Pandemia covid-19: impatto sulle entrate degli enti locali

Il presidente del Comitato europeo delle regioni (CdR) Apostolos Tzitzikostas, nel corso della presentazione del Barometro, oltre ad illustrare quali saranno le sfide più urgenti per il 2022, ha sottolineato che una riduzione fino al 10% delle entrate degli enti locali, mette in pericolo la prestazione dei servizi pubblici a meno che non arrivino urgentemente più risorse da fondi UE e nazionali per sostenere progetti e programmi locali.

Questa prima edizione del Barometro regionale e locale annuale dell'UE, presentata il 12 ottobre 2021 durante la 146° assemblea plenaria del CdR, si concentra sull'impatto della pandemia da COVID-19. Gli enti regionali e locali dell'UE sono stati in prima linea nell'affrontare la crisi sanitaria e nel garantire la sicurezza delle persone. La relazione mostra come essi siano anche fondamentali per la ripresa economica. La relazione mette in evidenza l'impatto sulle persone più vulnerabili nelle nostre comunità e presenta nuovi dati relativi all'opinione pubblica su tali questioni, risultanti da sondaggi effettuati meno di un mese prima della pubblicazione.

L'impronta lasciata nel 2020 dalla pandemia sulle amministrazioni locali - emerge dal rapporto - è pesante, si stima un buco da 22,8 miliardi nelle casse delle amministrazioni locali italiane: strette tra le maggiori spese da sostenere per far fronte all'emergenza e le mancate entrate dovute alla crisi, la perdita registrata è in termini assoluta la più alta d'Europa dopo la Germania, dove Laender e città hanno segnato un rosso di quasi 112 miliardi.

A livello europeo, il cosiddetto “effetto forbice” per gli enti locali vale 180 miliardi di euro, pari alla somma delle maggiori spese dovute alla pandemia (125 miliardi) e delle mancate entrate (55 miliardi). Realizzando una panoramica a livello europeo, le casse delle amministrazioni italiane hanno perso circa il 9% delle entrate, in termini relativi le perdite maggiori si sono registrate a Cipro (25%), Bulgaria e Germania (15%). Mentre le più basse in Romania, Danimarca, Grecia, Ungheria ed Estonia (non oltre il 2%).

Nell’analisi si legge che "la pandemia avrà degli effetti a lungo termine sulle strutture socio-economiche delle regioni europee", tra gli elementi considerati per stimare i rischi di breve e lungo termine dei diversi territori vi sono il turismo, l'occupazione nel settore alberghiero, dell'accoglienza e della cultura, il numero di Neet (giovani che non studiano e non cercano lavoro) con bassi livelli di educazione e un alto rischio di povertà. La crisi, spiega il Comitato, ha avuto un impatto devastante sull'occupazione e sulla dimensione sociale, colpendo in particolar modo i giovani e i lavoratori poco qualificati.

Maggiori informazioni:
Barometro annuale regionale e locale dell'UE - Sintesi
Barometro annuale regionale e locale dell'UE - Rapporto completo


Fonte foto: Comitato delle Regioni

Aggiornato al:
19.10.2021
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80799087