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Provincia di Arezzo

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-45 Opere per province

Provincia di Arezzo



134. Campodonico Aldemiro,Sotto il tallone e il fuoco tedesco

  Nuove Edizioni Italiane, Roma 1945, 174 pp. [M n. 251]

135. Gracci Angiolo (comandante Gracco), Brigata Sinigaglia

Ministero dell'Italia Occupata, Roma 1945, 119 pp.
Istituto Poligrafico dello Stato. Stampato in diecimila copie, fu il primo libro sulla lotta armata di Liberazione a uscire in Italia alla fine della guerra. Nel 1976 fu ristampato da Feltrinelli in reprint, e infine, per il 50o, riedito dalle Edizioni Laboratorio Politico (Napoli 1995) accresciuto da ulteriori contributi dell'A. Trattazione cronologica del ruolo svolto dalla Brigata partigiana Sinigaglia, che operava nel Valdarno fra Arezzo e Firenze, dalla sua costituzione fino alla Liberazione di Firenze. Con approccio diaristico (numerosi i passi tratti dal diario ufficiale della Brigata, poi integrato dall'A.) sono ricordati alle pp. 60-1: la distruzione dei paesi di Meleto, Castelnuovo dei Sabbioni e San Martino il 7 luglio ad opera di varie compagnie della Divisione Hermann Göring e l'uccisione di circa 200 civili. Gracci ricorda che i tedeschi "avevano compiuto quell'azione di "rappresaglia" per vendicarsi del fatto che non uno dei 2.000 minatori della zona si era presentato alla Todt per partire per la Germania". Infine, all'interno della descrizione della battaglia di Pian d'Albero, avvenuta il 20 giugno 1944 nei pressi di Figline Valdarno, si ricorda l'impiccagione di Norberto e Aronne Cavicchi di 41 e 14 anni, che ospitarono il contingente partigiano attaccato da truppe germaniche.


136. Martinelli Renzo, I giorni della Chiassa

 Arti grafiche Cianferoni, Firenze 1945, 186 pp. [M n. 167]

137. Ugolini Giovanni, E' passata la rovina a San Sepolcro

Cronaca cittadina dall'8 settembre 1943 al 3 settembre 1944, Boncompagni, Sansepolcro 1945, 63 pp. [M n. 243]

138. Bozzo Giovanni, Giorni di lacrime e di sangue

 Dal diario personale del tempo d'emergenza nell'alto Casentino, Libreria salesiana Editrice, Firenze 1946, 165 pp.
Nuova edizione 1998. Diario di padre Giovanni Bozzo, parroco di Castel San Niccolò dal 27 giugno al 3 settembre 1944. Sono narrati gli episodi vissuti e riportati da racconti di parrocchiani quelli riguardanti la battaglia di Cetica del 29 giugno 1944. A p. 45, relativamente all'inizio della salita verso Cetica del contingente tedesco, si riferisce di 7 civili mitragliati nella parrocchia di Pagliericcio. Alle pp. 46-8 un giovane ucciso a Pratarutoli e con l'inizio dell'azione a San Pancrazio viene ucciso e gettato nel rogo della propria casa il mutilato Romolo Fresconi. A San Pancrazio vengono uccisi con colpo di pistola alla testa sul sagrato della chiesa 3 civili. Terminato lo scontro con i partigiani i tedeschi, di ritorno da Cetica, uccidono due civili, padre e figlio intenti a spingere il proprio carro (p. 53). La giornata si conclude con circa 15 civili uccisi e non meno di 190 case distrutte o danneggiate; colpito soprattutto il paese di Cetica. Il 24 luglio 1944 vi fu un inutile tentativo di intercessione presso la sede della Gestapo a Strumi per Paolo Santini catturato e sottoposto a processo come ribelle. Venne fucilato la mattina stessa sul greto dell'Arno. Da p. 121, alla data del 4 agosto 1944, si trova una analisi sommaria del rastrellamento di civili attraverso molte località in prossimità di Castel San Niccolò: Cetica, Garliano, Santa Maria, San Pancrazio, Pagliericcio. L'A. non specifica il numero dei caduti e le dinamiche delle singole azioni, limitandosi a ricordare che i tedeschi compirono orrende stragi di civili inermi. Alle pp. 157-9 si menziona l'uccisione di un civile, Giuseppe Masetti, che da Castel San Niccolò portava il vitto ai tedeschi sulla collina. Non riconosciuto, venne abbattuto il 1 settembre 1944.


139. Buffadini don Antonio, Camaldoli nel Casentino in fiamme.

Diario di guerra del P. Superiore di Camaldoli don Antonio Buffadini, giugno-settembre 1944, Ed. G. Barbèra, Firenze 1946, 87 pp.
Diario di don Antonio Buffadini narrante le vicende legate all'Eremo di Camaldoli nel periodo che va dal 21 giugno 1944 alla fine del settembre dello stesso anno, quando a seguito dello sfondamento della Linea Gotica, i tedeschi sono costretti alla ritirata. Il racconto si incentra quasi esclusivamente sugli sforzi del parroco di salvare la vita degli sfollati e l'Eremo di Camaldoli. A p. 24 si accenna molto brevemente alle stragi di Civitella, San Pancrazio, Vallucciole e Cetica. Infine a p. 75 alla data dell'11 settembre 1944 viene ricordato l'arrivo all'Eremo del bambino Aurelio Ceccherini, che riferisce sull'eccidio di Moggiona: furono tre famiglie (in tutto 22 persone) rinchiuse in una stanza e fucilate dai tedeschi.

140. Chianini Vincenzo, Gli Unni in Toscana,

Vallecchi, Firenze 1946, 276 pp.
L'A., fiorentino rifugiato con la famiglia in una sua proprietà nell'Aretino, inizia dall'agosto del 1944 il racconto delle operazioni di distruzione compiute dai tedeschi nel territorio aretino. La prospettiva considera solamente i fatti che ebbero come attori i tedeschi e non i militi della Repubblica sociale, secondo quanto l'A. direttamente vide e anche con l'ausilio del racconto di testimoni scampati alle stragi. Gli episodi registrati sono assai numerosi ma spesso imprecisi, trattandosi a volte di notizie di seconda mano. Alcuni capitoli sono specificamente dedicati a episodi di violenza su civili: Il martirio dei fratelli Tani; Rappresaglia su Mulin de' Falchi; Carneficina di San Polo; Civitella della Chiana (anche su San Pancrazio); Belve in Casentino (episodi sull'intera vallata). Infine alle pp. 228-9 sono citati vari episodi di strage in Toscana, come quelli della Certosa di Calci e del Padule di Fucecchio. Si racconta che presso il caseggiato di Catri vicino al lago di Massaciuccoli i tedeschi fecero scaldare il forno casalingo a una donna che poi vi fu gettata viva assieme alla figlia di sei anni.


141. Foscolo Hirdio [pseud. di Chiosi Rodolfo], Il primo libro della Brigata "Mameli"

Tipografia Valdarnese, San Giovanni Valdarno 1946, 61 pp.
Storia della Brigata partigiana Mameli, di cui l'A. fu comandante. Pubblicato con lo pseudonimo di Hirdio Foscolo è stato ristampato come Chiosi Rodolfo, Il primo libro della Brigata Mameli. In copertina: "Fotocopia fuori commercio a cura dell'A. - Aprile 1982" [M n. 173].

142. Pancrazi Pietro, La piccola patria.

Cronache della guerra in un comune toscano, giugno-luglio 1944, Le Monnier, Firenze 1946, 157 pp.
Raccolta di testimonianze. Un primo gruppo è composto di cronache di parroci delle diocesi e un secondo comprende ricordi di partigiani e di testimoni vari sul passaggio degli eserciti tedesco e alleato e della guerra nel territorio del Comune di Cortona tra il giugno e il luglio 1944. Le cronache riferiscono, parrocchia per parrocchia, gli avvenimenti di violenza sui civili, le distruzioni dei centri abitati e alcune ipotesi di motivazioni per le azioni. Oltre a numerosi episodi di violenze su singoli civili, si descrive l'eccidio di Falzano e il grande rastrellamento tedesco sulla montagna cortonese. A p. 69 si trova un testo e un elenco dei nomi della lapide in memoria dei 43 cortonesi partigiani e civili uccisi dai tedeschi posta sulla facciata del Palazzo comunale il 16 dicembre 1945.

143. Pancrazi Pietro, Cronache della guerra nel Comune di Cortona.

Giugno-luglio 1944, Tipografia Commerciale, Cortona 1946, 165 pp.
Ottavo Annuario - Nuova Serie - dell'Accademia Etrusca di Cortona (anno 1946) ristampato da Calosci, Cortona 1984. Si tratta della stessa opera edita come Pietro Pancrazi, La piccola patria [M n. 142].

144. Foppiani Armando, Ubriacarsi con l'acqua

oet, Roma 1949, 287 pp.
L'A. svolge una riflessione sul concetto di rappresaglia, concentrandosi sul ruolo delle azioni partigiane che giudica negativamente. Porta come esempio l'eccidio di Cetica (chiamata erroneamente Cettica): "Se dalla frazione di Cettica, dove vivono indisturbati, i partigiani si calano furtivamente a Strada in Casentino e con il favore dell'oscurità ammazzano un tedesco, è certo che il giorno dopo i tedeschi incendieranno Cettica, ultimo abitato sulle pendici del Pratomagno, per rendere impossibile il soggiorno dei partigiani in quella zona. Cose orribili, ma in ordine cronologico e logico l'incendio di Cettica segue all'uccisione proditoria del tedesco" (p. 217).


145. Merlini Alfredo, Un atleta nella lotta per la libertà.

Santino Tani, Tip. Valdarnese, San Giovanni Valdarno 1954, 17 pp.
Alle pp. 1-3 vengono riprodotti il testo della Motivazione della medaglia d'oro al V. M. a Santino Tani, proposta dal capitano S. Rossetti della Divisione partigiana di Arezzo e il testo parziale dell'omaggio reso a Santino Tani durante il i congresso nazionale della Democrazia Cristiana (aprile 1946). Alle pp. 5-17 si trova il saggio Un martire della libertà dell'A., omaggio alla vita di Santino Tani e dei suoi compagni di prigionia don Giuseppe Tani e Aroldo Rossi uccisi dai fascisti nelle carceri di Arezzo il 15 giugno 1944, in occasione delle onoranze rese da un Comitato cittadino nel 10o anniversario della Liberazione di Arezzo.


146. Curina Antonio, Fuochi sui monti dell'Appennino toscano

Tip. Badiali, Arezzo 1957, 591 pp.
Il libro si compone di due parti. Nella prima si riportano in forma cronologica, dal novembre 1943 all'ottobre 1944, la storia e le azioni svolte nel territorio aretino dalla 23a Brigata Pio Borri e dalle formazioni Renzino, Droandi, Bob e Vestri, riunite a costituire la 24a Brigata denominata Bande Esterne. Il complesso delle due Brigate formava la cosiddetta Divisione partigiani Arezzo. Nella seconda parte, divisi in paragrafi, trovano spazio le figure di spicco della Resistenza aretina, con una raccolta di testimonianze dirette e di articoli tratti dalla stampa locale. Segue l'elenco dei comitati comunali di Liberazione nazionale e l'elenco di tutti i partecipanti alla Divisione Arezzo. Al termine di questa seconda parte si trova un capitolo dedicato alle stragi nella provincia di Arezzo (pp. 447-511). Viene riportato un elenco completo delle località in cui vi furono caduti in scontri tra truppe occupanti e partigiani e vittime dovute alla rappresaglia e violenze nazifasciste. L'ultima parte del libro è riservata all'elenco dei caduti della provincia di Arezzo la quale tiene conto delle diverse cause della morte. Ad esempio per il Comune di Arezzo i criteri scelti sono stati: caduti nella guerra di Liberazione e per rappresaglie nazifasciste; caduti per fatti di guerra al passaggio del fronte; caduti per bombardamenti aerei; caduti per cause di guerra non precisate. Per la puntualità descrittiva e il quantitativo di informazioni l'opera è costantemente citata da ogni studio relativo alla Resistenza e all'occupazione nazista nell'Aretino.

147. Carocci Giampiero, La Resistenza italiana,

Garzanti, Milano 1963, 253 pp.
Antologia di scritti sulla Resistenza e la Liberazione italiana. Oltre a trattare problemi e questioni di carattere generale la scelta antologica "mira a dare al lettore piuttosto che la sensazione dei problemi generali, quella dei tanti [...] "problemi particolari", dei singoli avvenimenti, della grandezza morale che sottintendevano e del messaggio di verità che oggi rappresentano" (dall'Introduzione, p. 9). Contiene alle pp. 124-38 un articolo di cronaca di Carlo Levi, La pasqua di Vallucciole, tratto da "Il Contemporaneo", 24 aprile 1954 [M n. 237].

148. Amministrazione provinciale di Arezzo (a cura di), Ventennale della Resistenza

Amministrazione provinciale - Ufficio pubbliche relazioni, Arezzo 1964, 127 pp.
In copertina: "Provincia di Arezzo. Organo del Consiglio provinciale", s. 3, n. 10, 2 trimestre 1964. Numero speciale della rivista della provincia di Arezzo dedicato al Ventennale della Liberazione, con illustrazioni, testimonianze ed estratti da altre pubblicazioni. Le quattro vallate e il capoluogo vengono descritti in sezioni distinte, ricordando episodi di strage e violenze sui civili e l'apporto della popolazione e dei partigiani nella lotta di Liberazione: Comune di Arezzo (San Leo, 6 caduti; Palazzo del Pero, 10; Molinaccio, 15; Badicroce, 13; Staggiano, 6; San Polo, 48); Casentino (Biforco, 3 morti; Ortignano Raggiolo, 12; Vallucciole, 108; Partina, 29; Secchieta, 6; Stia, 23; Lonnano, 3; San Giustino, 3; Subbiano, 2; Orenaccio, 31; Garliano, 3; Chiusi della Verna, 10; Montemignaio, 16; Cetica, 13; Villa grotte, 47; Quota, 5; Ama, 1; Moscia e Lagacciolo, 25; Moggiona, 19; Castiglion Fibocchi, 7); Valdarno (Ambra, 2 caduti; Castelnuovo dei Sabbioni, 73; San Pancrazio, 74; Meleto, 97; San Martino, 4; Massa dei Sabbioni, 2; Poggio alle Valli, 4; Badia a Ruoti, 7; Campitello, 11; San Leolino, 9; Matole, 11; Pogi, 2; Capannole, 4); Val di Chiana (Pozzo, 2 caduti; Falzano, 14; Civitella della Chiana, 161; Foiano, 1; S. Caterina, 5); Val Tiberina (La Speranza, 6; Pieve Santo Stefano, 35). La pubblicazione affronta in particolare la figura di Sante Tani, la strage di San Polo e l'antefatto di Molin de' Falchi, di Vallucciole (estratto da La Pasqua di Vallucciole di Carlo Levi), le stragi nel comune di Cavriglia dal 4 all'11 luglio. A p. 80 si trova una riproduzione della lapide a ricordo delle 97 vittime di Meleto e un ricordo della strage di San Pancrazio. Il volume comprende anche l'eccidio di Civitella (pp. 93-5) nella commemorazione del 30 maggio 1964 di don Daniele Tiezzi, un ricordo di Sergio Lazzerini della fucilazione di 9 partigiani catturati presso Villa Santinelli il 27 marzo 1944 (pp. 105-7), un altro sull'impiccagione dei 5 giovani il 25 giugno a La Speranza (p. 109) e un ricordo di Piero Sadun sulla rappresaglia di Favalto.

149. Comune di Pieve Santo Stefano, Ventennale della Liberazione

 Agosto-Settembre 1944-1964, Tip. Mario Gennaioli, Sansepolcro 1964, 25 pp.
Sul frontespizio: "Durante la guerra di Liberazione sopportò, con la fiera tenacia della sua gente, persecuzioni, deportazioni ed intense offese aeree e terrestri che causarono numerose perdite tra la popolazione e gravi dolorose distruzioni. Tanto sacrificio, serenamente affrontato con indefettibile dedizione alla propria terra, contribuì ad esaltare e a rinsaldare la fede nei destini della Patria". Pubblicazione promossa dal Comune di Pieve Santo Stefano per il Ventennale della Liberazione. A p. 2 presentazione di Francesco Cavalli, sindaco di Pieve Santo Stefano. A p. 3 epigrafe dettata dal senatore Alfredo Moneti: "Nel Ventennale della Liberazione / Pieve S. Stefano / risorta dalle rovine / ricorda / alle presenti e future generazioni / le numerose vittime delle rappresaglie tedesche / affinché le libertà / con tanti sacrifici e lutti riconquistate / gelosamente custodiscano / Agosto-Settembre 1944-1964". Alle pp. 10-2 elenco dei nomi delle 89 vittime civili di guerra.

