Equipaggiamento

In questa pagina si cerca di riportare una serie di suggerimenti che possono aiutare a raggiungere il risultato tanto agognato. Lo zaino perfetto, chimera e sogno di ogni pellegrino.
Nell'indispensabile si elenca tutto quanto è davvero necessario. E' un elenco ragionato nell'ottica della massima riduzione del peso.

Nell'utile si amplia il primo elenco per venire incontro a chi non ritiene di potercela fare con poca
roba. Il consiglio, da pellegrino a pellegrino, è quello di cercare di farcela comunque con
l'indispensabile. Nell'elenco degli optional, che dipende dai gusti e dalle esigenze personali, si
aggiungono un po' di cose: è un elenco aperto a seconda degli interessi personali. Anche per questo terzo elenco si consiglia una attenta e ripetuta riflessione, evitando il sovraccarico dopo aver valutato le reali esigenze.

Per il neo-pellegrino, magari con poche esperienze escursionistiche o scout, la realizzazione dello zaino potrà comportare qualche incertezza, ma sarà un utile e divertente esercizio sia di tecnica sia di scoperta di se stessi. Prima di acquistare qualsiasi oggetto si consiglia di approfondirne gli aspetti tecnici e funzionali in base alle proprie reali esigenze. Per evitare di prendere oggetti inutili cercate il consiglio di amici veramente esperti, navigate bene su internet (chi sa navigare approda a tutte le spiagge), valutate l'offerta commerciale e infine scegliete con la vostra testa.

Il pellegrinaggio è anche essenzialità e semplicità che non vuol dire superficialità, ma esattamente il suo contrario ed uno dei primi passi può partire da qui. Su tutto valga la frase di Saint-Exupery: "In ogni cosa la perfezione è raggiunta non quando non c'è più nulla da aggiungere ma quando non c'è più niente da eliminare".

Equipaggiamento: lo zaino

L'indispensabile
 

  • 1 zaino (40+10 litri)

Più lo zaino è piccolo meno lo si può riempire: diventa quindi più facile ridurre il quantitativo di
materiale che ci si porta via se la capacità è ridotta. È importante non avere più di 7/8 kg con sé, a cui di solito si aggiunge il peso dell'acqua e di un po' di cibo per il cammino quotidiano.
La capacità di 40 litri è quella giusta per il vero pellegrino essenziale. Con 50 litri si ha un po' più di spazio. 60 litri sono eccessivi e lo zaino rischia di diventare pesante anche per un uomo  robusto. Quando si prova uno zaino bisogna farlo con del peso dentro. La sensazione cambia radicalmente e si può valutare meglio l'effettiva portabilità e aderenza alla schiena. Cercate uno zaino con sistema di aerazione dietro la schiena, come un distanziale in rete o altri sistemi e materiali più sofisticati. Gli zaini con il basto rigido sono ormai superati e hanno sempre avuto limiti adattandosi solo a poche schiene. Esistono ora schienali con ottimi sistemi di regolazione
che si adattano alla lunghezza del busto permettendo il buon uso degli spallacci e della cintura lombare. Una perfetta regolazione è alla base della portabilità dello zaino. Il peso dello zaino deve poter essere scaricato in massima parte sulla cintura lombare e lo zaino essere portato dalle gambe più che dalle spalle.

  • 1 sacco a pelo

Generalmente dalla primavera all'autunno non è necessario portarsi dietro un sacco a pelo in piuma (che può pesare anche 2 kg). Esistono naturalmente anche sacchi in piuma più leggeri con isolamenti termici che diminuiscono a seconda del peso. La piuma rimane il miglior materiale per durata, comprimibilità e peso (a parità di peso è più isolante) e disperde rapidamente l'umidità corporea. Attualmente sono stati studiati ottimi materiali sintetici che hanno, rispetto alla piuma, la caratteristica di essere più facili da lavare (la piuma richiede particolare attenzione nell'asciugatura) e di asciugare più rapidamente. Costano generalmente anche meno. Quindi se non si cerca il sacco a pelo perfetto ed eterno vanno bene i sintetici. .

