai competenti Centri per l'impiego per effettuare il controllo a campione della condizione di "non occupazione" auto-dichiarata dai cittadini richiedenti prestazioni di carattere sociale.

La Circolare Ministeriale n.34/2015 ha chiarito che è in condizione di "non occupazione" chi non svolge  attività lavorativa, in forma subordinata , parasubordinata o autonoma ovvero chi, pur svolgendo una tale attività, ne ricavi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione.

 

Normativa di riferimento

  • Delibera G.R. n. 1157 del 22/11/2016 - Disposizioni organizzative per l'applicazione delle norme in materia di politiche attive del lavoro di cui agli articoli 19, 20 e 21 del D.Lgs. 14/09/2015, n. 150 e s.m.i. in conformità al Dlgs. 24 settembre 2016, n. 185.
  • Decreto Legislativo n. 185 del 24/09/2016 - Disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi 15 giugno 2015, n. 81 e 14 settembre 2015, nn. 148, 149, 150 e 151, a norma dell'articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
  • D.G.R. 117 del 23/02/2016 - Prime disposizioni organizzative per l'applicazione delle norme in materia di politiche attive del lavoro di cui agli articoli 19, 20 e 21 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
  • Circolare Ministeriale n.34 del 23/12/2015 - D. Lgs. n. 150/2015 recante "disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183" – prime indicazioni.
  • Decreto Legislativo n. 150 del 14/09/2015 Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

 

Modulistica

 

Comunicazioni fra Regione Toscana, cittadini, imprese e associazioni

Invio dei documenti informatici
Un cittadino, un'impresa o un'associazione che vuole trasmettere una comunicazione a Regione Toscana in via telematica, può usare uno di questi due canali:

  • il sistema web Apaci (Amministrazione pubblica aperta a cittadini e imprese) - collegandosi a http://www.regione.toscana.it/apaci e selezionando come amministrazione destinataria "Regione Toscana Giunta"
  • PEC (Posta elettronica certificata) -  indirizzando le comunicazioni alla casella istituzionale di Regione Toscana  regionetoscana@postacert.toscana.it solo da caselle PEC.

 

Conferma della consegna dei documenti informatici a Regione Toscana
Il mittente per sapere se la comunicazione è stata correttamente inviata e ricevuta, deve:

  • in caso di utilizzo del sistema Apaci: verificare su Apaci che la comunicazione sia nello stato Ricevuta;
  • in caso di utilizzo di PEC: essere in possesso della ricevuta di avvenuta consegna sulla propria casella PEC.

Apaci inoltre comunica al mittente anche il numero di protocollo che viene assegnato al documento inviato a Regione Toscana.

Domicilio digitale
Nel momento in cui si utilizzeranno i due canali telematici (Apaci o PEC), le comunicazioni di Regione Toscana verranno indirizzate all'indirizzo di posta inserito in fase di registrazione su Apaci o all'indirizzo PEC utilizzati per l'invio.
Pertanto è necessario che l'utente utilizzi indirizzi attivi e presidiati sui quali riceverà e dovrà visionare le comunicazione inviate da Regione Toscana.

Documenti di Regione Toscana con firma digitale
I documenti informatici inviati da Regione Toscana sono dotati di firma digitale che ne sancisce la validità, l'autenticità e l'integrità.
Il formato di firma utilizzato è .p7m.

Attraverso programmi di verifica possono essere visualizzati i dati relativi alle firme e possono essere estratti i contenuti del documento. Alcuni programmi di verifica possono essere installati sul proprio computer gratuitamente e limitatamente a un uso non professionale, fra essi alcuni sono indicati nella apposita pagina del portale dell'Agenzia per l'Italia Digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri

 


Ultima modifica: 22/11/2017 16:38:12 - Id: 13588286