Procedure di partecipazione per il piano regionale cave

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  • Si informa che il percorso partecipativo sul piano cave è concluso. Il 25 febbraio è stata adottata dalla Giunta regionale, e inviata formalmente al Consiglio, la proposta di Piano regionale cave come previsto dall'articolo 7 della legge regionale 35 del 2015. La proposta fa seguito ad un ampio lavoro di concertazione che ha coinvolto ANCI, le parti sociali e datoriali e consentito di recepire una serie di indicazioni presentate dai vari soggetti interessati. La proposta di piano sarà ora esaminata dalla competente commissione consiliare ai fini dell'adozione da parte del Consiglio regionale, a cui seguirà la possibilità di formulare osservazioni. La proposta della Giunta è visionabile su www.regione.toscana.it/-/piano-regionale-cave-proposta-di-adozione
    Dopo la delibera di adozione da parte del Consiglio Regionale si aprirà la fase delle osservazioni della quale sarà data tempestiva notizia sulla pagina del Garante.
  • Si comunica che i contributi relativi al Piano Cave che saranno trasmessi entro la data del 19 gennaio 2018 saranno valutati ai fini della presentazione della proposta di piano regionale cave
  • Slides  utilizzate come presentazione negli incontri sul piano cave

 

Si fornisce una breve sintesi dei contenuti del piano estratta dal documento di avvio per agevolare la comprensione del piano da parte di tutti.

Sintesi e contenuti del PRC

Il PRC è il nuovo piano regionale cave previsto dall'art. 6 della l.r. 35/2015 Disposizioni in materia di cave. È strumento di pianificazione territoriale, costituisce parte del PIT ed è definito quale piano settoriale con il quale la Regione persegue le finalità di tutela, valorizzazione, utilizzo dei materiali di cava in una prospettiva di sviluppo durevole e sostenibile.

Obiettivi
Il PRC avrà come riferimento tre obiettivi generali quali pilastri fondanti delle politiche del settore:
1. l'approvvigionamento sostenibile e tutela delle risorse minerarie:
1.1. Il Piano è volto in primo luogo a promuovere l'approvvigionamento sostenibile delle risorse minerarie, attraverso il reperimento in loco delle materie prime. Il perseguimento dell'autosufficienza locale consentirà di ridurre conseguentemente la dipendenza dalle importazioni e quindi di ridurre gli oneri ed i rischi ambientali;
1.2. Al fine di tutelare le risorse minerarie risulta necessario migliorare la conoscenza, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, dei materiali lapidei presenti nel territorio;
1.3. la disponibilità delle risorse minerarie non dovrebbe essere compromessa da usi impropri;

2. la sostenibilità ambientale e territoriale:
2.1. il Piano intende minimizzare gli impatti ambientali e territoriali che possono derivare dalle attività estrattive;
2.2. verrà promosso in primo luogo l'impiego di materiali recuperabili, in modo da ridurre il consumo della risorsa mineraria di nuova estrazione;
2.3. per la localizzazione delle attività estrattive saranno privilegiati i siti già autorizzati, i siti estrattivi dismessi e le aree degradate;
2.4. saranno promosse modalità di coltivazione dei siti estrattivi, tali da non compromettere in modo irreversibile gli equilibri ambientali presenti;

3. la sostenibilità economica e sociale:
3.1. le attività estrattive possono generare reddito e lavoro e possono garantire condizioni di benessere delle comunità;
3.2. il Piano sarà volto a sostenere e valorizzare le filiere produttive locali e a promuovere la responsabilità sociale ed ambientale delle imprese anche attraverso la promozione di prodotti lapidei ecosostenibili.

Contenuti
I contenuti del PRC sono definiti dall'art. 7 della legge regionale 35/2015 e sono così sintetizzabili:
- un quadro conoscitivo delle risorse presenti nel territorio, dei siti estrattivi in esercizio e delle tipologie dei materiali estratti, la stima delle quantità dei materiali riutilizzabili, le cave di materiali ornamentali storici, i siti estrattivi dismessi, l'analisi dell'andamento economico del settore, le proiezioni di mercato relative alle tipologie di materiali in un quadro di sostenibilità ambientale.
- l'individuazione dei giacimenti in cui possono essere localizzate le aree a destinazione estrattiva;
- i comprensori estrattivi e gli obiettivi di produzione sostenibile;
- i criteri al fine della localizzazione da parte dei comuni delle aree a destinazione estrattiva;
- la stima dei fabbisogni a scala regionale;
- gli obiettivi di produzione sostenibile;
- i criteri per l'esercizio dell'attività estrattiva;
- i criteri per il ripristino ambientale dei siti di cava;
- gli indirizzi per la valorizzazione dei materiali da estrazione, per lo sviluppo ed il sostegno delle filiere produttive e per la gestione sostenibile dei siti estrattivi, per il coordinamento delle attività estrattive nei siti estrattivi contermini al fine di assicurare le condizioni di sicurezza, per il recupero dei siti estrattivi dismessi, per la coltivazione in galleria dei materiali, per la tutela e la coltivazione dei materiali ornamentali storici.
 

Il Piano regionale cave nel sistema della governance
La legge regionale n. 35/2015 ha ridisegnato la struttura organizzativa in materia di pianificazione del settore estrattivo. Con il nuovo PRC vengono assorbite molte delle funzioni di pianificazione che prima erano svolte dalle Province attraverso i Piani provinciali.

Il piano cave formulerà una stima dei fabbisogni delle varie tipologie di materiali su scala regionale, individuerà quelle aree geografiche contraddistinte da caratteristiche geologiche simili che costituiranno i comprensori, ed al loro interno saranno individuati i giacimenti potenzialmente escavabili. Per ciascun  comprensorio saranno definiti gli obiettivi di produzione sostenibile.