150. Provincia di Arezzo, Comune di Cavriglia (a cura di), Ventennale degli eccidi del luglio 1944

Tip. Grafica fiorentina, San Giovanni Valdarno 1964, 16 pp. n.n.
In copertina: "I trucidati di ieri sono gli immortali di oggi". Opuscolo a cura del Comitato comunale di Cavriglia per la celebrazione del Ventennale degli eccidi del luglio 1944. Alle pp. 2-5 il contributo L'eccidio compiuto dai tedeschi in quattro frazioni del Comune di Cavriglia il 4 e l'11 luglio 1944, ove si ricordano le stragi del Comune di Cavriglia: il 4 luglio a Castelnuovo dei Sabbioni, Matole, Meleto e Massa dei Sabbioni, per opera di reparti dell'esercito tedesco, l'11 luglio a San Martino in Pianfranzese, dove furono presenti anche militari repubblichini. Segue l'elenco dei nomi dei 191 civili uccisi dai tedeschi il 4 luglio 1944, così ripartiti nelle diverse località del Comune di Cavriglia: Castelnuovo dei Sabbioni: 83, Meleto: 93, Massa dei Sabbioni: 2, San Martino: 4, Casa al Monte: 2, Miniera Allori: 1, Località Colto: 1, Località Masseto: 1, Località Cornereto: 1, Località Poggio alle Valli: 1, Santa Barbara: 1, Montegozzi: 1. In queste due ultime località operarono accanto ai militari tedeschi formazioni della polizia ausiliaria repubblicana.


151. Provincia di Arezzo, Comune di Cavriglia (a cura di), Venticinquesimo anniversario degli eccidi del luglio 1944

 s.e. [ma Grafica fiorentina], s.l. [ma San Giovanni Valdarno] 1969, 20 pp.
In copertina: "I trucidati di ieri sono gli immortali di oggi". Opuscolo promosso dal Comitato comunale di Cavriglia per la celebrazione del 25° anniversario degli eccidi del luglio 1944. Ristampa dell'opuscolo Ventennale degli eccidi del luglio 1944 [M n. 150], con l'aggiunta delle seguenti illustrazioni: lapide ai caduti partigiani di Cavriglia (p. 4); sacrario dei martiri del 4-7-1944 in Piazza dei caduti a Castelnuovo dei Sabbioni (p. 5); tomba comune dei martiri del 4 luglio 1944 nel cimitero di Castelnuovo dei Sabbioni (p. 6); sacrario di Meleto (p. 7); sacrario dei Martiri del 4 luglio 1944 a Massa dei Sabbioni (p. 9); sacrario ai caduti delle Matole (p. 10); cippo a Nikolaj Bujanov (p. 11).

152. Biblioteca comunale di Bucine, 30° della Resistenza. Documentazione raccolta dai giovani studenti delle Scuole del Comune. Giugno 1974, s.e., Bucine 1974, 73 pp. n.n.
Dattiloscritto promosso dal consiglio della biblioteca comunale di Bucine per celebrare il 30° della Resistenza e della Liberazione. Raccolta dei materiali prodotti dagli alunni delle classi delle scuole elementari e medie del comune relativamente al conflitto mondiale e alle stragi compiute dai nazifascisti nel territorio comunale. I lavori degli alunni riportano testimonianze familiari o sintesi di studi effettuati in classe. In appendice gli elenchi delle vittime di San Pancrazio, Ambra, Pietraviva, Badia a Ruoti, Bucine e delle altre località del Comune.

153. Comitato unitario antifascista di Levane (a cura di), 30° Anniversario della distruzione di Levane, s.l. [ma Levane, AR] 1974, 5 pp. n.n.
Opuscolo-programma ciclostilato per la celebrazione del 30° della Resistenza, della Liberazione e della distruzione di Levane. Oltre a una presentazione generale sul significato della lotta al nazifascismo vengono elencate le vittime di Levane, una frazione del comune di Montevarchi. Vengono celebrate assieme figure di deportati morti nei lager d'oltralpe, partigiani caduti in combattimento o per malattia in montagna e vittime civili di azioni nazifasciste. Ricordate le dinamiche delle uccisioni, le date degli episodi e i nomi delle vittime.

154. Comitato unitario per la celebrazione del 30° della Resistenza (a cura di), 30o Anniversario della Resistenza - Montevarchi - Sabato 8 giugno - ore 21 - A Moncioni - Manifestazione per il 30° dell'uccisione di Ezio Rotondi s.e., s.l. [ma Montevarchi] 1974, 5 pp. n.n.
Opuscolo ciclostilato a cura del Comitato unitario cittadino per il 30° della Resistenza di Montevarchi. In occasione della dedica della piazza di Moncioni a Ezio Rotondi, diciannovenne ucciso dai fascisti il 5 giugno 1944, ne viene ricordata la figura, riportando uno stralcio dal discorso pronunciato in occasione del 20o della Resistenza, il 18 luglio 1964. Da questo si apprende che Rotondi, contadino, assieme ad altri giovani si era recato in località Poggio Cuccule per ricevere armi da persone che si erano falsamente presentate come partigiani. Scoperta la vera identità dei sedicenti partigiani il gruppo di giovani si dette alla fuga, ma Ezio Rotondi rimase ucciso dai fascisti.

155. Comune di Chiusi della Verna, Chiusi della Verna ricorda i suoi Martiri nel 30° anniversario della feroce rappresaglia. 14-15 giugno 1944, Litostampa Sant'Agnese Piaggia San Lorenzo, Arezzo 1974, 19 pp.
In copertina: "Testimonianze raccolte dal p. Alfonso Bucarelli, parroco di Chiusi della Verna". A p. 2 si trova un elenco delle 10 vittime della "feroce rappresaglia del 14-15 giugno 1944". Alle pp. 10-5 una ricostruzione della dinamica dell'azione tedesca, riportata in Alfonso Bucarelli, La parrocchia di Chiusi della Verna. Storia e tradizione [M n. 194]. Seguono due testimonianze: la prima, di padre Giacinto Pesenti, è relativa all'uccisione dei due uomini della famiglia Pignatelli (padre e figlio) da parte di tre militari tedeschi sopravvissuti a un attacco partigiano (il graduato era invece rimasto ucciso). La seconda di Arturo Checcacci sulla morte di padre Pericchi e di un contadino, uccisi a colpi di mitragliatrice nella piazza del comune di Chiusi della Verna. Oltre al ricordo delle altre vittime, si specifica che la cifra complessiva delle esecuzioni doveva ammontare a 10, per rispettare il "tradizionale" rapporto di 1 a 10.

156. Comune di Monte San Savino, s.t. [ma Il popolo Savinese celebra il Trentennale della Resistenza e della Liberazione], s.e., s.l. 1974, 16 pp. n.n.
Pubblicazione a cura dell'Amministrazione comunale di Monte San Savino edita per le celebrazioni tenutesi il 30 giugno 1974. In quella occasione sono state ricordate sia le vittime per rappresaglie naziste (si riportano i nomi di 11 persone), sia i caduti nella guerra 1940-45, i dispersi sui fronti bellici e più genericamente i deceduti per cause belliche appartenenti alla comunità savinese. A ricordo dei caduti del comune di Monte San Savino è stato inaugurato il parco monumento ai Caduti ed è stata scoperta la lapide a Pietro Valeri e Luigi Carletti, il primo un militare caduto in Montenegro, il secondo, nato a Siena il 1 maggio 1921, seviziato e trucidato dai tedeschi come partigiano il 2 luglio 1944. La pubblicazione si compone degli indirizzi di saluto dei partiti politici sostenitori dell'iniziativa (psdi, dc, pci, psi). Da notare il riferimento allo stragismo e alla minaccia del montante neofascismo, simboleggiato da piazza della Loggia a Brescia presente negli interventi.

157. Caprara Guida Raimondo, La repubblica di S. Domenico. Ricordi di guerra, Tipografia Palmini & C., Arezzo 1975, 115 pp.
Ricostruzione, ad opera del curato del convento di San Domenico in Arezzo, del ruolo svolto da questa struttura nella difesa dei parrocchiani e della popolazione in genere durante l'occupazione nazista. L'opera riporta dati sulla fine dei fratelli Tani e di Aroldo Rossi, trucidati da militi della rsi il 15 giugno 1944 nel carcere aretino dopo un fallito tentativo di fuga. Oltre a questi 3 corpi il convento ospitò quelli dei due partigiani che condussero l'operazione di evasione. Alle pp. 45-51 col titolo di Tragedia in casa Belliconi padre Caprara ricorda l'uccisione con arma da fuoco di un soldato sbandato e di un passante ad opera di soldati tedeschi.

158. Comune di Cavriglia, Cavriglia nella lotta partigiana. Dal buio della miniera alla luce della libertà. 1945-1975 della Liberazione, Tipografia Sociale, Arezzo 1975, v+89 pp.
Numero speciale di "Vita comunale. Bollettino di informazioni dell'Amministrazione Comunale di Cavriglia", n. 6, aprile 1975. Come si legge nella premessa del sindaco di Cavriglia Divo Parolai (p. 1), la pubblicazione intende far conoscere, attraverso memorie e ricordi dei protagonisti di allora, l'impegno nella lotta di Liberazione svolto dai cittadini del Comune di Cavriglia, sottolineando l'attività antifascista che fin dagli anni Venti distinse i lavoratori della zona del centro minerario di Castelnuovo dei Sabbioni e di Cavriglia. Il paragrafo intitolato Un prete buono e un bravo ragazzo (pp. 52-4) è una memoria di Libero Santoni dove vengono ricordati don Ferrante Biagiardi, parroco di Castelnuovo dei Sabbioni, che perse la vita nel tentativo di dissuadere i tedeschi dal fare strage dei suoi concittadini, e il partigiano russo Nikolaj Bujanov, che sfuggito alla prigionia tedesca si unì alle formazioni partigiane locali e fu ucciso l'8 luglio 1944 dai nazifascisti, mentre difendeva insieme ai propri compagni la popolazione civile rifugiatasi nei boschi. Nel paragrafo intitolato L'eccidio compiuto dai tedeschi in quattro frazioni del Comune di Cavriglia il 4 e l'11 luglio 1944 (pp. 69-84) è riprodotto il testo, corredato di illustrazioni, precedentemente pubblicato dall'Amministrazione comunale con il titolo Ventennale degli eccidi del luglio 1944 [M n. 150].

159. Sacconi Raffaello, Partigiani in Casentino e Val di Chiana, La Nuova Italia, Firenze 1975, 285 pp.
Il volume ripercorre, anche con l'aiuto di numerose testimonianze, la lotta partigiana condotta nelle due vallate aretine dalla formazione partigiana Battaglione L. Nencetti comandata dallo stesso autore, che, inquadrata nella Divisione Arezzo, operò tra il settembre 1943 e l'ottobre 1944. Numerose sono le testimonianze di rappresaglie e stragi compiute dai nazifascisti, con particolare attenzione agli episodi di singole uccisioni compiute dai nazifascisti nel territorio. La cadenza pressoché quotidiana degli episodi permette di comprendere le intenzioni delle truppe nazifasciste operanti in zone che vedevano solidali popolazione e partigiani. Resoconto lungo e articolato per la strage di Vallucciole, corredato da testimonianze.

160. Gracci Angiolo (comandante Gracco), Brigata Sinigaglia, Feltrinelli, Milano 1976, 119 pp.
Reprint della 1a edizione del 1945 [M n. 135].

161. Amministrazione provinciale di Arezzo, La strage. La memoria della strage di Vallucciole nel racconto di un contadino, Litostampa Sant'Agnese, Arezzo 1977, 6 pp. n.n.
In copertina: "25 aprile 1977. Testo e poesie di Filippo Nibbi". Opuscolo pieghevole promosso dall'Amministrazione provinciale di Arezzo nell'anniversario della Liberazione, relativo alla strage di Vallucciole del 13 aprile 1944. Oltre a due poesie, l'A. registra la testimonianza di un contadino scampato alla strage perché utilizzato come portatore di munizioni e poi fatto fuggire dai tedeschi. La testimonianza descrive i massacri di civili che l'anonimo contadino vide durante l'ascesa al monte Falterona con una colonna tedesca.

162. Mattesini don Cristoforo, Guerra e Pace, Tipografia Palmini & C, Arezzo 1977, 131 pp.
Volume di memorie e di ricordi sul Casentino dall'avvento del fascismo, attraverso la guerra, l'occupazione tedesca, lo sfollamento con l'avvicinarsi del fronte. Alle pp. 25-33 vengono trattate le stragi commesse dai nazifascisti a Vallucciole, a Partina e a Moscaio, piccolo gruppo di case presso la via Bibbiena-Valle Santa, tutte nella giornata del 13 aprile 1943. Alle pp. 115-6 viene ricordato l'eccidio di Moggiona. La pubblicazione non si segnala né per la forma né per la precisione dei dati citati: assai vaghi gli episodi narrati, non si trova nessun riferimento temporale e di luogo preciso.

163. Checchi Claudio, Landi Paolo, Masseini Alvaro, Il comunismo nella Resistenza. Lotte sociali e guerra di liberazione nel Mugello, La Pietra, Milano 1978, 166 pp. [M n. 295].

164. Vandelli Fosco, Al servizio di Dio e degli uomini, Tipografia Cattolica Fiorentina, Firenze 1978, 312 pp.
Biografia di monsignor Pio Carlo Poggi, parroco dei SS. Gervasio e Protasio a Firenze, basata sugli articoli da lui scritti su "L'osservatore Toscano". Alle pp. 161-5 si ricorda l'uccisione di Mario Sbrilli, discepolo di Poggi, medico della Brigata partigiana Pio Borri, ucciso a San Polo perché protestava con le autorità tedesche per la strage dei 48 prigionieri (solo 1 sopravvissuto) appena effettuata. Sbrilli era stato messo in disparte per le sue qualità di medico e non destinato alla morte.

165. Comitato promotore e organizzatore per le celebrazioni (a cura di), 35° Anniversario degli eccidi di Vallucciole, Alto Casentino e Valle del Bidente. 1944-1979. Stia (AR) 7-8 aprile 1979, Arti grafiche Cianferoni, s.l. [ma Stia] 1979, 28 pp.
Presentazione di Vittoriano Frulloni, sindaco di Stia, presidente del Comitato promotore e organizzatore delle celebrazioni (pp. 1-2). L'opuscolo commemora i delitti compiuti dai nazifascisti nell'aprile del 1944 sulle popolazioni dell'Alto Casentino, riproducendo brani tratti da opere sulla Resistenza, fotografie e alcuni documenti dell'epoca. Alle pp. 11-2 si ricordano le stragi di Moscaio, Partina, Lonnano, Ama, Moggiona, Montemignaio e Cetica. A p. 17 vengono ricordati i 17 partigiani della 8a Brigata Garibaldi fucilati nel cimitero di Stia il 17 aprile 1944, presentando una fotografia della strage. Alle pp. 18-24 il racconto di Carlo Levi, La pasqua di Vallucciole [M n. 237], con alcune fotografie che mostrano il paese distrutto in seguito ai fatti del 13 aprile 1944. A p. 25 la relazione stilata dall'abate di S. Godenzo (provincia di Firenze), monsignor Ermindo Melani, sulla strage compiuta da reparti delle SS contro la popolazione di San Martino a Castagno, nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1944 (tratta da G. Carocci, La resistenza italiana [M n. 147]).

166. Comune di Loro Ciuffenna, 35° Anniversario della liberazione del Pratomagno. 1944-1979, Stampa tipo-lito ngf, Firenze 1979, 31 pp.
Opuscolo commemorativo sulla lotta di Resistenza e la Liberazione del Pratomagno. Introduzioni di Romano Rampi e Aldo Ducci, sindaci di Loro Ciuffenna e di Arezzo (pp. 3-4), seguite da un commento di Carlo L. Ragghianti al monumento alla Resistenza realizzato da Venturino Venturi per il comune di Loro Ciuffenna in occasione del 35° anniversario (pp. 7-11). Seguono alcune note storiche, curate dai proff. Stefano e Donatella Luglioli sulla lotta di Liberazione in Valdarno e in Pratomagno e sulla Brigata partigiana Mameli. Nella nota La resistenza sul Pratomagno si ricorda che il 15 luglio 1944 "per rappresaglia dei nazisti, tre cittadini di Loro Ciuffenna vengono catturati e impiccati nel Piazzale Garibaldi; all'esecuzione parteciparono direttamente i fascisti del luogo" (p. 19). Nei Comuni del Pratomagno si contano alla fine della guerra di Liberazione "200 civili trucidati dai nazifascisti, di cui solo 71 a Loro Ciuffenna; interi paesi incendiati, oltre il 30 per cento delle abitazioni distrutte" (p. 19).