  • 1 torcia elettrica

Quella frontale (da "testa") può essere una buona scelta: piccola, leggera e comoda permettendo di tenere le mani libere. Verificare bene il tipo di pila. Alcuni modelli usano pile che non sono sempre reperibili e sono oltretutto i modelli di torcia più costosi.

  • 1 borraccia d'acqua da 1 litro o due da mezzo litro

La cosa migliore è agganciarle alla cintura per averle comode. Esistono anche le sacche d'idratazione, sacchetti flosci con tubicino per succhiare l'acqua senza dover estrarre la borraccia dallo zaino.

  • 1 poncho impermeabile

Sono da preferire i modelli con l'apertura davanti. Sono comodi quando li si indossa e, quando
l'intensità della pioggia cala, possono essere aperti evitando di sudare troppo, e gettati sulle spalle come mantelli possono continuare a coprire solo lo zaino. Da Decathlon ci sono modelli di buona qualità e buon prezzo.

  • 1 maglia in pile

Media pesantezza. È il capo ideale. Ha un'alta resa termica e ha un peso molto ridotto. Piegato e messo in una sacchetto di tela funge da cuscino per la notte. Può essere comodo sceglierne un modello con l'apertura a giacca. È più versatile.

  • 1 giacca antivento/antipioggia

Classico spessore k-way; esistono infiniti modelli in commercio in goretex o materiali similari più o meno semi-traspiranti. Non c'è bisogno che sia imbottita. In caso di freddo si mette sotto il pile. Cercare di avere garantita la funzione impermeabile e antivento (wind-stopper). Si indossa in caso di pioggerellina sottile e in caso di vento. Per Per la vera pioggia solo il poncho può salvare.

  • 1 pantalone corto per il cammino

C'è chi preferisce camminare sempre con il pantalone lungo o con quello a mezza gamba. In questo caso non portare il pantalone corto. Considerare comunque di avere un pantalone che si usa solo per camminare, di tessuto che si asciughi possibilmente in fretta. Così si potrà pensare di lavarlo ogni 2/3/4 gg. a seconda della necessità e di averlo pronto da indossare già il mattino dopo.

  • 1 maglia per il cammino

Maglia da usare solo per camminare. In microfibra, che permette la rapida asciugatura e l'allontanamento del sudore mentre si cammina sia dopo il lavaggio. Può essere una canottiera o una maglia con le maniche corte. Questo dipende dalle preferenze personali. Camminare con la canottiera comporta il rischio di bruciarsi le spalle (usare eventualmente una crema solare) ma si rimane più freschi e il sudore sotto le ascelle è più ridotto.

  • 1 pantalone lungo con cerniera lampo per trasformarlo in corto

E' il pantalone che si usa solo dopo aver camminato, una volta arrivati all'ospitale e lavati. È
lungo perché può servire se la sera è fresco, se si deve entrare in chiesa o quando sia  opportuno comunque essere un po' più in "ordine". È corto quando il pomeriggio fa ancora caldo e fa piacere restare più freschi e comodi.

  • 1 camicia e/o una maglia con le maniche corte

Sono i capi di abbigliamento che servono dopo aver camminato, una volta arrivati all'ospitale e
lavati. Può convenire averli entrambi. La maglia con le maniche corte per il caldo, la camicia per
coprirsi dal fresco della sera. Se poi dovesse fare molto più fresco si ha sempre il pile. In questo modo si hanno tutti gli strati necessari per il confort termico oltre che "estetico" senza doversi portare dietro anche una felpa che rischia di pesare troppo.

  • 2 capi di biancheria intima

In microfibra asciugano prima. Un terzo slip lo si tiene naturalmente addosso. Volendo si potrebbe anche rischiare e portarsi solo uno slip di ricambio. I rischi sono che non si asciughi o che si perda o lo si dimentichi da qualche parte e allora restare con solo uno può essere "scomodo".

  • 2 calze trekking

Stesso ragionamento degli slip. Si aggiunge che è opportuno scegliere delle calze di buona qualità che garantiscano  la  possibilità  al  piede  di  trovarsi  sempre  asciutto  dentro  la  scarpa.  Varie  marche dichiarano questa qualità ma non tutte ce l'hanno veramente. Quindi attenzione ed esperienza.