Il PRC ha anche il compito di definire i criteri per i comuni affinché questi possano individuare le aree a destinazione estrattiva: queste sono le zone individuate dal comune nel Piano Operativo entro le quali può essere rilasciata l'autorizzazione alla coltivazione delle cave e che saranno oggetto di una proposta condivisa tra i comuni del comprensorio finalizzata a ripartire le quote di produzione.

In sostanza la Regione tramite il PRC individua degli ambiti in cui è riscontrabile oggettivamente la presenza di materiale coltivabile e definisce le regole per la tutela e l'approvvigionamento dei materiali di cava.
Il Comune invece, definisce nel dettaglio le zone escavabili e rilascia le autorizzazioni alla coltivazione delle cave.

Al fine di tutelare le risorse minerarie, ed affinché la disponibilità delle stesse non venga compromessa da usi impropri non coerenti con la finalità di far fronte ai fabbisogni di minerali di cava nell'immediato e nel futuro, i giacimenti individuati dal PRC costituiranno invarianti strutturali ai sensi dell'art. 5 della l.r. 65/2014 Norme per il governo del territorio.
L'individuazione dei giacimenti e le prescrizioni dirette a garantire la gestione sostenibile della risorsa estrattiva, nonché i comprensori estrattivi e gli obiettivi di produzione sostenibile individuati per ciascun comprensorio insieme alla stima dei fabbisogni relativamente alla tipologia di materiali da estrarre, avranno effetto prescrittivo in materia di pianificazione territoriale ai sensi dell'art. 88, comma 7 della l.r. 65/2014 .

Nel contesto apuano il Piano del Parco delle Alpi Apuane si configurerà come un piano integrato comprensivo anche della localizzazione e della disciplina delle aree contigue di cava in cui si possono svolgere le attività di coltivazione dei marmi e della pietra del Cardoso ed il PRC definirà gli obiettivi di produzione sostenibile in relazione ai fabbisogni e agli indirizzi per l'esercizio delle attività estrattive. 

Negli agri marmiferi appartenenti ai Comuni di Massa e di Carrara le attività estrattive restano disciplinate dagli appositi regolamenti comunali previsti dalla normativa nazionale.

Tenendo conto della natura non rinnovabile dei materiali, il Piano Regionale Cave privilegerà l'uso di materiali alternativi non pericolosi che risulteranno suscettibili di utilizzo.

Il PRC sosterrà e valorizzerà le filiere produttive locali in quanto capaci di generare reddito e lavoro e in quanto capaci di garantire condizioni di benessere alle comunità.

Procedure di partecipazione
Le procedure di approvazione del Piano regionale cave seguono l'iter previsto dal Titolo II della legge regionale n. 65 del 10 novembre 2014 in materia di governo del territorio, oltre a conformarsi a quanto previsto dalla normativa in materia di programmazione (l.r. 1/2015) e dalla legge regionale n. 10 del 12 febbraio 2010 per quanto riguarda il processo di Valutazione Ambientale Strategica.

Il PRC sarà elaborato dando opportuno spazio ai momenti di confronto, concertazione, informazione e partecipazione secondo quanto previsto dalle normative regionali in materia di programmazione (l.r. 1/2015), in materia di governo del territorio (l.r. 65/2014) ed in materia di Valutazione Ambientale Strategica (l.r. 10/2010) che disciplinano i vari passaggi previsti nel processo di formazione del Piano.
 

La raccolta dei contributi partecipativi relativi al piano regionale cave è avvenuta attraverso un modulo (form) che è stato attivo per 90 giorni a partire dal 19 ottobre 2016. Attraverso il form è stato possibile inviare al Garante della informazione e della partecipazione della Regione Toscana un contributo partecipativo con la facoltà di geo-referenziare il sito a cui il contributo si riferisce.

 

Il Garante Regionale dell'informazione e della partecipazione -  per la costruzione del Piano regionale delle cave

Il Piano regionale delle cav è uno strumento di pianificazione territoriale attraverso il quale la Regione Toscana garantisce la tutela, la valorizzazione e l'utilizzo dei materiali di cava, in una prospettiva di sviluppo sostenibile.

Dopo la partecipazione digitale svolta nei mesi scorsi, il percorso partecipativo sul Piano regionale delle cave prosegue quindi, al fine di ottenere contributi, idee e proposte per la definizione del piano stesso, con tre appuntamenti nel mese di novembre, diversi per oggetto e destinatari nel rispetto dell'art. 16, comma 2, lett. b) del regolamento regionale 4/R/2017 e del programma delle attività di informazione e partecipazione relativo al piano in questione.

I primi due appuntamenti, fissati nelle date del 8 novembre  e 15 novembre 2017 alle ore 15.00, avranno una forte chiave tematica e saranno riservati in modo esclusivo, rispettivamente, nel primo caso ai rappresentanti delle categorie economiche ovvero ai soggetti portatori di interessi economici e, nel secondo, alle associazioni ambientaliste o comunque ai soggetti portatori di interessi ambientali.

Due appuntamenti di natura tecnica, ristretti, per approfondire al meglio con gli interessati sia argomenti economici legati alla costruzione del piano sia tematiche care al mondo degli ambientalisti.

Mercoledì 29 novembre 2017, alle ore 15.00, si terrà invece il terzo incontro aperto a tutta la collettività e quindi interamente dedicato a cittadini, soggetti interessati e rappresentanti delle amministrazioni locali, a chiusura di questa tappa del percorso partecipativo.
Tre incontri che, pur nella diversità dei pubblici di riferimento, rientrano in un disegno complessivo unico e integrato che vede al centro la logica del confronto, del dialogo e della trasparenza.

Aggiornato al:
01.03.2019
Article ID:
13736823