167. Martinelli Renzo, I giorni della Chiassa, Poligrafico Aretino, Firenze 1979, 319 pp.
Prima edizione Arti grafiche Cianferoni, Firenze 1945; ripubblicato il 25 aprile 1979 in occasione del 34° della Liberazione a cura della Circoscrizione n. 2 Ceciliano e del Comune di Arezzo. Scritto alla fine del 1944 dal giornalista Renzo Martinelli, il volume ricostruisce gli episodi vissuti dal settembre 1943 a quello successivo nella zona della Chiassa dove l'A. era sfollato. Il primo episodio descritto è del 24 giugno 1944: la fucilazione da parte di SS di quattro uomini e un ragazzo imprigionati in conseguenza dell'uccisione di tre tedeschi effettuata da un nucleo partigiano. Le cinque vittime risiedevano presso la Casina, un podere nelle vicinanze di Monte a Giovi, e qui i tedeschi poi uccisi erano stati prelevati dai partigiani mentre si rifocillavano. Ai cinque fucilati si aggiunsero altre 2 vittime: il padre di uno dei condannati giunto a perorare la causa del figlio e una ragazza che lavorando nei campi aveva assistito all'eccidio. Le case coloniche nella zona vengono depredate e incendiate. Segue descrizione dei fucilati di San Polo: "Sono quarantacinque: i civili presi al Molin de' Falchi e quelli catturati lungo la via dal Molin de' Falchi a San Polo". L'esecuzione è definita selvaggia ma non c'è una precisa descrizione dell'accaduto, né del reparto tedesco responsabile. Trattandosi di uno scritto compilato a brevissima distanza dagli avvenimenti vissuti, oltre agli episodi specificamente narrati rimangono importanti le impressioni riportate su ciò che la popolazione era venuta a sapere su avvenimenti a loro non immediatamente vicini, come nel caso di Civitella della Chiana.

168. Succhielli Edoardo (a cura di), La Resistenza nei versanti tra l'Arno e la Chiana. Memorie di lotta partigiana di partecipazione popolare di stragi nazifasciste, Tipografia Sociale, Arezzo 1979, 324 pp.
Introduzione di Ivo Biagianti. Autobiografia del comandante della Brigata partigiana Renzino composta da memorie dell'A. e testimonianze di altri protagonisti, collocate secondo l'ordine cronologico "relative all'attività partigiana svoltasi fra l'autunno del '43 e l'estate del 1944, nella zona a cavallo tra le province di Arezzo e Siena" (dall'Introduzione). Val di Chiana, Val d'Ambra e Val d'Orcia sono il teatro di azione della formazione Renzino e la narrazione dà ampio spazio alle vicende che caratterizzarono tragicamente la vita di paesi come Civitella della Chiana, San Pancrazio, Montaltuzzo, Cornia. Trattandosi di un volume scritto a più mani alcuni episodi e vicende ricorrono più volte ma la maggiore sistematicità narrativa circa episodi di strage è da rintracciarsi nel capitolo I crimini del nazifascismo (pp. 195-212). Vengono qui descritti gli effetti e la dinamica della ampia operazione di distruzione che scattò il 29 giugno 1944 e coinvolse i comuni di Civitella della Chiana, Bucine, Monte San Savino e Pergine Valdarno dove perirono complessivamente 337 civili (particolare riferimento agli agglomerati rurali Gebbia, Capocontro, Cornia, Il Burrone, Solaia e Montaltuzzo che furono incendiati e distrutti e dove non furono risparmiati né donne né bambini). Seguono episodi minori e il ricordo dell'uccisione di Modesta Rossi. L'A. analizza anche l'atteggiamento delle popolazioni di San Pancrazio e Civitella dopo gli eccidi, comunità distrutte che hanno ricostruito in modo diverso una memoria e sviluppato un giudizio antitetico verso la lotta di Liberazione (pp. 304-8).

169. Vangelisti Lazzero, Una vita trascorsa sotto tre regimi, Tip. Giuntina, Firenze 1979, 139 pp.
Presentazione di Vasco Pratolini. Scuola serale di Vingone. Volume autobiografico ripartito in tre epoche periodizzanti, definite dall'A. "regimi": monarchia, fascismo e Democrazia Cristiana. Per dimostrare la barbarie dei fascismi l'A. cita alcuni episodi che lo videro testimone (pp. 68-76). Si menziona la fucilazione presso il cimitero di Stia di 16 partigiani ad opera di fascisti; uccisione di tre civili in località non precisata del Casentino (capofamiglia e due figli della famiglia Spighi). Si descrive in modo sommario la strage di Vallucciole (chiamato Valluccioli, l'A. parla dei responsabili come genericamente di fascisti), e la distruzione della propria famiglia (11 persone in tutto) il 17 aprile 1944 compiuta da militari tedeschi su segnalazione di fascisti locali che indicarono nella casa dell'A. il luogo di rifugio di alcuni partigiani.

170. Biagini Enrico, Civitella. Un castello, un paese, un martirio, Centrostampa, Arezzo 1981, 233 pp.
L'A., parroco di Civitella, inizialmente aveva intenzione di pubblicare solo un opuscolo sulla strage di Civitella, ma nella sua veste definitiva il volume abbraccia l'intera storia del territorio in questione dalle origini ai giorni nostri. Senza alcun intento scientifico, il contributo dell'A. alla comprensione degli episodi di strage è legato a una corretta valutazione dell'unità del territorio in questione. Le truppe nazifasciste sono descritte come intente a operare una distruzione completa e accurata del triangolo di territorio che comprende le parrocchie di Civitella, Cornia e San Pancrazio nel comune di Bucine. Elencati tutti i caduti (117 per Civitella e 58 per Cornia) con specificate le modalità delle singole uccisioni. Numerose illustrazioni nel testo raffiguranti tanto lo stato del paese dopo la distruzione e il passaggio degli alleati quanto lapidi e cippi commemorativi posti nel dopoguerra a ricordo dei vari episodi che colpirono l'intera area.

171. Brizzi Arduino, La Piazza. Cronache di un ventennio a Sansepolcro, Edizioni Amatoriali Tiberine, Sansepolcro 1981, 219 pp.
Prefazione di Carlo della Corte (pp. vii-viii) e di Giuseppe Rossi (pp. ix-x). Storia di Sansepolcro attraverso i ricordi dell'A., con integrazioni da opere edite. Alle pp. 97-100 si trova una descrizione della fucilazione di Eduino Francini a Villa Santinelli assieme ad altri 8 partigiani, tratta da Curina [M n. 146]. Riprodotto il manifesto affisso a Sansepolcro dopo la fucilazione dei patrioti di Villa Santinelli (p. 102). A p. 108 si descrive l'uccisione di Angelo Biagioli, giovane lavoratore della Todt fucilato presso la stazione di Molin Nuovo da un repubblichino; alle pp. 101-10 il rastrellamento del 3 giugno 1944 alle pendici dell'Alpe della Luna, dove rimasero uccisi 4 partigiani.

172. Gambassini Luciano, Medico fra la gente, Nuovedizioni Vallecchi, Firenze 1981, xii+320 pp.
Memorie di un medico durante il passaggio del fronte nell'Aretino, particolarmente legato all'ambiente di Civitella (numerosi riferimenti alla famiglia Paggi). Sono descritti sommariamente gli episodi di San Pancrazio, con ricordo dell'uccisione di Modesta Rossi, e la strage di Civitella (pp. 193-5).

173. Chiosi Rodolfo, Il primo libro della Brigata "Mameli", Tipografia Valdarnese, San Giovanni Valdarno 1982, 61 pp.
Storia della Brigata partigiana Mameli, di cui l'A. fu comandante. Il volume è stato pubblicato nel 1946 con lo pseudonimo di Hirdio Foscolo; l'edizione presente reca nella prima di copertina: "Fotocopia fuori commercio a cura dell'autore - Aprile 1982". Si segnala un episodio avvenuto il 13 luglio 1944: due partigiani della Mameli furono catturati da militari tedeschi in località Trappola, nel comune di Loro Ciuffenna, probabilmente all'interno del rastrellamento operato in quella data su tutto l'arco del Pratomagno, torturati per due giorni e quindi uccisi. Tutta la zona venne sottoposta a bombardamento.

174. Norcini Franca Loretta, Tu bum, bum. La gente del Casentino e della Romagna nei giorni della Resistenza, Calosci, Cortona 1982, 110 pp.
Prefazione di Carlo L. Ragghianti (p. 5). L'A. ricorda l'esperienza del passaggio del fronte vissuta dalla popolazione casentinese tra la fine del 1943 e il settembre 1944, la lotta partigiana in Casentino e poi nella provincia di Forlì, in Romagna, dove l'A. sfollò con la propria famiglia. Ai ricordi personali si alternano note di carattere documentario e la riproduzione di documenti sulla lotta partigiana. Nel capitolo Il movimento partigiano e gli eccidi di Vallucciole e Partina (pp. 21-9), oltre a una breve nota storica dedicata alla nascita del movimento partigiano casentinese a partire dal settembre 1943, vengono ricordate le stragi di Moscaio, Vallucciole e Partina. Riprodotti la relazione sui fatti di Vallucciole stilata dai carabinieri di Firenze e alcuni volantini distribuiti tra la popolazione dalle autorità nazifasciste prima del 25 maggio 1944, sulla "lotta contro i ribelli". Nel capitolo Granate e rappresaglie (pp. 52-5) è ricordato don Ezio Turinesi, parroco di Partina, ucciso dai tedeschi il 4 settembre 1944. Nel capitolo I fatti di Moggiona sono riprodotti i nomi dei 14 civili fucilati dall'esercito tedesco l'11 settembre 1944.

175. Amministrazione provinciale di Arezzo (a cura di), Breve illustrazione delle vicende nel corso delle quali emerse il contributo di valore e di sangue dato dalle popolazioni della provincia di Arezzo nella lotta per la liberazione della patria dall'occupazione tedesca e fascista, Amministrazione provinciale, Arezzo 1983.
Dattiloscritto che ricostruisce territorio, economia, società e avvenimenti nella provincia di Arezzo durante l'occupazione nazista. La seconda parte Illustrazione delle vicende belliche che coinvolsero la provincia di Arezzo passa in dettaglio tutti gli episodi di strage e di rappresaglia che videro popolazione civile e partigiani cadere sotto l'azione sistematica di aggressione e distruzione delle forze italiane e tedesche (da Vallucciole alla Liberazione di Arezzo, 16 agosto 1944). Delle truppe tedesche coinvolte - appartenenti alla 10a Armata - sono specificati reggimenti e battaglioni per quanto riguarda le operazioni di Civitella e Cetica. A Civitella della Chiana la controffensiva coinvolse il 2o Battaglione del 3° Reggimento di fanteria del Brandeburgo, operante a Perugia e spostato nell'Aretino per la lotta antipartigiana, insieme ad altre unità costituenti il Korük 594, cioè il "Gruppo Comando Sicurezza alle spalle" della 10a Armata tedesca. Su Cetica il 3o Brandeburgo e per la zona dell'Alto Valdarno (dove dal 4 all'11 luglio si abbatterono terribili stragi) "unità non indivisionate della H. Göring, del 1° Corpo paracadutisti e della 334a Divisione dell'Africa Korp". Importanti gli allegati 17 e 18 che assieme a carte geografiche della provincia corredano il lavoro: qui si riportano in dettaglio tutti i caduti civili nelle principali azioni repressive tedesche (1.351 civili uccisi dalle truppe tedesche nelle operazioni effettuate nella fase finale della lotta - aprile-settembre 1944 -; 470 civili uccisi sia dalle forze tedesche che dalla rsi in episodi sporadici, nell'intero arco del ciclo operativo - settembre 1943-settembre 1944).

176. Circoscrizione di Ceciliano, Biblioteca della Città di Arezzo, Resistenza ieri... Resistenza oggi, Poligrafico aretino, Arezzo 1983, 4 pp.
Testo di Enzo Gradassi e disegni tratti dalla mostra promossa dalla Circoscrizione di Ceciliano e realizzata dagli scolari del vi circolo, nell'aprile 1979 alla Chiassa Superiore e rielaborati da Patrizia Giusti. Opuscolo pieghevole con pagine non numerate relativo alla Liberazione del comune di Arezzo e ai fatti di sangue che coinvolsero la popolazione civile e i partigiani combattenti nei giorni immediatamente precedenti. Il testo riporta considerazioni e ricordi di alcuni partigiani, mentre una breve cronologia ricorda l'impiccagione presso La Speranza di 5 partigiani precedentemente catturati il 26 giugno 1944, e il massacro presso San Polo.

177. Trevelyan Raleigh, Roma 1944, Rizzoli, Milano 1983, 446 pp.
Titolo originale: Rome 1944, 1981, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti. L'A., inglese ventenne comandante di plotone dell'esercito alleato ai tempi dello sbarco di Anzio, ricostruisce servendosi di ricordi personali e del materiale documentario più vario, soprattutto appunti e registrazioni di interviste, diari, lettere e memorie inedite, la campagna d'Italia del 1944. Nel cap. Campidoglio-San Pietro alle pp. 391-2 si ricorda che in giugno l'attività partigiana cominciò a rappresentare una reale minaccia per i tedeschi e l'A. condivide la tesi di Kesselring circa l'inevitabilità dei massacri di civili in conseguenza della costante attività partigiana. Ad esempio della "furia tedesca" - l'A. parla di "casi estremi" e poi cita abbondantemente inesistenti casi di atrocità su tedeschi addotti come giustificazione del comportamento tedesco dallo stesso Kesselring - si ricorda l'eccidio di San Polo, senza specificare il numero delle vittime e considerandole tutte partigiane. "Il comandante reggimentale della 94a Divisione di fanteria decise di far saltare le loro tombe, in modo che non restasse traccia dei maltrattamenti inflitti a quegli uomini. Il 6 luglio donne e bambini morirono a San Giustino Valdarno quando il 76o Corpo Panzer fece saltare delle case ch'erano utilizzate come caposaldi". Infine l'episodio del 20 agosto 1944 a San Terenzo: fucilazione di 105 persone (solo 7 maschi adulti e molte vittime avevano le mani legate col filo spinato) in conseguenza della uccisione di 17 SS per mano partigiana.

178. Bistacci Raimondo, Cronistoria dei fatti bellici accaduti in Cortona dalla venuta dei tedeschi fino al 31 gennaio 1945. Appunti storici pel giornale L'Etruria, Calosci, Cortona 1984, 109 pp.
Cronaca minuziosa degli avvenimenti nel cortonese dall'8 settembre 1943 al gennaio 1945 redatta dall'A., giornalista. Nel diario si parla genericamente di tedeschi e i partigiani sono chiamati ribelli o banditi, mutuando il linguaggio nazifascista. A p. 46 (6 giugno 1944) si cita la rappresaglia delle Vallecchie. L'8 giugno 1944 a Villa Tommasi a Metelliano i tedeschi uccidono 5 contadini, 2 russi e uno slavo. A p. 53 (27 giugno 1944) si menziona l'eccidio di Falzano: i tedeschi fanno saltare con mine il palazzo della Fattoria dell'Aiola, tre case, la chiesa e la canonica; la rappresaglia per l'uccisione di un soldato da parte dei partigiani produsse 10 morti. A p. 54 (1 luglio 1944) si ricorda l'uccisione di 5 civili per mano tedesca. Alle pp. 77-9 si trova un Elenco delle persone uccise da mano tedesca: 37 nomi con allegate la motivazione e la modalità della morte.

179. Comune di Bucine, Brevi cenni sugli avvenimenti che caratterizzarono gli episodi che videro fucilazioni di inermi cittadini del Comune, avvenuti ad opera di truppe nazifasciste durante le operazioni belliche dell'anno 1944, s.e., Bucine s.d. [ma 1984], 23 pp.
In copertina: "Il Comune di Bucine ed il popolo di San Pancrazio alle vittime delle violenze e della barbarie nazifasciste". Raccolta dattiloscritta di testimonianze sulle stragi del giugno 1944 nel territorio di Bucine. Riportati gli elenchi delle vittime di tutti gli episodi e due testimonianze sull'eccidio di San Pancrazio. La prima è di un sopravvissuto, redatta nell'agosto del 1944 e donata al Comune nel 1984 per il 40o anniversario, la seconda di Goffredo Cinelli.

180. Droandi Enzo, La battaglia per Arezzo. 4-20 luglio 1944, Luciano Landi Editore, Arezzo 1984, 87 pp.
All'interno di questo lavoro dedicato alla Liberazione della città di Arezzo ad opera delle formazioni partigiane e delle truppe dell'Esercito Alleato, nel capitolo intitolato San Polo (pp. 9-16) si ricorda brevemente la strage di civili e partigiani operata dalle truppe tedesche della 94a Infanterie Division durante il rastrellamento compiuto fra San Polo, San Severo, Pietramala e Molin de' Falchi.