  • Maglia e pantaloni per la notte

Basta una maglietta con le maniche corte e un paio di pantaloni (lunghi o corti) molto leggeri.
Ricordatevi che se state facendo un vero pellegrinaggio, vi troverete a dormire negli ospitali e
quindi non sarete quasi mai in stanza da soli; quindi alcune abitudini "sportive" per l'abbigliamento notturno sono improprie.

  • Carta igienica e/o fazzoletti

Della "carta" in tasca serve sempre.

  • 1 telo doccia

In microfibra, leggero. Invece di prendere un asciugamano piccolo e uno grande o, ancora peggio, solo uno piccolo, si consiglia un solo asciugamano grande. La dimensione permette di avvolgerlo in vita uscendo comodamente dalla doccia senza dover fare salti mortali e manovre strane per asciugarsi in fretta e male come invece capita se si porta solo l'asciugamano piccolo.

  • 1 copricapo

Può essere un cappello a falde larghe o un cappellino stile baseball o una bandana o quello che la propria testa sopporta fisicamente e concettualmente. Comunque un copricapo serve a tutti. L'eroe sotto il sole a picco la sera all'ospitale è stracotto.

  • Pulizia personale

Sapone di marsiglia, dentifricio, spazzolino, deodorante. Potrebbe non servire altro per la pulizia personale. Con il sapone di Marsiglia si fa corpo e panni da lavare. Ci sono formulazioni molto buone anche per la pelle e il sapone "secco" è più leggero di quello liquido. Il pellegrino potrebbe aver bisogno del rasoio.

  • Primo pronto soccorso

Considerare che camminando lungo la VF è facile trovare ogni giorno almeno una farmacia. Si può quindi ridurre al minimo il necessario per il primo soccorso pensando di comprare ciò che serve in più solo al momento necessario. Spesso il pronto soccorso degli escursionisti è l'anticamera della pattumiera, pieno di prodotti che non verranno mai usati. Cerotti,  microboccetta con alcool e cotone idrofilo (i fazzolettini disinfettanti finiscono sempre per essere asciutti quella volta che  servono), antistaminico in  pomata ed  eventualmente Bentelan (le punture da insetto possono essere le più pericolose, in particolare in caso di improvviso e non
prevedibile shock anafilattico). Il resto del pronto soccorso dipende dalle esigenze personali e dai medicinali di uso quotidiano o frequente. Si  consigliano anche dei  cerotti per  vesciche. Molti usano i  Compeed. Io non li ho mai trovati funzionali. Preferisco usare cerotti preventivi in tela che ogni mattina, prima della partenza, applico sulle parti del piede che rischiano di avere delle vesciche. Lungo la strada posso poi integrarli se alcuni punti non sono stati considerati; di solito però basta proteggere pochi punti chiave. Da Decatlon vendono dei cerotti in striscia, ritagliabili secondo la lunghezza necessaria. Vengono usati dai runner per riparare i piedi durante le maratone. In questo caso ricordarsi di portare dietro anche delle forbicine.

  • Documenti, soldi, tessera sanitaria, credenziale

 

  • Occhiali

Da lettura e da sole

  • Guida

La VF Toscana è interamente segnalata da cartellonistica e cippi (vedi "segnaletica").

  • Scarpe

Argomento personalissimo. C'è chi va benissimo sempre e solo con un paio di sandali, chi necessita di scarponi alti che proteggano la caviglia dalle storte, chi va bene con gli scarponcini bassi e chi si cambia a metà giornata passando dallo scarponcino al sandalo (tenuto con o senza calza). Un  modello  impermeabile in Goretex garantisce comunque una buona traspirazione e permette di avere il piede  asciutto  in  caso  di  pioggia.  Ovviamente  anche  questo  non  basta  in  caso di acquazzoni  torrenziali; solo uno scarpone da montagna in pelle trattata o in plastica da neve possono garantire completa impermeabilità; consiglio: per asciugare bene l'interno della scarpa la soluzione migliore è mettervi dentro la carta di un giornale perché assorba tutta l'umidità possibile. Le scarpe devono essere collaudate. Non partite mai senza aver fatto un buon numero di km con le scarpe nuove che avete preso.                                                                      
        

