Studio della CE su indicazioni geografiche agro-alimentari: un tesoro da 75 miliardi di euro

Bruxelles - Secondo uno studio pubblicato dalla Commissione europea, le vendite di prodotti agroalimentari e di bevande il cui nome è tutelato dall'Unione europea come "Indicazione geografica" (IG) rappresentano un valore di 74,76 miliardi di euro. Oltre un quinto di tale importo deriva dalle esportazioni al di fuori dell'Unione europea. Dallo studio è emerso che il valore delle vendite dei prodotti con nome tutelato è in media doppio rispetto a quello di prodotti simili senza certificazione. 

I regimi di qualità dell'UE mirano a proteggere i nomi di determinati prodotti per promuoverne le caratteristiche uniche, legate alla loro origine geografica e alle competenze radicate nella regione. I nomi dei prodotti rientrano nel sistema dei diritti di proprietà intellettuale dell'UE, che li tutela giuridicamente contro imitazioni e abusi. I prodotti agroalimentari e i vini sono protetti come denominazioni di origine protetta (DOP) e indicazioni geografiche protette (IGP), mentre le bevande spiritose (bevande alcoliche con caratteristiche organolettiche particolari ed un titolo alcolometrico minimo di 15% vol) sono protette come indicazioni geografiche (IG).

L'UE protegge inoltre le specialità tradizionali garantite (STG), che mettono in risalto gli aspetti tradizionali dei prodotti senza un legame con una specifica zona geografica. Il valore delle vendite dei prodotti agroalimentari etichettati come STG ammonta a 2,3 miliardi di euro.

Lo studio si è basato su tutti i 3.207 nomi di prodotti protetti nei 28 Stati membri dell'UE alla fine del 2017.
Alla fine di marzo 2020 il numero totale di nomi protetti è salito a 3.322.
Si conclude che il valore delle vendite dei prodotti con nome tutelato è in media doppio rispetto a quello di prodotti simili senza certificazione. 

Secondo lo studio, vi è un evidente beneficio economico per i produttori in termini di commercializzazione e di aumento delle vendite, grazie all'elevata qualità e reputazione di questi prodotti e alla disponibilità dei consumatori a pagare per ottenere i prodotti autentici.

Queste le principali conclusioni dello studio:

  • Notevole valore delle vendite: nel 2017 le vendite di indicazioni geografiche e di specialità tradizionali garantite hanno rappresentato complessivamente un valore stimato di 74,76 miliardi di euro, ossia il 7 % del valore delle vendite totali del settore alimentare e delle bevande europeo, che nel 2017 era stimato a 1 101 miliardi di euro.  I vini hanno rappresentato oltre la metà del predetto valore (39,4 miliardi di euro), i prodotti agricoli e alimentari il 35 % (27,34 miliardi di euro) e le bevande spiritose il 13 % (10,35 miliardi di euro). Dei 3 207 nomi di prodotti che risultavano registrati nel 2017 (sia IG che STG), il 49 % era costituito da vini, il 43 % da prodotti agroalimentari e l'8 % da bevande spiritose.
     
  • Maggiore vantaggio in termini di prezzo per i prodotti protetti: il valore delle vendite dei prodotti oggetto dello studio è stato in media doppio rispetto a quello di prodotti simili senza certificazione. Il tasso del premio di valore si attestava a 2,85 per i vini, 2,52 per le bevande spiritose e 1,5 per i prodotti agricoli e alimentari.
     
  • Esportazioni delle indicazioni geografiche: le indicazioni geografiche rappresentano il 15,5 % del totale delle esportazioni agroalimentari dell'UE. I vini continuano ad essere il prodotto più importante, in termini sia di valore complessivo delle vendite (51 %) che di scambi extra-UE (50 %). Gli USA, la Cina e Singapore sono le principali destinazioni dei prodotti a indicazione geografica dell'UE, rappresentando la metà del valore delle esportazioni di prodotti IG.
     
  • Una politica autenticamente europea: ogni paese dell'UE produce prodotti il cui nome è protetto a livello dell'UE e che costituiscono il fiore all'occhiello del patrimonio gastronomico tradizionale delle regioni e il motore economico del settore agroalimentare nazionale.


L'UE ha concluso più di 30 accordi internazionali che consentono il riconoscimento di numerose indicazioni geografiche dell'UE al di fuori dei suoi confini e il riconoscimento delle indicazioni geografiche dei paesi terzi nell'UE. Le indicazioni geografiche hanno un ruolo sempre più importante nei negoziati commerciali tra l'UE e altri paesi. La Commissione destina inoltre circa 50 milioni di euro ogni anno alla promozione dei prodotti di qualità nell'UE e in tutto il mondo.

 

In Italia


Con ben 824 prodotti IG, l'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'UE:

  • 299 prodotti DOP, IGP, STG;
  • 524 vini DOCG, DOC, IGT.

Questo dato testimonia la grande qualità delle nostre produzioni, ma soprattutto del forte legame che lega le eccellenze  agroalimentari italiane al proprio territorio di origine. Il sistema delle Indicazioni Geografiche dell'Ue, infatti, favorisce il sistema produttivo e l'economia del territorio;  tutela l'ambiente, perché il legame indissolubile con il territorio di  origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità;  sostiene la coesione sociale dell'intera comunità. Allo stesso tempo, grazie alla certificazione comunitaria si danno maggiori garanzie ai consumatori con un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti.


Con ben 91 prodotti, la Toscana è la quarta regione in Italia per prodotti IG:

  • 33 prodotti DOP, IGP, STG;
  • 58 vini DOP, IGT.

Dal Rapporto ISMEA QUALIVITA 2019: Il comparto delle IG italiane (vino e cibo) esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi e per la prima volta supera i 16 miliardi di euro di valore alla produzione con una crescita del 6% sull'anno precedente. Continua a crescere l'export delle IG made in Italy che raggiunge i 9 miliardi di euro pari al 21% dell'export agroalimentare italiano. Il contributo maggiore all'export è fornito dal comparto dei vini con un valore di 5,4 miliardi di euro, seguito dal valore delle DOP e IGP agroalimentari che si attesta sui 3,6 miliardi di euro.

Maggiori informazioni:

Aggiornato al:
27.04.2020
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24824722