181. Giunta Provinciale di Arezzo (a cura di), Speciale Provincia, Poligrafico Aretino, Arezzo 1984, 8 pp.
In redazione Enzo Gradassi. Foto fornite dalle sezioni anpi di Arezzo, San Giovanni Valdarno e Sansepolcro; foto dal volume di Enzo Droandi, La battaglia per Arezzo [M n. 180]. Numero unico della Giunta provinciale di Arezzo in occasione del conferimento della Medaglia d'oro al valor militare per attività partigiana alla Provincia (celebrazione svolta dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini in data 29 settembre 1984). Sono presenti brevi interventi commemorativi di: Franco Parigi, presidente della Provincia, Aldo Ducci, sindaco di Arezzo, Amedeo Sereni, segretario provinciale dell'anpi, Aldo Donnini, presidente provinciale della fivl, e dei capigruppo dei partiti politici della città. In tutti gli interventi si sottolinea il contributo offerto alla guerra di Liberazione "da parte di agguerrite formazioni armate e delle patriottiche popolazioni di città e campagne" (p. 1), e nelle motivazioni che spiegano le decorazioni assegnate a quattro comuni della provincia di Arezzo - Cavriglia, Pieve Santo Stefano, Bucine, Civitella in Val di Chiana - viene esplicitamente ricordata l'opposizione della popolazione ai nazifascisti, nonostante le terribili crudeltà e distruzioni subite (p. 2).

182. Merlini Alfredo, ... Ma se milioni di faville arderanno insieme... Liriche sulla Resistenza toscana, Stamperia editoriale e commerciale Parenti, Firenze 1985, 100 pp.
Patrocinio della Federazione regionale delle Associazioni toscane della Resistenza; prefazione di Remo Scappini, presidente della Federazione (pp. 7-10). L'A., partigiano nella zona del Valdarno, imprigionato dai fascisti nel carcere di Arezzo dove fu compagno di cella di Santino e Giuseppe Tani (si veda la poesia Carcere alle pp. 53-4), dedica alcune delle sue liriche ai compagni uccisi e a episodi di strage. Alle pp. 21-2 Prima resistenza. "Non mollare", alla memoria di Nello Traquandi; alle pp. 23-4 Assassinio al Campo di Marte, sulle fucilazioni compiute dai nazifascisti a Campo di Marte, Firenze, nel marzo 1944; alle pp. 27-8 I tre carabinieri di Fiesole, uccisi dai tedeschi "a volontario salvamento di dieci cittadini rastrellati fra la popolazione innocente"; alle pp. 29-30 Donne della nuova Resistenza, sull'uccisione di Tina Lorenzoni, Anna Maria Enriques Agnoletti e Modesta Rossi; alle pp. 31-2 Minatori toscani, in ricordo dei minatori di Valdarno, Niccioleta e Amiata trucidati dai nazifascisti; alle pp. 47-8 Vallucciole, per la strage del 13 aprile 1944; alle pp. 55-6 Partigiani in Catenaia-Casentino, al comandate Siro e ai commilitoni della Divisione Partigiani Pio Borri nel ricordo dei compagni caduti; alle pp. 57-8 Piccolo prete smagrito, in memoria di don Ferrante Bagiardi, parroco di Castelnuovo dei Sabbioni; alle pp. 59-60 Partigiano Licio, in ricordo di Licio Nencetti, capo partigiano in Valdichiana fucilato dai fascisti a Talla; a p. 90 Civitella della Chiana, ai 250 caduti e al parroco don Alcide Lazzeri, fucilato colla popolazione.

183. Merlini Alfredo, Bianchi Gerardo, Francesco Berti e Renato Cappugi, abc Tipografia, Firenze 1985, 16 pp. [M n. 316].

184. Palazzeschi Vasco, Mara. Dall'antifascismo alla Resistenza con la 22a Brigata Lanciotto, La Pietra, Milano 1986, 132 pp.
L'A., partigiano combattente (pseudonimo Mara) con la Brigata Lanciotto, descrive la propria esperienza dall'8 settembre alla Liberazione. Tentando di sgombrare il campo da interpretazioni e ricostruzioni errate, dedica alla battaglia di Cetica del 29 giugno 1944 lo spazio più consistente del lavoro. Documento prezioso per la ricostruzione del vivo dibattito che i fatti tragici di Cetica hanno alimentato, in realtà non offre una descrizione precisa e minuziosa degli effetti che l'operazione di attacco a sorpresa dei nazifascisti ebbe sui civili. Palazzeschi si limita infatti a ricordare l'assassinio di 12 civili (p. 75), l'aver utilizzato la popolazione come scudo umano da parte dei tedeschi nell'avanzata contro la Lanciotto, e le immagini del paese distrutto e incendiato. Si cita infine alle pp. 85-6 (giudicato come assai lontano dalla verità dei fatti) la voce Cetica, Strage di nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza [M n. 16].

185. Renzi Giancarlo, Sestino. Quarant'anni di repubblica (1946-1986), Grafica Vadese, Sant'Angelo in Vado (PS) 1986, 57 pp.
Edizione a cura del Comune e della Biblioteca comunale di Sestino, nel Quarantennale della Repubblica Italiana, Anno internazionale della pace. Presentazione del sindaco (p. 5). Testimonianza di Angiolo Berni, ex-sindaco e membro del cln (pp. 7-8). Storia del comune di Sestino dal dopoguerra a oggi con un breve paragrafo (La tragedia della guerra, pp. 11-20) dedicato all'impatto della ritirata tedesca su questo territorio, estremo margine della provincia aretina e praticamente immerso nel Pesarese. Due testimonianze raccolte da studenti fanno riferimento all'accanimento dei tedeschi sulla popolazione sfollata. Presso Montelabreve, nel comune di Badia Tedalda, si menziona la fucilazione di tre civili (padre e due figli), nel racconto di un testimone che riuscì a fuggire scampando alla esecuzione (p. 14). La data non è specificata ma vagamente si riporta "verso il 15 di agosto".

186. Rossi Tersilio, La valle dei castagni. Memorie di lotta partigiana tra i monti di Caprese, ila Palma, Palermo-Sào Paulo 1986, 278 pp.
Introduzione di Vittorio Vettori (pp. 7-9). Libro di memorie di don Tersilio Rossi, parroco di Caprese Michelangelo e della frazione Lama, dall'estate 1942 all'immediato dopoguerra. Narrate le vicende dell'occupazione tedesca e della guerra relative a questa zona, dove egli fu più volte impegnato nel tentativo di proteggere la popolazione civile durante i difficili rapporti con le milizie tedesche prima e quelle alleate poi, nonché con le locali formazioni partigiane, del cui operato l'A. è molto critico perché avrebbero provocato inutili rappresaglie. Il cap. xii, Acre odore di polvere (pp. 217-25), sulle vicende relative alla morte dei fratelli Elmo e Quinto Romolini, uccisi dai tedeschi senza alcuna motivazione il 14 luglio 1944 sulla strada Chiusi della Verna-Pieve Santo Stefano, all'interno dell'azione punitiva condotta dai militari tedeschi il medesimo giorno nella città di Chiusi (10 civili uccisi, tra cui il parroco Raffaello Pericchi e una suora). Viene riportato il testo della lapide commemorativa voluta dalla famiglia. Segue l'episodio della morte di don Domenico Mencaroni, parroco di Toppole, nel comune di Anghiari, ricostruito grazie a una testimonianza raccolta dall'A. nel 1982. Il 14 luglio 1944, in seguito all'uccisione di un soldato tedesco da parte di partigiani, i nazisti imprigionarono il parroco di Toppole; condotto nella vicina Tortigliano, venne tenuto prigioniero per tre giorni e infine fucilato il 17 luglio. Nella stessa occasione furono imprigionati 20 civili della zona, poi rilasciati (pp. 226-7).

187. Santoni Libero, Dal buio della miniera alla luce della libertà. L'antifascismo e la Resistenza nel comune di Cavriglia e nel bacino lignifero del Valdarno, Vangelista, Milano 1986, 135 pp.
A cura di Antonio Santoni, con la collaborazione di compagni partigiani e volontari della libertà. Memorie dell'A., partigiano combattente, sulle vicende resistenziali nel bacino lignifero del Valdarno che vide un notevole contributo di sangue versato per l'antifascismo e la solidarietà di tutta la società attorno al lavoro nelle miniere. Il paragrafo Le stragi nazifasciste nei paesi delle miniere descrive la rappresaglia nazista che si abbatté su Meleto, Castelnuovo dei Sabbioni, San Martino e Massa dei Sabbioni all'alba del 4 luglio 1944. I tedeschi - senza ulteriori specificazioni - rastrellano gli uomini casa per casa, li ammassano nelle piazze, li mitragliano e poi li incendiano. L'A. parla di quasi 200 morti, tra i quali don Ferrante Bagiardi ed Estevan Nannoni. L'11 luglio i nazisti fucilano altri 11 uomini a Castelnuovo dei Sabbioni, esattamente a Le Matole. I civili furono presi nel rifugio antiaereo che stavano costruendo e fucilati sotto gli occhi delle donne. Ci fu un sopravvissuto che testimoniò che i tedeschi responsabili della strage parlavano un italiano perfetto. L'A. si interroga sul legame della strage con il sequestro e la successiva liberazione da parte del suo gruppo di due ufficiali tedeschi, un maggiore, commissario per gli approvvigionamenti e un colonnello, comandante della piazzaforte di Montevarchi.

188. Tognarini Ivan (a cura di), La guerra di liberazione in provincia di Arezzo, 1943/1944. Immagini e documenti, Amministrazione provinciale, Arezzo 1987, 189 pp.
Ristampato nel 1988, pp. 191 [M n. 190].

189. Labanca Nicola (a cura di), Quando le nostre città erano macerie. Immagini e documenti sulle distruzioni belliche in provincia di Arezzo (1943-1944), Editori del Grifo, Montepulciano 1988, 127 pp.
Pubblicazione promossa e realizzata dall'anpi sezione Licio Nencetti di Foiano della Chiana in collaborazione con la Provincia di Arezzo e la Regione Toscana sull'impatto del passaggio del fronte nella provincia aretina. Oltre a presentazioni e indirizzi di saluto di varie autorità (pp. 7-18), il volume presenta il saggio di Nicola Labanca, Il peso del fronte e della guerra su una provincia toscana. Arezzo 1943-1944 (pp. 19-58), che si segnala per l'utilizzo di fonti documentarie non esaminate dai relatori del convegno: Seconda guerra mondiale e sterminio di massa. Stragi e rappresaglie nella lotta di Liberazione, tenutosi ad Arezzo in data 24-28 novembre 1987. Nel paragrafo Le sistematiche distruzioni nella ritirata germanica viene ricordata la strage di 14 civili avvenuta a Moggiona l'11 settembre 1944 ad opera dell'esercito tedesco (p. 31). Al tema della guerra ai civili è dedicato il paragrafo Guerra di stragi (pp. 37-41), dove sono ricordati i principali avvenimenti citando documenti tedeschi e i dati pubblicati da Curina [M n. 146]. La seconda parte del volume - Immagini sulle distruzioni belliche in Provincia di Arezzo (1943-1944) - presenta gli effetti delle distruzioni belliche sul territorio della provincia aretina suddiviso nelle quattro vallate. A p. 86 è riprodotta la foto di Castelnuovo dei Sabbioni (Cavriglia) dopo l'azione del 4 luglio 1944, quando reparti della 10a Armata della Wehrmacht massacrarono 73 civili. A p. 103 la foto di Civitella della Chiana distrutta da reparti della 10a Armata della Wehrmacht il 29 giugno 1944, dove vennero uccisi 250 civili. A p. 123 le fotografie di Partina dopo le distruzioni operate dai nazifascisti nel rastrellamento del 13 aprile 1944 (29 civili uccisi).

190. Tognarini Ivan (a cura di), La guerra di liberazione in provincia di Arezzo, 1943/1944. Immagini e documenti, Amministrazione provinciale, Arezzo 1988, 191 pp.
1a edizione 1987, pp. 189. Pubblicazione dell'Amministrazione provinciale di Arezzo di celebrazione e di ricostruzione della storia della Resistenza e della Liberazione del territorio aretino a breve distanza dal conferimento alla Provincia della Medaglia d'oro al valore militare per il contributo dato alla lotta di Liberazione. Il testo principale è di Nicola Labanca che dedica alle stragi nella provincia un breve paragrafo alle pp. 53 e 55. Qui vengono ricordati i principali luoghi puntualizzando la necessità di analizzare il fenomeno strage non legato a quello della rappresaglia, di considerarlo bensì come atto deliberato di guerra di sterminio. Corredato di molte fotografie, il volume offre una serie di immagini, con didascalie originali, tratte dall'Imperial War Museum inerenti alle stragi di Moggiona e San Polo (pp. 122-31).

191. Biblioteca comunale di Sestino, 45° anniversario della fucilazione di Ferruccio Manini. Sestino - Domenica 23 luglio 1989, Stampa Artigrafiche, Sansepolcro 1989, 4 pp. n.n.
Nota introduttiva di Ruggero Ruggeri, sindaco di Sestino (p. 1). Testi e ricerche di Giancarlo e Marco Renzi. Numero unico de "Il Voluseno", in occasione del 45° anniversario della fucilazione di Ferruccio Manini, diciannovenne di Corte de Cortesi (CR), arruolato nel dicembre 1943 nel 1° Battaglione Costruttori della gnr e inviato, nel marzo 1944, a Piandimeleto, presso Sestino, per lavorare alle fortificazioni della Linea Gotica. Come altri suoi commilitoni prese contatto con la formazione partigiana comandata da Bruno Ercolani (5a Brigata Garibaldi Pesaro). Il 25 luglio 1944 durante uno scontro a fuoco nel Sestinate fu catturato dai tedeschi, preso in consegna da un reparto del Battaglione m di stanza a Sestino al comando del tenente Giorgio Albertazzi, sommariamente interrogato e infine, rifiutatosi di collaborare con i fascisti, fucilato il 28 luglio presso il cimitero di Sestino. A p. 2 foto della stele commemorativa di Sestino.

192. Tognarini Ivan (a cura di), Guerra di sterminio e Resistenza. La provincia di Arezzo 1943-1944, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1990, 422 pp.
Atti del convegno internazionale di studi: Seconda guerra mondiale e sterminio di massa. Stragi e rappresaglie nella lotta di Liberazione. Mostra, pubblicazioni, convegno di studi, Arezzo 24-28 novembre 1987. Oltre alle relazioni seguenti sono da considerare le appendici documentarie di provenienza italiana, tedesca e inglese, e la Cronologia (pp. 349-82) nella quale, come responsabili delle stragi sono sempre citati "reparti della Wehrmacht, Heeresgruppe C, 10a Armee", e nel solo episodio di Montemignaio a questi vengono associati militi della rsi e della gnr. In Giovanni Verni, Appunti per una storia della Resistenza nell'aretino, pp. 98-173, si descrive l'episodio di Vallucciole inserendolo all'interno della logica di distruzione messa in atto dal comando germanico su tutto il fronte della Linea Gotica, con il tentativo di intimidire la popolazione oltre che cercare di provocare una frattura fra i civili e il movimento partigiano. In Ivo Biagianti, Antifascismo, Resistenza e stragi nell'aretino, pp. 175-86, si ricorda che "nella provincia di Arezzo le stragi commesse dai nazifascisti sono oltre una quindicina e si susseguono con continuità, soprattutto nei mesi della costruzione della Linea Gotica".

193. Sacconi Raffaello (a cura di), Truppe alleate e formazioni partigiane nella provincia di Arezzo. 5° convegno partigiani del Pratomagno. Arezzo, 24 febbraio 1990, Stamperia Editoriale Parenti, Firenze 1991, 115 pp.
Atti del v Convegno partigiani del Pratomagno tenuto ad Arezzo il 24 febbraio 1990. Nel contributo di Alberto Mario Droandi, Nove lustri or sono: luglio 1944, l'A. cerca di correggere sostanziali errori comparsi in una pubblicazione a cura del Comune di Loro Ciuffenna, distribuita in occasione dell'inaugurazione del monumento ai caduti del Pratomagno avvenuta in data 22-23 novembre 1979, circa la sua partecipazione alla imboscata partigiana presso il passo della Crocina che portò all'uccisione di tre soldati tedeschi. Questo episodio e lo scontro a fuoco che ne seguì sono giudicati gli antefatti della feroce rappresaglia che in località Orenaccio portarono alla fucilazione da parte dei nazisti di 3 partigiani e 44 civili. Nel saggio di Enzo Droandi, Partigiani sul fronte del Pratomagno nei diari di guerra di unità britanniche, pp. 33-47, si riferisce anche di quattro testimonianze. Una di queste è del 76o Corpo d'Armata corazzato tedesco in data 27 agosto 1944 sulla strage a più tempi di Podernovo, Moscia e Villa di Lagacciolo compiuta il 25 agosto 1944 nella zona del passo della Consuma.

