Aggiornamento in: Ambiente Rifiuti

Bonifiche dei siti inquinati

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C'era una volta una fabbrica, una miniera, un pezzo di terra usato come discarica. Quando questi posti hanno esaurito la loro funzione resta solo una ferita sul terreno, brutta da vedere, spesso pericolosa. C'è bisogno che qualcuno bonifichi le aree inquinate, come l'artigiano restaura un mobile o la ditta di pulizie svuota la soffitta, e restituisca la terra a un uso produttivo o sociale.

In Toscana ci sono circa 400 "siti" da curare, già censiti nel piano Regionale, e almeno altrettanti emersi successivamente. La nostra regione è stata tra le primissime in Italia a darsi una legge per le bonifiche. Ha tracciato la mappa dei luoghi che hanno bisogno di essere ripuliti e recuperati e ha elaborato un piano di intervento.
 



Politiche regionali

In assenza di un quadro normativo preciso, fino agli anni ottanta la diffusione delle discariche non controllate, lo stoccaggio improprio di materie prime e rifiuti e gli sversamenti di sostanze pericolose da parte di impianti industriali hanno dato luogo a un gran numero di situazioni di contaminazione nel suolo e nelle acque, superficiali e sotterranee.
Le attività di bonifica delle aree inquinate sono state regolamentate per la prima volta dalla legge 441/1987 che imponeva alle Regioni di elaborare Piani Regionali di Bonifica al fine di avere un quadro conoscitivo complessivo ed esaustivo delle aree e dei siti inquinati.

La nostra regione è stata tra le primissime in Italia a darsi una legge per le bonifiche. Ha tracciato la mappa dei luoghi che hanno bisogno di essere ripuliti e recuperati e ha elaborato un piano di intervento. I "siti" già censiti sono 402 e almeno altrettanti sono emersi successivamente all'adozione del Piano. In 119 (circa il 30%) dei siti "ufficialmente" da risanare c'è una fonte di inquinamento ancora attiva: è quindi stata ritenuta necessaria una bonifica d'urgenza. Nell'86% di quelle 119 aree sono state già avviate le procedure per la bonifica. Per tutto questo la Regione ha impiegato risorse per più di 50 milioni di euro.

I dispositivi normativi predisposti dalla Regione hanno portato al piano regionale di gestione dei rifiuti, col quale vengono affrontati, in modo strutturale e non senza difficoltà, gli interventi di bonifica delle aree inquinate. Uno degli obiettivi previsti dal piano è quello di recuperare le aree degradate e inquinate da precedenti attività industriali, artigianali o di smaltimento dei rifiuti. Il recupero deve avvenire prioritariamente attraverso la bonifica dall'inquinamento del sito e successivamente tramite opportuni interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia che permettano di reinserirlo, in modo ambientalmente corretto, nel contesto urbano o extraurbano secondo quanto previsto dagli strumenti urbanistici.

Sono state affrontate dapprima situazioni relative ad aree definite a "breve termine"; ma sono state anche risolte molte altre situazioni relative ad aree classificate a "medio termine" o classificate come "censimento". Premesso che la situazione risulta essere in costante evoluzione, è possibile dire qualcosa su quei siti per i quali la bonifica risulta essersi conclusa e certificata o sostanzialmente conclusa. In sintesi, su 60 siti registriamo un riutilizzo dell'area:
 

  • 15 a verde,
  • 13 come servizio pubblico,
  • 12 come residenziali,
  • 20 con destinazione artigianale-commerciale.

In particolare, si può aggiungere che le aree interessate da precedenti attività di gestione dei rifiuti vengono principalmente recuperate a verde, oppure come servizio pubblico ambientale (spesso collegata all'attività di gestione dei rifiuti).

Le aree industriali/artigianali dismesse dopo essere state bonificate vengono riutilizzate con la destinazione d'uso originaria o, qualora indicato dagli strumenti urbanistici, con destinazione residenziale o per pubblici servizi. Interessante risulta il fatto che le aree industriali dismesse vengono in genere lottizzate e utilizzate per attività artigianali diverse e di minori dimensioni rispetto a quella originaria.

In genere gli interventi sono realizzati da privati, anche nel caso si assista a un riutilizzo dell'area a fini residenziali o commerciali per mutate esigenze o conformazione urbanistica dell'area. Ove interviene l'ente pubblico assistiamo al riutilizzo per finalità sociali o anche di servizio.

 

Il ruolo della Regione

Da una lettura congiunta della vigente normativa statale e regionale in tema di bonifica delle aree inquinate risultano le seguenti principali competenze. La Regione:

· approva il piano regionale di bonifica delle aree inquinate;

· adotta le direttive procedurali e tecniche per l'esercizio delle funzioni attribuite agli Enti Locali e per l'attività di controllo (ricordiamo che le funzioni amministrative poste dal D.Lgs. 22/97 in capo alla Regione sono state attribuite alle Provincia con Legge regionale 25/98);

· determina linee guida e criteri per la bonifica dei siti inquinanti;

· eroga contributi per mandare ad effetto il programma pluriennale dei finanziamenti per la realizzazione degli interventi di bonifica delle aree inquinate;

· sostiene economicamente i Comuni, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per gli interventi in sostituzione di soggetti inadempienti o che non siano individuabili;

· partecipa ad Accordi di Programma con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, con le Province e i Comuni interessati.

· partecipa all'approvazione di progetti di bonifica relativi a siti definiti di "interesse nazionale" presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.
 


