Covid-19, proposte Commissione UE per modificare le limitazioni della libertà di circolazione

La Commissione ha proposto un aggiornamento della raccomandazione del Consiglio europeo che coordina le misure che incidono sulla libera circolazione nell'Unione europea. La proposta fa parte dell'impegno dalla Commissione per migliorare il coordinamento e la comunicazione delle misure relative ai viaggi a livello dell'UE.

Alla luce delle nuove varianti coronavirus e dell'elevato numero di nuove infezioni in molti Stati membri, è necessario scoraggiare fortemente i viaggi non essenziali, evitando nel contempo la chiusura delle frontiere o divieti di viaggio generalizzati e garantendo che il funzionamento del mercato unico e delle catene di approvvigionamento rimanga ininterrotto.

Occorre pertanto un'ulteriore azione mirata per garantire un approccio coordinato alle misure che limitano la libera circolazione all'interno dell'UE.

La proposta della Commissione UE prevede un coordinamento aggiuntivo in due settori in cui gli Stati membri hanno già convenuto di collaborare:

1.    aggiornamento del codice cromatico concordato per la mappatura delle zone a rischio;

2.    applicazione di misure più rigorose ai viaggiatori provenienti da zone a più alto rischio.

Aggiornamento del codice cromatico comune
Oltre ai colori esistenti (verde, arancione, rosso e grigio), la Commissione propone di aggiungere il "rosso scuro" per indicare le zone in cui il virus circola a livelli molto elevati, ossia le zone il cui tasso di notifica su 14 giorni è superiore a 500 per 100 000 abitanti.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) continuerà a pubblicare versioni aggiornate della mappa in base ai dati forniti dagli Stati membri.

Misure più rigorose per i viaggiatori provenienti da zone a più alto rischio
La Commissione propone di scoraggiare fortemente tutti i viaggi non essenziali fino a quando la situazione epidemiologica non sarà notevolmente migliorata. Ciò riguarda specialmente i viaggi diretti alle zone "rosso scuro" e provenienti dalle stesse. Nell'adottare queste misure, gli Stati membri dovrebbero garantire la coerenza con le misure che applicano agli spostamenti all'interno del loro territorio.

Gli Stati membri dovrebbero sottoporre i viaggiatori di ritorno da una zona "rosso scuro" a:

- test prima dell'arrivo;

- quarantena come raccomandata dal comitato per la sicurezza sanitaria e praticata da vari Stati membri.

In considerazione dei rischi connessi a numeri molto elevati di nuove infezioni, la Commissione UE raccomanda, sulla base degli orientamenti dell'ECDC, di rafforzare i test e la tracciabilità e aumentare la sorveglianza e la sequenziamento dei casi di COVID-19 per raccogliere informazioni sulla diffusione di nuove varianti più infettive del Coronavirus.

Chi vive nelle regioni frontaliere dovrebbe essere esentato da alcune limitazioni dei viaggi: se deve attraversare spesso la frontiera, ad esempio per motivi familiari o di lavoro, non dovrebbe essere sottoposto a quarantena e la frequenza dei test richiesta dovrebbe essere proporzionata.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre cercare di evitare interruzioni dei viaggi essenziali, in particolare mantenere mobili i flussi di trasporto secondo il sistema delle "corsie verdi" ed evitare perturbazioni della catena di approvvigionamento.

Oltre agli aggiornamenti proposti sui viaggi all'interno dell'UE, la Commissione ha adottato una proposta volta ad aggiornare la raccomandazione del Consiglio sui viaggi nell'UE in provenienza da paesi terzi.

Sito ReOpenEU.

Aggiornato al:
16.02.2021
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