L'utile

  • 1 saccolenzuolo

Utile  per  dormire  quando fa  molto  caldo  senza  utilizzare il  sacco  a  pelo.  Non sostituisce però il sacco a pelo perché non garantisce abbastanza protezione dal freddo. Può essere comodo in quanto lavabile facilmente; quindi nei pellegrinaggi prolungati può essere lavato ogni tanto, a differenza del sacco a pelo, rivelandosi un'ottima intercapedine pulibile tra voi e il sacco. È quindi accessorio se portate il sacco a pelo; diventa obbligatorio se non portate il sacco a pelo. Negli ospitali non vi danno il lenzuolo e un sacco personale ove dormire è regola di buona igiene per te e per gli altri. Pellegrini senza sacco lenzuolo o senza sacco a pelo non dovrebbero essere accettati negli ospitali.

  • Ciabatte per doccia

Per fare la doccia potrebbero bastare i sandali che si usano per camminare. A volte però il sandalo lo si vorrebbe avere asciutto come scarpa da riposo. Allora ci si può portare dietro un paio di ciabatte ultraleggere con la funzione esclusiva di isolare il piede dal pavimento della doccia (pratica comunque consigliabile per evitare funghi o altro).

  • Bordone

Il bastone del viandante è un utile strumento in varie occasioni. Anche se recentemente si sta
consolidando l'uso della racchette simili a quelle da sci, chiamate tecnicamente bastoncini
telescopici da trekking o da nord walking, il vero bastone del pellegrino è il bordone in legno.

  • 1 materassino per la notte

Sulla VF può essere necessario. Non tutti gli ospitali per i pellegrini garantiscono una branda o
un letto; a volte ci si può trovare ospitati in un semplice salone parrocchiale.

Per dormire sul morbido esistono varie soluzioni.
C'è il tappetino in poliuretano arrotolabile. Molto economico, molto leggero ma un po' ingombrante e non troppo confortevole in quanto molto sottile. C'è il materassino gonfiabile. Ne esistono di tecnici ma non abbastanza leggeri. Sono ormai in via di abbandono da parte degli escursionisti: si bucano facilmente e sono lunghi da gonfiare. La soluzione migliore è l'autogonfiante. È una via di mezzo tra i due modelli sopra citati. Compresso si riduce a un volume pari alla metà del normale tappetino e aperto si gonfia da solo richiedendo solo
un ultima gonfiata a fiato per dargli la pressione definitiva. È poi molto isolante dal punto di
vista termico. Pesa meno di un materassino gonfiabile e costa di più di uno in poliuretano. Ci sono vari modelli, ma più è leggero e meno è confortevole. La marca migliore in assoluto, che garantisce resistenza e vera autogonfiabilità, è la Therma-A-Rest. Se si pensa di usare tale attrezzatura in varie occasioni è un buon investimento. Io l'ho comprato 10 anni fa e ne ho fatto un uso intenso sia in tenda con gli scout che nei tanti pellegrinaggi. È ancora come nuovo. Bisogna naturalmente seguire le istruzioni per mantenerlo sempre efficiente.

  • 1 giubotto catarinfrangente

Può essere una buona norma precauzionale. Non sono tanti i tratti pericolosi e trafficati sulla VF
ma gli automobilisti purtroppo sono sempre più distratti e arroganti. Può essere utile indossarlo
dove se ne avvverta la necessità.

  • Coltellino
  • Notes e biro
  • 1 crema solare
  • Telefono cellulare + caricabatteria
  • Kit bucato: corda da 6 metri (sottile), 10 mollette o 10 spille da balia.

 

Opzionale

  • Macchina fotografica
  • 1 coprizaino impermeabile

Non è strettamente necessario. Se piove poco si può camminare con la giacca impermeabile e allo zaino basta la sua impermeabilità. Se piove molto serve il poncho che copre quindi anche lo zaino.
 

 

Aggiornato al:
11.04.2018
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15240018