Welfare, conoscere il sistema per intervenire e creare una società più equa e inclusiva

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Le società avanzate, negli ultimi decenni, si sono dovute confrontare con la necessità di ripensare e ristrutturare profondamente le politiche sociali. I tagli alla spesa pubblica, la crescita e la diversificazione dei bisogni legati a nuovi processi sociali (invecchiamento, immigrazione, trasformazioni della famiglia, etc.) hanno costretto i Governi a superare la logica assistenziale degli interventi a pioggia garantiti a tutti dallo Stato.

Seguendo traiettorie non sempre coerenti, le politiche sociali si sono tuttavia profondamente trasformate lungo due direttrici: da un lato, cercando di rendere la spesa più congrua e pertinente rispetto alle priorità e ai bisogni dei cittadini; dall'altro, includendo progressivamente nell'attuazione delle politiche e nella gestione dei servizi i diversi livelli di governo e il Terzo Settore, nel tentativo di valorizzare tutte le risorse disponibili.

Le politiche sociali non possono essere gestite efficacemente senza una visione a 360° capace, da un lato, di superare una logica settoriale di gestione a compartimenti stagni e, dall'altro, di evitare di relegarle nel ristretto ambito del disagio e della marginalità. I processi sociali sono complessi e mutevoli, cambiano a seconda dei contesti storici e territoriali. Per comprendere i fattori che determinano disagio ed esclusione e poter agire efficacemente in una prospettiva non solo di cura, ma anche e soprattutto di prevenzione, occorre aver ben chiaro, nel momento in cui si programmano i servizi, il contesto sociale ed economico sul quale si interviene. Occorre avere una visione complessiva dei problemi, una conoscenza che è anche la premessa fondamentale per il dialogo e il coordinamento con gli altri ambiti nel quale si realizzano le politiche regionali.

Con questi presupposti la Regione ha promosso alcune iniziative sperimentali rivolte alla popolazione anziana non autosufficiente e ai disabili, utilizzando strumenti innovativi sia nell'ambito della residenzialità che della domiciliarità. Rispetto al primo vorrei segnalare il bando per progetti sperimentali a Bassa Intensità Assistenziale e la realizzazione di appartamenti per anziani fragili e per disabili. Riguardo al secondo, il progetto 'Pronto badante' e Step, che attraverso la "Carta dell'anziano" punta a realizzare una piattaforma in cui le condizioni sanitarie degli anziani possano essere informatizzate e integrate dentro la tessera sanitaria.

Ci aspettiamo molto da queste sperimentazioni, che avranno luogo nel corso del 2015. Gli esiti infatti ci forniranno informazioni utili per apportare quelle modifiche al sistema del welfare regionale che, una volta portate a sistema, faranno sì che l'azione sociale regionale possa essere sempre più orientata alla misurazione del benessere e alla valutazione dei processi che ostacolano la realizzazione di una società sempre più equa e inclusiva.

Aggiornato al:
06.11.2014
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12036957