194. Bucarelli padre Alfonso, La parrocchia di Chiusi della Verna. Storia e tradizione, Scasa, Arezzo 1992, 87 pp.
Storia della parrocchia dall'antichità ai giorni nostri e dei personaggi legati alla comunità parrocchiale. Alle pp. 45-53 si ricostruisce la strage di Chiusi del 14-15 giugno 1944, tratta da padre Alfonso Bucarelli, Chiusi della Verna ricorda i suoi Martiri nel 30o anniversario della feroce rappresaglia [M n. 155]. Sono qui aggiunte dall'A. le testimonianze di padre Giacinto Pesenti, guardiano del convento della Verna, e di Arturo Checcacci, medico scampato alla strage. Secondo il loro racconto, 10 persone furono uccise in conseguenza dell'uccisione di un comandante tedesco per attacco partigiano. I 3 soldati superstiti mitragliarono due componenti della famiglia Pignatelli, sfollata da Roma (Vittorio e Salvatore, padre e figlio) presso il boschetto dell'Asilo Pichi. Furono poi uccisi padre Raffaello Pericchi, una suora e 4 civili. La mattina seguente vennero uccisi da bombe a mano lanciate sulla porta di casa Sisto Ridolfi, falegname del convento, e Pietro Lusini. Il medico Checcacci parla di una decina di soldati tedeschi coinvolti nella strage del 14 giugno.

195. Righi Fulvio, Libertà. Gioia, una storia di vita partigiana, Calosci, Cortona 1992, 214 pp.
Memorie del partigiano Gioia combattente con la 23o Brigata Garibaldina Pio Borri. Il dettagliato racconto che si conclude con la Liberazione di Arezzo ricorda vari episodi di violenze su civili e partigiani. Il 30 marzo 1944 due partigiani detenuti nella caserma di Subbiano vengono fucilati alla stazione ferroviaria dopo torture e pestaggi. Al linciaggio oltre ai fascisti di Subbiano partecipano anche quelli di Capolona e San Martino (p. 94). Il 15 giugno 1944 vengono fucilati nel carcere di Arezzo ad opera dei fascisti i fratelli Tani e Aroldo Rossi; impiccati 5 giovani presso la fattoria La Speranza. La relazione sui fatti di Molin de' Falchi e San Polo si basa sulla testimonianza di un partigiano superstite; il 14 luglio presso la Chiassa Superiore sono uccisi dai tedeschi 2 partigiani che tentavano di ricongiungersi con la Brigata a Molin de' Falchi.

196. Turchetti Ferdinando, Quando brucia la città, itea, Anghiari 1993, 141 pp.
L'A., renitente alla leva dopo l'8 settembre, vaga per varie località dove infuriano i combattimenti e le distruzioni dei nazifascisti e riporta le gesta del clero impegnato nella Resistenza. Vengono ricordati numerosi episodi vissuti tutti da testimone (l'A. scrive in terza persona cambiando il proprio nome in Piero): in località Intoppo, presso Palazzo del Pero, 10 contadini fucilati per rappresaglia dell'uccisione di una staffetta tedesca (p. 69). Alle pp. 70-3 si trova un resoconto su Civitella e San Pancrazio. Alle pp. 94-5 una breve descrizione dell'eccidio di San Polo del 14 luglio 1944. Dello stesso giorno i fatti di San Severo, con 16 morti per fucilazione dalle SS tedesche nella piazzetta della chiesa. A p. 97 un breve ricordo del rastrellamento tedesco del 4 luglio 1944 che a Meleto, San Martino, Massa e Castelnuovo causò 190 morti. Vengono infine ricordate le uccisioni dei fratelli Tani e Aroldo Rossi che tentavano la fuga dal carcere di Arezzo e di Luigi Carletti, un ventitreenne dirigente della gioventù cattolica, torturato e ucciso il 2 luglio 1944 da SS tedesche mentre era in visita alla famiglia (p. 107 in nota). A p. 136 sono riprodotte le fotografie del monumento ai caduti della strage di San Severo e la traslazione al cimitero dei morti della strage di San Polo.

197. Balò Valli Ida (a cura di), Giugno 1944. Civitella racconta, Editrice grafica l'Etruria, Cortona 1994, xii+489 pp.
Pubblicato nel 50° della Liberazione, il volume propone circa settanta testimonianze legate ai fatti di Civitella raccolte dall'A. in dieci anni. Benché non vi si trovino nuovi apporti documentari, il volume si segnala all'interno dell'acceso dibattito che localmente ha visto la comunità di Civitella divisa da sempre su responsabilità e colpe relativamente alla strage del 29 giugno 1944. In particolare il capitolo vii Il triangolo della morte (pp. 116-41) analizza gli avvenimenti sanguinosi che colpirono le località nei pressi del paese di Civitella, rendendo implicitamente chiara la strategia di distruzione sistematica adottata nei confronti della popolazione civile da parte dei nazifascisti. Molto particolareggiato, il volume raccoglie, tanto nelle testimonianze quanto nella ricostruzione fatta dall'A., fatti e nomi delle persone coinvolte e vittime della strage. I reparti responsabili delle distruzioni vengono indicati come parte della Hermann Göring e della 1a Divisione Paracadutisti. Incerta la presenza di SS, sicura anche se non ben identificata la presenza di militi italiani. Numerose illustrazioni nel testo, sia attuali sia dell'epoca; infine, l'elenco delle vittime.

198. Bartolomei Giuseppe, I sentieri della guerra. Zibaldone di voci, di impressioni e di notizie sulla guerra in Valtiberina e dintorni, itea Editrice, Anghiari 1994, 224 pp.
L'A. ricostruisce il passaggio del fronte ad Anghiari, sua città nativa, e in Valtiberina, dalla fine del 1943 fino all'agosto 1944. Nel capitolo IV, La breve repubblica nera, si trova un paragrafo dedicato alla cattura e all'uccisione di Pio Borri presso Molin di Bucchio (L'inizio della guerriglia e Pio Borri, pp. 86-7); nel paragrafo Il giorno di S. Giuseppe ed altri avvenimenti viene trattata brevemente la strage di Vallucciole (p. 100); nel paragrafo Il fuoco sotto la cenere si legge che il 14 giugno furono uccisi dai tedeschi a Chiusi della Verna 10 civili, tra cui il parroco, padre Pericchi, mentre poco distante dal centro abitato vennero fucilati, senza alcun motivo, i fratelli Elmo e Quinto Romolini. Nel capitolo v, I giorni del fronte, si ricorda che ad Anghiari il 25 giugno 1944 un bambino di quattro anni, Italo Tuti, fu ucciso con una raffica di colpi da soldati tedeschi a bordo di un'autoblinda; lo stesso giorno i tedeschi catturarono quattro ragazzi di Monterchi recatisi ad Anghiari per prendere contatto con le formazioni partigiane locali, e un altro giovane, Sabatino Mazzi di Giovi: i cinque furono picchiati e quindi impiccati con filo di ferro presso la fattoria in località La Speranza (Cinque impiccati alla Speranza, pp. 119-22); nel paragrafo seguente l'A. ricorda don Domenico Mencaroni, parroco di Tortigliano, fucilato dai tedeschi il 16 giugno 1944 (p. 131), e Araldo Giommoni, ucciso a Ponte alla Piera mentre cercava di impedire la razzia del proprio bestiame (p. 133). Nel capitolo vi si ricorda la morte di un altro civile, P. Paolo Roggi, picchiato e ucciso dai fascisti del Comando locale di Villa Sandrelli (p. 164). Nel capitolo vii, La difficile normalizzazione, un altro episodio avvenuto a Ponte alla Piera, dove i tedeschi in ritirata mitragliarono senza motivo due sorelle, Dina ed Elisa Primitivi (p. 205).

199. Bonci Paolo (a cura di), Le vittime civili della seconda guerra mondiale nei comuni della diocesi di Fiesole, Servizio editoriale fiesolano, Figline Valdarno 1994 [M n. 341]

200. Comitato promotore e organizzatore per le celebrazioni (a cura di), 50° Anniversario degli Eccidi di Vallucciole e Valle del Bidente. Stia dal 10 al 25 aprile 1994, Edizioni fruska, Stia 1994, 46 pp.
Opuscolo commemorativo promosso dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna, dalle Province di Arezzo, Firenze, Forlì, dai Comuni di Stia, Cesena, Santa Sofia. Oltre ai saluti delle autorità di Stia e Santa Sofia (pp. 4-6), l'opuscolo riproduce una serie di documenti, testimonianze e fotografie dell'epoca inerenti ai fatti dell'aprile 1944 accaduti a Vallucciole e in tutto l'Alto Casentino. Nell'Introduzione (non firmata) si prende posizione contro la colpevolizzazione della lotta partigiana come responsabile delle azioni terroristiche nazifasciste fatte passare per rappresaglie. Si pubblicano una testimonianza di Santi Trenti sulla strage di Vallucciole, resa ai carabinieri di Arezzo il 21 ottobre 1944, e documenti dei National Archives Washington (T 314, bob. 1570, 75a Armée Koros). Alle pp. 12-3 sono riprodotte foto dei cadaveri ritrovati a Vallucciole il 13 aprile 1944 e dei corpi dei 17 partigiani fucilati il 17 aprile a Stia. Tra i documenti riprodotti: un rapporto sul rastrellamento eseguito dalla Divisione Hermann Göring nel territorio di Stia, stilato in data 17 aprile 1944 dai carabinieri di Stia (pp. 19-20); la lettera del capo della Provincia al Ministero dell'Interno in data 15 aprile 1944 relativa al suddetto rastrellamento (p. 21), e la relazione stilata dal comando provinciale della Guardia Repubblicana (p. 22). Alle pp. 27-46 il saggio di Luciano Foglietta e Boris Lotti, La Battaglia di Biserno - 12 aprile 1944, a cura della Cooperativa ricreativa e culturale tra reduci, combattenti e partigiani di Santa Sofia.

201. Comune di Foiano della Chiana, Assessorato alla Pubblica Istruzione, Per non dimenticare. 1943-1945 La storia di questo periodo raccontata ai ragazzi della scuola elementare da coloro che l'hanno scritta, vissuta e subita, Nuova Tipografia Sociale, Cortona 1994, 69 pp.
Nel 50° della Resistenza il Comune pubblica il materiale raccolto dieci anni prima da studenti e insegnanti delle locali scuole elementari relativamente alla caduta del fascismo, all'8 settembre, all'occupazione tedesca, alla lotta partigiana e alle stragi nazifasciste. Alle pp. 46-8 si trovano brevi considerazioni e un elenco delle stragi in provincia di Arezzo e a Civitella Val di Chiana. Infine (pp. 60-1) è riprodotta un'intervista a don Vitaliano Landi che assisté Libero Sarri, Carlo Grazi e Gabriele Antonini, i partigiani condannati alla fucilazione l'8 giugno 1944. A p. 56 Ezio Raspanti precisa la dinamica della cattura, avvenuta il 2 o 3 giugno e specifica la composizione del plotone: "fascista repubblichino comandato dal tenente Giulio Ferrarini, alla presenza di un controllore nazista".

202. Comune di Pelago e di Montemignaio, Concerto e messa a Villa Podernovo. Dedicati ai martiri di Podernovo, Lagacciolo, Consuma nel cinquantesimo anniversario degli eccidi nazisti, s.e., s.l. 1994, 30 pp. [M n. 344]

203. Dei Franco (a cura di), Guerra e Resistenza in Casentino, Comune di Bibbiena, 1994, 141 pp.
Ricerca condotta da giovani studiosi casentinesi realizzata nel 1980 e pubblicata per il 50o anniversario della Resistenza e della Liberazione. Divisa in paragrafi, vengono riportati gli elenchi dei partigiani e dei caduti, forniti dall'anpi di Bibbiena, una storia cronologica dei fatti e degli episodi riguardanti l'attività partigiana in Casentino, tratta dal fascicolo realizzato da Franco Dei dal titolo Partigiani in Casentino (ciclostilato 1973). Il paragrafo Gli eccidi (pp. 37-54) e il successivo Testimonianze e articoli (pp. 55-114) descrivono gli episodi di rappresaglia e strage avvenuti in Casentino (Partina, Moscaio e Banzena; Moggiona; Cetica; Quota; Vallucciole; Stia; Lonnano; Ama; Montemignaio ed episodi minori). Alle pp. 42-54 vengono approfondite le dinamiche degli episodi, riportati i nomi dei caduti di Vallucciole e si ricorda infine la rappresaglia nel comune di Chiusi della Verna. Il volume si conclude con una serie di testimonianze sui fatti descritti (fra queste il ricordo di don Cristoforo Mattesini sulla rappresaglia di Partina del 13 aprile 1944, pp. 78-80) e di documenti (a p. 117 il "Bollettino della gnr" del 4 giugno sull'uccisione di Vera Milaneschi in località Cella del comune di Castel Focognano durante uno scontro a fuoco fra 14 allievi militi della gnr e "numerosi banditi"). Nell'appendice illustrata nel testo cinque immagini del monumento ai caduti di Partina del 13 aprile.

204. Fiori Giovannino (a cura di), La memoria della gente comune. Nel cinquantesimo anniversario della Liberazione di Caprese Michelangelo, itea, Anghiari (AR) 1994, 248 pp.
La pubblicazione affronta le vicende relative al fascismo, alla guerra e alla Resistenza dalla prospettiva di uno studio di storia locale su Caprese Michelangelo. A p. 108 si ricostruisce la strage di Vallucciole del 13 aprile 1944; alle pp. 114-5 si ricordano i fatti accaduti a Chiusi della Verna il 14 giugno 1944, quando, in seguito a uno scontro tra partigiani slavi e militari tedeschi, questi ultimi attaccarono per rappresaglia Villa delle Rose, uccidendo suor Elena Bindi e padre Raffaello Pericchi, e più tardi, sulla strada per Pieve Santo Stefano, i fratelli Elmo e Quinto Romolini di Fragaiolo. Alle pp. 124-7 si descrive la strage di Molin de' Falchi, poiché vi rimasero coinvolti alcuni partigiani di Caprese. A p. 165 l'uccisione di Benito Innocenti, di venti anni, colpito da un sottufficiale tedesco che il 30 luglio 1944 attaccò senza alcuna motivazione i civili sfollati da Arezzo e da Caprese presso la canonica parrocchiale di Zenzano.

205. Galli Domenico, Catenaia! Una banda partigiana, itea, Anghiari 1994, 128 pp.
Presentazione di Enzo Droandi (pp. 7-9). Pubblicazione per il 50o della Liberazione. Basandosi sui propri ricordi l'A., partigiano combattente, ricostruisce le operazioni che videro coinvolte le bande partigiane operanti in Catenaia. Alle pp. 39-41 riporta la fucilazione (29 marzo 1944) di due partigiani catturati il giorno precedente e detenuti presso la caserma dei carabinieri da militi della rsi. Alle pp. 61-4 in località Casanovole avvenne la resa, la cattura e l'arresto di Sante Tani, di suo fratello don Giuseppe Tani e di Aroldo Rossi: "Rinchiusi nel carcere di Arezzo furono trucidati quasi un mese dopo la cattura" (p. 63). Il 22 giugno 1944 in località Valloni (p. 97) vennero fucilati per rappresaglia da soldati tedeschi cinque uomini e un ragazzo perché erano stati uccisi in uno scontro a fuoco con i partigiani tre militi tedeschi. Il paragrafo Molin del Falchi (pp. 101-6) descrive i fatti che precedono la strage di San Polo. L'azione portò alla cattura di 9 partigiani che furono tutti trucidati a San Polo (di questo episodio si dà soltanto un breve riferimento a p. 106). Nell'appendice documentaria e fotografica si trovano sette immagini provenienti dal London War Imperial Museum del recupero delle salme a San Polo (pp. 117-20) e un trafiletto di giornale sui delitti nazifascisti in provincia di Arezzo con descrizione dei fatti di San Polo (p. 116).

206. Labanca Nicola, Nannucci Sandro, Tognarini Ivano, Tomassini Luigi, Fonti per la storia della resistenza aretina. Preprint 1 e 2, Provincia di Arezzo, Arezzo s.d. [ma 1994]
Ricerca archivistica sulla Resistenza in provincia di Arezzo condotta in un ampio arco di tempo e diffusa sottoforma di materiale grigio a cura della Provincia di Arezzo. Si compone di tre fascicoli: Preprint (xiii+8 pp.) con introduzione, avvertenze e bibliografia; Preprint 1 (159 pp.) con la Cronologia della Resistenza Aretina e l'indice dei luoghi e dei nomi; Preprint 2 (186 pp.), raccolta di documenti militari tedeschi e War Diaries inglesi.

207. Macucci don Romano, Pane spezzato. Breve storia di tre preti eroici. Ferrante Bagiardi, Giovanni Fondelli, Ermete Morini, Servizio Editoriale Fiesolano, Fiesole 1994, 175 pp.
In occasione del 50° anniversario degli eccidi avvenuti in varie località del comune di Cavriglia, l'A. ricostruisce le dinamiche degli episodi di strage "ricondotti sotto la data del 4 luglio", mutuando anche alcune testimonianze, e commemora le figure dei preti Ferrante Bagiardi, Giovanni Fondelli ed Ermete Morini, rispettivamente parroci di Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto e Massa. Sono riprodotte alcune fotografie dei cippi e delle lapidi apposte nelle varie località e alcune poesie sui fatti di strage. Segue un elenco di tutte le vittime.

