Potenziamento banda ultralarga

Sul web a mille megabit al secondo, anche nei paesi e territori più isolati. Ad una velocità dunque come nelle città, in qualche caso addirittura più spediti e grazie alla Regione. La Toscana è stata tra le prime in Italia ad impegnare risorse pubbliche e mettersi al lavoro per portare la banda larga e poi la banda ultralarga nelle cosiddette ‘aree bianche’, ovvero i territori dove, per i i pochi abitanti, la distanza e la scarsa presenza di aziende, gli operatori privati hanno deciso (e dichiarato) di non voler investire.

L’intervento per la banda larga è partito nel 2011: 53 milioni di investimenti pubblici per realizzare 238 dorsali in fibra ottica e 100 mila linee Adsl abilitate. Nel 2015, con altri 17 milioni di euro sommati all’investimento dell’operatore privato, sono state attivate oltre 30 mila utenze in banda larga e ultralarga in 1251 frazioni di 190 diversi comuni che soffrivano il digital divide. Poi è arrivata la gara, anzi due, per portare la fibra ottica. La prima (25 milioni di risorse regionali, altri quattro di fondi ministeriali) ha interessato oltre 53 mila edifici di undici comuni pilota: Santa Croce sull’Arno, Cerreto Guidi, Altopascio, Campo nell’Elba, Roccastrada, Capalbio, Pomarance, Porcari, Bientina, Castel del Piano, San Marcello Pistoiese. Sono stati scelti i comuni dove più alto era il rapporto tra popolazione ed aziende agricole e industriali. La seconda gara, che prevede un investimento da 55 milioni e infrastrutture per 170, se l’è aggiudicata Open Fiber. L’azienda realizzerà una rete in fibra ottica che arriverà fino alla soglia di casa, che metterà a disposizione degli operatori privati interessati a vendere servizi a cittadini ed aziende. La rete, pubblica, sarà in concessione per venti anni.

Portare la fibra ottica e garantire veloci e velocissime connessioni ad internet da fisso significa rendere le aziende più competitivi e i territori più attrattivi, rispetto ad altre regioni d’Italia dove la fibra ottica arriverà magari più tardi. Vuol dire promuovere l’industria 4.0 anche in aree periferiche. Ma la fibra ottica renderà più comoda pure la vita ai cittadini, che potranno utilizzare comodamente da casa molti più servizi on line, anche pubblici. Un investimento che, al pari ieri di una strada, accorcerà la distanza tra aree interne e città, borghi isolati ed aree metropolitane, aiutando magari a contrastare lo spopolamento di quelle zone.

A febbraio 2020, erano già 34 i comuni dove i lavori per la banda ultra larga erano conclusi, un centinaio quelli dove sono stati avviati. A luglio, venti erano i territori dove, nelle aree ‘bianche’, è partita la commercializzazione dei servizi: ovvero Buonconvento, San Vincenzo, Chianciano Terme, Montescudaio, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio, San Casciano dei Bagni, Castel Focognano, Castel San Niccolò, Talla, Anghiari, Monterchi, Grosseto, Santa Fiora, Semproniano, Roccalbenga, Magliano in Toscana, Poggio a Caiano, Fauglia e Torrita di Siena.

I comuni complessivamente coinvolti nell’intervento regionale sono ben 268: gli interventi sui loro territori a volte riguardano anche solo borghi o case sparse. La stima quando tra il 2018 e 2019 i lavori sono stati programmati, era di 784 mila cittadini interessati per 640 mila abitazioni ed imprese che avranno a disposizione servizi in banda ultralarga. In gran parte sono stati stati utilizzati cavidotti che già c’erano e quand’anche si si sia reso necessario realizzare nuovi scavi lo scasso, a bordo strada, è stato di poche decine di centimetri. Questo ha ridotto i disagi ed accelerato i lavori, assieme a conferenze di servizi uniche che hanno snellito l’iter amministrativo. Entro il 2021 tutti i cantieri saranno conclusi.

Aggiornato al:
09.09.2020
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24217184

chiuso in redazione il 15 luglio 2020