Piani specifici di prevenzione

Le aree boscate individuate tra quelle più a rischio di incendio della regione

Piani specifici di prevenzione: i Comuni interessati:

  • Versilia sud: Camaiore, Massarosa (LU)
  • Pinete litoranee Grosseto e Castiglione della Pescaia: Castiglione della Pescaia, Grosseto, Scarlino (GR)
  • Zona Amiata Val d'Orcia: Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio (SI)
  • Monte Calvana: Barberino di Mugello, Calenzano, Cantagallo, Prato, Vaiano (FI E PO)
  • Area delle Cerbaie: Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte, Fucecchio (PI)
  • Area chianti fiorentino: Greve in Chianti, Impruneta
  • Area colline livornesi: Livorno, Rosignano Marittimo
  • Litorale Pisano-zona Calambrone: Pisa
  • Zona Marina di Vecchiano: Vecchiano (PI)
  • Foresta della Merse: Chiusdino, Monticiano, Murlo, Sovicille (SI)
  • Area Montalbano: Capraia e Limite, Carmignano, Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Quarrata, Serravalle Pistoiese, Vinci (FI-PO-PT)
  • Monte Argentario: Monte Argentario (GR)
  • Comune Montignoso – Area Monti di Ripa: Massa, Montignoso, Pietrasanta, Seravezza (MS e LU)
  • Monti pisani – versante Pisa: Buti, Calci, San Giuliano Terme, Vicopisano (PI)
  • Comune di Orbetello: Orbetello (GR)
  • Comuni di Reggello e Pontassieve: Pontassieve, Reggello (FI)


Materiale

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I Piani di prevenzione degli incendi forestali - Animazione>>
I Piani di prevenzione degli incendi boschivi - Interviste >>



Nell’ultimo decennio la frequenza ed estensione degli incendi boschivi in Toscana è stata influenzata da una spiccata variabilità delle condizioni meteo predisponenti l’innesco e la propagazione del fuoco.

Il cambiamento climatico in atto favorisce fenomeni estremi - quali lunghi periodi aridi, frequenti ondate di calore, giornate con forti venti - che anche in annate poco impegnative per l'Organizzazione AIB regionale possono portare a brevi periodi di tempo caratterizzati da condizioni estremamente favorevoli allo sviluppo di grandi incendi, come nel caso dell'evento di Calci del settembre 2018 (1.300 ettari).

Le profonde modifiche socio economiche degli ultimi decenni hanno favorito un uso residenziale delle aree rurali e un'alterazione del paesaggio; si sono moltiplicate le zone di interfaccia tra urbano e foresta, che spesso non sono gestite dal punto di vista dei combustibili forestali o lo sono in modo molto marginale, con il risultato che la continuità della copertura vegetale ha finito per aumentare esponenzialmente il rischio di incendio per le infrastrutture e la popolazione.

E' evidente che in questi nuovi scenari la sola lotta attiva, per quanto professionale ed efficace, non è più sufficiente e il cambio di strategia impone di agire prioritariamente in chiave preventiva, individuando sul territorio le zone più esposte al rischio incendi boschivi e i punti strategici di gestione, dove effettuare interventi mirati.

E' l'approccio assolutamente innovativo dei Piani Specifici di Prevenzione AIB introdotti dalla legge forestale regionale con il doppio obiettivo di realizzare ambienti dove i potenziali incendi boschivi rimangano all'interno della capacità di estinzione dell'Organizzazione AIB e di proteggere sul posto la vita umana, i beni e le strutture antropiche, evitando evacuazioni che possano costituire un pericolo ancora maggiore per la pubblica incolumità.

Uno staff di tecnici specializzati, sia forestali che di protezione civile, collabora all'elaborazione dei PSP con il compito di esaminare il territorio, il livello di rischio e le tipologie di incendi avvenuti in passato per individuare i punti strategici dove realizzare interventi di prevenzione che garantiscano il miglior bilanciamento tra costi e adeguato trattamento delle superfici.

In un’area ad elevato rischio di incendio forestale si effettua uno studio approfondito del regime storico degli incendi, dell'orografia e delle caratteristiche meteorologiche, soprattutto in relazione ai venti dominanti e all'umidità, infine osservando le strutture vegetazionali nella loro continuità verticale e orizzontale si ha il quadro dei modelli di combustibile e si possono così definire le azioni da mettere in atto (strutture parafuoco, invasi, viabilità di servizio AIB, aree di gestione forestale, fasce di autoprotezione) utili a limitare intensità, severità ed estensione del fuoco.

Questo innovativo percorso è il frutto di un cammino intrapreso da alcuni anni dall'Organizzazione AIB toscana, prendendo parte attiva a progetti di livello europeo - quali Eufofinet, Mefisto, Fire Paradox e Italia Francia-Marittimo - e privilegiando un'intensa attività di scambio di esperienze con le principali realtà AIB presenti in Italia e sulla scena internazionale.

Il confronto costante e la condivisione di temi e di buone pratiche ha portato anche alla sottoscrizione di protocolli operativi con realtà di rilievo assoluto nell'ambito della prevenzione AIB, come la spagnola Fondazione Pau Costa, del cui parere Regione Toscana si avvale prima della validazione di ciascuno dei Piani Specifici di Prevenzione AIB.

La collaborazione avviata con l'Associazione statunitense National Fire Protection (NFPA) è stata, invece, preziosa per avviare un percorso altrettanto importante, quello del coinvolgimento dei cittadini. Per la buona riuscita delle attività di prevenzione occorre la partecipazione della popolazione nella gestione delle opere, affinché i residenti assumano piena consapevolezza del rischio esistente e attivino misure di autoprotezione intorno alle proprietà. A questo scopo i PSP sono accompagnati da un piano di comunicazione, nella convinzione che sia responsabilità di ciascun cittadino, adeguatamente informato, preparare ed adattare le abitazioni per autoproteggersi, contenere l’effetto del passaggio del fuoco e aumentare la sicurezza personale e dei propri beni.

A questo fine la Regione Toscana ha avviato da tempo un percorso di conoscenza delle iniziative di coinvolgimento della popolazione già esistenti in ambito internazionale.

Nel 2018, tramite la Fondazione PAU Costa, è stato organizzato un convegno sulla prevenzione degli incendi boschivi che ha trattato anche il tema del coinvolgimento delle comunità locali nella gestione degli interventi di autoprotezione dagli incendi boschivi.

In particolare il convegno ha visto la partecipazione di personale della National Fire Protection Association, ovvero, l'Ente statunitense di normazione che elabora standard e codici nell'ambito della sicurezza e della prevenzione incendi.

Questi esperti hanno potuto illustrare il programma Firewise che è stato avviato negli anni '90 per coinvolgere i cittadini nelle buone pratiche di autoprotezione, responsabilizzandoli a livello di comunità locali.

La Regione Toscana, condividendo i principi che stanno alla base di questo programma, ha aderito, a partire dal 5 maggio 2018 e per i due anni successivi, alla giornata mondiale che vede tutte le comunità Firewise del mondo impegnate in attività di partecipazione attiva per l'autoprotezione dei propri spazi abitativi.

Recentemente Regione Toscana ha sottoscritto con NFPA un protocollo d'intesa che ha l'obiettivo di rafforzare e dare continuità alla collaborazione tra le due organizzazioni per quanto riguarda il contesto delle zone di interfaccia urbano-foresta e le azioni di educazione e mitigazione del rischio di incendio boschivo nei rispettivi Paesi.

 

Aggiornato al:
09.02.2021
Article ID:
38983820