208. Moretti Romano (a cura di), 29 giugno-16 luglio 1944. Il fronte a San Pancrazio. 50° anniversario dell'eccidio, Tipografia Il Bruco, Bucine 1994, v+ 15 pp.
Pubblicazione promossa dal Comune di Bucine e dalla Biblioteca comunale. Presentazione di Donatella Nannini (p. iii); in copertina illustrazioni di Reggioli. Ricostruisce la strage - sulla base delle testimonianze di alcuni superstiti di San Pancrazio e dintorni - compiuta da reparti di SS il 29 giugno 1944, e analizza le difficoltà affrontate dai pochi abitanti sopravvissuti. Il 2 luglio infatti San Pancrazio viene occupata da un comando tedesco, in quanto caposaldo della linea di difesa denominata Arezzo line, fino al 16 luglio, data di arrivo della 7a Armata Britannica. In relazione alla strage si legge che già il 23 giugno i soldati tedeschi avevano attaccato la fattoria di Montaltuzzo, nelle vicinanze di San Pancrazio, uccidendo due civili e un partigiano (p. 1). La mattina del 29 giugno i civili fucilati e poi bruciati dai soldati delle SS, "tra i quali c'erano degli italiani", furono 58 (tutti uomini, mentre le donne e i bambini vennero lasciati andare); altre 9 persone furono uccise al podere La Valle, poco distante dal centro abitato, e altre 40 nel territorio della parrocchia di Cornia (p. 2). Alle pp. 8-9 sono riprodotte una carta militare tedesca del 2 luglio 1944, relativa alla linea di difesa passante per San Pancrazio e una foto dell'ingresso nel paese di unità corazzate canadesi, il 16 luglio 1944.

209. Polverini Emilio, Priore Dante (a cura di), Perché la memoria non si cancelli. Gli eccidi del Luglio 1944 nel territorio di Cavriglia, Tipografia Valdarnese, San Giovanni Valdarno 1994, 271 pp.
Prefazione di Enzo Brogi, sindaco di Caviglia (pp. 5-8). Introduzione generale di Dante Priore (pp. 11-20). Premessa alla parte storica di Emilio Polverini (pp. 21-5). Pubblicazione promossa dal Comune di Cavriglia dedicata agli eccidi compiuti dai nazifascisti in diverse località del comune di Cavriglia il 4 e l'11 luglio 1944. Si compone di una parte storica, dove sono ricostruite le vicende delle stragi (pp. 27-65), di una raccolta di testimonianze (pp. 91-262) e di un'appendice di documentazione fotografica (p. 271 ss.). Alle pp. 67-90 elenchi dei nomi delle vittime.

210. Catorcioni don Rodolfo, Passaggio del Fronte nei Monti Cortonesi (1943-1944), Editrice Grafica L'Etruria, Cortona 1995, 87 pp.
Memorie del parroco di Cantalena, località del Cortonese, relativa all'occupazione tedesca e al passaggio del fronte. In gran parte basato su ricordi personali, sono citati vari episodi di violenza e di distruzione di civili e partigiani catturati e in seguito giustiziati. In particolare, si trovano menzionati gli episodi dei "tre delle Novelle" e dell'eccidio di Falzano, mentre alle pp. 17-8 è citata la rappresaglia tedesca (data non specificata: primi del 1944) in conseguenza di uno scontro con truppe partigiane. Tutta la zona di Sant'Egidio (il monte omonimo con tutte le case adagiate sui suoi versanti) fu mitragliata e rimase ucciso Andrea Capanni. Fra i rastrellati tre vennero interrogati per giorni e successivamente giustiziati a Castiglion Fiorentino. A p. 23, si trovano considerazioni dell'A. sull'inadeguatezza del comportamento dei partigiani che, non attenendosi agli ordini emanati dal centro, hanno provocato "fattacci" come Civitella della Chiana, Partina e l'Aiola di Cortona. Alle pp. 23-6 descrive la vicenda che portò il 29 giugno 1944 all'uccisione di 3 uomini a lungo non identificati. Si tratta di Ergardo Rapuano, fiorentino sfollato a Sant'Egidio, Primo Tacconi, colono del seminario, e Santino Bruni. Mentre venivano trasportati da un camion tedesco la colonna fu attaccata da truppe partigiane. I tre corpi rimasero sul luogo dello scontro per 3 giorni e poi vennero bruciati dai tedeschi sul luogo, le Novelle, dove fu eretta una edicola con epigrafe: "A perpetua memoria dei tre giovani sconosciuti uccisi dalla barbaria (sic) tedesca". A p. 45 vi è la descrizione di episodi minori, violenze e uccisioni di singoli, impiccati o fucilati nelle località attorno a Cortona (nel Sant'Egidio). Particolare spazio narrativo è dedicato al rastrellamento nel territorio di Falzano, San Pietro a Dame, Vaglie e Poggioni, del 27 giugno compiuto da circa 150 militari tedeschi in risposta a vari atti di guerriglia e di sabotaggio effettuati nei giorni precedenti da forze partigiane. L'operazione portò all'uccisione di numerosi coloni e abitanti delle località, falciati al passaggio delle truppe tedesche, e l'azione principale ebbe luogo nella zona di Falzano dove furono fatti saltare in aria dentro una abitazione 11 uomini rastrellati durante l'operazione (1 superstite). Alle pp. 81-2 si ricorda la celebrazione, il 27 giugno 1945, del primo anniversario dell'eccidio durante il quale fu distribuito un opuscolo contenente i nomi dei caduti suddivisi per parrocchie e un breve testo.

211. Comitato per il 50° Anniversario della Resistenza e della Liberazione, Comune di Stia, I luoghi della memoria. Storia costume tradizione attraverso le lapidi e i monumenti funebri del vecchio cimitero di Stia, s.e., Stia 1995, 14 pp. n.n.
Nota introduttiva di Vittoriano Frulloni, presidente del Comitato per il 50° anniversario della Resistenza e della Liberazione del Comune di Stia, con la collaborazione del prof. Ivan Tognarini. Opuscolo dedicato al cimitero di Stia celebrante il ricordo degli stiani caduti in tutte le guerre e martiri del lavoro. A p. 7 riproduce con un breve testo descrittivo la lapide posta in ricordo dei 17 partigiani della 8a Brigata Garibaldi Romagna, catturati nella valle dell'Oia dai nazifascisti nel rastrellamento seguito alla strage di Vallucciole e fucilati nel cimitero di Stia il 17 aprile 1944. A p. 8 si ricorda la strage di Vallucciole e la lapide commemorativa posta nel cimitero di Stia in data 1° maggio 1951 (con riproduzione fotografica).

212. Comitato regionale per le celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza et al., L'ottava armata per il 50° anniversario della Liberazione. Il Black Watch 50 anni dopo, s.e., s.l. 1995, 16 pp.
Altri enti curatori: Federazione regionale toscana associazioni antifasciste e della Resistenza; Province di Arezzo e Firenze; Comuni di Arezzo, Firenze, Bucine, Civitella in Val di Chiana, Figline Valdarno, Monte San Savino, Fiesole, Foiano della Chiana, The Monte Cassino Veterans Association, Confederazione provinciale fra le associazioni combattentistiche di Arezzo. Opuscolo realizzato nel 50o della Liberazione in occasione del soggiorno in Italia dei veterani del Black Watch, reggimento scozzese che operò anche per la Liberazione di Arezzo e Firenze. Testo bilingue; alla storia del reggimento scritta da John Clark segue il breve saggio di Amedeo Sereni, presidente dell'anpi di Arezzo, La liberazione di Arezzo (pp. 3-5) dove vengono ricordate le principali stragi compiute dai nazifascisti verso la popolazione civile: San Polo, Pietramala e San Severo-Pomaio, Badicroce, Molinaccio, Meliciano, Chiassa Superiore, Villa Sacchetti, Rigutino e San Leo, l'uccisione di Sante Tani, dei suoi due compagni di prigionia e di due partigiani che tentavano di liberarli, i massacri a Civitella, Cornia e San Pancrazio. Nel paragrafo La battaglia di Pian d'Albero e la liberazione di Figline (pp. 6-7) si fa riferimento al legame fra popolazione civile e partigiani, che portò il 20 giugno 1944 all'uccisione per mano tedesca del proprietario della casa colonica che ospitava i partigiani, Enzo Baccetti, un carabiniere di Bagno a Ripoli e un russo di nome Ivan. Un partigiano che tentava la fuga venne ucciso. Gli altri 18 vennero impiccati ai gelsi nei pressi della chiesa di Sant'Andrea a Campiglia e sepolti in una fossa comune (Norberto e Aronne Cavicchi, padre e figlio furono appesi allo stesso albero). Fra l'8 settembre e il 27 luglio 1944 7 abitanti di Figline persero la vita "a causa di rappresaglie tedesche".

213. Comune di Poppi, La guerra in Casentino 1943-1945, Salvi & Salvi, Poppi 1995.
Pieghevole che illustra la mostra tenutasi a Poppi dall'8 aprile al 15 luglio 1995 relativa al passaggio del fronte in Casentino. Il testo di Enzo Droandi, oltre a esporre i contenuti della mostra, ricorda quanto le nuove accessioni documentarie abbiano consentito di stabilire l'inesistenza della logica della rappresaglia dietro ad alcuni dei principali fatti di strage che caratterizzarono questa terra dall'aprile al settembre 1944. La modesta presenza alleata e la robusta presenza partigiana spinsero la Wehrmacht a compiere numerose operazioni di distruzione di centri abitati che potevano servire da punto di appoggio per i partigiani. Droandi ricorda Vallucciole, definita non rappresaglia ma "strage del Falterona", Moggiona, Montemignaio, Lagacciolo, Podernuovo e Consuma, tutti episodi di strage documentati da fonti della Wehrmacht e da inquirenti delle truppe britanniche.

214. Droandi Enzo, Arezzo distrutta 1943-44, Calosci, Cortona 1995, xxv+351 pp.
Denso studio di ricerca sui fatti e sugli avvenimenti relativi al passaggio del fronte dall'Aretino, con particolare attenzione all'attività partigiana e al fiancheggiamento della popolazione civile. Importante per l'apporto documentario, il volume si segnala per la puntuale registrazione di materiali d'archivio (soprattutto da quelli militari tedeschi e britannici) e per un indice tematico di persone e luoghi. Descritti tutti gli episodi di strage che colpirono il territorio aretino a partire da Vallucciole fino ai fatti dell'agosto in Valdarno. Importante la sezione bibliografica sui materiali consultati (pp. 327-34). L'impegno di Droandi come difensore dell'attività partigiana e del suo significato ideale trova in questo testo sufficiente spazio narrativo e l'utilizzo accorto di materiali dagli archivi militari tedeschi consente di confutare l'interpretazione di molti episodi di strage come inesatte quanto datate prospettive di rappresaglia per atti di violenza partigiana. In capitoli specifici si trovano le descrizioni degli episodi di guerra ai civili dell'estate del 1944.

215. Fabbri Carlo, Priore Dante (a cura di), E qui a parlar conviene. Quaderni di memorie, volume ii, Assessorato alla cultura e Biblioteca comunale, Terranuova Bracciolini 1995, 340 pp.
Raccolta di testimonianze su episodi legati al territorio di Terranuova e più in generale del Valdarno durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Fra queste, alle pp. 188-320, Italo Losi, minatore di Cavriglia, riferisce degli episodi riguardanti il suo comune (p. 226). Citate le uccisioni (definite una "rappresaglia" nazifascista) di 85 civili il 4 luglio 1944 a Castelnuovo, 91 a Meleto, 4 a San Martino e 2 a Massa. L'11 luglio si riporta l'uccisione di 12 uomini presso il villaggio Le Matole. Il volume contiene due illustrazioni numerate (27 e 28) con didascalia raffiguranti le case antistanti la piazza dell'eccidio a Castelnuovo bruciate dai tedeschi il 4 luglio 1944.

216. Foglietta Luciano, Lotti Boris, Tra "Bandi" e "Bande". Guerra sulla "Linea Gotica", s.e., Forlì 1995, 288 pp.
A cura della Cooperativa ricreativa e culturale tra reduci, combattenti e partigiani di Santa Sofia nel 50o della Liberazione, il volume presenta testimonianze di civili sulle vicende belliche che coinvolsero la valle del Bidente. Il territorio in questione rappresenta un settore strategico della Linea Gotica e registra episodi chiave di lotta partigiana a cavallo delle province di Arezzo e Forlì. Anche se dedicato al versante romagnolo, sono presenti riferimenti ai massacri compiuti intorno al 12 aprile 1944 a Partina, San Martino a Castagno, Vallucciole e Stia che rappresentano per il versante toscano dell'Appennino la conseguenza dell'ampio rastrellamento antipartigiano messo in atto con la battaglia di Biserno (pp. 73, 139-40). La pubblicazione si concentra sulla "memoria divisa" e sulla "guerra civile": nel paragrafo Dubbi (pp. 193-7) vengono rievocate alcune stragi analizzate a partire dal concetto di rappresaglia per il fallimento del secondo grande rastrellamento antipartigiano nelle alte valli del Savio, del Bidente e del Borello. Citata Sant'Anna di Stazzema (p. 193) e la strage di 22 civili nel comune di Pelago il 25 agosto 1944 (p. 194).

217. Gallorini Pietro, Guerra niente bona... Luglio 1944. Il passaggio della guerra da Vitiano, Calosci, Cortona 1995, 107 pp.
Presentazione del maestro Carmelo Serafini. Ricostruzione del passaggio del fronte dalla località di Vitiano, fra Arezzo e Cortona, nel luglio 1944. Oltre ai ricordi personali, l'A. si è servito di pubblicazioni edite e di testimonianze. A p. 102 si trova una fotografia della lapide commemorativa posta nel 1947 sul retro del monumento ai caduti di Vitiano, che riporta, oltre ai militari, i nomi di 19 civili. Fra questi i fratelli Sante e Giuseppe Tani (ricostruzione della vicenda, pp. 104-5). A p. 36 si trova una descrizione dell'uccisione di Luigi Galoppi e Spartaco Bartolomei in località Cozzano con una raffica di mitra ad opera di un soldato tedesco (17 giugno 1944). Il capitolo iv è dedicato alla tragedia dei deportati di Frugnolo (pp. 41-62), rastrellamento di civili nascosti nei boschi messa in atto dai tedeschi necessitanti di manodopera per le fortificazioni. Il 4 luglio 1944 padre Paolo Roggi fu perquisito e, scambiato per una spia, ucciso a colpi di pistola dopo sevizie. Il 6 luglio 1944 presso l'Aia Vecchia Antonio Faralli viene ucciso dai tedeschi con due colpi di pistola dopo avergli fatto scavare la fossa. Il 10 luglio 1944 Giovan Battista Monnanni e Bernardo Rossi, fuggiti mentre andavano a prendere acqua per i tedeschi, vengono fucilati dopo esser stati costretti a scavarsi la fossa. Alle pp. 58-60 si dà conto delle azioni giudiziarie nel dopoguerra.

218. Gracci Angiolo (comandante Gracco), Brigata Sinigaglia, Edizioni Laboratorio Politico, Napoli 1995, 206 pp.
Riedizione di Brigata Sinigaglia, Roma 1945 [M n. 135] per il 50o della Resistenza e della Liberazione accresciuta da ulteriori contributi dell'A., Angiolo Gracci.

219. Raspanti Ezio, Ribelli per un ideale, Badiali, Arezzo 1995, 302 pp.
A cura di Enzo Gradassi. Prefazione di Nilde Jotti (pp. 5-7). Volume realizzato in collaborazione con l'anpi, sezione Licio Nencetti-Foiano della Chiana in occasione del 50° della Resistenza e Liberazione. Antologia di testimonianze e documenti sulla Resistenza in Valdichiana e nell'Aretino, incentrata sulla vicenda dei seguaci di Licio Nencetti, capo partigiano della formazione Teppa. Alcune delle testimonianze ricordano civili uccisi e partigiani giustiziati dopo torture e pseudoprocessi. A p. 123 si menzionano due partigiani fucilati da fascisti e tedeschi alla stazione di Subbiano e lasciati esposti ai passanti come monito, 30 marzo 1944; l'uccisione della bambina Vera Milaneschi nella frazione di Cella, nei pressi di Salutio, il 22 maggio 1944 durante un rastrellamento operato da fascisti della gnr in cerca di sbandati (p. 208). Particolare spazio (pp. 210-32) è concesso al ricordo attraverso numerose testimonianze della cattura e della successiva esecuzione per mano di un reparto della gnr di Rassina di Licio Nencetti, sulla piazza principale di Talla il 26 maggio 1944 durante la quale rimase ucciso anche un bambino. Alle pp. 249-55 sono riportate varie testimonianze e documenti che ricordano la fucilazione di 3 partigiani, precedentemente catturati, avvenuta a Foiano della Chiana l'8 giugno 1944 ad opera di militi fascisti. Infine, pp. 276-7, si descrive l'impiccagione del partigiano Angelo Valentini (Lilli) il 10 luglio 1944 a Talla, catturato in precedenza da soldati tedeschi. Presenti fotografie di combattenti caduti per la libertà e immagini del funerale di Licio Nencetti.

