Misurazione degli oneri amministrativi (Moa)

Semplificazione e qualità della regolazione

Imprese e cittadini sonoi tenuti a dedicare molto tempo ad attività di produzione di informazioni e di rendicontazione imposte dalla normativa su un'ampia gamma di materie. La Ue stima che i costi di tali attività rappresentino attualmente il 3,5% del PIL dell'Unione Europea e il 4,6% del PIL dell'Italia.

L'eccesso di oneri amministrativi rappresenta di fatto una delle principali cause dello svantaggio competitivo dell'Italia nel contesto europeo. Il taglio dei costi della burocrazia è dunque un fattore chiave:

  • per eliminare vincoli e liberare risorse per lo sviluppo e la competitività delle imprese;
  • per rendere effettivi i diritti dei cittadini senza aumentare la spesa pubblica.

Nel corso degli ultimi 15 anni, tutti i Paesi europei e dell'area OCSE hanno compiuto notevoli sforzi per definire strategie finalizzate a migliorare la qualità della regolazione e a ridurre la burocrazia che grava su imprese e cittadini. Le politiche adottate hanno fatto riferimento, oltre che a programmi di eGovernment  ed eGovernance, ad un'azione di razionalizzazione e semplificazione della legislazione esistente e di quella in corso di adozione che vede tra i suoi principali strumenti la misurazione e riduzione dei tempi burocratici e degli oneri amministrativi (MOA) che gravano sulle imprese e sui cittadini.

Il processo di misurazione degli oneri amministrativi (MOA) è diretto a individuare e quantificare gli obblighi informativi inutili o eccessivi rispetto alla tutela degli interessi pubblici che la regolazione si prefigge, al fine di fornire le necessarie informazioni di base per la definizione di politiche di semplificazione normativa e amministrativa mirate. Le misurazioni costituiscono pertanto la base informativa per la redazione di piani di riduzione diretti a identificare il pacchetto di misure normative, organizzative e tecnologiche per l'abbattimento degli oneri e dei tempi.

La misurazione è incentrata sul concetto di "onere amministrativo" ossia di costo che l'impresa sostiene esclusivamente per adempiere a un obbligo informativo imposto da una specifica disposizione di legge. Per obbligo di informazione si intende l'obbligo giuridico di produrre, elaborare, raccogliere, tenere a disposizione, fornire informazioni alla PA e/o a terzi sulla propria azione o produzione.. Tali obblighi vanno intesi in senso ampio, includendo, ad esempio, richieste di permessi o autorizzazioni, dichiarazioni o segnalazioni di inizio attività, informazioni da riportare su etichette, presentazione di rapporti o relazioni, verifiche e controlli necessari per fornire le informazioni, iscrizione in albi, registri, registrazioni o rendicontazioni periodiche etc..

L'utilizzo di strumenti di valutazione dei tempi burocratici e degli oneri amministrativi - che agiscano sia ex post sulla legislazione vigente che ex ante sui flussi dell'attività legislativa e amministrativa prima della loro adozione – supporta la definizione di politiche di semplificazione mirate e garantisce il rispetto del principio di proporzionalità e di gradualità nell'introduzione di nuovi adempimenti e oneri per le PMI (art. 6 L. 180/2011), del principio di compensazione degli oneri regolatori a carico delle imprese - ovvero il divieto di introdurre oneri divieto di introdurre oneri senza contestualmente ridurne o eliminarne altri (art. 8 L 180/2011) - e del divieto di goldplating, ovvero di introduzione o mantenimento mediante gli atti di recepimento delle direttive comunitarie di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse (art. 15 L. n. 183/2011).

Aggiornato al:
04.06.2020
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702390