Il ruolo di altri soggetti

Da una lettura congiunta della vigente normativa statale e regionale in tema di bonifica delle aree inquinate risultano le seguenti principali competenze:

Provincia:

· approva i Piani Provinciali di gestione di bonifica delle aree inquinate;

· esercita le funzioni amministrative attribuite in materia di gestione di bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati, non espressamente attribuite ai comuni dalle leggi statali e regionali e non riservate dalla legge regionale alla competenza della Regione; fra le più significative:

1. approva i progetti e gli interventi di bonifica o di messa in sicurezza di siti inquinati compresi nel territorio di più Comuni.
2. richiede al Comune di apporre modifiche ed integrazioni ovvero stabilisce specifiche prescrizioni al progetto di bonifica

· ha funzioni di vigilanza e controllo che sono esercitate avvalendosi dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana (A.R.P.A.T);

· attesta il completamento degli interventi previsti dai progetti;

· predispone un'anagrafe dei siti da bonificare, sulla base delle notifiche dei soggetti interessati o in seguito agli accertamenti degli organi di controllo.


Comune:

· provvede a verificare l'efficacia degli interventi di messa in sicurezza adottati dai soggetti responsabili;

· approva il progetto, suddiviso in successive fasi di approfondimento (Piano della Caratterizzazione, Progetto Preliminare e Progetto Definitivo) avvalendosi dell'A.R.P.A.T. e utilizzando lo strumento della Conferenza dei Servizi, e autorizza la realizzazione degli interventi di bonifica dei siti inquinati;

· stabilisce e riceve le garanzie finanziarie connesse alla realizzazione degli interventi;

· provvede ad emettere le Ordinanze per la bonifica dei siti inquinati;

· si sostituisce d'ufficio nell'esecuzione degli interventi in caso d'inadempienza o di mancata identificazione dei soggetti responsabili.

 

Programmi

Le risorse finanziarie disponibili
Con la L. 426/98 sono state individuate, come prime aree di bonifica di interesse nazionale sul territorio regionale Massa, Livorno e Piombino. Per tali bonifiche lo Stato ha stanziato 62 miliardi per il triennio 2001-2003.
Nell'ambito del Docup Ob. 2 2000-2006 è prevista una misura di interventi dedicati al recupero dei siti degradati con un'ipotesi di piano finanziario di circa 20 miliardi di lire per un ammontare complessivo di investimenti stimabili in 55/60 miliardi di lire nelle zone ammissibili.
Inoltre è previsto un aumento della disponibilità finanziaria della fonte regionale, in particolare del Fondo di Rotazione in relazione all'ipotesi sempre crescente di intervento della pubblica amministrazione in sostituzione del soggetto inadempiente.
Nonostante queste previsioni si prefigura la necessità di incrementare a livello nazionale e regionale il sostegno finanziario, considerato che in ambito regionale sono state validamente sfruttate le opportunità economiche ad oggi disponibili.

 

Piano regionale di gestione dei rifiuti

La Legge Regionale n. 25 del 18 maggio 1998, in attuazione del D.Lgs n. 22 del 5 febbraio 1997, detta norme in materia di gestione dei rifiuti nonché per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati; l'art. 5 c.1 lettera a), stabilisce che è competenza della Regione l'approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e, all'articolo 10 c.1, afferma che il Piano può essere approvato anche per i seguenti stralci Funzionali e tematici:
 

  • rifiuti urbani;
  • rifiuti speciali anche pericolosi;
  • bonifica delle aree inquinate.

La procedura di approvazione
La proposta della Giunta regionale relativa allo stralcio di Piano di gestione dei rifiuti riferito alla "Bonifica delle aree inquinate" è stata approvata con Delibera n. 166 del 22 febbraio 1999. Questa è stata sottoposta alle procedure di consultazione previste dalla stessa L.R. 25/1998 all'art.10. In particolare sono stati consultati i Comuni e le Province, assicurando la pubblicità prevista e la massima partecipazione dei cittadini. Come previsto, le Amministrazioni Provinciali hanno garantito l'informazione al pubblico mediante la nomina di un garante dell'informazione, la messa in consultazione della proposta, la raccolta delle osservazioni e la Convocazione di apposite Conferenze di programmazione cui hanno partecipano i soggetti pubblici e le formazioni sociali. Le osservazioni complessivamente pervenute sono state oggetto di approfondite verifiche e hanno portato a modifiche e integrazioni al Piano. Questo è stato proposto al Consiglio Regionale con atto della Giunta n. 15 del 6 settembre 1999. Il Consiglio ha sottoposto la proposta di Piano (proposta di deliberazione n. 2112/99) alle consultazioni di legge, apportando sulla base di ulteriori osservazioni alcune modifiche e aggiornamenti. Infine, il Piano è stato approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 384 del 21 dicembre 1999. Il Piano è stato pubblicato sul S.S n. 29 al B.U.R.T. del 1° marzo 2000.

I contenuti
Il Piano Regionale per la bonifica, la messa in sicurezza e il ripristino ambientale delle aree inquinate ha una struttura composta da una parte di testo e da 11 allegati, e, in attuazione della L.R. 25/1998, contiene:



  • gli obiettivi generali e i principi per la sua attuazione;
  • l'individuazione degli ambiti di bonifica con le caratteristiche generali degli inquinanti presenti, secondo il seguente ordine di priorità:

a) intervento a breve termine relativo alle aree da bonificare per le quali è stato constatato un danno ambientale in atto, con necessità di messa in sicurezza e/o bonifica urgente;
b) intervento a medio termine relativo alle aree da bonificare per le quali esiste un potenziale inquinamento, ma in cui non e' stato accertato un danno ambientale in atto;
l'individuazione dei siti con necessità di ripristino ambientale;

  • le prescrizioni per la definizione degli interventi di bonifica e risanamento ambientale;
  • il programma pluriennale dei finanziamenti per la realizzazione degli interventi inseriti nel piano.

Scarica il documento integrale del piano.

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Aggiornato al:
08.04.2015
Article ID:
79263