220. Salvini Pietro, Cinquant'anni dopo... Appunti per una ricerca storica nell'alto Casentino, arsal, s.l. 1995, 32 pp.
Stampato in proprio, l'opuscolo presenta una premessa storica generale relativa agli anni 1943-45 e una nota sull'attività partigiana nell'Alto Casentino. Seguono le descrizioni dei seguenti fatti: a p. 18 si ricorda brevemente la cattura e l'uccisione di Pio Borri. A p. 21 lo scontro a fuoco tra partigiani e militari tedeschi accaduto a Molin di Bucchio, e il successivo rastrellamento compiuto dai tedeschi sulla popolazione civile il 13 aprile 1944 a Vallucciole, Molin di Bucchio, Partina e Moscaio, Badia Prataglia. In appendice vengono pubblicati alcuni documenti sulla strage di Vallucciole (rapporto del 17 aprile 1944 dei carabinieri inviato alle autorità italiane del tempo; rapporto del 15 maggio 1944 del capo della Provincia al Ministero dell'Interno; relazioni dei parroci locali al vescovo di Fiesole). Alle pp. 22-3 si ricordano in ordine cronologico la fucilazione dei 17 partigiani presso il cimitero di Stia; la fucilazione del comandante partigiano Licio Nencetti a Talla; la fucilazione di dieci civili a Chiusi della Verna, il 14 giugno, ad opera di militari (non si specifica di quale Corpo); la notizia di 14 uomini catturati da militari e fucilati a Montemignaio; l'eccidio di Moggiona e altri episodi minori. Alle pp. 29-30 è pubblicata la cronologia dei civili uccisi per rappresaglia nella provincia di Arezzo.

221. Tognarini Ivan, Nannucci Sandro (a cura di), Una comunità valdarnese tra antifascismo, guerra e ricostruzione, Edizioni scientifiche italiane, Napoli 1995, 159 pp.
Nel 50° della Resistenza e della Liberazione il Comune di San Giovanni Valdarno presenta una ricerca documentaria relativa agli avvenimenti di guerra e della Resistenza partigiana e allo stato della popolazione civile durante l'occupazione nazista, concludendo con una rapida analisi del dopoguerra. Alle pp. 103-17 sono riprodotte le liste conservate nell'Archivio comunale di San Giovanni Valdarno relative ai caduti appartenenti al comune per motivi di guerra, di rappresaglia e di lotta partigiana. "Furono più di 100 i partigiani e una ventina i patrioti provenienti da questa città; furono decine e decine i caduti vittime delle stragi di Meleto, di Castelnuovo dei Sabbioni, di Cavriglia" (dall'Introduzione di Ivan Tognarini, p. 8).

222. Dalla Ragione Onelio (a cura di), La guerra 1940-1945 a Pieve Santo Stefano. Deportazioni - Razzie - Devastazioni - Massacri, Amministrazione comunale di Pieve Santo Stefano, Pieve Santo Stefano 1996, 133 pp.
Pubblicazione per il 50° anniversario della distruzione dell'abitato di Pieve Santo Stefano ad opera dell'esercito tedesco in ritirata sulla Linea Gotica. Volume commemorativo a ricordo dei caduti, con fotografie e documenti provenienti dall'Archivio comunale e una serie di testimonianze sulle sofferenze patite dai civili durante l'occupazione tedesca. A partire dai primi di agosto il paese e l'intero comune infatti furono sistematicamente distrutti dai tedeschi che deportarono la quasi totalità della popolazione per la fortificazione della Linea Gotica. Due testimonianze - una inedita di Domenica Riuzzi e quella di Tersilio Rossi tratta dal volume La valle dei castagni, 1986 [M n. 186] - alle pp. 37-8 ricostruiscono la vicenda del "barbaro eccidio sulla strada della Verna", quando 4 civili furono trucidati da tedeschi su alcune camionette di ritorno dal paese. A p. 32 si trova un riferimento a 35 cittadini trucidati e nella sezione documentaria si riporta una lista comprendente 111 nomi di vittime civili di guerra (pp. 105-7). La lista comprende morti per bombardamenti, mine, granate, fucilazioni, denutrizione e malattie contratte in guerra, oltre alla voce "assassinato", così da confondere il quadro in mancanza di una descrizione degli avvenimenti.

223. Droandi Enzo, 16 luglio 1944: ricordare la Resistenza la Liberazione ed i caduti per un futuro di libertà di benessere e di pace, Eliografie Giotto, Arezzo 1996, 9 pp.
Opuscolo che pubblica l'intervento nella manifestazione commemorativa del 52o anniversario della Liberazione di Arezzo organizzata dal Comune e dalla Provincia di Arezzo, dalla Confederazione provinciale fra le Associazioni combattentistiche, tenutasi il 14 luglio 1996 ad Arezzo. In riferimento alle stragi di Moggiona, Molinaccio d'Arezzo e Badicroce, l'A. tiene a precisare che "talvolta senza malizia, ma altre volte con astio, si cerca di perpetuare un messaggio falso e pericoloso per la coscienza nazionale: quello secondo il quale, senza guerra partigiana, l'Italia avrebbe avuto meno morti per la guerra", ricordando che le cosiddette "rappresaglie" furono piuttosto "stragi preordinate laddove si attestavano le linee di difesa, come nel caso di Civitella, Cornia e San Pancrazio" (p. 5).

224. Fanciullini Almo, Diario di un ragazzo aretino, 1943-1944, Regione Toscana-Consiglio regionale, Firenze 1996, xvii+208 pp.
Pubblicato nel 50o della Resistenza e della Liberazione, all'interno di un progetto della Regione Toscana, il volume è la riproduzione del diario tenuto dall'adolescente Almo Fanciullini dal 9 settembre 1943 al settembre 1944. Precedono il manoscritto una presentazione di Ivan Tognarini e una nota esplicativa di Neri Binazzi nella quale si fa presente la scelta stilistica dell'A. di differenziare graficamente l'esposizione delle vicende più generali (raramente frutto di esperienza diretta) da quelle che più immediatamente riguardano il quotidiano dell'A.-testimone (utilizzo del corsivo). A p. 41 c'è un breve riferimento ai "grandi massacri" di Vallucciole e Partina. A p. 127 si menziona l'uccisione di "oltre 300 civili" a Civitella Val di Chiana. A p. 149 si riporta l'episodio di Staggiano presso villa Sacchetti dell'11 luglio 1944: "6 giovani sono stati malmenati, bastonati e sepolti ancora vivi in delle fosse da l'oro (sic) costruite". La parte più interessante - perché esperienza diretta dell'A. - è la cronaca della strage a colpi di mitra di 17 civili prelevati dal villaggio di San Severo ad opera di "una diecina di SS armate di mitra e bombe a mano". Alle stesse pagine (pp. 157-8) si ricordano le stragi compiute nella stessa mattina del 14 luglio da "altri reparti delle SS" a Pietramala, Molin de' Falchi e a San Polo. Fuori testo nel volume è parzialmente riprodotto il diario originale a colori.

225. Paggi Leonardo (a cura di), Storia e memoria di un massacro ordinario, Manifestolibri, Roma 1996, 165 pp.
Raccolta di saggi relativi alla strage di Civitella in Val di Chiana. Scritti di A. Bravo, E. Collotti, L. Paggi, C. Pasquinelli, C. Pavone, A. Portelli, A. Scali. L'opera rappresenta uno dei passaggi centrali del dibattito su stragi, popolazione civile, memoria e guerra partigiana che si collega a spunti e conclusioni emersi al convegno di Arezzo del giugno 1994 In memory: per una memoria europea dei crimini nazisti. Dalla prospettiva generale che fa da sfondo all'operazione di distruzione a Civitella (saggio di Enzo Collotti, Obiettivi e metodi della guerra nazista. Le responsabilità della Wehrmacht, pp. 24-46) si passa alla storia della memoria pubblica nel dopoguerra, al convivere col ricordo della distruzione attraverso varie stagioni e climi politici. La valutazione delle memorie contrapposte sulle responsabilità partigiane e le autonome logiche di guerra ai civili viene inserita all'interno di un percorso comparato con altri episodi di strage della guerra nazifascista. Importante la definizione delle peculiarità della strage di Civitella: la distruzione della popolazione maschile ha fatto sì che, nel dopoguerra, saranno le donne a essere depositarie della futura memoria della strage. Al volume è allegata una videocassetta, documentario degli avvenimenti di Civitella a cura di Giovanni Contini.

226. Alunni delle Scuole elementari e medie, Anno scolastico 1990/91 e 1991/92 (a cura di), La nostra storia. Ricerche e testimonianze sulla Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza in Valtiberina, Grafiche Borgo, s.l. 1997, 282 pp.
Raccolta di testimonianze, di documenti e fotografie realizzata dagli studenti e dagli insegnanti delle scuole elementari e medie della Valtiberina, all'interno del progetto promosso, negli anni 1991-92, dal Museo e Biblioteca della Resistenza di Sansepolcro. Importante il valore civico dell'iniziativa, anche se i dati raccolti, per la giovane età degli studenti, sono spesso imprecisi. Alle pp. 15-58 si menziona l'episodio, avvenuto nel Comune di Badia Tedalda, della morte dei fratelli Bimbi e di Fosco Montini, partigiani della 8a Brigata Garibaldi: catturati l'8 luglio 1944, torturati per giorni dai tedeschi e dai fascisti di stanza presso la frazione le Balze, riconosciuti come capi partigiani, i Bimbi furono fucilati il 12 luglio, e Montini il giorno seguente presso Sarsina. Nella memoria del partigiano Abramo Venturi (pp. 42-4) si legge che nel rastrellamento operato da militari tedeschi e italiani tra il 2 e il 3 luglio 1944 nella zona di Badia Tedalda fu compiuto un massacro nella frazione di Tavolicci: "circa ottanta persone erano state uccise, case distrutte, bestiame bruciato". A p. 61 si menziona l'eccidio compiuto dai tedeschi in località Frassineto, presso Santa Sofia (Badia Tedalda), dove il 25 luglio 1944 vennero fucilati, in seguito a un rastrellamento, 5 civili (a p. 64 foto della lapide commemorativa nel cimitero di Santa Sofia). Alle pp. 132 e 248-50 si descrive la fucilazione di 9 partigiani di Sansepolcro, uccisi il 27 marzo 1944 da militari tedeschi e italiani della gnr presso Villa Santinelli. Alle pp. 252-4 seguono i nomi dei partigiani appartenuti alle formazioni locali uccisi dai nazifascisti, cui sono state intitolate strade nel comune di Sansepolcro. Alle pp. 254-9 sono riprodotte alcune delle lapidi e dei monumenti dedicati ai caduti per la Libertà nel territorio della Valtiberina, tra i quali le due lapidi del Pian della Capanna, dove furono fucilati dai nazifascisti i partigiani Carlo Liebenecht Panichi e Pasquale Alienati, il 4 giugno 1944.

227. Contini Giovanni, La memoria divisa, Rizzoli, Milano 1997, 274 pp.
Volume dedicato alla ricostruzione delle stragi avvenute il 29 giugno 1944 nei paesi di Civitella della Chiana, San Pancrazio e Cornia, che furono teatro di massacri contro i civili (203 vittime). L'A. analizza la formazione di una memoria divisa dell'evento: infatti la popolazione locale ha dato la responsabilità della strage non ai tedeschi, autori del massacro, ma alla banda dei partigiani che con un'azione nel circolo del Dopolavoro avrebbero provocato la rappresaglia. Contini analizza in particolare le testimonianze orali, coeve e recenti, partendo dalle interviste raccolte dallo Special Investigation Branch e da altre realizzate autonomamente. La prima parte del volume è dedicata alla ricostruzione dell'accaduto, al ruolo e all'attività delle bande partigiane, alla descrizione dei massacri compiuti. Dal cap. vi l'A. passa a indagare la memoria divisa, la sua formazione, i motivi di una polemica antipartigiana, e la persistenza di un lutto collettivo, le ragioni del processo del 1951. Conclude l'A.: "quanto emerge dalla mia ricerca propone un'immagine della guerra partigiana in Toscana molto lontana da quella che la vulgata della Resistenza ci aveva trasmesso" (p. 258).

228. Bozzo Giovanni, Casentino 1944. Giorni di lacrime e di sangue. Dal diario personale del tempo di emergenza nell'Alto Casentino, Cr.Es.P.I. Edizioni, Genova 1998, 167 pp.
Ristampa di Bozzo Giovanni, Giorni di lacrime e di sangue. Dal diario personale del tempo d'emergenza nell'alto Casentino, Firenze 1946 [M n. 138].

229. Cafaggini Silvia, Il passaggio della guerra in Casentino attraverso la "Cronaca" di alcuni monasteri, Tesi di laurea, Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Firenze, relatore prof. Francesco Margiotta Broglio, a.a. 1997-1998, 190 pp.
Il lavoro utilizza le Cronache di alcuni monasteri del territorio casentinese, dalla cui analisi emerge l'atteggiamento dei religiosi locali nei confronti della Resistenza, della lotta partigiana, dell'occupazione tedesca, delle sorti della popolazione civile. Per la ricostruzione delle stragi, nel capitolo iii, Guerriglia partigiana e rappresaglie tedesche (primavera 1944), si descrive il rastrellamento compiuto dai militari tedeschi il 13 aprile 1944 sulla popolazione civile di Badia Prataglia, Partina, Soci, Stia, Lonnano, Vallucciole e Santa Maria, e la fucilazione di 17 partigiani eseguita a Stia il 17 aprile dai nazifascisti, entrambe tratte dalla cronaca del monastero di Camaldoli (Cronaca della congregazione Camaldolese Eremitica Toscana, pp. 94-9). Nel capitolo iv, Il passaggio della guerra in Casentino (estate-autunno 1944), dalla Cronaca del convento della Verna, si narra la rappresaglia compiuta dai militari tedeschi sui civili di Chiusi della Verna nei giorni 14-16 giugno 1944, in seguito all'attacco condotto da un comando partigiano ai danni di un contigente tedesco, con 10 civili uccisi (pp. 110-1). Alle pp. 116-9, dalla Cronaca della parrocchia di S. Michele a Cetica, la strage operata da militari tedeschi a Cetica, il 29 giugno 1944, durante il tentativo di rastrellare alcuni partigiani (uccisi 5 civili a San Michele di Cetica e 3 a Santa Maria di Cetica). Alle pp. 124-7 si ricorda l'eccidio avvenuto a Quota, nel Comune di Poppi, il 9 luglio 1944, quando militari tedeschi e italiani fucilarono 30 civili presi in ostaggio.

230. Gradassi Enzo, Raspanti Ezio, Prigionieri ad Anghiari. La vicenda del parroco di Micciano e di un campo di concentramento in provincia di Arezzo, Protagon Editori toscani, Arezzo 1998, 111 pp.
Prefazioni di Vincenza Seriacopi ed Ezio Raspanti (pp. 7-12). Studio pubblicato nella collana "Biblioteca Città di Arezzo" che ripercorre le vicende dell'amministrazione del campo di concentramento di Renicci, nei pressi di Anghiari, che ospitò fino all'8 settembre un nutrito contingente di slavi e di detenuti politici. Oltre a riportare dati tratti da pubblicazioni precedenti, gli autori si servono e ripropongono il Liber Chronicus di don Giuliano Giglioni, pievano nelle immediate vicinanze del campo stesso. Il diario del religioso si concentra soprattutto sul comportamento delle truppe tedesche nell'estate del 1944; sono ricordati alcuni episodi di violenza antipartigiana e di accanimento verso la popolazione civile, fra i quali l'impiccagione presso La Speranza di 5 giovani (p. 66). Riprodotto un documento tedesco sull'episodio e una fotografia (p. 96) dei corpi ripresi dai fotografi del War Office.

231. Previero Leonardo, Storia e segreti di Stia in Casentino, Edizionifruska, Stia 1999, 277 pp.
Storia di Stia in Casentino dall'epoca etrusca ai giorni nostri. Nel capitolo intitolato Cronache di guerra si ricostruisce la strage di Vallucciole del 13 aprile 1944 e l'uccisione di 17 partigiani, fucilati nel cimitero di Stia il 17 aprile 1944 da militari dell'esercito tedesco (pp. 194-207).

232. Priore Dante (a cura di), Per ricordare e per capire. Una intervista a un partigiano, un vecchio articolo di giornale, s.e., Terranuova Bracciolini 1999, 38 pp.
Pubblicazione promossa dal Comune di Terranuova Bracciolini, e dall'Assessorato per la cultura in occasione della nuova sistemazione di piazza della Liberazione a Terranuova. Il curatore dell'opuscolo, nel commentare l'intervista al partigiano Natalino Fabbri, si concentra nella breve introduzione sull'unità fra partigiani e popolazione civile nella zona di Castelnuovo dei Sabbioni e più in generale del bacino lignifero. Questo spiegherebbe il particolare accanimento dei nazifascisti nella cancellazione di questi centri di solidarietà antifascista. L'intervista dedica alcuni passaggi alla memoria delle stragi di Meleto, Castelnuovo, San Martino e Massa. In conclusione, viene riprodotto un articolo de "La Nazione del Popolo" del 4 giugno 1945 sul linciaggio di un milite repubblichino, tornato a Castelnuovo dei Sabbioni, dalla folla inferocita per il recente massacro.

233. Ungherelli Sirio "Gianni", Quelli della "Stella rossa", Edizioni Polistampa, Firenze 1999, 405 pp.
La prefazione di Renzo Martinelli (pp. 5-13) sottolinea l'importanza dell'opera per il valore umano ed etico della vicenda personale dell'A. e per il contributo scientifico apportato alla ricostruzione della storia complessiva della Resistenza a Firenze e in Toscana. L'A., nome di battaglia "Gianni", racconta la propria esperienza di antifascista, prima e durante la lotta partigiana. La seconda parte del libro (pp. 99-384) ripercorre la partecipazione dell'A. alla lotta partigiana in provincia di Firenze dal settembre 1943 fino alla Liberazione della città, attraverso le azioni del distaccamento Faliero Pucci (ribattezzato Stella rossa) e poi della Brigata Sinigaglia, di cui fu commissario politico. Nel capitolo Dal Falterona al Pratomagno a Badia Monte Scalari (pp. 151-205), si narra il rastrellamento dell'aprile 1944 compiuto sul monte Falterona dalla Divisione H. Göring, la strage di Vallucciole, seguita da quelle di Partina, Moscaio, Lonnano (p. 170). Nel capitolo L'eccidio di Sant'Andrea a Campiglia si trova un ricordo commosso dell'uccisione di 19 partigiani, catturati dai nazisti durante la battaglia di Pian d'Albero, impiccati presso Sant'Andrea a Campiglia il 20 giugno 1944 (pp. 262-7). Il capitolo La "borraccia Sinigaglia" (pp. 269-96) ricorda il significato e gli effetti dell'ordine impartito da Kesselring alle truppe di attuare una "ritirata aggressiva": 40 civili fucilati a Gubbio, 38 ostaggi fatti saltare in aria a Cortona, 74 uomini uccisi a San Pancrazio di Bucine, la strage del paese di Civitella in Val di Chiana, e i 47 civili uccisi il 3 luglio a Villa Grotta, nella zona di San Giustino Valdarno (pp. 292-3). Nel capitolo L'agguato del Ponte alle Grazie sono ricordati anche 4 contadini uccisi intorno al 20 luglio dai tedeschi nella zona dei Monti Scalari, dove operava la Brigata Sinigaglia (pp. 319-20).

234. Baioni Massimo, Brezzi Camillo (a cura di), Memorie scolpite. Itinerari tra i monumenti alla Resistenza nella provincia di Arezzo, maschietto&musolino, Arezzo 2000, 77 pp.
Catalogo della mostra: Memorie scolpite, Arezzo, 19 aprile - 4 giugno 2000, promossa dall'Assessorato ai Beni e alle Attività culturali della Provincia di Arezzo in collaborazione con l'anpi e la Confederazione provinciale fra le Associazioni combattentistiche. Premessa di Vincenzo Ceccarelli, presidente della Provincia di Arezzo (p. 7). Catalogo composto di due parti: la prima saggistica (pp. 8-32), la seconda Itinerari tra i monumenti, con testi di Enzo Gradassi e fotografie di Annalisa Savoca (pp. 33-76). La mappatura dei monumenti commemorativi presenti nella Provincia di Arezzo qui riprodotti e analizzati non distingue quelli dedicati ai civili uccisi dai nazifascisti da quelli dedicati "ai caduti di tutte le guerre".

235. Basagni Iacopo, Formazione e attività del movimento resistenziale ad Arezzo, Tesi di laurea, Facoltà di Scienze politiche, Università degli studi di Firenze, relatore prof. Luigi Lotti, a.a. 1999-2000, 306 pp.
Muovendo dall'analisi del legame fra la popolazione e le formazioni partigiane vengono descritti dinamiche ed effetti dei rastrellamenti che sconvolsero i centri abitati dell'Aretino, a partire dai fatti di Vallucciole dell'aprile 1944. Utilizzando la principale letteratura sull'argomento, l'A. dedica un'appendice alle stragi naziste (pp. 241-86), dove si concentra sul problema delle responsabilità delle azioni, cercando di sfatare i frequenti ricorsi alla categoria della 'rappresaglia' per avvenimenti appartenenti a pure azioni di guerra, come nel caso di Vallucciole. Vengono poi descritte tutte le stragi dell'estate 1944; in particolare, l'ultima parte dell'appendice si concentra sulla strage di Moggiona, episodio "appena accennato nei libri e nei diari della Resistenza perché a Moggiona i partigiani non c'erano mai stati". La ricostruzione dei fatti non si basa su fonti tedesche, come per gli episodi precedenti, ma su testimonianze di superstiti raccolte da un reparto dello Special Investigation Branch, la 78a sezione dell'Intelligence britannico. Gli inquirenti sottolineano l'assoluta mancanza di movente per i fatti di Moggiona. In totale le vittime contate dagli inglesi furono 18. Chiude l'appendice la riproduzione dei documenti dell'inchiesta britannica.

236. Biagianti Ivo (a cura di), Al di là del filo spinato. Prigionieri di guerra e profughi a Laterina 1940-1960 (Atti del Convegno, Laterina, 27 marzo 1999), Centro editoriale toscano, Firenze 2000, 163 pp.
Promosso dall'Amministrazione comunale, il convegno, svoltosi in occasione della celebrazione del 50o anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, ha voluto ricordare le vicende del campo di concentramento per prigionieri di guerra allestito presso Laterina negli anni della Seconda guerra mondiale. Tra i saggi pubblicati nel volume si segnala quello di Enzo Droandi, Una tragedia ignorata: "The Forced March" Laterina, Levane, Montevarchi, pp. 57-89, dove sono ricordati episodi di eccidi e di rappresaglia (pp. 60-1). Droandi ricorda (p. 63) che nessuna delle stragi commesse dai nazifascisti nella provincia di Arezzo vide la partecipazione delle SS, citando come fonte il proprio studio Arezzo distrutta [M n. 214].

237. Levi Carlo, Le mille patrie. Uomini, fatti, paesi d'Italia, Donzelli, Roma 2000, xxiii+259 pp.
A cura di Gigliola De Donato. Presentazione di Gigliola De Donato e Luisa Montevecchi (pp. ix-xi). Introduzione di Luigi Maria Lombardi Satriani (pp. xiii-xxiii). Primo volume del progetto di realizzazione dell'opera completa di Carlo Levi a cura dell'omonima fondazione romana. Riproduce, alle pp. 133-42, La pasqua di Vallucciole, celebre cronaca della distruzione del paese e del territorio di Vallucciole nel ricordo raccolto da Levi da un testimone. Per la prima volta pubblicato in Italia sul "Contemporaneo" il 24 aprile 1954, compare nell'antologia a cura di Giampiero Carocci, La Resistenza italiana [M n. 147] e su "Cadore democratico" il 1o febbraio 1967 (prima di due puntate).

238. Piovosi Terzilio, Episodi di una realtà vissuta. Scritto esclusivamente personale, Tipografia Valdarnese, San Giovanni Valdarno 2000, 109 pp.
Pubblicazione promossa dal Comune di Montevarchi. Introduzione di Sara Squarcialupi (pp. 7-11). Diario dal 1922 al 1975 di Terzilio Piovosi nel Valdarno aretino (Montevarchi e zone limitrofe). In primo piano la parabola fascista, la guerra e l'occupazione tedesca e le lotte politiche del dopoguerra. Alle pp. 63-4 si fa riferimento alle stragi di Vallucciole, Civitella della Chiana e San Pancrazio.

239. Scuola elementare di Laterina, Classe v, La bambola di porcellana. Testimonianze e documenti sulla seconda guerra mondiale relativi al territorio di Laterina, Comune di Laterina, Laterina 2000, 127 pp.
Premessa di Rosetta Roselli, presentazione di Ivo Biagianti, note introduttive di Dante Priore, degli alunni e delle insegnanti che hanno partecipato al progetto. Sollecitati dagli alunni della v classe della locale scuola elementare, testimoni del comune di Laterina ricordano particolari episodi relativi al passaggio del fronte o le storie personali e di gruppo che li hanno portati sui fronti bellici lontano dall'Italia. Concentrato sul periodo dell'occupazione nazista, viene citata la strage a San Giustino di circa venti persone (p. 37) nella testimonianze di Giovanni Garenti e di Vittoria Rossi, senza alcun dettaglio. Il racconto di Tommaso Bondi, Partigiano a vent'anni, si concentra sull'uccisione di tre giovani compagni catturati in Pratomagno dai tedeschi e impiccati alcuni giorni dopo (il 15 luglio 1944) in località Trappola nel comune di Loro Ciuffenna. I tre furono impiccati con le punte dei piedi che toccavano terra così da procurare loro una più lunga agonia. I corpi furono traslati al cimitero di Laterina dove fu eretta una lapide il cui testo è riprodotto nel volume. Presenti molte illustrazioni nel testo e documenti provenienti dall'archivio comunale.

240. Turchetti padre Alfonso, Un frate racconta ... frati, soldati e sfollati insieme dal 1943 al 1944 nel Convento di Montecarlo a S. Giovanni Valdarno, Edizioni del Servizio Editoriale Fiesolano, Fiesole 2000, 63 pp.
Fascicolo n. 3 della collana "Documenti per la storia - Le tradizioni popolari e religiose sangiovannesi", promosso dal Comune di San Giovanni Valdarno, anpi, Associazione toscana volontari della Libertà (presentazioni degli enti alle pp. 3-6). Memorie di Alfonso Turchetti (scritte nel 1955), dal 1943 parroco di San Giovanni Battista a Montecarlo, curate e introdotte da Paolo Bonci. Nell'introduzione storica Bonci ricorda le stragi di Vallucciole, Civitella, Massa, Meleto e Castelnuovo dei Sabbioni come esempi di quella che l'A. definisce "la rappresaglia nazista" (p. 8). Nella seconda parte del diario sono narrati gli avvenimenti dal febbraio 1944 fino alla Liberazione di San Giovanni Valdarno. Alle pp. 35-40 si trova il paragrafo 24 aprile: martirio di tre partigiani a Santa Lucia, cronaca dettagliata della fucilazione ad opera di militi della rsi - il tenente Tartarotti fu processato a Bologna anche per la responsabilità di questo episodio, e in seguito condannato a morte, con sentenza eseguita nei pressi di Bologna - di 3 giovani, presunti partigiani. Alle pp. 43-4, il paragrafo Assurda uccisione di un padre di sei figli descrive la morte dello sfollato Sabatino Mugnaini per raffiche di mitra sparate da tre nazifascisti a bordo di una camionetta. Seguono la cronaca della strage di Civitella in Val di Chiana, secondo il resoconto di un testimone (pp. 44-5), e di quelle di Castelnuovo dei Sabbioni, Massa e Meleto. Alle pp. 55-6 si descrive l'arresto di 3 vigili del fuoco a Montevarchi il 19 luglio e la loro successiva uccisione in località Borro al Quercio ad opera dei nazifascisti, perché ritenuti partigiani. Sempre a p. 56 si apprende che nello stesso luogo, nei pressi di Villa Pettini, Angiolo Manetti fu ucciso da un milite tedesco, apparentemente senza alcuna motivazione.

241. Biagiotti Alvaro, Quercioli Maria Serena, Montemignaio e Podernovo. Quell'estate del 1944. Archivi e memorie di guerra, Arti Grafiche Martinelli, Firenze 2001, 104 pp.
Pubblicazione promossa dai Comuni di Montemignaio (Arezzo) e di Pelago (Firenze). Prefazione di Angiolino Sabatini, sindaco di Montemignaio, e Marcello Ulivieri, sindaco di Pelago (pp. 5-7). Introduzione di Giovanni Contini Bonaccorsi, Montemignaio, Podernovo: le forme di violenza contro i civili (pp. 15-20). Presenta alcune fonti d'archivio inedite e testimonianze relative alle stragi di Montemignaio e Consuma del giugno 1944. Il libro si compone di due parti. La prima, di Biagiotti, presenta alcuni documenti inediti relativi alle stragi accadute a Montemignaio, il 20 e 29 giugno, e a Podernovo (Consuma) il 25 agosto 1944. Alle pp. 23-42 pubblica la traduzione dei documenti dell'indagine effettuata dallo Special Investigation Branch, avente per oggetto: Crimini di guerra. Atrocità commesse da un reparto tedesco a Montemignaio il 20 ed il 29 giugno 1944. Secondo le fonti tedesche citate nell'Introduzione (p. 17), il 20 giugno una pattuglia del 51o Light Flak Battalion fu attaccata da partigiani presso Montemignaio subendo perdite. I tedeschi per rappresaglia fucilarono 11 cittadini di Montemignaio, presso il Castello. In data 29 giugno, durante un rastrellamento operato sempre da militari del Light Flak Battalion, furono uccisi 4 civili rifugiatisi nel bosco e creduti partigiani. Alle pp. 45-84 i documenti dell'indagine condotta dal 5o Esercito degli Stati Uniti sulle stragi del 25 agosto 1944 operate dai tedeschi nelle ville di Podernovo e Lagacciolo in località Consuma (rapporto datato 27 novembre 1944 avente per oggetto: "Uccisione di otto civili a Podernovo, Italia, il 25 agosto 1944 ad opera di membri del 754 Reggimento Granatieri"). Nella giornata del 25 agosto un gruppo di soldati tedeschi uccise senza motivazione 9 persone presso Villa Lagacciolo, 8 a Villa Podernovo, e 2 nella fattoria di Podernovo. La seconda parte del libro, curata da Quercioli, presenta alcune testimonianze sulle stragi di Montemignaio e Podernovo raccolte nel 2000 (pp. 85-102).

242. Bondi Benito, Subbiano racconta una guerra vissuta, Edizioni Regione Toscana, Firenze 2001, 169 pp.
A cura della Regione Toscana, Giunta regionale e del Comune di Subbiano. Alle pp. 7-12 Perché la memoria non si perda, di Enzo Droandi. Raccolta di otto testimonianze di abitanti del paese di Subbiano, comune della provincia di Arezzo, relative al passaggio del fronte da questa località e a episodi di prigionia e di guerra vissuti nel più ampio contesto europeo. Alle pp. 165-9 si trova il ricordo di Stenio Ghezzi, Ferocia e pietà di nemico, sulla strage di San Severo, piccola località alle pendici dell'Alpe di Poti. Ghezzi fu testimone e uno dei due unici sopravvissuti alla strage che i militari tedeschi compirono a colpi di mitra nell'abitato di San Severo. Citati nomi ed età delle 15 vittime, ma dell'episodio non si dà spiegazione né se ne specifica giorno e dinamica. L'episodio non è legato al territorio di Subbiano, ma è stato inserito nella raccolta perché il testimone vi risiede attualmente.

243. Ugolini Giovanni, E' passata la rovina a San Sepolcro. Cronaca cittadina dall'8 settembre 1943 al 3 settembre 1944, Stampa Grafiche Borgo, Sansepolcro 2001, 63 pp.
Riproduzione anastatica a cura del Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro della edizione del 1945. Nota introduttiva di Odilio Goretti, presidente del Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro (p. 3). L'A. ricostruisce nell'ottobre 1945 gli avvenimenti accaduti nella sua città, Sansepolcro, dall'8 settembre 1943 al 31 agosto 1944, alla Liberazione. Viene ricordato l'episodio dell'uccisione, da parte di repubblichini guidati dai fascisti di Sansepolcro, di uno slavo (Luca), che, scappato dal campo di Renicci, prestava servizio presso una famiglia contadina in località Gragnano, il 21 marzo 1944 (pp. 20-1). Nell'appendice documentaria sono riprodotti l'Elenco delle persone non militari assassinate dai nazifascisti durante il periodo che va dal marzo 1944 alla liberazione di Sansepolcro, che conta 40 civili (pp. 57-8), l'Elenco di cadaveri di sconosciuti uccisi dai tedeschi durante il periodo della ritirata - 8 uomini e 3 donne (pp. 59-60), e l'elenco delle Salme di sconosciuti sepolti nel cimitero di Misciano - 2 uomini (pp. 60-1).

Ultima modifica: 19/02/2013 12:22:58 - Id: 579654